«Il mappamondo delle apparizioni»

Parla il teologo René Laurentin che le sta catalogando in un dizionario: «I frutti spirituali e la coerenza con la dottrina i criteri per valutarle»
Da Udine Francesco Dal Mas

Alla bella età di 86 anni, padre René Laurentin, il più autorevole mariologo vivente, sta girando di archivio in archivio - come ha fatto in questi giorni alle Edizioni Il Segno di Udine - per approfondire i casi di apparizione mariana, raccogliere l'eventuale documentazione e completare un dizionario a cui sta lavorando dal 1990. Ben 1800 [alla fine è arrivato a 2567] le situazioni individuate. Solo una dozzina hanno il riconoscimento ufficiale. Ma è convinzione di Laurentin che tante altre, seppur rientrando solo nella categoria di «presunta apparizione», portano comunque dei frutti positivi: devozione, confessioni, vocazioni...
Padre Laurentin, quando pubblicherà il dizionario?
«Non so neppure se vivrò abbastanza per finirlo. Ho, infatti, 86 anni. È vero, mi avvalgo di un bravo collaboratore, un ebreo convertito, che riesce a capire i veggenti meglio di me. Il lavoro, però, è immenso; l'ho iniziato ancora una quindicina d'anni fa. Impieghiamo molto tempo perché cerchiamo anche la bibliografia».
Il dizionario tratterà di tutte le apparizioni?
«Ovviamente no, perché la maggioranza delle apparizioni rimane segreta. Il veggente ne parla solo al confessore o a qualche esperto».
Qual è la loro distribuzione per continente?
«Il Paese campionissimo è l'Italia. Seguono la Francia e l'America. E, si ricordi, l'America era allergica alle apparizioni».
Quante si possono considerare autorevoli, seppur presunte?
«Le apparizioni riconosciute come autentiche non sono più di 12. Per altre sono in corso approfondite inchieste. Per la maggioranza dei casi si può parlare di "congettura". L'importante è che queste situazioni non abbiano nulla contro la fede e che portino, comunque, dei buoni frutti spirituali (conversioni e vocazioni, in particolare). L'apparizione non è un dogma, si è liberi di crederci o no».
Lei ha dedicato ben 20 volumi a Medjugorie. Qual è, al riguardo, la sua posizione?
«Sono tenuto al riserbo, a seguito di alcune disposizioni che mi sono state date. Non ho mai detto che la Madonna è realmente apparsa. Ho invece certificato una serie di segni positivi e negativi (come per Lourdes, del resto). E tra i segni positivi ci sono senz'altro le liturgie che ci sono a Medjugorie con un seguito davvero straordinario di confessioni e di conversioni».
Da che cosa bisogna stare in guardia?
«Dalla religione delle apparizioni. Ci sono fedeli che credono solo a questi fenomeni straordinari, tanto da assecondare perfino il turismo delle apparizioni. Ci vuole discernimento. Anzitutto da parte dei veggenti, che talvolta confondono la comunicazione che ricevono con il proprio pensiero. Ho sentito alcuni di loro affermare: dico quello che Dio mi ha detto di comunicare. Ma è una comunicazione che può essere filtrata».
Con il rischio, talvolta, della deviazione?
«Sì. Dipende, appunto, dal veggente. Nelle mie ricerche non ho trovato molti casi di fanatismo, contrariamente a quanto si usa credere. Ho riscontrato, invece, il pericolo di deviazioni, soprattutto quando interviene l'abitudine. Un veggente non può sostenere: ricevo la luce da Dio e quindi ho la verità assoluta. No, deve anche lui discernere, magari facendosi aiutare. L'ispirazione personale può incrociare quella soprannaturale, compresa, a volte, quella diabolica. Quindi è necessaria molta prudenza. Lo raccomando in continuazione ai tanti veggenti che conosco: fate attenzione, perché nelle apparizioni che ricevete ci possono essere tanti limiti. La maggioranza di loro mi ascolta e discerne quotidianamente».
Il primo criterio del discernimento?
«Non c'è dubbio: la conformità alla dottrina di quanto avviene nell'apparizione».
Come spiega l'interesse crescente per le apparizioni mariane? E questo interesse si trasforma in autentica devozione mariana?
«Quando una persona rischia l'asfissia ha bisogno di ossigeno per ritornare alla vita. La vita di fede oggi è asfissiata dal materialismo ideologico e da quello economico. L'ossigeno di cui ha bisogno è rappresentato anche da questi "segni". Ribadisco, ci vuole discernimento. Ma se si usa la testa, la devozione mariana sarà davvero autentica».

Tratto da Avvenire, 26 maggio 2004


Il libro finito ha raccolto complessivamente 2400 apparizioni.