“Tu sei la mia piccola Margherita dal cuore d'oro e dai petali bianchi" (27 agosto 1960)

 

"L'ora di Maria"

La straordinaria missione ecclesiale di un'umile madre di famiglia per il dopo concilio

Margherita Marsura (1909-1971)

P. Antonio Maria Artola, C.P.


La pubblicazione della presente opera intende avvalersi del Decreto della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede (A.A.S.. N. 58/16 del 29. 12.. 1966), già approvato da S.S. Paolo VI il 14. 10. 1966, in virtù del quale non è più proibito pubblicare senza imprimatur scritti riguardanti apparizioni, rivelazioni, miracoli, profezie.

Il testo è reperibile anche in tedesco; qui un estratto della pubblicazione.

 

Prefazione

In questo volume si presenta una selezione del diario spirituale di Margherita Marsura, preceduta da un profilo biografico che introduce e guida il lettore all'interpretazione degli scritti. La scelta dei brani e la compilazione della biografia è opera del Prof. Dr. P. Antonio Artola C.P. che ha compiuto gli studi teologici nella Pontificia Università S. Tommaso d'Aquino (“Angelicum") di Roma, nel Pontificio Istituto Biblico di Roma e nella Scuola Biblica di Gerusalemme. Ha conseguito la Licenza nella Pontificia Commissione Biblica di Roma e il dottorato in teologia nell'Università Cattolica di Friburgo (Svizzera). Ora è professore ordinario di S. Scrittura nella Facoltà di teologia dell'Università di Deusto - Bilbao (Spagna) e docente di teologia della croce nell'omonima Scuola Superiore istituita presso il Pontificio Ateneo “Antonianum" di Roma. Il lavoro è stato realizzato per incarico del "Gruppo per la Pace universale" di Monte Benedetto - Merano (Bolzano). Il gruppo stesso ha curato questa pubblicazione. Si vuole far conoscere quest'opera affinché le anime desiderose di impegnarsi per la pace conoscano un’umile donna rivelatasi grande carismatica dell'Unione Europea, la pace del mondo, la famiglia cristiana e l'attuazione delle mete additate dal Concilio Vaticano II.

“Gruppo per la Pace universale" Monte Benedetto
Casella Postale 86 - Merano BZ

Merano, 25 marzo 1985 Festa dell'Annunciazione

 


Come arrivare

Attualmente presso la cappella c'è un cartello affisso che avvisa della recita del rosario alle ore 15 della domenica e nell'ultima domenica del mese alle ore 17 una preghiera per la pace. In varie occasioni però non abbiamo trovato nessuno.


 

Profilo biografico
(traduzione dallo spagnolo)

Il diario spirituale di un'anima eletta

Nell'anno 1959, pochi mesi prima di compiere i cinquant’anni, una semplice madre di famiglia che viveva una profonda vita di pietà, decide di mettere per iscritto ogni giorno, la sua vita interiore:
"Da questo giorno voglio tenere controllata anche per iscritto la mia vita spirituale" (1 gennaio1959).
Dopo un primo periodo di avviamento con inevitabili interruzioni, l'ascetica della pagina spirituale intima quotidiana diventa un'abitudine ed una necessità: "Ogni giorno un pensiero scritto per te, mio sposo dolcissimo" (21 febbraio 1961).
L'azione spirituale di ciò che viene messo per iscritto ha un'efficacia singolare: "Scrivo questi pensieri sulle righe di un quaderno… Rimangono impressi sulle pagine e così rimane impresso nel mio cuore a caratteri indelebili tutto ciò che dal mio Signore mi viene suggerito nell'intimo silenzio dell'anima quando a tu per tu ascolto e parlo a lui" (14 marzo 1961). L'impegno della pagina quotidiana ha l'effetto soprannaturale di dare ferma robustezza alla volontà di compiere ciò che nella meditazione si presenta come volere di Dio: “Il Signore mi invita a confermare con la penna quello che insistentemente vuole da me" (15 dicembre 1960). La costanza nel compito quotidiano dello scritto spirituale crea il convincimento che il giorno sia incompleto senza scrivere qualche cosa: "Quando lascio nel silenzio il mio diario per qualche giorno, sento che non è completa la mia vita spirituale. Ogni parola scritta su questo quaderno vale come conferma di quella che è la mia unione con Dio" (4 dicembre 1960). La sincerità e serietà con cui compie il dovere quotidiano dei pensieri spirituali va configurando la vita nella linea esatta di detti pensieri messi per iscritto: "Ciò che ti dà conferma è che tu vivi come scrivi" (30 agosto 1960). Tutti i momenti della giornata sono buoni per lasciare testimonianza di un moto interiore o per rivolgere un saluto a Gesù: "Le prime parole voglio che siano per te, o mio Signore, anche sulle righe di questo povero quaderno" (22 giugno 1961). Di solito il diario viene scritto al termine della meditazione, come normale prolungamento della stessa: "Dopo la meditazione, continuazione scritta" (27 agosto 1960).


Questa è stata la genesi del diario spirituale di Margherita

La decisione di mettere in iscritto le proprie esperienze interiori ebbe delle conseguenze profonde nella vita di quest'anima. Soprattutto una attenzione intensa e quotidiana concentrata nel progresso spirituale. In seguito l'attenzione si concentra negli intimi suggerimenti e chiamate del Signore ad una risposta ogni volta più generosa. E gli effetti del miglioramento intimo crescono. C'è maggiore chiarezza di idee ed aumento di conoscenza soprannaturale, per la necessità di fissare in alcune righe ciò che l'anima sente nei momenti del dialogò silenzioso. A poco a poco, quanto non forma l'oggetto privilegiato di ciò che rimane nel diario, scompare dal mondo degli interessi immediati. Il mondo invisibile si fa atmosfera ordinaria di tutto il giorno e eli tutto il vivere dell'anima. Non interessa più ciò che è esterno quando si è scoperto il paradiso interiore dello spirito. Il momento del diario è il momento del controllo, dell'esame e della valutazione della propria condotta. Il quaderno è l'ausilio insostituibile quando l'orazione diviene arida e la concentrazione mentale pura impossibile. Al posto dell'anima isterilita e del cuore insensibile, la mano si fa spirito ed esprime al Signore ciò che nessun'altra dimensione dell'essere riesce ad esternare nell'oscurità.
Il premio di questa ascetica di Margherita è l'evoluzione mistica. Non sono più le sue meditazioni quelle che vengono trascritte nell'umile quaderno scolastico. Non più il dialogo più o meno forzato, frutto dello spirito umano che si rivolge a Dio. A poco a poco gli intimi suggerimenti cominciano ad acquistare l'intensità e la nitidezza della parola uscita da un altro spirito che si trova faccia a faccia con il suo io. Sorge il momento prossimamente pre-mistico in cui l'anima avverte, al di là del suggerimento sentito nel raccoglimento dell'orazione, una voce dolce e discreta.
Comincia la consapevolezza che Dio è già un interlocutore dal volto riconoscibile e dalla voce inconfondibile: "Non temere, piccola anima mia. Non ti darò alcun segno particolare: hai solo da credere con ingenua sicurezza che questi colloqui sono tenuti tra me e te in forma reale" (19 agosto 1960).
La certezza dell colloquio avanza sulla linea di manifestazioni del contenuto nuovo. Margherita si rende conto che il dialogo porta luce, conoscenza, alcune illuminazioni nuove. Le illuminazioni prendono a volte la forma di una incombenza diretta a terze persone, o di incarichi concreti affidai a lei stessa.
Stanno per nascere i messaggi della sua missione: "Piccola mia, non dirmi di no in ciò che ti chiedo. Desidero che tu sia la mia continuazione. Non pensare che sei niente, perché io del niente posso far che sia tutto. A te chiedo solo la volontà di pensare con tranquilla sicurezza che io sono te. Tu sarai sempre il niente che sei in tutte le cose naturali alle quali con il corpo sei soggetta. Ma con l'anima e la volontà voglio che tu sia la mia continuazione" (25 gennaio 1960).
Una volta creata la coscienza della missione personale, il diario si converte in un documento d'importanza spirituale per il futuro di numerose altre anime: "Un giorno, meditando su quanto scrivi, capiranno che tutto ciò è verità" (23 dicembre 1960).
Margherita ha il presentimento dell'importanza di questi scritti. Il 17 agosto 1961 sente il Signore che le dice:
“Desidero che molte cose siano scritte poiché si dovrà conoscere la mia piccola bambina, che tanto mi sta vicina sulla terra, quando essa starà con me in cielo e dovrà spandere sulle anime tutte, ma soprattutto dei sacerdoti, i bianchi petali che ora continuamente mette, ad ogni Ave Maria, in grembo alla mia mamma". E il 27 settembre del 1967 puntualizza:
“Per chi un giorno leggerà questi pensieri desidero precisare che non sono scritti superficialmente tanto per scrivere qualche cosa, ma esprimono la reale unione e fusione di un'anima con Dio, alla quale il Padre nostro ha donato la filiale cognizione di lui, unita a tenera confidenza. Infatti, tutti i pensieri che si troveranno scritti nei quaderni della mia vita spirituale non sono affatto studiati, come, ad esempio quando uno scrive una lettera ad una persona e di solito scrive prima la brutta copia. No, i pensieri di questi momenti di colloqui spirituali sgorgano spontanei dalla mente al cuore alla penna, come un ruscello che esce dalla fonte naturale e scorre, scorre tranquillo e semplice e sicuro di non esaurire mai la sua armonia poiché la sua fonte è inesauribile, nascendo dagli eterni ghiacciai. In questi intimi momenti io mi trovo a tu per tu col mio Signore: col Padre nostro che mi ha donato l'essere; con Gesù, lo sposo dolcissimo dell'anima mia, con lo Spirito Santo che è l'amore del Padre e di Gesù fuso in un solo amore che mi avvolge, illumina e pervade la mente, il cuore, l'anima e tutto il mio essere. È in questi momenti che io attingo alla fonte della Divina Famiglia tutti i pensieri più belli e più sublimi che sgorgano spontanei e semplici. Ci sono, è vero, anche pensieri miei, allorquando il mio cuore si trova gravato dal peso della mia natura, povera, debole, malata, perché così è per ogni creatura umana caduta nel peccato".
Quando la purificazione spirituale di Margherita avrà conseguito gradi elevati e l'intimità con il Signore sarà progredita, il colloquio con Gesù diverrà un vero e sensibile dialogo. E le parole del Signore raggiungono il livello di autentici dettati.
Nessuno ha saputo di questo diario di Margherita mentre lei viveva. Soltanto alcuni mesi prima di morire ella confessò al marito che conservava in un armadio le sue "memorie", così chiamava il diario. II Signor Marsura non aveva dato molta importanza a questa confidenza della moglie, finché un giorno si mise a sfogliare quei quaderni. L'impatto diede lungo a un'emozione insospettata che agì profondamente nell'animo suo. Egli ignorava del tutto la meravigliosa vita interiore di Margherita. Pianse a lungo su quelle pagine così semplici e così straordinarie.

 

Nel segno di una grande semplicità

Margherita aveva vissuto fino all'anno 1937 una vita umile e semplice nella sua cittadina natale contornata da un dolce paesaggio collinare.
Era nata a Cornuda di Treviso il 5 luglio 1909. Ricevette la prima comunione all'età di 7 anni nel 1916, in piena guerra mondiale. Della sua infanzia scrive nel diario: "Fin da piccolina il Signore mi voleva sempre vicino e mi faceva sentire spesso la sua voce tanto nitida che sentivo sovente il bisogno di ritirarmi nel silenzio per effondermi in profonda meditazione con lui" (9 luglio 1959). Questa precoce intimità con il Signore le faceva provare una particolare attrazione per la purezza: "Sentivo forte il desiderio di vivere in castità (18 gennaio 1960): "Perché non mi hai chiamata, o Padre buono, quando ero candida e immacolata fanciulla? Potevo allora dare allo sposo mio la verginità, la purezza, il mio cuore libero dalla conoscenza del male", scriverà a 50 anni quando ormai è totalmente dedita al Signore (29 agosto 1960).
Il desiderio di una vita pura molto presto la porta alla pietà mariana. Dalla Vergine Santissima implorava la grazia di una perfetta purezza: "Quanto e quanto l'ho pregata fin dalla mia tenera fanciullezza e dalla giovinezza! Ella mi ha conservata pura, ingenua, lontana dalla conoscenza del male e da ogni cosa men che innocente fino all'età di 28 anni, del mio matrimonio, e poi ancora e sempre" (13 giugno 1961).
In questa semplice pietà mariana degli anni giovanili spiccava la devozione al santo rosario: "Ho avuto fin dalla prima giovinezza una particolare devozione alla Vergine Immacolata del rosario di Pompei e l'ho pregata con la novena preparata da Bartolo Longo - colui che iniziò e diffuse la devozione alla Madonna del rosario - in tutte le circostanze e le necessità più grandi della mia vita" (3 ottobre 1965).
Il 1 ottobre del 1918, all'età di 9 anni, ebbe il dolore della morte del padre a causa della famosa epidemia che infuriò in Europa dopo la guerra mondiale.
A distanza di 51 anni, il 10 ottobre 1968 riportava nel suo diario i particolari di quella morte:
"Era l'anno 1918, io avevo nove anni. Era il tempo della prima guerra mondiale, che stava per finire. Noi abitavamo vicino al Piave, proprio dove infuriavano le più accanite battaglie. Dal nostro paese, Cornuda, dovemmo partire profughi nel novembre 1917. Prima per alcuni mesi ci fermammo a Casella d'Asolo, in casa dei fratelli della mamma, poi tutti i profughi furono mandati nelle regioni meridionali, sparsi un po' dappertutto. Noi fummo destinati a Lucerà, una cittadina in provincia di Foggia, nella Puglia, e vi giungemmo dopo giorni e giorni, trasportati da lunghe tradotte. In quella cittadina, in questo giorno e forse in quest'ora - sono le 15 - moriva mio padre. La mamma era sola con me e con la mia sorellina di appena due anni; io ne avevo nove. I due fratelli maggiori erano al fronte e le due sorelle pia grandi all'ospedale ammalate di .spagnola". Il papà morì di questa malattia.
Ricordo l'ultimo bacio che diedi a papà morente, le lacrime della mamma, e le semplici preghiere che rivolgevo al Signore. E ancora ricordo il carro funebre che passava per la via carico di molte casse, perché molti morivano in quel tempo di epidemia. Io, piccola bambina, ero l'unico aiuto e conforto per la mamma. Cara la mia mamma, quante sofferenze nella sua vita, io le ho accolte tutte nel mio cuore e ho pianto con lei tante lacrime. Caro il mio papà, di lui ricordo poco ma molto bene l'ultimo bacio che gli diedi sulla fronte madida di sudore: forse era il sudore della morte. La malattia lo aveva colpito e non poteva più parlare. II suo sguardo però era ancora cosciente, io ricordo, e forse quel bacio della sua piccola Angelina Margherita, che tanto amava, sarà stato per lui come la Comunione, che non ha potuto ricevere. E con il mio bacio sulla fronte papà tornò al Signore. Papà e mamma ora sono in cielo e godono la felicità di Dio. Anch'io presto li raggiungerò".
Fin dall'adolescenza fu molto attratta dalla pietà e dall'amore a Cristo: “Fin dalla prima giovinezza tu mi hai sempre chiamata, a differenza delle mie compagne, a stare sola con te. Quante volte mi volevi, nel silenzio della mia chiesa parrocchiale, dinanzi al tabernacolo o all'altare della Vergine; oppure nel giardino della mia casa, nelle sere illuminate dal pallido chiarore della luna o nel primo mattino al levar del sole nei chiari mattini dell'estate, quando ancora tutti erano immersi nel sonno; o ancora nell'intimità della mia bianca cameretta. Sempre, o mio Gesù, tu mi hai chiamata lungo il corso della mia vita, sempre mi volevi vicino in intimo colloquio con te. Non ho mai potuto resisterti, mai" (20 febbraio 1960).
Margherita apparteneva ad una famiglia di otto figli. Apprese il mestiere di sarta e organizzò in casa una sartoria dove lavoravano con lei altre giovinette in qualità di apprendiste. Pur nella sublimità dell'anelito di purezza, il Signore volle guidare quest'anima alla vita coniugale. Margherita contrae matrimonio con un pio giovane nativo di un paese vicino, il giorno 8 maggio 1937, nella chiesa parrocchiale di Cornuda.
La vita matrimoniale trascorre normalmente. Margherita continua a svolgere le attività di apostolato di cui si era occupata da nubile. Lavora nell'Azione Cattolica come presidente della sezione femminile e come delegata della sezione fanciulli.
Il Signore benedice il suo matrimonio concedendole di divenire madre di due figli. In seguito al secondo parto la fecondità viene meno. Margherita trova allora il modo di sublimare la propria condizione di sterile dedicandosi con tutta l'anima all'educazione dei propri figli e di altri bambini del vicinato.
A partire dal momento della sua maternità frustrata, comincia a pensare all'ideale di castità coniugale nella continenza. “Col desiderio sono vissuta sempre in castità, pur compiendo il mio dovere di sposa e mamma", scrisse il 28 gennaio 1960. I suoi modelli nella vita coniugale erano le sante spose e madri della storia cristiana: "Non sono come Agnese, Teresina, Margherita, ma sono come Rita: anch'essa fu madre e poi sposa tua" … Non sono una tua sposa vergine, sono una mamma…” (29 agosto 1960). Le figure di santa Monica, santa Cecilia, santa Rita l'affascinano.
La chiamata del Signore e il mutamento spirituale che si verifica in lei sin dall'anno 1959 le ispirano un forte desiderio di vita matrimoniale vissuta in perfetta continenza. Il rapporto matrimoniale mai aveva estinto in lei l'anelito alla consacrazione al Signore come unico sposo dell'anima: “Anche se egli mi ha dato un compagno nella vita ho sempre sentito che io sposo dolcissimo dell'anima mia era Gesù" (26. 7. 59). “Sentivo forte il desiderio di vivere in castità - scrive il 18 gennaio 1960 - ma come fare?" Per castità intendeva la privazione completa del rapporto coniugale. A questo scopo doveva avere il consenso del marito, ancora relativamente giovane. Dopo che il mutamento spirituale dell'anno 1959 aveva acceso in lei questo ideale, si sforzò dunque di ottenere l'adesione del consorte.

