LA FOLLIA DI MEDJUGORJE

Pensavo oggi: le apparizioni della Madonna a Medjugorje sarebbero più credibili se Ella fosse apparsa sempre nello stesso luogo, cioè sulla collina delle apparizioni o nella chiesa parrocchiale del villaggio bosniaco, e se avesse quindi costretto i sei veggenti a recarsi sempre in quel luogo. Il fatto che appaia nelle loro case private, in qualsiasi raduno in giro per il mondo, persino su aerei e autobus, sconcerta molti e fa pensare loro che si tratti di una sceneggiata ridicola.
Pensiamo a Marjia: da trent’anni tutti i giorni, ovunque, alla stessa ora ... Lei, madre di quattro figli, in un condominio di Monza, tra un giro scala e l’altro ... ma non è una follia, fuori da ogni logica teologica e umana?
In realtà, dopo aver chiesto a Dio di aiutarmi a capire qualcosa di questo ‘strano’ o ‘imbarazzante’ modo di fare della Madonna – stiamo parlando della Madre di Dio, della Regina degli Angeli e dei Santi! -, mi sono reso conto del bellissimo e veramente rivoluzionario messaggio che questi fatti trasmettono. Non diciamo noi forse che la Madonna è presente in ogni famiglia cristiana? Gesù dalla croce non ha forse affidato Maria al discepolo prediletto e quest’ultimo non l’ha forse presa con sé nella sua casa?
Allora il messaggio è chiaro: Maria ci sta dicendo che è con noi, nelle nostre case, ogni giorno.
Ci sta dicendo che lo è fisicamente, realmente, operativamente.
Ci sta dicendo: State con me anche quando lavate i piatti o scrivete al computer o fate giocare i vostri bambini. Prendete il Rosario e parlatemi. Sì, chiamatemi, parlatemi, consegnatemi i vostri problemi.
Ascoltate con me la Parola di mio Figlio, meditate con me la sua vita e i suoi insegnamenti. Seguite con me la Chiesa e i suoi insegnamenti.
Venite con me alla celebrazione della Santa Messa e imparate a contemplare Gesù che si dona a voi nell’Eucarestia.
Venite con me a confessarvi, per togliervi di dosso i peccati che vi rovinano. Venite con me a far parte del popolo di Dio.
Venite con me in missione nel mondo, per testimoniare la vostra appartenenza a Cristo e alla sua Chiesa.
Fate con me opere di carità verso chi ha bisogno nel corpo e nello spirito.
State con me anche quando Dio vi chiama a portare la croce.
Ci sta dicendo che Dio non vuole semplicemente un po’ più di pratica religiosa e di obbedienza morale da parte nostra: vuole una condivisione totale di vita con lui, una amicizia costante, twenty four seven, senza esclusione di nulla.
Ci sta dicendo che ogni volta che diciamo “Ave Maria” stiamo effettivamente salutando una presenza, stiamo dicendo ‘tu’ a Maria e lei ci sta effettivamente ascoltando.
Insomma, Medjugorje sta cambiando il nostro modo di vedere la vita. Non più l’idea di una lontananza abissale tra noi e Dio, coperta da (rare ...) preghiere “a lunga gittata” dalle quali ci si aspetta una risposta in tempi lunghi: preghiere cioè che noi mandiamo a Dio dalla nostra solitudine, come lettere scritte ad una persona lontana e totalmente assente. Non più questo, ma l’annuncio che Dio è tutto, qui ed ora, e ci coinvolge con sé nella Chiesa, nei sacramenti, nella preghiera, nella Sacra Scrittura, nella confessione, nel digiuno, nella missione. La nostra preghiera è un essere di fronte a Lui presente.
Ben venga quindi questa Madonna onnipresente, che non si vergogna di venire in un palazzetto dello sport, o in un campo da calcio di Ossana sotto la pioggia, o in una collina arida e sassosa come a Medjugorje, o in un appartamento familiare.
Ben venga a dirci che siamo figli suoi e che vuole che stiamo insieme a Lei sempre. Ben venga a dirci che siamo peccatori e che dobbiamo convertirci.
Ben venga a prendersi cura di poveri uomini come noi, incoerenti, impacciati, duri di cuore e di mente, deboli nel corpo e nello spirito.
Ben venga a non scandalizzarsi della nostra povertà, a non sdegnarsi di stare con noi, a non fuggire per i nostri errori.
Ben venga a guidarci, passo dopo passo, minuto dopo minuto.
Ben venga a metterci insieme attorno a suo Figlio.
Ben venga a non lasciarci in pace.
Ben venga a parlarci a lungo e non si stanchi mai di farlo.
Ben venga tutti i giorni per trent’anni e per tutti i secoli che ancora verranno. Ben venga a portarci tutti in Cielo.
Per tutto questo Medjugorje viene a dirci che è ora di cambiare: noi avevamo provato a buttare Dio fuori dalla nostra vita, ma Lui ... ha raddoppiato la sua presenza.
Non si torna più indietro.
Niente sarà più come prima.
E’ l’inizio di una nuova civiltà, che non sarà semplicemente più buona di quella di oggi, ma sarà con Cristo: mai più la separazione da Lui, mai più l’orrenda solitudine dell’uomo, mai più, mai più, mai più!

Don Matteo Graziola

Don Matteo all'incontro di Rovereto del 13 novembre 2011, presiede la celebrazione

 

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