Da ricco venditore di auto a «Legionario di Cristo»
LA STORIA. Padre Timothy, dal Nord Est americano a quello italiano
Formatore vocazionale delle diocesi di Verona e Vicenza, è il direttore spirituale dei pellegrini
04/04/2010


Padre Timothy Meehan
Da venditore d'auto nel Nord-Est degli Stati Uniti a Legionario di Cristo innamorato di Maria. Immaginate un marcantonio sui 25 anni che il basket ha trasformato in un colosso, un lavoro sicuro da venditore di Bmw, soldi in tasca, la macchina e la ragazza: questo era Timothy Meehan, di Boston, fino alla fine degli anni '80. «A 19 anni i miei mi buttarono fuori di casa: avevo un lavoro e quindi era ora che provvedessi a me stesso. Quelli, fino ai 24 anni, furono gli anni che vissi fuori dalla Chiesa. Avevo una ragazza già da qualche anno, e attorno ai 24 anni si cominciò a parlare di matrimonio. Non so neanche io perché, ma prima delle nozze mi venne l'idea di vivere una esperienza di missione».
Così Timothy prende il coraggio a quattro mani e parte per il Messico. Sarà Tito, un ragazzino messicano cresciuto sotto il mantello della Virgen morita, cioè Nostra Signora di Guadalupe, a cambiargli la vita. «Fu un flash. Tito indossava una camicia senza bottoni, un paio di scarpe senza suola eppure era più felice di me. Quell'esperienza in Messico, coi poveri, mi scioccò totalmente e a dare un senso a quel che mi era accaduto fu l'immagine della Madonna di Guadalupe. Affidai la mia vocazione alla Madonna». La sua ragazza, quando lui le parlò, frenò le lacrime con una frase: «Con Lei (la Madonna, ndr), non posso competere».
La Virgen morenita la rivedrà dieci anni dopo, da sacerdote dei Legionari di Cristo: «Celebrai in Messico una delle prime messe dopo l'ordinazione, in Vaticano, il 1° gennaio 2000. Alzai l'eucaristia durante le messa, il mio sguardo si posò sull'immagine della Vergine, di fronte, su una parete: cominciai a piangere».
Padre Timothy è arrivato in Italia nel 1996 per concludere il percorso di formazione che l'ha visto essere ordinato proprio il primo giorno del nuovo millennio ma anche primo giorno dell'anno giubilare. Da allora, dal 1° gennaio 2000, è nel veronese, al servizio, come prevede la Congregazione dei Legionari di Cristo, della diocesi di Verona e Vicenza.
Formatore e animatore vocazionale, ospite della trasmissione cattolica «A sua immagine» di Rai Uno, ma anche relatore a convegni internazionali su vita consacrata e cultura della comunicazione, opera tra Verona, Trento e Bolzano e dal 2000 fa direzione spirituale ai pellegrini che vanno a Medjugorje. E sui pullman, ad accompagnarli, ci va tre-quattro volte l'anno. E' così, che in dieci anni, i Legionari di Cristo ed il collegato movimento Regnum Christi, si è diffuso nelle provincie di Verona, Trento e Bolzano: un punto di contatto è rappresentato dal messaggio di Medjugorje. La Vergine dei Balcani ha infatti scelto la piccola parrocchia bosniaca come archetipo delle parrocchie del mondo invitando i pellegrini alla conversione del cuore e a vivere il suo messaggio di pace nelle proprie parrocchie. Ed è proprio a vivere la parrocchia, traducendo il proprio impegno battesimale, che invita il Regnum Christi. Quello, in sostanza, che hanno fatto i 130 «missionari» che hanno scelto il triduo pasquale per fare, con gli auguri nelle famiglie di Roncà, la loro professione di fede.P.D.C.

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