Il desiderio della castità perfetta si fece particolarmente intenso nella celebrazione del 50° compleanno di suo marito (28.1.60):
“Il dono più bello che ho inteso fargli è stata la S. Messa e la S. Comunione insieme con lui, nella quale ho messo la particolare intenzione che Gesù, lo sposo dolcissimo dell'anima, gli doni la grazia di vivere d'ora in poi in castità perfetta accanto alla compagna della sua vita. Che egli pensi di avere non una donna, ma un angelo... Il buon Dio ci darà grande merito per il cielo. E non è forse una grande predilezione che io possa vivere in castità perfetta accanto ad un uomo ancora giovane? E non è forse un segno questo che Gesù mi vuole per sé tutta casta e tutta bella? Oh, anima mia, esulta, perché il tuo Signore ha compiuto una delle sue meraviglie! Egli ti ha dato di possedere una virtù dalla quale prenderanno forza tutte le altre; con la quale tu puoi vivere accanto agli Angeli. O mio Gesù, tu lo sai e lo sa bene anche la tua mamma, quanto ho sempre desiderato e amato la virtù della purezza. Forse potrei dire che col desiderio sono vissuta sempre in castità, pur compiendo il mio dovere di sposa e mamma".
Nel 23° anniversario del suo matrimonio scriveva: “Gli ho chiesto (a Gesù) di essere la sua sposa pur rimanendo accanto al compagno della mia vita. Gli ho chiesto di farmi vivere in castità, poiché so che senza questa vita pura non potrei essere la sua sposa" (8 maggio 1960).
L'anelito alla purezza totale nel matrimonio le procurò una serie di illuminazioni ed elevate intuizioni intorno al senso della sua precedente dedizione matrimoniale vissuta nell'amore più semplice e puro verso lo sposo terreno: “Piccola anima mia, tu sei la mia sposa. Di te conservo la verginità, la maternità e la castità coniugale. Questa è la verità, perché tutto sta nel mio cuore. E ti farò grande per la fede che poni in ciò che scrivi" (30 agosto 1960).
Per conseguire il suo ideale di convivenza coniugale doveva ottenere dal Signore l'illuminazione interiore del marito, necessaria affinché fosse assecondata nello stesso cammino di esigente spiritualità. Il 25 marzo 1963 scriveva: “O mio sposo, nulla risparmierò di me stessa per far conoscere i desideri tuoi, che hai manifestato al mio cuore, e al cuore di chi mi custodisce qui sulla terra (il papà dei miei figli, il compagno della mia vita terrena). Come a Maria fu dato per compagno uno sposo, perché allo sguardo del mondo ella fosse presentata e custodita, così a me. Ora il mio sposo terreno vivendomi accanto nella castità e purità più bella, mi custodisce e mi lascia tutta per te, che sei lo sposo mio immacolato, e mi posso donare con un amore puro scomparendo in ogni istante sotto la tua immagine, o Gesù".
Nel 27° anniversario del suo matrimonio precisa: “Per tutta la mia vita di matrimonio ho vissuto la castità nel cuore e nella volontà, e ora da alcuni anni vivo, d'accordo con mio marito, la castità e la perfetta continenza. Gesù e Maria hanno accolto il mio desiderio di essere tutta per loro, pura e santa nell'anima e nel corpo. In questo giorno, 8 maggio, scelto apposta perché Maria Immacolata del rosario è sempre stata la mia avvocata e la mia mamma dolcissima e cara, ho voluto a suo tempo iniziare la mia vita di sposa e di madre" (8 maggio 1964).
Le ardenti suppliche di Margherita avevano ottenuto la grazia anelata. Aveva cominciato a vivere quella vita che nella storia della spiritualità cristiana han seguito santi quali sant'Enrico e la moglie Cunegonda. Ella si ispira alla convivenza castissima di Giuseppe e Maria.


L'anno di grazia 1959

Il cammino terreno di Margherita, tanto semplice e usuale, subisce un forte mutamento nell'anno 1959. Il 1° dicembre decide di dedicarsi a una spiritualità più intensa ed impegnata. A questo scopo pone mano al suo diario spirituale. I primi mesi trascorrono senza eventi degni di nota, finché il 2 luglio prova una profonda emozione: nell'Alto Adige scoppiano le ostilità fra il gruppo di lingua tedesca e il gruppo di lingua italiana. Questo stato di cose turba l'anima sua.
Ella decide di fare degli esercizi spirituali della durata di otto giorni. II ritiro comincia nella ricorrenza della Visitazione (2 luglio). Margherita in quel periodo compie 50 anni (5 luglio). Già nel corso del ritiro apparve all'orizzonte delle sue preoccupazioni una realtà che tanto avrebbe polarizzato la sua esistenza negli ultimi dodici anni che le rimanevano da vivere: il sacerdozio. In un primo momento i sacerdoti le si presentano come coloro che hanno anzitutto l'incombenza di “infondere negli animi la pace e l'amore" (7. 7. 59). E della chiesa locale dice: “Sento che la mia parrocchia è la mia seconda famiglia. È da vent'anni che sto qui; ho sofferto molto per questa famiglia" (7. 7. 59).
Ma la realtà fondamentale nel ritiro degli esercizi fu l'illuminazione intensa su quel mistero di amore che è Dio. Margherita si sente chiamata a vivere soltanto d'amore.
Dopo il ritiro comincia la nuova vita. È come una seconda conversione. La sua situazione familiare le permette di prendere decisioni di grande importanza. I due figli studiano in un seminario religioso. Margherita è sola con suo marito. Ha l'anima completamente aperta e disponibile a ciò che il Signore le potrà chiedere.
Altra data importante di quell'anno di benedizione fu la decisione di scegliersi un direttore spirituale (22.10.59): "Grande giorno questo per me: segna l'inizio della mia vita spirituale controllata, sotto la guida del direttore che il Signore mi ha preparato".
In seguito agli otto giorni di ritiro e all'inizio della guida spirituale comincia anche un piano di vita rigoroso e preciso, che abbraccia tutta la giornata, dal momento del risveglio a quello del riposo notturno.
Il 21 novembre segna un'altra tappa decisiva. In detto giorno, in cui si commemora la presentazione della Vergine Santissima al tempio, Margherita si sente chiamata a rinnovare anche nella sua vita lo stesso atto di offerta di sé: "Oggi, ad imitazione della Vergine santa, che prima di ogni altra cosa pensò di offrisi fin dalla più tenera età a Dio... mi sono offerta a lui, piccola sposa, e nel silenzio del cuore l'ho sempre chiamato dolce sposo dell'anima mia" (21.11.59).
Questo dono di sé era un'offerta di grande generosità che ben presto avrà espressione nell'esigenza di immolarsi totalmente. Il moto interiore viene vissuto nel giorno della purificazione dell'anno 1960: “Stamattina ho ascoltato la S. Messa celebrata dal mio padre spirituale. Per le mani di Maria, con i miei nel cuore, come una sola cosa in Gesù, ho fatto al Padre l'offerta totale... Ho detto: “Voglio” in forma solenne dinanzi all'altare. L’eterno Padre accettò l'offerta che la Vergine santa fece del suo Gesù, al tempio. L’eterno Padre ha accettato pure la mia offerta di questa mattina, perché anche essa è stata presentata dalle mani di Maria" (2. 2. 60).
L'offerta aveva un carattere vittimale: “Voglio essere la tua immagine perfetta. Il tuo amore per le anime ti spinse a delle sofferenze infinite: per prima cosa ti chiedo dunque di farmi soffrire fino al limite massimo cui una creatura finita può arrivare" (13. 8. 60). “Gesù mi vuole vittima con lui nella sofferenza volontaria, nell'intimo del cuore" (5. 5. 61, primo venerdì del mese).

La missione personale

A partire dal mutamento interiore dell'anno 1959, nell'anima di Margherita si viene collocando in primo piano la coscienza di essere stata destinata dal Signore ad una grande opera. Si tratta della consapevolezza di una missione singolare in seno alla Chiesa. “Per tutta la mattina - scrisse il 4 febbraio 1961 - ho sentito un richiamo del mio Signore che mi vuole sua per compiere quella missione alla quale dovrò dare inizio con un'opera grande, che mi costerà molta fatica".
La prima forma che rivestì tale consapevolezza fu quella di una misteriosa maternità spirituale nei confronti dei sacerdoti, con un particolare interesse per la santificazione degli stessi. Il primo germe le veniva dalla sua speciale condizione di madre di due figli che si preparavano al sacerdozio. Ma con gli anni l'attrattiva andò aumentando e sviluppandosi sino a raggiungere le dimensioni di una missione ecclesiale.
Detto indirizzo spirituale era già palese nell'anno della seconda conversione, come già abbiamo messo in rilievo in precedenza. Il momento in cui l'interesse per il sacerdozio conobbe una crescita di eccezione fu quello della sua sottomissione alla direzione spirituale. In quella guida ebbe una prima importante esperienza di ciò che il sacerdote rappresenta per il credente, e nello stesso tempo di ciò che al sacerdote è necessario e può ricevere dalle anime che si vincolano spiritualmente al suo singolare destino.
La prima idea che ella si formò della direzione spirituale fu di una perfetta compenetrazione con l'anima del direttore: “I miei incontri con il Padre dovranno essere l'aiuto reciproco per un continuo migliorarci. Due anime che si comprendono spiritualmente e tenendosi per mano si accompagnano, arrivano senz'altro alla santità" (21.1.60).
II suo modo di intendere l'aiuto da parte del direttore si avvicinava a un genere di amicizia spirituale: “Le nostre anime dovranno essere come un libro aperto l'una per l'altra, allo scopo di tenere un controllo spirituale reciproco" (ibid.).
Ma più che di amicizia si trattava di una relazione reciproca di paternità-maternità spirituale: “Lui come padre spirituale, io come sua mamma spirituale. In questa paternità e maternità ci troviamo al medesimo livello" (ibid.).
Quest'idea della direzione nasceva da una realtà di profonda solitudine dello spirito: “Nessuno, nessuno potrà mai comprendere l'intimo dell'anima mia. Solo il padre spirituale lo potrà" (24.1.60).
Ma la condizione per questa compenetrazione era di gran rigore, ed esigeva molto dal direttore spirituale. Si richiedeva che il padre fosse all'altezza dell'esigenza di Gesù: “Se egli lo vorrà, alla condizione richiesta da Gesù" (ibid.).
Dopo un certo tempo di idealizzazione del padre spirituale. Margherita si convincerà che è suo destino vivere nell'incomprensione del direttore a quella profondità che lei desiderava e di cui abbisognava. Questa dolorosa esperienza servì ad allargare l'orizzonte delle sue ansie di maternità spirituale. Non più un direttore concreto che fosse per lei una specie di figlio spirituale, bensì tutti i sacerdoti del mondo vengono a costituire la sua famiglia: “Sarai la mamma spirituale dei sacerdoti presenti e futuri, e per tutti quelli che ti pregheranno con fede quando sarai in cielo con me e ti chiederanno la santità, io te la concederò per le mani della mamma mia" (5. 7. 61).

Per tutti i suoi figli sacerdoti invocherà niente di meno che la santità.

Tale destino di madre spirituale lo apprende dalla maternità di Maria nei confronti di Giovanni apostolo, conferita da Gesù: “Maria sta con Giovanni, lo ammaestra con le sue virtù. Giovanni custodisce Maria, la chiama mamma e riceve da lei tutto" (19. 6. 60).
Il cinque maggio 1962 fa la seguente offerta di se stessa in favore dei sacerdoti: “Come tu hai rivolto al Padre quella preghiera: ‘Padre, per loro santifico me stesso', io ripeto in te la stessa invocazione ogni giorno: Gesù mio, per loro (i tuoi sacerdoti) santifico me stessa. Di te vivo, o Gesù, sei tu che mi vuoi piccola santa per i tuoi sacerdoti, perché soltanto per la santità dei sacerdoti si salverà il mondo delle anime".
In seguito la missione di Margherita apparve integrata in una visione più ampia riguardante la pace nel mondo, la famiglia cristiana in genere, l'unità delle Chiese.

La pace nel mondo

Mentre Margherita era totalmente dedita al suo compito di madre spirituale dei sacerdoti, la preoccupazione per la pace nel mondo irrompe bruscamente nella sua vita. La scintilla che l'accese in lei, fu la crisi di convivenza che le comunità di lingua italiana e tedesca attraversavano nella sua stessa regione: "Ho pregato soprattutto perché la Regina della pace doni la pace al mondo e doni l'amore fraterno alle genti tutte della nostra regione. Qui manca l'amore, solo perché non si parla tutti una stessa lingua" (2 ottobre 1960).
E il 4 febbraio 1961 scrive: “Dobbiamo iniziare un'opera di pacificazione fra questo popolo. Abbiamo dato fino a questo momento spettacolo al mondo intero, di dissidio, disaccordo e antagonismo. Ora dobbiamo dimostrare, come cattolici, che sapremo dimenticare tutto, stringerci la mano e sentirci veramente fratelli in Cristo. Dobbiamo perciò dar mano ad un'opera di pacificazione. Il Signore lo vuole. Spesso me lo fa sentire durante la preghiera e la meditazione, da tanto tempo. E dovremo farlo insieme".
Dai problemi della religione il suo interesse apostolico si estende a tutta l'Europa e al mondo intero.
E il 18 agosto 1961: "E qui, in questa nostra terra tanto turbata da sentimenti ostili tra cattolici. Gesù vuole dare la pace a noi per primi, e da qui a tutta l'Europa e al mondo intero".
L'esperienza primaria dei problemi di unità vissuti nella sua terra fanno intuire a Margherita che il futuro tempio della pace dovrà essere edificato in quella stessa terra di conflitti: "Da qui un giorno dovrà partire la lampada della fraternità. Qui dovrà sorgere un grande tempio dedicato alla Vergine Immacolata, Regina della Pace; da qui si saprà che i confini esisteranno solo geograficamente, ma che moralmente non esisteranno su tutta la faccia della terra, per tutti i popoli, poiché ci dovrà essere un solo ovile e tutti si riconosceranno fratelli e figli di un solo Padre. Cominceremo con una settimana di preghiera, di penitenza volontaria, di offerta. Poi tracceremo un programma. Ci metteremo subito all'opera, forti soltanto di una fede che non ci farà temere né le umiliazioni né le fatiche. Il Signore ci darà la forza di superare tutto, il coraggio di presentarci a chiunque, anche alle più alte autorità religiose e civili" (4. 2. 61).
Le preoccupazioni di Margherita avevano un contesto storico che dava loro pieno significato. Un significato elevato e mistico. A partire dal 1956 (trattato di Roma) i grandi politici cristiani d'Europa stavano cercando di configurare il futuro di un' Europa unita. Ma le preoccupazioni per la pace nel mondo facevano sentire fortemente il loro peso. Già nell'estate del 1955 si erano riuniti i quattro Grandi (USA, URSS, Inghilterra e Francia) per un programma di pace che cozzava però contro il muro della difficile guerra fredda. Nel novembre del 1956 scoppiò la guerra di Suez e l'Ungheria veniva invasa. Nel 1958 la guerra d'Algeria portò la Francia sull'orlo delle guerra civile. Nel 1959 s'instaurava con De Gaulle la V Repubblica Francese e si apriva una fase importante nella politica europea. Questo era il contesto politico in cui avevano luogo le intuizioni mistiche di Margherita nei confronti di una futura Europa pacificata e di un mondo dove regnasse la pace di Cristo.

Un grande tempio mariano a Merano

Il senso realistico di Margherita intuiva che tutti i suoi aneliti di pace e di concordia non avrebbero potuto concretarsi se non si intraprendeva una via di realizzazioni tangibili. La prima azione da mettere in atto era la supplica ardente di una vasta moltitudine di persone. Ma era anche necessario concretizzarla materialmente. Margherita pensa ad un grande tempio mariano eretto a Merano.
Era l'anno 1961 quando questi pensieri cominciarono a prendere corpo:
“Dovrà sorgere a Merano un grande e splendido tempio a Maria Immacolata per l'unione e la fraternità cristiana di tutte le genti. Sotto la protezione di Maria, dovrà sorgere poi un seminario per vocazioni sacerdotali europee e mondiali e i sacerdoti qui chiamati avranno come prima formazione il vivere Gesù e aiutarlo a salvare le anime. Sotto la protezione di Maria dovrà ancora sorgere il primo seminario per quei laici che saranno gli insegnanti della scuola prematrimoniale. Detta scuola dovrà essere obbligatoria. È tanto necessaria per dare alle nuove generazioni, alle nuove famiglie, un indirizzo sano e preciso, cristiano" (14 maggio 1961).


Il giorno 18 agosto 1961 unisce tutte le sue intuizioni precedenti all'idea del gran tempio mariano, in una vasta sintesi:
"A Merano, sopra il duomo, sul vicino colle che guarda tutta la conca meranese, dovrà sorgere un grande tempio a Maria Immacolata per la fraternità tra tutte le genti e la pace nel mondo. La mamma sarà venerata sotto il titolo di Regina e Sovrana d'Europa e del mondo. Accanto a questo tempio dovrà poi sorgere una casa dove verranno accolti sacerdoti e religiosi che vorranno donarsi al Signore con una seconda vocazione: la santità professionale. Qui trascorreranno un periodo di tempo in preparazione alla vita di santità, dopo di che andranno ovunque come missionari portando nel mondo la loro santità vissuta. Inoltre dovrà sorgere una scuola ove si formeranno i maestri destinati a dare una preparazione, una istruzione prematrimoniale ai giovani che vogliono formarsi una famiglia; perché le famiglie delle future generazioni abbiano a conoscere quali sono i loro doveri e diritti e lo scopo del matrimonio.
All'erezione di questo tempio dovranno aderire per primi, non con mezzi finanziari ma con spontanea volontà, mediante una personale adesione alla fraternità cristiana, tutti i cittadini della nostra provincia: per dimostrare al mondo intero che come cattolici sappiamo unirci, perdonarci e volerci bene. Con questo atto di bontà sincera di questo popolo avremo modo di poterci presentare a chiedere l'adesione di tutte le nazioni d'Europa e del mondo. Avendo la partecipazione di molti, i popoli della terra capiranno che questa è la Casa della Fraternità. Tutti la sentiranno come la loro casa e coloro che entreranno a visitarla avranno dalla Vergine Santa la grazia di vedere una nuova luce, avranno fede e si convertiranno… Per mezzo di Bernardetta a Lourdes è sorto un grande tempio all'Immacolata; a Fatima un santuario per mezzo di tre poveri pastorelli; qui il Signore si servirà di una povera mamma e di un umile sacerdote affinché sorga nel centro d'Europa un grande tempio della fraternità dedicato ancora a Maria Immacolata quale Regina e Sovrana d'Europa e del mondo; e così pure la casa dei sacerdoti che vogliono donarsi alla santità, e la scuola per formare le famiglie più buone.
A dare uno sguardo a questa imponente opera sembra una pazzia il solo pensarla. Invece nulla è impossibile al Signore. Egli dal nulla fece tutto, e di me, che sono niente, si serve per portarlo a conoscere nei suoi desideri affinché vengano realizzati. lui lo vuole, e basta. Questo tempio sarà il baluardo che sconfiggerà i nemici delle anime e vi sarà per lungo tempo la pace sulla terra".


Il segno dell'arcobaleno

Le illuminazioni mistiche di Margherita incontrarono una conferma in un fatto insolito da lei raccontato nel seguente modo: “E ora Le voglio raccontare un fatto che ha avuto una strana coincidenza, la quale non ho potuto fare a meno di considerare. Lei deve sapere che proprio non sono mai stata superstiziosa, né ho mai badato a fantasie di nessuna sorta, ma il caso che le racconto mi ha fatto riflettere davvero. Il luogo sul quale dovrà sorgere il tempio si trova in collina, un tratto sopra il duomo di Merano. Sempre lo guardavo, ma volevo vedere da vicino se veramente si poteva realizzare l'idea. Un giorno di festa, precisamente dopo la funzione religiosa, lì per lì mi venne il pensiero di fare una passeggiata lassù. Da un po' di tempo pensavo di andarci. Fuori dalla chiesa - erano le quattro del pomeriggio - dissi a P. e a quattro ragazze che stavano parlando: "Venite con me, vi porto a fare una bella passeggiata”.
Così partimmo. Nessuno sapeva dove volessi andare, ma mi seguirono. Nessuno sapeva le mie intenzioni, poiché la mia intimità col Signore nessuno la conosce; solo lei, padre, ma non del tutto ancora. Quindi giungemmo sul colle. Era meraviglioso: tutti erano incantati per le sfumature di colore che in quell'ora che volgeva al tramonto la natura ci dava da ammirare. Girammo in lungo e in largo quell'alto pianoro e G. di tanto in tanto diceva: "Ma guarda dove mi ha portato la signora Angelina Margherita". Io in silenzio durante tutto il percorso pensavo e pregavo: "Ave Maria, Ave Maria". Dopo aver visitato tutta la zona, scendendo ci fermammo più in basso, poiché pioveva un poco. Quando riprendemmo il cammino, un arcobaleno apparve proprio sopra quel pianoro che avevo visitato, ma così vicino e così bello che potevamo distinguere nettamente ad uno ad uno i sette colori dell'iride; poi un secondo arco più alto, sopra quello, che partiva da levante e terminava a ponente. Tutti ammirammo la bellezza di quell'apparizione che durò a lungo. Quando eravamo già a valle si vedeva ancora. La sera, mentre mi trovavo sola e ripensavo a tutto quello che si dovrà erigere lassù, non ho potuto fare a meno, e non lo posso tuttora, di dire che il Signore aveva voluto darmi un segno.
Pur riflettendo che quell'arcobaleno sarebbe sorto lo stesso quella sera, tuttavia dovevo ammettere che mi ero recata in quel posto improvvisamente, spinta da un desiderio inconsueto, proprio in quel giorno, in quel pomeriggio. Tanto che, mentre insistevo con le signorine perché venissero con me, pensavo: devo andarci oggi e devo avere la compagnia di qualcuno, come se avessi avuto bisogno di testimoni: per la visione dell'arcobaleno, sorto come segno che in quel luogo un giorno ci sarà un maestoso tempio per la pace nel mondo e la fraternità fra le genti" (18 agosto 1961).
La mistica di Margherita ha un altro centro di polarizzazione: la famiglia cristiana. Essendo lei stessa madre di famiglia, non poteva non sentire molto vivamente la preoccupazione per la famiglia cristiana. Il tempio mariano doveva avere in un edificio adiacente la sede di un'opera per la formazione di maestri delle famiglie che avrebbero preparato le coppie al santo matrimonio.
Lo zelo di Margherita in favore della famiglia cristiana è di importanza capitale all'interno del suo messaggio. Le preoccupazioni di Margherita sarebbero molto presto apparse giustificate dalla terribile crisi cui il matrimonio cristiano sarebbe andato incontro celermente con le leggi europee sul divorzio e sull'aborto.

Esigenze e Promesse

L'opera che Margherita voleva fondare era di un'esigenza spirituale molto profonda. Ecco come la riassume in una pagina del suo diario, scritto sotto dettato del Signore:
“Chiedi ad ogni persona che ti suggerirò io dal cuore, quanto segue: se vuole unirsi in spirito di fede, e con la volontà di camminare sulla via della perfezione, in silenzio, al desiderio di vedere realizzata l'opera che presenti.
1 - Anche solo desiderando un'opera che porterà all'umanità un bene immenso.
2 - Alla persona cui rivolgi l'invito, prima di rispondere è chiesto con carità somma di pregare e meditare davanti a me, Gesù, per dieci giorni, perché la possa illuminare; dopo di che è pregata cortesemente di rispondere, e ciò le viene chiesto come un atto di carità anche nel caso che non volesse aderire all'opera.
3 - Vi potrà aderire qualsiasi persona nubile o sposata che intenda vivere il mio Vangelo, uniformandosi in me stesso, intensificando sempre più la fede e il desiderio di realizzare l'opera.
4 - Ogni aderente dovrà impegnarsi col mio aiuto, che senz'altro gli darò, a voler vivere sempre in stato di grazia, cioè: non volere il peccato mortale e lavorare per evitare il peccato veniale. Questo è necessario perché la comunità ha da possedere un tesoro di grazia sul quale i miei doni (dello Spirito Santo) scenderanno in grande abbondanza come un fiume in piena, da riversarsi poi su tutta l'umanità per mezzo dell'opera che, in conseguenza di questo immenso tesoro di grazia, si svilupperà presto.
5 - Chi desidera aderire dovrà osservare questi punti: vita di grazia, meditazione ogni giorno, preghiera, e chi può la Messa e la S. Comunione ogni giorno o almeno spesso. Fede, preghiera e desiderio di realizzazione dell'opera. Offrire tutto di se stessi per le intenzioni dell'opera.
6 - Chi non aderisce è pregato di non parlare con nessuno dell'invito ricevuto e chi sentisse il desiderio di aderire è pregato ugualmente di non chiedere consigli a seconde persone tranne che al confessore, se lo vuole, poiché tale richiesta è un semplice invito che si fa e non richiede nessun impegno formale verso nessuno. Sarebbe soltanto la libera volontà di vivere in grazia santificante, camminare sulla via della perfezione vivendo il Vangelo, aver fede e donare tutto di sé per realizzare l'opera: ognuno nello stato di vita in cui si trova. Chi vi aderisce, qualora non volesse più rimanere può in qualunque momento ritirare il suo nome dalla comunità e di quello che ha donato di grazia resterà sempre il merito davanti al Signore e il bene per l'opera; vi potrà inoltre ritornare in qualsiasi altro tempo".

Il Signore non si accontenta di chiedere a Margherita un tempio in onore di sua Madre. Per animarla alla realizzazione del suo disegno le fa vedere i favori che la sua infinita generosità è disposta a spargere su coloro che collaborano all'opera e su tutti coloro che visiteranno il misterioso tempio mariano indicato alla sua serva: "Chiunque entrerà in quel tempio avrà la grazia della conversione e si salverà. I sacerdoti che entreranno in quella casa avranno la santità; essi vivranno me stesso e mi porteranno a conoscere quale sono realmente, in tutto il mondo" (30 giugno 1961).
“La mia mamma non può più trattenere le grazie che vuole donare alle anime: grazie di fede e di conversione per tutti quelli che entreranno nella casa nuova fatta apposta per la mia mamma: il magnifico tempio della fraternità fra i popoli, dell'unione fra tutte le genti per la pace del mondo. Fai presto a far aprire le porte di quella casa per la salvezza di tutte le mie anime lontane! Come da una porta forzata, aperta, scenderanno a guisa di cascata luminosa le grazie dalle mani e dal cuore della mamma mia Immacolata. In quel giorno (presto) su tutti i monti di questa regione si accenderanno fuochi. Non più per ricordare la vittoria sui nemici, ma per invitare tutti i nemici alla fraternità, all'amore, alla pace. E la Vergine santa darà, a tutti quelli che verranno in questo tempio, la grazia della fede, della conversione e della santità. Fede per chi non l'ha, conversione per i peccatori e per i lontani dalla verità del mio Vangelo, santità per i miei più cari, i più vicini, specie per molti sacerdoti. Si dovrà far conoscere al mondo intero questa volontà onde tutti o direttamente o in direttamente partecipino all'erezione del tempio con un'adesione morale e finanziaria e tutti sappiano che sarà il tempio della fratellanza fra i popoli della terra e per la vera pace nel mondo, dedicato al la Regina dell'Universo, Maria Immacolata" (22 agosto 1961).
"A tutti quelli che verranno nel tempio che tu farai erigere sul Monte Benedetto di Tirolo sopra Merano, e pregheranno con fede, tu otterrai abbondanti grazie per le mani di Maria. E ancora tutti coloro che passando di là si fermeranno e reciteranno l'Ave Maria otterranno grazia per la propria anima. Mia piccola bambina, sposa del mio cuore, chiedimi grazie ed io ti esaudirò per tutti; vai sul monte in preghiera e Maria te le darà" (5 novembre 1962).
Sono numerose e molto belle le promesse del Signore a coloro che accetteranno l'opera di Margherita. Ne presentiamo una tutta particolare riguardante i sacerdoti. Il giorno 6 ottobre 1962 ascoltò la seguente locuzione: "Chiamerà (la Madonna) attorno a sé molti, sacerdoti, anche quelli che mi hanno tradito, e diventeranno santi e porteranno su tutta la terra il mio Vangelo e le mie virtù, da essi vissute: me stesso, perché realmente mi vivranno come tu stessa mi vivi".

La meta: la santità cristiana

L'opera di Margherita, con il suo interesse per il tempio mariano, i sacerdoti, la pace mondiale, la famiglia cristiana, non aveva altra meta che la realizzazione umana più piena, la quale si verifica nella santità cristiana. La fonte ultima donde sgorgava la missione personale di Margherita era dunque il disegno di Dio di ricondurre gli uomini ad ideali di santità. Perciò le chiamate divine cominciano a mettere in rilievo una situazione di rilassamento e oblio di detti ideali. Così il 5.6.1961 scrisse per ispirazione le seguenti parole: "Non trovo anime che vogliano vivere la mia causa, anime alle quali possa comunicare i miei desideri; anime volenterose, disposte a pensare seriamente quale è lo scopo della rigenerazione nell'amore. Non trovo santità nelle anime, neanche nei miei sacerdoti. Perciò non posso penetrare nelle anime che ancora non mi conoscono: e sono molte. Tutto viene da me, e non lo cercano; oppure lo cercano troppo vagamente, senza convinzione… Solo la santità di molte anime sparse in mezzo a tutti i popoli potrà costruire l'unione fra le genti, la pace e l'amore fraterno".
Margherita rispondeva a queste chiamate con uno slancio illimitato. Il giorno 5.4.1963 diceva: "Gesù, sposo delle anime nostre, tu ci vuoi santi e noi risponderemo alla tua grazia con volontà costante. Riuniti insieme nel medesimo intento, guidati da te, prepareremo la via e il campo sul quale farai scendere Maria Immacolata in mezzo a tutti i tuoi figli".
Trasportata da questi forti aneliti alla santità per sé, per i sacerdoti, per la Chiesa, per la famiglia cristiana, scrive il giorno 16 agosto 1961 sotto ispirazione del Signore:
"La santità è vivere me stesso, tutte le mie virtù. Sentimi ora: la santità è preghiera continua, meditazione profonda da non trascurare mai: ogni giorno almeno per un'ora, che continuerà poi con l'intima unione con me.
Santità è fede incrollabile nelle cose divine e spirituali.
Santità è abbandono fiducioso e tranquillo e sicurezza nell'aiuto divino in tutte le prove, le tentazioni, le opposizioni, le lotte che si dovranno incontrare.
Santità è verità che non si dovrà mai nascondere, dalle più piccole alle più grandi cose.
Santità è giustizia, praticata fino al massimo grado.
Santità è purezza voluta e vissuta fino a divenire immuni e indifferenti a tutto ciò che la può offuscare.
Santità è umiltà, profonda e sincera.
Santità è semplicità, fino a sentirsi come dei fanciulli e come tali stare sempre a trattare e conversare col Signore.
Santità è lealtà, sincerità in tutte le cose anche le più piccole, le giocose".

E Margherita continua commentando con parole sue:
Santità è docilità. Il nostro sorriso, il nostro buon trattare deve attrarre a noi spontaneamente la gente.
Santità è modestia, anche nelle cose più intime: "Non sono solo, c'è Gesù in me” ricorda l'anima fedele.
Santità è carità sconfinata con tutti, ma specie con quelli con i quali più ci costa trattare.
Santità è mai giudicare nessuno, né con i pensieri né con le parole.
Santità è sincera prudenza. Ma non quella di tacere o non fare una cosa - quando ciò può portare danno morale - solo per paura di offendere, oppure per cattivarsi l'amicizia o per qualsiasi altro motivo di interesse personale.
Santità è sentire tutte le creature fratelli e sorelle e voler loro bene senza distinzione di lingua, di razza, di condizione, di età.
Santità è amare Dio immensamente e donarsi a lui senza nessuna riserva con una volontà senza limiti.
Santità è spogliarsi continuamente di tutto ciò che portiamo dalla concupiscenza del peccato e respingere con tenace volontà l'insorgere anche dei più piccoli difetti".

Il Signore aggiunge:
“Infine santità è portarmi dolcemente nel cuore come mi portava la mamma mia, vivere e sentire tutto ciò che ho vissuto e sentito. Vivere tutte indistintamente le mie virtù, volere le mie perfezioni, sentire spiritualmente tutte le mie sofferenze, che tutte quelle fisiche come quelle morali furono per un solo motivo: il desiderio di portare al Padre tutte le anime e il dolore che molte non vi ritorneranno più, per l'eternità.
La più alta santità è vivere e sentire realmente questo mio dolore. La creatura che mi vive così non sentirà più di essere se stessa: mi sentirà in tutte le sue facoltà e lo vivrò in essa soffrendo col suo cuore, spasimando con la sua anima, piangendo con le sue lacrime, facendo uscire nuovamente attraverso di esse il mio sangue. E tutto ciò, vissuto e sofferto in questa creatura che mi dona se stessa, ha un valore infinito poiché nuovamente sono io ad offrirmi al Padre nella persona di queste piccole mie predilette creature. Mia piccola bambina, voglio fare di te una piccola santa dei sacerdoti. Per la tua santità molti si faranno santi e porteranno al mondo la vera vita che dona pace e serenità a tutti".
E ciò che il Signore promette a coloro che intraprenderanno la via indicata a Margherita, è la santità. In primo luogo per i sacerdoti:
"Ti darò la possibilità di fondare un seminario nel quale potranno entrare tutti, giovani e anziani, solo che siano disposti alla perfezione e alla santità personale, che dovranno acquistare mediante molta meditazione. Nella meditazione insegnerò loro a vivere tutte le virtù che io stesso ho vissuto e a poco a poco ne prenderò possesso e stabilirò in essi la mia dimora, lo agirò ed essi mi porteranno ovunque ci sarà maggior bisogno di portare a salvezza le anime. La santità di queste anime da me avvolte compirà miracoli di numerose conversioni" (5.6.61).
E da un sacerdozio rinnovato e santo verrà la santità della Chiesa:
"Ti voglio santa, per poterti occupare interamente e per darti in dono a tutti i sacerdoti. Sarai la loro piccola santa e la tua santità sarà la guida a tutti quelli che vogliono donarsi alla santità per portarla poi a tutto il mondo" (18.8.61).

Le realizzazioni

Come mette in pratica l'umile Margherita i suoi desideri elevati? In un primo tempo la missione che il Signore le affidava produsse su di lei un'impressione di peso insopportabile.
Il giorno 14 maggio 1961 scrisse: “Il pensiero della mia piccolezza mi faceva spesso piangere, ma poi mi ritornava subito una viva fiducia. Gesù mi ripeteva al cuore: "Piccola bambina mia, non temere, basta che tu mi porti. Faccio tutto io, ti dirò tutto. Sono io in te, non temere, prega e rimani semplice. Dovrai molto soffrire, ma non dubitare un solo istante: tu sei avvolta di me".
Il Signore le assicura che proprio la piccolezza e l'impotenza sono il mezzo più adatto per la realizzazione dei suoi grandi disegni: "Io mi sono sempre servito di anime semplici e nascoste per compiere anche grandi cose per il bene delle anime. E faccio questo per fare capire a quelli che sono molto conosciuti nel mondo e che forse si credono grandi, che sono niente, se non pensano che io sono sopra di loro. E ciò lo devono riconoscere, altrimenti le loro opere si disgregheranno. I grandi della terra di questo tempo dovranno sapere quello che io ti ho comandato. Essi dovranno rivolgersi a mia Madre, perché ad ella ho affidato il compito di farmi conoscere a tutte le genti della terra, affinché trovino la salvezza. Tu prega, soffri e cerca altre anime, molte, che si uniscano; e pregate per i capi di stato perché ascoltino i miei desideri, che tu manifesterai loro" (21 novembre 1963).
Ben presto Margherita si mise all'opera per portare a termine quanto riteneva di conoscere da parte del Signore, come missione personale in riferimento all'Opera. Nell'anno 1961 si rivolse dapprima alle autorità diocesane. Il risultato fu negativo. Ma lei non si abbatté. Decise di recarsi a Roma per avere udienza da Papa Giovanni XXIII. Accolta in modo favorevole dal Cardinale Cento, non poté però ottenere il desiderato colloquio con il Santo Padre. Tuttavia lei credette sempre che il Papa doveva essere ben disposto ad appoggiarla.
La missione di Margherita non era facile. Il Signore la previene facendole conoscere chiaramente le insidie del maligno e la lotta che le forze del male intraprenderanno contro di lei e la sua iniziativa:
“Ti darò la vera pace e serenità di fronte ad ogni prova, ad ogni ostacolo posto di mezzo dai miei nemici - i demoni - che hanno preso possesso, in molte forme, delle mie creature. Da queste, possedute dai demoni, avrai opposizioni che ti faranno patire molto. Ma i demoni non avranno nessun potere contro di me che vivo in te, mia piccola sposa. Tu mi porti ovunque come mi portava la mamma mia durante la mia vita terrena. Accanto ella aveva Giuseppe che la custodiva e provvedeva per noi il necessario anche nel senso materiale. Ora io ti affido, per ciò che riguarda i mezzi materiali, a S. Giuseppe; do a lui ogni potere in cielo perché ti procuri tutto il necessario e ti spiani la via. Se tu mi porti, io sono come allora sulla terra per farmi conoscere in ciò che il Padre mio desidera. È giusto quindi che S. Giuseppe ci aiuti a preparare la via a Maria Immacolata, a preparare una casa tutta nuova per lei nella quale io desidero sia proclamata Madre di tutte le genti della terra e Regina dell'Universo. Ella in quel tempio stenderà l'infinita misericordia del Padre mio su tutte le anime più lontane e più misere" (6. 10. 62).
Il giorno dell'Annunciazione di quello stesso anno (25. 3. 63) esprimeva al Signore là sua più completa disponibilità con le seguenti parole:
“Anch'io in questo giorno, o mio Signore, ricordando il grande “Fiat" della tua mamma, pronuncio il mio “fiat". Sono il tuo niente, la creatura più misera e povera che sia mai esistita sulla terra. Eccomi, o mio Signore, accetto di fare tutto quello che vuoi da me, di ascoltare e seguire i desideri che ti degni manifestare al mio povero cuore. Sono la tua bambina, umile e semplice, cammino tenuta per mano da te".

Il giorno 5 maggio 1964 scrisse:
“Io sono uno strumento nelle mani del mio Signore. Lo strumento non viene mai lodato né esaltato. Quando ha terminato la sua opera, l'artista io mette in un angolo o in un cassetto e nessuno più si cura di guardare e lodare quell'arnese. Viene lodato l'artista e ammirata l'opera da lui fatta adoperando l'arnese adatto.
Ecco lo strumento che Gesù ha scelto per l'opera che vuole far sorgere sul Monte Benedetto: una semplice creatura, un niente, il più assoluto; una mamma umile e insignificante che vive la sua vita comune in mezzo al popolo. Nessuno perciò dovrà mai lodare o esaltare questo strumento che il Signore tiene nelle sue mani e guida secondo i suoi desideri. Quando l'opera sorgerà, lodate il Signore, l'artefice divino e misericordioso che l'ha realizzata con le sue mani tenendo ben stretto lo strumento, perché qualche volta voleva scivolare via per la fatica che faceva. Cantate a Maria, perché l'opera verrà poi da lei completata con i suoi prodigi. Esultate, perché la misericordia del Padre verrà per le mani santissime della sua prediletta figlia. Maria Immacolata. E le creature tutte avranno pace e salvezza eterna".

Il giorno 29.4.64 aveva affidato al suo diario quanto segue:
"La mia speranza sicura di aiuto sarà soltanto in Gesù che di me vive. Egli non può coltivare speranze nelle creature che nemmeno pensano a lui. Si serve però, a tempo opportuno, di circostanze e di persone per compiere "quello che il suo cuore desidera, a favore delle persone stesse che non si curano affatto di lui, perché Gesù ama tanto, e per tutti noi, buoni e cattivi. Egli ha dato la sua vita, io mi sento forte e sicura della sua stessa forza e sicurezza, perché Gesù vive di me e di fronte alla sua volontà ogni volontà umana si piegherà docilmente senza neanche avvedersene".
Nonostante il suo terrificante complesso di piccolezza, di inutilità, di impossibilità a portare a termine la grande impresa, Margherita si mette a lavorare. In primo luogo guadagna suo marito ai propri ideali. Così come l'aveva seguita nel suo anelito di perfetta continenza, l'avrebbe dovuta accompagnare nella realizzazione della grande missione.

Il primo passo che ella compie è la visita alla zona di Merano dove, secondo quanto il cielo le aveva manifestato, si sarebbe dovuto erigere il tempio mariano. Ciò avvenne il 30.8.62. Nel suo peregrinare fu accompagnata dal consorte.
Di fronte alle difficoltà cui andava incontro per realizzare il grande tempio, Margherita aveva cominciato a pensare ad un progetto più modesto. Ora si rassegnava a far erigere prima una cappella, dove avrebbe collocato una della Vergine della pace. A partire da questo momento non pensa più ad altro che alla costruzione della cappellina. Si mise al lavoro di lena affinché al più presto sorgesse il piccolo santuario sul Monte Benedetto.

L'11 novembre entra in trattative per l'acquisto del terreno:
“Siamo stati a Tirolo a trovare una buona persona alla quale abbiamo chiesto l'aiuto per ottenere il posto dove costruire il tempietto alla Madonnina. L'abbiamo trovata in casa e ci ha promesso tutto il suo aiuto. Se il risultato sarà favorevole la Madonnina andrà lassù, le faremo una bella casetta simile a un piccolo paradiso e di là ella comincerà a spandere le sue grazie a quanti reciteranno l'Ave Maria, a quanti la invocheranno vicini e lontani. perché da questo luogo Maria chiamerà tutte le genti della terra per la sua proclamazione a Madre di tutte le genti e Regina dell'Universo intero, e per dare all'umanità la vera pace e l'unità nell'amore. Mio Signore, sarà più intensa la mia umile preghiera, perché ad altro non devo pensare che a compiere la missione che mi hai affidato, lasciandoti vivere in me tranquillamente, accettando ogni pena".
II giorno 14 dello stesso mese si reca in pellegrinaggio al luogo prescelto.
“Ieri sono stata a Tirolo. Con quella buona signora alla quale abbiamo chiesto appoggio per avere il terreno, sono stata sul posto, che essa non conosceva. Poi siamo scese a Merano e l'ho accompagnata a casa mia per farle vedere la statua da collocare nel tempio che vogliamo costruire".
La statua della Vergine che tiene pronta per la cappella è un'immagine di proprietà della famiglia: "Questa statua - scrive il 15 novembre 1965 - sarebbe stata distrutta dalle macerie se il papà di mio marito e mio marito, insieme, non avessero provveduto a rimuoverla a loro rischio e pericolo, perché era nella nicchia di una parete a strapiombo su un burrone. È stata sempre custodita dalla famiglia Marsura".
Da questo momento l'iniziativa della piccola cappella comincia ad avviarsi bene. Il 5 aprile 1963 Margherita riceve da un sacerdote la certezza che i suoi desideri e progetti vengono da Dio. Quello stesso giorno affida a San Giuseppe la realizzazione concreta del progetto di Monte Benedetto. Dopo un anno di trattative, il 25 aprile 1964 si ottiene il permesso di costruire la cappella da parte delle autorità civili locali. Margherita vede in ciò l'inizio della realizzazione di tutto il vasto progetto del tempio mariano. Ma le cose non progrediscono così speditamente come lei vorrebbe. In occasione della chiusura del Concilio Vaticano II va in pellegrinaggio a Roma e a Pompei e chiede al Signore di accelerare i tempi. Finalmente il 13 dicembre le autorità provinciali di Bolzano, di lingua italiana e di lingua tedesca, danno a Margherita il benestare definitivo per la costruzione della cappella proprio sul luogo da lei indicato. Doveva poi ottenere l'approvazione dell'autorità ecclesiastica. In vista dell'opera di costruzione decide di vendere la casa che possiede a Cornuda e di utilizzare a tale scopo il ricavato.
Il giorno della Purificazione di Maria SS. (2 febbraio 1966) sfoga così il suo animo di fronte alla Vergine Maria:
“Sono stata sul Monte Benedetto a visitare il luogo sul quale Maria sotto l'immagine della Madonnina che tengo in casa, poserà il suo piede. Preparerò una cappellina che sarà come una piccola reggia e la mia Madonnina la porterò lassù. Maria da quel luogo manderà agli uomini la sua luce e il suo invito perché si rivolgano a lei. Maria è la piena di grazia. Tutte le grazie del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo passano attraverso il suo cuore e dal suo cuore nelle sue mani per venire poi donate ai suoi figli qui sulla terra. Ma dobbiamo andare a chiedergliele, perché così è nella volontà della Trinità Santissima. Maria sa molto bene quello che ci abbisogna, conosce le necessità di ciascuno, di tutti noi come fossimo uno solo, ma non può dare se non chiediamo con fede e amore. Ora l'umanità si trova sull'orlo di un grave pericolo: una tremenda guerra. Gesù vuole che andiamo tutti uniti da Maria a chiederle di sventare questo pericolo, di donarci la pace vera e di aiutarci poi a restaurare la grande famiglia umana e la Chiesa del suo Gesù che è tutta spezzettata e priva del soave profumo di quella santità stessa di Gesù. Gesù mi ha chiamata a compiere questa missione: di far conoscere i suoi desideri, la sua volontà".

Il 5 dicembre 1966 giunge in visita pastorale nella parrocchia di Margherita Mons. Vescovo. Era il momento provvidenziale per chiedere la sospirata licenza. Ma non fu possibile il colloquio con il Prelato.
Il 13 maggio - 50° anniversario delle Apparizioni di Fatima - non si è raggiunto ancora nulla. Margherita però pronuncia profeticamente: "Verrà un giorno (l'ho sentito mentre ascoltavo la Messa del S. Padre a Fatima) che anche sul Monte Benedetto si raduneranno le folle. Tutte le genti della terra saranno rappresentate per mostrare a Maria il loro amore. Io in questo tempo sarò in cielo. Maria ci otterrà da Gesù la vera pace in terra, e da quel tempo i popoli sentiranno di essere da lei guidati e tutti saranno più buoni".

Il giorno dell'Assunzione (15 agosto 1967) sale sul Monte Benedetto e il giorno seguente annota nel suo diario:
“Ieri sono stata a visitare il posto ove tu poserai il tuo piede un giorno che è già stato stabilito da Gesù. Gesù mi ha affidato la missione di preparare questa tua ora, o Maria, e io con tanta umiltà e nel silenzio lavoro per realizzare ciò che Gesù vuole. Egli vive di questa piccola sua anima, ne ha preso possesso, opera in essa e si serve di tutte le sue facoltà, lo ne sono consapevole e vivo continuamente di lui, del mio Gesù che mi ha voluta sua piccola anima".

Arriva finalmente il nullaosta ecclesiastico. Il 7 marzo 1968 si iniziano i lavori per l'erezione della cappella. Colma di santa emozione, scrive Margherita nel suo diario:
"Oggi è un giorno tanto bello. Sul Monte Benedetto incominciano a lavorare per erigere la cappella alla Madonna della Pace. Oggi spunta alla vista di ogni creatura la stella della vera pace che Maria da questo monte farà giungere a tutte le genti della terra. È il piccolo seme di senapa che, come sta scritto nel Vangelo, quando si schiude, cresce rapidamente. Dal piccolo seme, il più piccolo di tutti, si ergerà un grande albero robusto e ricco di rami sui quali potranno trovare tranquillo rifugio quanti verranno, da qualunque parte, a posarvisi.
L'albero è la figura del grande tempio della pace mondiale che verrà offerto spontaneamente da tutte le genti di buona volontà alla Vergine Santissima, in segno di fede e di amore, e della grande opera di bene che dovrà sorgere intorno ad esso. Con l'aiuto di Maria otterremo la vera pace, e con la pace in terra e la guida di lei rinnoveremo ogni cosa come ella vuole".
Il giorno dell'Annunciazione (25 marzo 1968) Margherita si reca personalmente a controllare i lavori.
Il giorno dell'Immacolata Concezione 1968, la cappella è ultimata ed ha luogo la sua consacrazione con l'offerta alla Vergine:
"In questo preciso momento la cappella eretta sul Monte Benedetto è stata offerta alla Vergine Immacolata per la pace nel mondo. L'offerta è stata presentata attraverso il cuore buono dei fanciulli, verso i quali Maria ha avuto particolare predilezione scegliendoli nelle sue apparizioni. Per volontà del mio Gesù io non sono presente in questo momento della benedizione della cappella e dell'offerta a Maria. Dovevo soltanto preparare tutto, con la precisa intenzione e la ferma volontà e consapevolezza che tutto ciò è stato fatto da Gesù stesso che di me vive e in me opera. O mio Gesù, ora fa' che Maria, la Madre tua e nostra cominci subito a spandere, a dispensare le sue grazie di pace, di fraternità, di amore sui suoi figli che la implorano con fede".


Le condizioni di salute non permettono a Margherita di assistere alla inaugurazione della cappella. La cerimonia fu presieduta da Mons. Forer, vescovo ausiliare di Bolzano, assistito da alcuni sacerdoti del clero locale. Non appena si sarà ristabilita, il luogo consacrato di Monte Benedetto diverrà la meta costante dei suoi pellegrinaggi, e la sua preghiera intercederà per le intenzioni che le stanno a cuore: il sacerdozio, la pace, la famiglia cristiana, la santità universale. Non desidera altro che andare a vivere vicino alla cappella. Ma non era ancora tempo di riposare. Che ne sarebbe stato allora dei suoi grandiosi progetti del tempio mariano e del binomio sacerdozio-famiglia cristiana? Ci fu, persino chi un giorno le gettò in faccia quanto segue: "Lei, signora Marsura, si deve accontentare di aver fatto la cappella; e al piano dell'Opera non ci pensi perché non verrà accolto" (11 giugno 1969). Era l'amaro calice che ancora le rimaneva da bere.

 

 

Il simbolismo del grande tempio mariano

Nei disegni del Signore e della sua fedele serva Margherita il tempio mariano è una realtà a due livelli. Innanzitutto si tratta di una costruzione materiale destinata al culto di Maria. Ma la realtà principale è superiore e spirituale - è una nuova era di fervente devozione mariana dalia quale proverranno illimitate grazie all'umanità e alla Chiesa - in modo particolare la pace, la santità del sacerdozio, la preservazione dei valori cristiani della famiglia e l'unità dei cristiani.
Per situarsi nella giusta prospettiva è necessario ricordare che negli anni decisivi del diario di Margherita era iniziata nella Chiesa quella forte critica contro il culto mariano che avrebbe creato nel post Concilio una delle più grandi crisi del culto alla Vergine che la storia cattolica ricordi. Margherita avvertì con sottile sensibilità mistica la realtà contemporanea: "Uscito chissà da quale animo poco amante di Maria, un discorso che è stato largamente propagato. Si mettono in guardia i fedeli contro un'esagerata devozione alla Madonna, che potrebbe - si dice - deviare le anime dalla vera fede in Dio. Questo è sicuramente una macchinazione di Satana, poiché egli sa benissimo che invocando e pregando Maria non si cadrà mai nel peccato e tanto meno nell'inferno. Lo sappiano bene quanti vogliono questo timore, che mai le persone che pregano e invocano la Madonna cadranno nel fanatismo. II Signore non lo può permettere. Egli ama sua Madre dell'amore più grande, immenso, infinito, e il trono di Maria è il cuore stesso di Gesù, cuore formato dal sangue purissimo, immacolato di lei. E quand'anche avvenisse che la preghiera fosse rivolta solo e sempre a Maria, non si offenderebbe il Signore, no, sicuramente, poiché la Madonna è lo splendore della SS. Trinità, è la Figlia, la Sposa, la Madre di Dio, Uno e Trino. In questo nostro tempo siamo caduti in una infinità di errori e di deviazioni perché non si sono volute ostacolare le insinuazioni di Satana che vuole a tutti i costi allontanare le anime dalla devozione a Maria. Ella infatti ci vuole salvare e strappare al Nemico, il quale ci porterà sicuramente con sé all'inferno se non ci stringeremo intorno alla Madre nostra" (3 settembre 1969).
Margherita intuiva i disastrosi effetti che tale crisi avrebbe apportato alla Chiesa, a cominciare dai sacerdoti. Perciò l'analisi della situazione contemporanea in materia di spiritualità sacerdotale era severa:
"Mia piccola anima, ascolta e scrivi quello che voglio tu scriva in questo momento, che è cosa importante, al di sopra di tutte le innovazioni che i miei vogliono fare ora nella mia Chiesa. Essi vogliono seguire le evoluzioni del mondo materiale senza rendersi conto che la mia Chiesa, fondata per rinnovare ogni cosa perversa dell'uomo, mia creatura che voglio salvare, non può, non potrà in nessun modo adeguarsi all'andazzo dei tempi. La mia Chiesa vive ora un pericolo spaventoso poiché quelli che sono saliti ad alti studi di teologia, stanno perdendo il lume della verità. Nel loro troppo sapere hanno perduto la semplicità, che è la disposizione indispensabile per poter venire illuminati direttamente dallo Spirito Santo sulle verità più alte e più sublimi. Nei cuori, siano pure dei miei consacrati, pieni del loro sapere umano, io non posso mai mandare la mia sapienza. L'orgoglio è tara umana e satanica. Io entro e illumino solo i cuori e le anime semplici. Vogliono trasformare tutto e non s'accorgono, proprio per il loro orgoglio, che stanno scivolando nella più spaventosa confusione e portando nella confusione anche le anime che ancora rimangono semplici nella loro fede umile e devota" (22 settembre 1960).

Il giorno 2 agosto 1962 udiva queste parole:
“Povera la mia Chiesa, da me pur fondata e irrorata dal mio sangue e da quello degli apostoli e dei martiri di tutti i tempi! I miei sacerdoti di questo tempo hanno sciupato e continuano a sciupare quella eredità santa che ancora rimane, ma ormai in quantità molto esigua. La santità da pochi vissuta non è sufficiente a supplire nemmeno alle mancanze di tutti gli altri. La mia Chiesa viene continuamente dilaniata da molti di essi che usurpano il sacro patrimonio di santità e di sangue che vi era stato accumulato per farlo scorrere verso le anime da chiamare in seno alla Chiesa. Ormai non hanno più nulla da dare, e le anime sono assetate di verità! Essi parlano parole vuote, perché il loro cuore è vuoto: pieno soltanto di desideri mondani. Essi promettono quello che non possono dare perché ormai la rendita è stata sperperata. Povera la mia Chiesa! Non sono stati i miei nemici a rovinarla, ma i miei amici: quelli che io avevo chiamato a custodirla e ad aumentare in essa la ricchezza (di santità). Non sono più santi i miei sacerdoti. I pochi buoni non sono più capaci di ricostruire nulla, troppo è andato in rovina dentro la mia Chiesa. Vi è soltanto esteriorità di preghiere e di azioni e nel cuore soltanto vuoto e confusione e molte passioni umane. Guai se i primi sacerdoti che guidano la mia Chiesa non porranno ascolto a quello che io ti ho mandato a far loro sapere! Essi ne subiranno grande pena. Mi rivolgerò ad altri popoli, attualmente incatenati, ma che la mia mamma saprà sciogliere dalle catene di Satana".

Il rimedio a questi mali Margherita lo vedeva in ciò che lei chiamava l'"Ora di Maria", vale a dire in un rinnovamento e in una intensificazione della pietà mariana:
"Io voglio - scrive sotto dettato del Signore - preparare l'Ora di Maria perché Ella ha nelle sue mani ogni potere per la salvezza degli uomini. Sono io, suo Figlio, che le ho conferito questo potere. Ma si dovranno ascoltare i suoi messaggi, comunicati nelle visioni, nelle apparizioni ad umili e innocenti creature. La Chiesa stessa non tiene conto di questi messaggi e le apparizioni vengono sottoposte a complicati studi. Non possono credere, perché il cuore dei miei sacerdoti non è pio semplice, e a chi non è semplice non darò la grazia di una fede limpida e sicura. Mia piccola anima, lasciami continuare quello che in te voglio fare. Io voglio che venga realizzato il pellegrinaggio del rosario alla cappella in spirito di penitenza. Non ascoltare nessuna voce né esterna né interna, non badare a quello che scrivono riguardo alle riforme, anche riguardo al rosario. La mia mamma io vuole e lo chiedo, e solo con il rosario molto si potrà salvare dell'umanità".
Il grande tempio è quell'Ora di Maria che Margherita deve preparare, accelerare, annunciare. Il suo insistere sull'urgenza di una intensa devozione mariana ha accenti molto vibranti di fede e di teologia.

“Tutte le grazie - scrive il 30 maggio 1961 - che Gesù fa scendere sulla terra non possono arrivare se non per mezzo della mamma sua Maria. Lourdes, Fatima, sono un grande richiamo, ma ora è giunto il momento di rinnovare il ricordo, di dare nuovo impulso e rinnovato splendore a quello che il tempo ha quasi illanguidito. Non si potrà avere la pace nel mondo se non si riconoscerà ufficialmente e solennemente che la Vergine Santa Madre di Gesù, Figlio di Dio Padre, Re dell'universo, è ella pure Regina e Sovrana del mondo, dell'universo intero. Ella lo disse a Fatima, ai Pastorelli: Se si riconoscerà il mio Cuore, la mia sovranità, darò la pace, e molti popoli si convertiranno, compresa la Russia. Gesù fa sentire al mio cuore questo urgente bisogno di ridestare nei credenti e far conoscere sua Madre e pregarla. Che per mezzo di lei soltanto avremo la pace tanto discussa dai politici. Il nemico preme tremendamente e perdere tempo significherebbe lasciare la via libera alla catastrofe".
E il giorno 30 giugno 1961: "Ella vuole farsi conoscere alle anime tutte della terra per portarle tutte al Padre. L'Immacolata è il tempio della SS Trinità, è lo splendore dell'universo intero e chi la vedrà in questo tempio, la vedrà in una sfolgorante luce e ne sarà attratto senza indugi. Nessuno uscirà dal tempio senza sentirsi fratello del suo prossimo".
Tutte le grandi promesse fatte dal Signore all'opera di Margherita possono essere intese come riguardanti l'avvento della nuova pietà mariana. Possiamo dire con tutta franchezza che Margherita è una delle più grandi "evangeliste" della devozione a Maria SS. nel post Concilio.

Il compimento del Concilio

Margherita aveva un alto concetto del compito che il Signore le affidava. Non si trattava d'altro, per lei, che di portare a termine i grandi disegni del Concilio. È significativo che questa idea pervadesse l'animo di Margherita sin dall'apertura del Concilio Vaticano II. Il giorno 7 ottobre 1962 prese parte ad una processione al vicino Santuario mariano di Riffiano, chiedendo grazia per il futuro Concilio. In detta occasione identifica il Concilio con quello che ella ha nell'animo, come auspicio di rinnovamento per la Chiesa:
"Gesù in me ha offerto alla mamma sua tutte le preghiere dei convenuti perché siano accettati e realizzati i suoi desideri a me ispirati, che comprendono tutta l'Opera che ho fatto conoscere".
Ma più esplicitamente il giorno 15, a quattro giorni soltanto dalla apertura del Concilio, esprime le proprie idee riguardo all'Opera come 'compimento' del Concilio stesso:
Voglio qui ricordare il pellegrinaggio di sabato sul monte. Per tre lunghe ore ho camminato sotto la pioggia sempre in preghiera, sostando nel luogo del tempio davanti al crocefisso per recitare la novena alla Vergine del rosario di Pompei. Tutto voglio dare di ciò che mi riesce possibile dare, perché si realizzino i desideri di Gesù. Tutto farò per preparare la via e la Casa tutta nuova alla mamma sua e mia, perché ella da quel luogo chiamerà tutte le genti della terra alla fraternità e a tutti i popoli darà la pace e l'unità in una sola Chiesa: quella del suo Gesù, sotto la guida di Pietro: il Papa. Dalla Casa sul Monte Maria chiamerà alla santità i suoi sacerdoti e molti saranno veramente santi. Maria sarà la guida per le future famiglie delle nuove generazioni. Quest'opera sarà il completamento che il Santo Padre darà al Concilio da lui iniziato. I suoi desideri, che sono gli stessi che Gesù ha ispirato al mio povero umile cuore tre anni or sono circa, si avvereranno con la catena di fede per mezzo della quale tutte le nazioni cattoliche e non cattoliche si legheranno attorno a Maria Immacolata, proclamandola con un tempio a lei dedicato Madre di Gesù, Madre di tutte le genti della terra e Regina dell'universo. Per mezzo di lei il Padre nostro vuole stendere l'infinita sua misericordia su tutta l'umanità e si realizzeranno le profezie che a Fatima Maria ha manifestato agli umili pastorelli. Si convertirà la Russia ed altri popoli che combattono la Chiesa di Gesù. 1 pagani, gli atei, verranno illuminati di viva fede e tutti i popoli si sentiranno fratelli. Io sento continuamente nel cuore l'invito che la Madonna ha rivolto ai tre pastorelli: pregate e fate penitenza perché tutti abbiano a salvarsi".
Margherita seguì l'intero Concilio con molto interesse. È singolare la coincidenza del suo diario con il periodo conciliare. Il diario ha inizio nell'anno 1959, data dell'annuncio del Concilio, e durante la preparazione dello stesso ella si preoccupa di scrivere fedelmente le proprie meditazioni, come già abbiamo mostrato. Segue poi con attenzione le diverse tappe del grande avvenimento ecclesiale.
Il giorno 8 dicembre 1965 si reca in pellegrinaggio a Roma e a Pompei.

Tornata a casa, il primo gennaio 1966 scrive le seguenti frasi:
"Ma la grazia più bella e più grande te l'ho chiesta a Pompei: che tu venga a piantare il tuo seggio di Regina e Madre anche qui, su questo colle sopra Merano, sul luogo che mi ha indicato il tuo Gesù. Tu, o mamma mia, non tarderai a venire perché è Gesù che lo vuole, tu lo sai. Manda, o madre nostra, la luce di una fede grande agli uomini cui mi rivolgo affinché sentano che devono prepararti la via perché tu hai da venire, chiamata da tutte le genti della terra, a portare la pace, la fraternità, la santità, ii rinnovamento della vita secondo il vangelo di Gesù nella grande famiglia umana, lo attendo nel costante silenzio la tua ora, o Maria, anche se quest'ora forse non la vedrò qui sulla terra, ma la vedrò dal cielo più splendidamente bella. Nessuna creatura terrena per quanto santa possa essere agli occhi di Dio potrà ottenere la pace che ora tutti i popoli si attendono. Solo tu, o Maria, ce la puoi ottenere se noi tutti veniamo a te con voce di supplica universale. Questo lo vuole Gesù; tu io sai. Le grazie che ti ho chiesto e che tu, o Maria, tieni ai piedi dell'altare del tempio di Pompei, ad una ad una hai cominciato a darmele".
La necessità di questo compimento la intravide sin dai primi giorni del Concilio. Ella comprese che la grandiosa iniziativa di Papa Giovanni XXXIII avrebbe conosciuto insidiosi pericoli di deviazione. Così scriveva il giorno 15 ottobre 1962: “Papa Giovanni, che ora regge la mia Chiesa, è santo; ma tutti non sono santi e lo metteranno in grande confusione".
Per superare lo stato di confusione alla quale alludeva in forma così lucida, illuminata dal Signore, avrebbe lanciato il progetto ardito del compimento del Concilio Vaticano II. La storia post-conciliare le ha dato ragione. I temi che tanto le stavano a cuore (sacerdozio, pace, famiglia cristiana) sarebbero stati al centro dell'interesse della Chiesa post-conciliare. Certamente la Chiesa contemporanea conosce poche anime di così straordinari grandiosi disegni come quest'umile madre di famiglia, della stessa tempra di Santa Caterina e di Santa Brigida.

 

La fine del cammino mortale

Giunta al crepuscolo della sua esistenza terrena, avvenimenti la cui portata non possiamo descrivere, prostrarono l'anima di Margherita in una tremenda notte oscura. Dolore, croce, buio intenso furono il pane dei suoi tre ultimi anni di vita. La sua salute conobbe un rapido crollo.
Durante l'anno 1971 scrisse poco nel diario.
Il 15 settembre, festa della Madonna Addolorata, si esprime così:
“Tu sai, mio Gesù, quello che in te soffro perché questo dolore non è altro che il tuo dolore. Ti ringrazio di aver voluto farmene partecipe in quest'ora grave per la tua Chiesa che tu vuoi santa e immacolata come santa e immacolata è la madre tua. Accogli il mio pensiero, il mio ringraziamento, che ti presento immerso nelle lacrime perché sia purificato e accetto al cuore del Padre".
E il giorno 25 ottobre riportò le seguenti frasi:
“Gesù, mio sposo, guardando stamattina in chiesa durante la S. Messa il grande crocefisso che mi stava di fronte ho visto con lo sguardo dell'anima il sangue che usciva dalle ferite dei piedi e delle mani trapassate dai chiodi. L'ho visto scendere e inzuppare la terra. Quel sangue divino è sceso sull'altare realmente e io l'ho raccolto nel mio cuore per versarlo attraverso le mie lacrime. Mio Gesù, fammi piangere in continuazione il tuo sangue per purificare tante anime affinché trovino la salvezza".
Ormai non scriverà più il suo amato diario.
1 dolori morali e la missione d'olocausto per la Chiesa e i sacerdoti avevano minato la salute di Margherita.
Nell'autunno del 1971 subì due interventi chirurgici dovuti a calcoli e a un ascesso appendicolare. Nel corso del mese le sue forze vennero meno del tutto.
Prevedendo prossima la propria fine, disse ai suoi collaboratori: "adesso fate voi". Era la trasmissione del suo compito personale affinché altri lo realizzassero dopo la sua scomparsa. Il giorno 24 novembre 1971 rese l'anima a Dio.


Testimonianze dopo la morte


Molte testimonianze di ammirazione e devozione si sono avute dopo la morte di Margherita. Ne presentiamo una che può valere per tutte. È una lettera di D. Pio Mazzarella, scomparso anche lui prima della pubblicazione di queste pagine.

Il 23. dicembre 1975 scriveva:
“Penso che nessuno l'ha conosciuta ed apprezzata più di me!... Sapevo già del suo segreto desiderio sul Monte Benedetto (me ne aveva accennato qualcosa) e sono contento che lo abbia potuto realizzare prima della morte… Era una bambina e Dio veniva volentieri per abitare ed agire nella sua piccolezza! Sembrava senza lingua o senza voce, perciò cantava a Dio le più belle canzoni d'amore!…”
L'anno 1977 D. Pio Mazzarella venne a conoscenza del manoscritto di Margherita.
Dopo questa lettura scrisse il giorno di Pasqua dello stesso anno:
"Non c'è il mattino della resurrezione senza il tragico venerdì santo. Questo è anche il nostro mistero pasquale che siamo chiamati a realizzare durante tutta la nostra vita: morti con Cristo, risorti con Cristo. Grazie della fotocopia del manoscritto. Lo considero come un dono di Dio. Se fossi ancora stato a Maia Bassa, sarei certamente stato il primo a conoscere questa bella storia di Dio. Rivedo la inconfondibile calligrafia della mia Presidente, quando sbrigava con tanto amore e dedizione la sua mansione nel gruppo Donne e Ragazzi... L'ho letto con profonda venerazione e godimento di spirito, convincendomi ancora una volta che Dio si serve di strumenti umili per realizzare le sue opere in mezzo agli uomini. Il suo viaggio fino a (…), lei così schiva a mettersi in mostra e tanto timida, mi ha veramente sorpreso e commosso! ... Si vede che Dio operava nella sua piccola serva. Io posso capire, perché forse nessuno la conosceva come me tanto intimamente. Deo Gratias!
Cara creatura di Dio, il suo sogno, anche se in proporzioni minime, lo ha potuto vedere avverato! …

 

Come arrivare in macchina, vedi mappa; cliccare per ingrandire.

Come arrivare a piedi: dal Duomo di Merano (20 minuti): dalla piazzetta dietro il Duomo imboccare Vicolo Passiria, superare la Porta Passiria, proseguire per pochi metri sulla via Monte S. Zeno e poi salire a sinistra seguendo l’indicazione “passeggiata Tappeiner”. Al primo bivio prendere il sentiero che sale e seguire l’indicazione “Dorf Tirol - Panoramaweg”, fino ad arrivare al ripido sentiero con l’indicazione “Fuβweg - Dorf Tirol”: si tratta di una Via Crucis tra le vigne, che arriva fino alla cappella.

Con l’autobus dalla stazione ferroviaria (linea 221): scendere alla fermata “Monte S. Zeno”, a pochi metri dall’inizio della Via Crucis.

 


 

Diario spirituale

1 gennaio 1959 - Da oggi voglio tenere controllata anche per iscritto la mia vita spirituale. Ogni giorno possibilmente metterò su queste pagine un resoconto e qualche pensiero che mi potrà servire per migliorare. Soprattutto procurerò di parlare meno e di riflettere di più prima di prendere una decisione, per evitare uno dei tanti miei difetti che mi procura spesso delusione e scoraggiamento. Oggi per quanto riguarda le pratiche spirituali ho completato il programma: S. Messa, S. Comunione, meditazione, Via Crucis, rosario interno e altre preghiere consuete. Ho parlato un po' troppo di tante cose riguardo all'Azione Cattolica.

2 gennaio 1959 - 1° Venerdì del mese - Abbiamo fatto col gruppo donne il primo ritiro mensile. Un'ora di adorazione in comune tenuta dal rev.do P. G. Egli ci ha detto alcuni pensieri, veramente sentiti, che sono penetrati nel cuore di tutte. Essendo stato il primo ritiro sono venute parecchie associate. Non ho osservato il silenzio, il raccoglimento, avendo dovuto presiedere una riunione parrocchiale per trattare del nostro apostolato di Azione Cattolica. Le mie preghiere e pratiche di pietà sono state completate, le ultime avemarie del terzo rosario le ho recitate prima di addormentarmi.
Di quante grazie mi circonda ogni giorno il Signore! Devo ricambiare questi favori: devo e voglio amarlo quanto egli desidera. Voglio sentirmi vicina a lui col pensiero e col cuore, sempre. In questo modo intendo anche riparare .un poco l'offesa di tanta dimenticanza che egli riceve dalla maggior parte dei cristiani.

3 gennaio 1959 - 1° sabato del mese - S. Messa e Comunione in comune con il gruppo donne a conclusione del ritiro mensile. La mia giornata è stata intensa di occupazioni. La mia mente presa da pensieri di apostolato e in continua comunione con Gesù e Maria mediante la meditazione; ho recitato le consuete preghiere, il rosario completo, la Via Crucis. Mi sono confessata con profonda umiltà. Sono sempre tanto povera di tutto che sarebbe un grande assurdo anche se solo mi passasse per la mente di essere qualche cosa. Di mio vi è soltanto il nulla e tutte le miserie e debolezze che l'umana corrotta natura comporta.
Nonostante tutto ciò, sento di essere circondata da infinito amore da parte del mio Padre Celeste. Sento che egli mi ha dato la vita unicamente per amarlo e ogni qualvolta l'anima mia è protesa verso di lui, mi sento inondare dalla sua tenerezza paterna e non posso trattenere lacrime di commozione. Oh, quanto lo amo il mio Padre buono, e quanto amo il mio Gesù! Sempre lo sento vicino, sempre egli mi tiene compagnia e mi esorta a ricordarmi che non lo devo lasciare solo, che non lo devo dimenticare in un angolo.

4 gennaio 1959 - Domenica - Ho completato la giornata con tutte le mie preghiere ed opere di apostolato.

1. 1959 - Mi sono lasciata trasportare un poco dalla fantasia, ma poi con la preghiera è tornato l'equilibrio delle mie facoltà. A tarda sera sono arrivata a concludere le mie orazioni.
1. 1959 - Martedì, Epifania - Giornata piena di attività per l'A.C. Festa dei genitori all'oratorio. La sera ho trovato il tempo di raccogliermi nel silenzio per le mie preghiere e per fare una meditazione sulla Passione di Gesù. Gesù, il solo confidente di tutti gli affetti miei, il solo cui posso far sentire i palpiti del mio cuore. Egli mi fa avvertire la sua reale presenza in tutti i momenti, ma soprattutto quando mi chiama a stare da sola in intimo colloquio con lui.
1. 1959 - Mercoledì - Giornata normale.
1. 1959 - Giovedì - Oggi sono stata molto occupata e ho incontrato diverse persone per causa delle quali la mia fantasia ha divagato procurandomi un certo turbamento che mi ha fatto male e mi ha fatto piangere dinanzi al mio Gesù Crocifisso, durante la meditazione della via Crucis. Non voglio e non posso scostarmi da lui, non posso posporlo alle creature. Non sono arrivata a completare il terzo rosario.

10 gennaio 1959 - Sabato. Oggi ho compiuto un'opera di carità: ho soccorso e portato all'ospedale un'ammalata. Con le pratiche di pietà sono in regola.

11 maggio 1959 - Incostanza! Quando comincio a tralasciare, sono costante nel non cominciare a riprendermi. Per quattro lunghi mesi non ho scritto in questo diario neanche un pensiero. Riassumendo però in breve ciò che riguarda la mia vita spirituale, posso dire che ho continuato a mantenermi come di consueto nelle pratiche quotidiane: S. Messa, S. Comunione, meditazione sulla Passione di Gesù, rosario intero. Soltanto qualche volta non riesco a completare il rosario, o perché divago con la mente o perché sono troppo occupata.

2 luglio 1959 - Una sofferenza inaudita pervade l'anima mia. Le comunicazioni che ho ricevuto dal mio padre spirituale ieri sera, mi hanno riempito il cuore di un dolore che mi fa piangere lacrime silenziose ma molto amare. Da oggi inizierò un ritiro di otto giorni, con preghiere silenzio e digiuno per chiedere a Gesù e Maria la grazia che questo sacerdote sia chiaramente illuminato sulla missione da svolgere fra le anime tutte della sua parrocchia, quelle di lingua tedesca e quelle di lingua italiana.

7 luglio 1959 - Continuo il mio ritiro con l'intenzione sopra accennata e confido molto, molto nel Signore. Egli certo vorrà esaudire la mia povera preghiera e disporrà in modo che prima di ogni altra cosa i sacerdoti pensino a infondere negli animi la pace e l'amore. Senza questa prima base non si potrà risolvere mai niente. Sento che la parrocchia è la mia seconda famiglia. Da vent'anni vivo ed opero qui: ho sofferto molto per questa famiglia, ho donato il meglio di me stessa ed ho anche imparato molto. Oh, mio Gesù, lasciami dire quanto profondo sia il sentimento di riconoscenza che provo verso di te per tanti doni che mi hai fatto, per tanto bene che mi vuoi. Talvolta c'è nel mio cuore un dolore profondo perché non so darti il contraccambio. Quanto ti sento vicino, o mio Gesù! Se è vero che le persone che si amano si pensano sempre e si incontrano spesso con il pensiero, allora io sono certa, o mio diletto, che tu mi stai sempre vicino perché col pensiero io ti vedo, e ti sento sempre, sempre. Quando mi accade di dovermi trattenere in conversazione o per necessità ho la mente occupata in qualche lavoro, appena sono libera mi dolgo di averti lasciato solo. O mio Gesù, ferisci il mio cuore con un amore immenso e fammi sentire quanto tu hai amato le anime e quanto hai sofferto per esse. Fammi provare il dolore che tu provasti quella notte nell'orto. Oh, per quanto grande tu mi possa far sentire il dolore, non potrò mai sentirlo come te, perché io sono una creatura finita; tu, o mio diletto, sei invece il mio Dio infinito, immenso, e il tuo dolore è stato pure immenso, senza confini. Oh, mio Gesù, meditando ogni giorno il tuo soffrire in quella notte lontana, provo veramente un forte dolore al cuore, sento l'anima mia tanto vicina a te e le lacrime scendono lente dagli occhi a lavare i miei peccati e ad implorare misericordia per i peccati di tutta l'umanità.

9. 7. 1959 - Quattro giorni fa ho compiuto cinquant'anni. Sono molti per il poco bene che ho fatto e sono pochi per le molte miserie in cui sono caduta. Il Signore è stato con me infinitamente buono, mi ha voluto un bene immenso. Fin da piccolina mi voleva sempre vicino e mi faceva udire spesso la sua voce tanto nitida che spesso sentivo il bisogno di ritirarmi nel silenzio per effondermi in profonda meditazione con lui.

12. 7. 1959 - Ho avvertito sempre nell'intimo dell'anima il bisogno di avvicinarmi al mio Dio. Tutto mi entusiasma: le bellezze della natura e dell'arte, la musica, il canto di cui sono molto appassionata; mi piace la compagnia, l'allegria, ma in fondo al mio cuore c'è sempre qualche cosa che mi tormenta.
Sempre, in tutta la mia vita, ho sentito in me come un'eterna nostalgia del mio Signore, del mio Padre buono, del mio Gesù, dello sposo dolcissimo dell'anima mia. Nonostante l'espansività del mio carattere incline ad amare e ammirare tutte le cose belle, ad amare anche le creature, nonostante questo il mio Signore mi chiamava spesso in disparte e mi dava la noia anche delle cose più belle, anche delle più dilettevoli. Nel silenzio, nell'intimità più profonda, quante lacrime ho versato per il dispiacere di aver lasciato il mio diletto, posponendolo alle cose pur buone ma fuggevoli. Oggi ho trascorso la giornata festiva soltanto in opere di bene, ma ho dovuto allontanarmi presto dall'oratorio ove stavo come assistente per la ricreazione. Sentivo che mi dovevo raccogliere a meditare e a pregare con fervore. Che sollievo per l'anima mia e che gioia per il mio Gesù, avendo appagato il desiderio del suo cuore dolcissimo! Egli desidera trovare qualche anima che gli faccia compagnia, che lo consoli e gli chieda perdono per le offese che continuamente riceve dagli uomini su tutta la faccia della terra.

26. 7. 1959 - Il mio pensiero, il mio cuore, l'anima mia, tutto di me è insistentemente proteso verso Dio, verso il mio Gesù. Mentre meditavo la Passione, oggi il dolore è stato tanto forte da non poter trattenere lacrime cocenti. Approfitto di fare questa meditazione quando sono sola. Ma oggi improvvisamente venne mio marito e s'accorse che avevo pianto. Voleva sapere il perché. Io ho cercato di sviare il discorso e sono riuscita a distoglierlo da questo desiderio. II sentimento profondo di amore che mi fa avvertire il mio Dio tanto vicino, gli intimi colloqui a cui egli mi chiama, a nessuno li potrò svelare. L'anima mia è tutta del mio Gesù. Anche quando egli mi ha dato un compagno nella vita, ho sempre sentito che io sposo dolcissimo dell'anima mia era Gesù.

22. 10. 1959 - Grande giorno questo per me. Segna l'inizio della mia vita spirituale controllata sotto la guida del direttore spirituale che il Signore mi ha preparato. Sia egli benedetto, io pregherò tanto per lui: che sia santo, e che ne riceva in abbondanza, l'anima mia, della sua santità. Sarò docile, umile, ubbidiente ai consigli; mi lascerò guidare come fosse Gesù stesso che mi guida. Il suo pensiero in questo primo incontro è questo: in tutte le nostre azioni ciò che vale è l'intenzione; dobbiamo fare tutto per la gloria di Dio e la salvezza delle anime lasciando da parte ogni nostra soddisfazione. Io mi sono proposta di esercitarmi nella virtù della carità. Carità: amore verso Dio prima; e dono di amore verso il prossimo in secondo luogo. Devo quindi controllarmi continuamente e dire a me stessa con ferrea volontà: non devo fare questo, non devo pensare quello, perché do dispiacere a Gesù. Il mio amore per lui deve essere tale da non cedere a nessuna debolezza, a nessuna tentazione. Le preghiere e le pratiche di pietà che da tempo curo quotidianamente cercherò di non trascurarle, così tenendomi strettamente unita a Gesù non avrò tempo disponibile per ciò che a lui dispiace.
Mi rifaccio il programma della giornata! Al mattino verso le sei mi sveglio e rivolgo il mio pensiero a Dio: Signore, quando aprirò gli occhi per vedervi nell'eternità? - Subito recito l'Angelus unendomi col pensiero ai miei figlioli e al mio confessore. Mi alzo, bacio il Crocifisso e la foto grande dei miei figli, indi recito le preghiere del mattino. Vado alla S. Messa, l'ascolto con tutta l'attenzione e devozione possibile. Nella S. Messa vedo ogni giorno Gesù nella "sua passione e morte. Lo sento e lo vedo, vivo e palpitante nel mio cuore, il divino mistero. All'offertorio faccio la mia offerta così: Signore, per le mani del tuo santo sacerdote che in questo momento rappresenta Gesù stesso, ti dono il mio cuore: fa' che ti ami intensamente; ti dono l'anima mia: fa' che sia sempre più la tua degna sposa; ti dono la mia volontà: fa' che nulla possa di quello che non ti piace; ti dono la mia mente: fa' che io pensi a te sempre, in ogni momento. Tutto questo ti dono assieme ai miei figlioli e alle persone più vicine al mio cuore. L'elevazione è il momento più sublime e più sentito, difficilmente mi distraggo. Qualche istante prima che il sacerdote alzi l'ostia rinnovo l'offerta della mia vita con questa preghiera.- Padre Santo, ti offro la mia vita quale olocausto d'amore unendomi all'immolazione del Figlio tuo ovunque essa sia rinnovata, in questo momento, su questo e su ogni altare: così sia tuo ogni momento della vita e quello della mia morte. te la offro per la tua maggior gloria, per la vocazione e santificazione dei miei figli. Con Gesù, per Gesù voglio adorarti, soddisfare per i miei peccati, implorare per la mia salvezza e per quella delle anime che mi sono care.
Con Gesù, per Gesù in Gesù tu sia sempre glorificato, o Padre Santo, Dio nell'unità dello Spirito per tutti i secoli. Così sia. Al momento dell'elevazione mi sento ai piedi della croce e i miei pensieri ed affetti sono questi: Gesù mio, io ti sento soffrire, ti vedo morire sulla croce per me e per noi tutti. Ti prego, ascolta la mia voce come ascoltasti quella del buon ladrone. La mia voce è infinitamente più misera di quella e, sono certa, è per questo che tu l'ascolti. Ricordati dei miei figlioli in questi giorni, o mio Gesù, guardali come guardasti Giovanni e donali a Maria, la tua mamma; fa' che ella li custodisca nell'esercizio delle più belle virtù.
O Gesù, tu hai detto: - quando sarò in alto, sulla croce, chiedetemi tutto ciò che volete e ve lo darò - io so che tu mi dai tutto quello che ti chiedo. Dammi, dammi tanto, o Gesù, per me e per le persone care per le quali conosci le mie intenzioni e che si raccomandano alle mie povere preghiere. Fammi tanto buona, come il tuo cuore desidera; fa' che sia pura come un angelo, umile come un agnello, semplice come una bambina. Seguendo il messalino arrivo al Padre Nostro, all'Agnus Dei e alla S. Comunione: il momento tanto desiderato dall'anima mia. Gesù viene ad incontrarmi e mi accompagna poi per tutto il giorno e la notte fino al mattino seguente. Egli mi sta veramente vicino, lo sento; qualunque mancanza commetta, avverto subito la sua presenza e una voce che mi dice: perché hai fatto così? - Mi accorgo allora che mi sono dimenticata di lui e che, se sbaglio, sbaglio proprio per questo. Nell'intimità della Comunione gli dico molte cose e come ringraziamento recito alcune preghiere fra le quali la preghiera a Gesù crocifisso. Con questa preghiera, che cerco di recitare con tanta devozione, intendo acquistare l'annessa indulgenza plenaria. Dico a Gesù: fammi degna di avere l'indulgenza e fa' che l'anima mia splenda ogni giorno di nuova luce e nuova grazia agli occhi tuoi. Fa', o Signore, che così sia anche per i miei figlioli e per tutti quelli che hai affidato alla mia preghiera, specialmente per il mio padre spirituale.

31. 10. 1959 - Stasera mi sono confessata. Non avevo mancanze. Durante i giorni scorsi ho voluto tenere un rigoroso controllo sulla preghiera, l'unione intima col Signore e l'esercizio della carità. Non ho mai parlato di nessuno per non mancare mai in questa virtù. Mi sono venuti per tre volte pensieri contro la carità riguardo a tre persone, ma ho subito reagito con altri pensieri e con la preghiera.
Ora voglio vedere se saprò mantenermi costante è continuare a progredire. Proprio stasera ho avuto occasione di mancare, ma non l'ho fatto. Ho avuto un dispiacere da parte di X ma col silenzio e la bontà ho superato ogni cosa. Mentre tornavo a casa dall'oratorio ho incontrato due soldati. Uno di essi pronunciò un'orribile bestemmia. Mi fermai e cercai di far capire a quei giovani che non dovevano farlo piò. Quanto mi addolora sentir offendere il mio Signore! io lo amo tanto, e molti lo offendono! Ha detto bene Gesù sulla croce: "Padre, perdona loro perché non sanno quel che si fanno."
Ragionando con quei giovani ho capito che bestemmiano proprio senza rendersene conto. Il mio padre spirituale mi ha raccomandato di pregare per la santificazione delle famiglie e dei sacerdoti. Voglio diventare sempre più buona perché Gesù, lo sposo dolcissimo dell'anima mia, io vuole. Per lui tutto devo fare, per lui a tutto devo rinunciare, nulla voglio desiderare.

1. 11. 1959 - Festa di tutti i Santi - Oggi la Chiesa universale militante purgante e trionfante si unisce in un'unica comunione di preghiera. Offro a Gesù tutto quello che ho fatto in questo giorno, in suffragio delle anime purganti. Soprattutto intendo offrire la meditazione sulla Passione, affinché egli ottenga per i suoi meriti, i suoi dolori, di liberare tante anime dalle pene del purgatorio. Grazie, o mio Gesù, che mi hai dato questo forte mal di testa: io unisco ai tuoi dolori per meritare qualche cosa a vantaggio di queste anime benedette. Grazie, o mio Gesù, che mi inviti spesso a tenerti compagnia nell'orto degli ulivi. Tu mi chiami, cerchi delle anime che stanno nel mondo. Io voglio risponderti sempre. Sono la tua piccola sposa, la più piccola, la più povera, ma tu mi vuoi bene lo stesso, io lo so. O Gesù, chiamami sempre. - Sono stata buona.

2. 11. 1959 - Anche solo a guardare il cielo azzurro o stellato, trovo motivo di meditazione. Oggi abbiamo tenuto adunanza di consiglio. Sono ritornata con questi pensieri: è sempre molto difficile far comprendere che tutto ciò che si fa per il Signore rimane, che il resto ci sfugge senza che neppure ce ne accorgiamo, e nulla si ha per l'eternità. Sono rare le anime che sentono l'impulso di donare qualche cosa di se stesse a Dio. Non si pensa che tutto viene da lui. Io vorrei far capire un poco l'ardente desiderio del cuore di Gesù. Egli mi ripete continuamente: "Aiutami, piccola mia sposa, aiutami a salvare le anime. Cerca qualche anima che ti aiuti a diffondere questo mio desiderio".
Per questo richiamo che il mio Gesù mi fa continuamente, non mi perderò mai di coraggio, per quante delusioni mi possa dare l'apostolato. Anche se rimarrò sola, anche se non sarò compresa, anche se sarò biasimata. Sono certa che il mio dolce sposo mi darà sempre la forza di continuare col sorriso sulle labbra, pur se il cuore duole. Mio Gesù, questi richiami che doni a me, ti prego, donali anche ai miei figlioli e al mio padre spirituale affinché camminiamo insieme per quella via che ci porta alla più alta perfezione.

21. 11. 1959 - Festa della Presentazione di Maria Vergine. Ad imitazione della Vergine santa, che al di sopra di ogni altra cosa pensò di offrirsi fin dalla più tenera età a Dio, oggi rinnoverò continuamente la mia offerta al Signore mio Gesù. Affinché in unione a lui sia più accetta a Dio Padre, che fin dall'eternità mi scelse ad essere la sua piccola anima, trapiantata nel suo meraviglioso giardino spirituale. Il Signore mi ha chiamata fin dalla più tenera età e mi ha fatto sentire quanto egli desideri di essere amato. Mi sono offerta a lui quale piccola sposa. E nel silenzio del mio cuore l'ho sempre chiamato "dolce sposo dell'anima mia".

4. 12. 1959 - La vera consacrazione dell'anima a Dio è stare uniti a lui nei pensieri, nelle azioni e nella volontà. Il Signore non sa che farne di una consacrazione superficiale. Vuole che ci rendiamo conto positivamente che abbiamo lui accanto a noi. La nostra vita fisica sussiste perché c'è lo spirito (l'anima) che la sostiene; l'anima deve dunque abituarsi a sentire presso di sé Dio, che l'ha creata. Non è il caso di pensare a raggiungere il Signore nostro Gesù e il nostro Padre infinitamente buono, nel giorno in cui l'anima si separerà dal corpo. Dio è già con noi. Dal momento in cui egli ci ha creati, ci sta sempre vicino. Se non lo sentiamo presente, è perché non lo vogliamo. È mai possibile che una stragrande maggioranza di anime non avvertano che Dio sta loro accanto? Io lo sento sempre appresso a me. La mia mente non può stare tanto tempo lontana da lui e anche quando le circostanze mi tengono occupata, è sensibile quasi il suo sguardo che mi avvolge, che mi segue.
Così è stato per tutta la mia vita. - Quanto ti amo, o mio Signore Gesù! Sono la tua piccola sposa - la più piccola, la più povera di tutte le tue spose, ma questo non conta. So soltanto che sono la tua piccola anima trapiantata nel tuo giardino spirituale. Sono nascosta nell'angolo più recondito, dietro un cespuglio, e sto intessendo per te una meravigliosa corona di fiori che deporrò ai tuoi piedi il giorno in cui mi chiamerai dalla terra al cielo. Una preghiera, o mio sposo. Fa' che io possa tessere assieme alla anime che amo sulla terra, tante e tante ghirlande di magnifici fiori, i più belli e più profumati perché, o mio Gesù, molte anime che si sono consacrate a te con voti, non ti amano come hanno promesso?

8. 12. 1959 - Festa dell'Immacolata - Tutta la mia giornata l'ho passata in occupazioni per la festa del tesseramento dell'A.C. Quale grazia mi ha concesso il mio Signore, associandomi a questa organizzazione! Oh, mio sposo, hai voluto ricompensarmi di quel poco che ti ho dato oggi, col chiamarmi vicino a te questa sera a meditare il tuo dolore: quello che provasti nell'orto degli ulivi. Ho pianto con te, o mio Gesù. L'abbandono da parte di tutti, di quella sera, si ripete continuamente nei secoli. Nessuno che ti faccia compagnia, o mio Gesù. Dimmi cosa devo fare per te. Mi risponde il Signore nell'intimo dell'anima: "Non voglio che tu dubiti di me a cagione della tua indegnità. Questo mi dispiace molto, perciò molte grazie non te le do. Quello che tu mi chiedi, piccola mia. chiedilo come se tu fossi l'anima più bella che io abbia creato dopo la mamma mia. Se così starai dinanzi a me, tutto io ti darò. Ti basti di sapere, per te, che io conosco il tuo cuore. Non pensare se ti ho perdonato o no le tue miserie, questo lascialo pensare a me. Tu pensa solo a tenermi assidua compagnia in ogni momento. Io sono ricco e posso darti ciò che vuoi, ma desidero che tu me lo chieda con la sicurezza che io te la do la cosa che desideri. Vicino a me, tieniti pure vicine le anime che più ami: con ciò supplisci alla loro lontananza da me e un giorno non lontano esse pure sentiranno l'ardente desiderio che il mio cuore ha di trovare anime che mi stiano vicino, vivendo continuamente della mia presenza come se fossero già nella gloria in cui le attendo". - O mio Gesù, in quella notte lontana nei tempi, ma sempre presente, tu hai esortato appassionatamente con voce di pianto e lacrime di sangue: "Vegliate e pregate, affinché non cadiate in tentazione!" E per tre volte, o mio diletto, ti sei rivolto ad essi, ai tuoi, ed hai invocato un po' di compagnia. Infine vedendoli ancora addormentati hai detto loro: "Oh, non avete potuto vegliare un'ora sola con me! Ora il nemico è vicino, dormite pure". Gesù, questa tua invocazione riecheggia continuamente e si ripete nei secoli. Quante anime - e parlo di quelle a te consacrate - continuano a dormire, non sentono il tuo ridiamo. Quanti sacerdoti e religiosi, presi dagli interessi materiali, trascurano l'ideale per cui si sono donati: la salvezza delle anime, la pace e l'amore che devono portare tra le genti. E il tuo pianto, la tua invocazione viene soffocata. O mio Gesù, fammi sentire al cuore il dolore che tu provasti in quella sera. Voglio io supplire e vegliare per tutti i tuoi sacerdoti caduti nel sonno. Voglio io tenerti compagnia, vegliare e pregare con te. O mio Gesù, io ti prego tanto per i miei figlioli e per il mio padre spirituale: almeno loro, preservali dal sonno delle miserie umane! Fa' che sentano le tue invocazioni e si abbiano a santificare per te e per le anime. O dolce sposo dell'anima mia, avvicinami sempre più a te e fa' che porti a te tante anime: nella preghiera, nella sofferenza, nel pianto. Il mondo non sarebbe un deserto squallido di miseria e di peccato, se i tuoi sacerdoti fossero stati santi, o per lo meno se molti io fossero. Invece troppo pochi lo sono. Gesù mi dice nel fondo del cuore: "Cercami anime, cercami anime che siano la mia continuazione! Soprattutto anime di sacerdoti. Che essi siano veramente me stesso quando salgono l'altare. Mio Padre ha bisogno di mani candide, immacolate. Mio Padre ha bisogno di cuori puri. Mio Padre ha bisogno che sull'altare ci sia la verità stessa del suo Figlio."

18. 1. 1960 - Quando ebbi il secondo bambino mi accorsi - e lo seppi con certezza più tardi - che per conseguenze di parto sarei rimasta per sempre sterile. Mi dolsi molto di questo mio stato poiché desideravo avere tanti bambini per donarli tutti al Signore. Ma la sua volontà fu diversa. Mi rassegnai dedicandomi a crescere buoni e virtuosi i due figli che egli si era degnato di donarmi. Sentivo forte il desiderio di vivere in castità perfetta. Ma come fare? Non potevo certo togliere ai compagno della mia vita il suo diritto a mio riguardo. Dovevamo essere d'accordo, e che ciò fosse accettato anche da lui come virtù (').

1) Confronta i diari del 28.1.1960. 20.1.1964 e 8.5.1962

21 gennaio 1960 - Stamattina ho ascoltato la Messa delle 8 celebrata dal mio amatissimo padre spirituale. Sono stata felice di averlo visto guarito dopo parecchi giorni di malattia influenzale. Dopo la S. Messa è stato suo desiderio di venire da me a prendere il latte caldo. La sua compagnia mi è tanto cara e spesso egli mi è presente nella mente come io sono i miei figlioli. Io li ricordo in particolare nella preghiera e forniamo così un'intima unione vicino a Gesù. Sento però che egli desidera che ci spogliamo di un affetto troppo umano. Potrebbe esserci causa di perdita di tempo. Poiché il tempo il Signore ce lo dà per aiutarci a vicenda a salire e avvicinarci sempre più a lui, dovrà essere speso soltanto per questo. I miei incontri con il padre dovranno essere l'aiuto reciproco per migliorarci continuamente: lui come mio padre spirituale, io come sua mamma spirituale. In questa paternità e maternità spirituale ci troviamo al medesimo livello, quindi è necessaria per prima cosa la confidenza. Le nostre anime dovranno essere come un libro aperto l'una per l'altra, allo scopo di tenere un controllo spirituale reciproco. Il nostro incontro il Signore lo ha voluto per questo, e per questo io pregherò e starò in fiduciosa attesa. Come una mamma che aspetta il figlio che di lei ha bisogno, e lo vuole aiutare. Due anime che si comprendono spiritualmente e tenendosi per mano si accompagnano, arrivano senz'altro alla santità.

24. 1. 1960 - Da due giorni patisco aridità di spirito e freddezza di unione col mio Signore. Ora non posso più resistere: egli mi chiama, io mi butto ai suoi piedi e piango. Le lacrime scendono copiose, sento che per me è impossibile stare lontano con la mente e con il cuore dal mio Gesù. Non posso più, la sua reale presenza mi accompagna giorno e notte. Sono una cosa sola con lui, sono la sua continuazione. Nessuno, nessuno potrà mai comprendere l'intimo dell'anima mia. Solo il mio padre spirituale lo potrà, ma se egli lo vorrà, alla condizione richiesta da Gesù. E cioè una reciproca confidenza spirituale che serva all'ascesa di ambedue.

25. 1. 1960 - Questa sera mentre stavo lavorando e mio marito leggeva, la mia anima si sentì chiamata a un colloquio. Una voce mi diceva, mentre pensavo a Gesù: "Piccola mia, non dirmi di no in ciò che ti chiedo. Desidero che tu sia la mia continuazione. Non pensare che sei niente, perché io il niènte posso fare in modo che sia tutto. A te chiedo solo la volontà di pensare con tranquilla sicurezza che io sono te. Tu sarai sempre il niente in tutte le tue cose naturali alle quali con il corpo sei soggetta, ma con l'anima e la volontà voglio che tu sia la mia continuazione". Per questi pensieri ho sentito nell'anima come una contrazione. Affiorava in me l'idea che fossero fantasie di orgoglio spirituale. Ma contemporaneamente sentivo che chi mi parlava al cuore non voleva questo pensiero. Ho lottato, e le lacrime stavano spuntando negli occhi. Per non essere veduta, sono uscita. Nella stanza attigua mi sono inginocchiata e piangendo ho detto una breve preghiera: Gesù, se tu lo vuoi, non penserò né a presunzione né a orgoglio spirituale, sarò quello che tu vuoi. Poi mi sono sentita tranquilla e sono rientrata senza che il mio compagno si accorgesse di nulla.

1. 1960 - Ieri sera il mio Gesù mi ha messa alla prova. L'ho superata perché lui mi vuole sua, a sua continuazione. So che egli non ammette più alternative: sarebbe un'offesa che gli recherebbe tanto dispiacere, perciò non ne parlo più e sarò quella che egli vuole.

1. 1960 - Nell'intimo del cuore una voce mi dice continuamente: "Devi sentirti di essere me. Se pensi di essere te, sei cattiva perché hai tutti i tuoi difetti a cui pensare. Se pensi e ti convinci di essere me, come desidero che tu faccia, allora sarai buona; perché io sono bontà infinita, posseggo tutto le virtù, e queste saranno senz'altro in te”.

1. 1960 - Oggi è stato il cinquantesimo compleanno del mio compagno, il papà dei miei figlioli. Il dono più bello che ho inteso fargli è stata la S. Messa e la S. Comunione insieme con lui, nella quale ho messo la particolare intenzione che Gesù, lo sposo dolcissimo dell'anima mia, doni a lui la grazia di vivere d'ora in poi in castità perfetta accanto alla compagna della sua vita. Che egli pensi di avere non una donna, ma un angelo... Inoltre il buon Dio ci attribuirà grande merito per il cielo. E non è forse una grande predilezione che io possa vivere in castità perfetta accanto ad un uomo ancora giovane? E non è forse un segno questo che Gesù mi vuole per sé, tutta casta e tutta bella? Oh, anima mia, esulta perché il tuo Signore ha compiuto una delle sue meraviglie! Egli ti ha dato di possedere una virtù dalla quale prenderanno forza tutte le altre, con la quale tu puoi vivere accanto agli angeli. O mio Gesù, tu io sai e lo sa bene anche la tua mamma quanto ho sempre desiderato e amato la virtù della purezza. Forse potrei dire che col desiderio sono vissuta sempre in castità pur compiendo il mio dovere di sposa e mamma. Grazie, o mio dolce sposo, grazie!

29. 1. 1960 - O mio Signore, hai preparato la tua dimora in me. Giorno per giorno, istante per istante, con i tuoi richiami, con le tue tenerezze e con le tue lacrime. Quanto l'hai amata la tua piccola casa, o Gesù. Tu volevi essere l'assoluto padrone di essa, volevi trasformarla in una cosa sola con te. Eccomi, il mio cuore, la mia anima, la mia volontà, la mia mente, sono te, perché io amo con il tuo cuore, io abbraccio con la tua anima, io voglio con la tua volontà, io penso con la tua mente. E tutto ciò che desidero per i miei cari prima, e tutte le anime poi, sono i tuoi desideri.

2. 1960 - O mio Gesù, fammi sentire nel cuore il tuo immenso dolore. Dammi tante lacrime, uniscimi a te con un'intima preghiera al Padre. Ora devo lasciare la penna, devo ubbidire al mio consorte e andare a dormire. Continuerò la meditazione nel silenzio del mio letto. Di tanto in tanto durante il sonno egli mi chiama, mi scuote e mi dice: " Tienimi un po' di compagnia. Nessuno in questa città sta ora pensando a me. Prega con me, piccola mia, amami tanto, stammi vicino."

2. 1960 - Stamattina ho ascoltato la S. Messa celebrata dal mio padre spirituale. Per le mani di Maria, con i miei nel cuore, come una cosa sola in Gesù ho fatto al Padre l'offerta totale. Con essi ho detto - Voglio - in forma solenne dinanzi all'altare. L'Eterno Padre accettò l'offerta che la Vergine Santa fece del suo Gesù, al tempio. L'Eterno Padre ha accettato pure la mia offerta di questa mattina perché anch'essa è stata presentata dalle mani di Maria. È stata la Vergine Santa, la mia dolcissima mamma che ha preparato nel mio cuore la piccola dimora del suo Gesù. Quanto bene ho sempre voluto alla mia mamma del cielo, e quanto ella mi ha amato! Oggi la mia giornata sarà una continua preghiera a lei.
È sera. Ho passato la giornata in continua preghiera a Maria, come avevo promesso. È stata una preghiera veramente continua. A conclusione però il mio Gesù ha voluto che io regalassi alla mamma anche le lacrime. La mia anima è triste, tanto triste. Sento tutta l'amarezza del mio Gesù quando egli sapeva e capiva di non essere compreso dai suoi. Quanto deve aver sofferto il suo cuore, ora lo comprendo! Stasera ... in una lettera mi fa sapere qualche cosa che non è certo quello che il mio cuore e la mia anima desideravano per un intimo colloquio con lui. È necessaria questa mia sofferenza, è necessario che io preghi ancora molto. Ma sono certa: ciò che voglio non mi sarà negato. Dono tutto di me stessa, quello che egli mi chiederà lo darò: dolori, sofferenza, umiliazioni, pianto, incomprensioni, tutto, ma poi il mio Signore mi darà quello che io desidero. Io voglio per lui e lui vorrà per me. Oh, questa mia anima come l'ha fatta il mio Signore! Soltanto lui la può capire!

8. 2. 1960 - Ciò che ardentemente desidero e voglio dal mio Signore, è che i miei figli e il mio padre spirituale siano santi. Mi adopererò con tutti i mezzi per ottenerlo. Primo indispensabile mezzo la preghiera, la quale sarà continua, fiduciosa, paziente.
Qualora li vedessi anche cadere e allontanarsi da me, io crederei e sarei certa che saranno santi. Il mio Gesù, lo sposo mio me li ha dati da custodire e da abbellire nel modo migliore. Una mamma verso i suoi figlioli usa tutte le attenzioni più affettuose e delicate. Sta attenta che non si ammalino, li vuol crescere sani, robusti, belli, li veste bene, li tiene puliti, li accompagna e si dona tutta per essi. Così farò in senso spirituale per i miei, che il Signore mi ha dato. Tutto farò per essi con una pazienza e una bontà inalterabili. Sono sposa allo sposo e li amerò come li ama lui.

12. 2. 1960 - Nella meditazione di oggi, venerdì, ai piedi della croce sulla quale vedo Gesù morente nell'ora delle tre, mentre suona la campana per ricordare ai fedeli il momento più grande per la nostra Redenzione, mi vengono i seguenti pensieri a conclusione. Un giorno io pure mi troverò a morire nel corpo, e sarà il momento più bello e più desiderato da me e dal mio Gesù. Egli mi verrà incontro assieme alla sua mamma e mi presenterà al Padre. Egli dirà: Padre mio, ecco ti presento una mia piccola sposa, che sulla terra ha voluto essere la mia continuazione. Tu vorrai, o Padre mio, che essa sia per l'eternità la tua e mia gloria. - E Gesù dirà a me: Vieni o piccola sposa, mia diletta: tu hai creduto, tu hai voluto, tu hai sperato, tu hai atteso. Vieni a cantare in eterno le più belle canzoni al tuo Re, lo sposo bramato e sospirato sulla terra.

17. 2. 1960 - Una forza alla quale non posso resistere mi chiama all'intimità col mio Signore. Quando per necessità devo stare con la mente occupata in altre cose pur buone, sento la sua voce che mi vuole vicino. Il mio "voglio" è stato preso e non sono più io, lo sento, è avvenuta in me una vera trasformazione. Il mio cuore vorrebbe amare, e sa che non può amare quanto vorrebbe. La mia anime è tesa continuamente verso lo sposo che la vuole sempre vicino a sé. Sento grande dispiacere per molte e molte anime che sono state create da Dio per amore e che a lui dovrebbero donare soltanto amore, e invece non sanno dare che oltraggio e insulti. È continuazione della passione di Gesù. Egli cerca anime che lo consolino e che gli stiano vicino in preghiera continua, perché continui sono i peccati che si commettono.

20. 2. 1960 - Fin dalla prima giovinezza tu mi hai sempre chiamata, a differenza delle mie compagne, a stare sola con te. Quante volte mi volevi, o nel silenzio della mia chiesa parrocchiale dinanzi al tabernacolo o all'altare della Vergine; oppure nel giardino della mia casa, nelle sere illuminate dal pallido chiarore della luna o nel primo mattino al levar del sole nei chiari mattini d'estate, quando ancora tutti erano immersi nel sonno; o ancora nell'intimità della mia bianca cameretta. Sempre, o mio Gesù, tu mi hai chiamata lungo il corso della mia vita, sempre mi volevi vicino in intimo colloquio con te. Non ho mai potuto resisterti, mai. Sentivo che ti sarebbe dispiaciuto se non avessi risposto, e non potevo non farlo. Quasi una forza che non era mia mi attirava a tenerti compagnia, a parlare con te. Quanto sei sempre stato buono, o mio Gesù, con questa piccola creatura, con questo niente che sono. Qui più che mai mi chiami vicino a te, sembra quasi che tu non voglia lasciarmi sola per paura che mi perda, che mi lasci trasportare dal mio niente. Ti ho dato il mio "voglio", o Gesù, rimani sempre in me. Parla tu con la mia voce, ama tu con il mio cuore, pensa tu con la mia mente. Infondi in me e nei miei cari tutti i tuoi doni più preziosi, tutte le virtù più belle. Ad essi non devi negare nulla. tu pure lo vuoi, o mio Gesù.

2. 3. 1960 - Durante questo periodo di Quaresima mi sono ripromessa di mantenere per quanto mi è possibile il silenzio interno ed esterno ad imitazione di Gesù che si ritirò in preghiera, in preparazione alla Pasqua. Ti chiedo grazia, o mio Signore: fa' che ti lasci vivere in me come tu desideri. Fa' che io senta questa trasformazione e che la mia preghiera, la mia unione a te abbia valore infinito per la salvezza delle anime e per la santificazione dei miei cari, come pure di tutti i tuoi sacerdoti.
Non voglio dolermi di nessuna cosa mia personale, mi dorrò soltanto e continuamente per i peccati che vengono commessi in tutti gli istanti da tante persone, soprattutto per quelli di molti cristiani. La giornata l'ho trascorsa non tanto raccolta. Ho fatto visita ai miei ammalati, così sono stata a contatto di molte persone. Il mio parlare però è stato soltanto buono. Con la mente sono stata svagata e mi è costato fatica raccogliermi a pregare. Mi venivano spesso pensieri inutili, ma nonostante ciò sono riuscita a mettere insieme un po' alla volta le mie quotidiane preghiere.

5. 1960 - Primo sabato del mese - Giorno caro al mio cuore perché dedicato alla mamma di Gesù, lo sposo dell'anima mia. Più caro ancora in questo mese di maggio che è tutto un canto, una preghiera, un profumo, un'invocazione a Maria. La mamma del mio Gesù l'ho amata sempre tanto ed è lei che mi ha conservato sempre puro il cuore, lei che mi ha tenuta lontana dalla conoscenza del male, lei che non ha mai permesso e non permette che nella mia mente alberghino pensieri men che puri. Come è bella la mamma mia del cielo e come ama quelli che vogliono vivere nella purezza! Questa virtù l'ho amata e desiderata sopra ogni altra virtù, anche se per volere divino ho preso la via del matrimonio. Gesù sa, conosce e vede i miei sentimenti e i miei desideri, li ha fatti suoi e mi ha dato di poter vivere come un angelo accanto al compagno della mia vita. Vergine Santa, custodisci la mia purezza e fa' che il mio consorte si mantenga buono e senta il desiderio di vivere così per virtù.

5. 1960 - Oggi è l'anniversario del mio matrimonio: 23 anni sono passati da quel giorno. Quante ore tristi e liete, quante ansie, quanti timori. Quante mancanze, quanta noncuranza verso il mio Signore, e quante grazie egli mi ha fatto, quanti doni, e soprattutto quanto mi ha amato! Se io gli ho dato qualche piccola cosa, egli me l'ha centuplicata circondandomi di un'infinità di attenzioni. Se qualche cosa gli ho chiesto, mi ha favorita con una generosità senza limiti. Come potrò io ricambiare tanto bene? Se ci penso mi confondo, mi perdo. E allora, siccome non mi voglio perdere, in cambio di tanta generosità di tanti doni e di tanto amore, io gli dono il mio niente. So che egli dal nulla ha creato tutte le cose, quindi so e credo fermamente che del mio niente si servirà per continuare la sua opera. Gesù vuol continuare la sua vita terrena nelle anime per salvare altre anime. Io mi sono offerta pur essendo consapevole del mio niente, Gli ho chiesto di essere la sua sposa pur rimanendo accanto al compagno della mia vita. Gli ho chiesto di farmi vivere in castità, poiché so che senza questa vita pura non potrei essere la sua sposa. Sono la più povera di tutte le tue spose, o Gesù, ma sono la tua sposa pure io. Lo sono, perché ciò che ti ho chiesto me lo hai dato affinché potessi trovare il coraggio e la forza di donarmi. O mio sposo, uniscimi a te sempre più intimamente, vivi in me e fa' che in ogni momento io mi ricordi che non ci sono più, ma che ci sei tu a vivere in me.

22. 5. 1960 - Voglio continuare il mio colloquio con te, o mio Signore. La tua presenza si fa sentire possente nel mio cuore, nella mia anima. Vuoi starmi accanto, vuoi possedermi, irresistibile sento in me questo tuo desiderio. Vuoi riempirmi della tua luce, dei tuoi tesori, e dilati il mio cuore affinché ne contenga in grande quantità. O mio Signore, o mio Padre, o mio dolce sposo, tu vuoi ricuperare il tempo che per mia cattiva volontà è andato perduto. Per lunghi anni hai atteso, mi hai chiamata, mi hai desiderata, mi hai seguita! Quante volte mi hai sbarrato il passo e mi guardavi negli occhi. Il tuo sguardo mite e dolce mi diceva: Fermati con me, piccola anima mia, voglio dirti tante cose, voglio donarti le mie grazie! Io conosco il desiderio che hai di dare agli altri qualche cosa di buono, ma non puoi dare nulla perché sei niente. Per questo voglio riempirti dei miei doni e affinché io te li possa dare devi fermarti con me. devi vivere in intima unione con me e lasciarti possedere totalmente." Io ascoltavo questo tuo desiderio, ma poi proseguivo il mio apostolato e ti lasciavo indietro. Nel mio niente credevo di poter fare tante cose, di poter dare tanto. Purtroppo non ho dato niente. Ho perduto tanto tempo in un apostolato sterile perché la mia vita di unione con te non era completa. Ora tu vuoi assolutamente farmi guadagnare questo tempo perduto col tenermi vicino a te, o meglio con l'essere tu stesso in me. Provo un profondo dolore per non aver assecondato prima i desideri del tuo bel Cuore. Eppure io l'ho sempre sentito il tuo richiamo, fin da piccolina! Come sono stata scontrosa, o mio Gesù, fammi piangere tante lacrime! Come mi duole di averti fatto tanto aspettare! Come faccio ora a riparare?

23. 5. 1960 - Signore mio Gesù, ti adoro e ti ringrazio di volermi possedere, di volermi tutta per te! io così povera, così meschina, piena di difetti, di tentazioni, di pensieri cattivi, di miserie! perché mi vuoi, o mio Gesù? Mi vuoi proprio perché sono così povera? Forse perché non trovi nessuno a cui dare la tue ricchezze, i tuoi doni? Se è proprio per questo, allora dammeli tutti i tesori del tuo cuore, li voglio tutti.
Prima cosa che ti chiedo: una illibata purezza per me e per i miei cari. Quanto la desidero questa virtù, o sposo mio! Non permettere i pensieri cattivi, i sogni cattivi, le tentazioni, né per me né per essi, o Gesù. Poi fammi sentire il dolore che il tuo cuore sentì nel vedersi dimenticato e offeso dagli uomini. Mio Gesù, tu mi dici nell'intimo del cuore che per ogni lacrima che mi dai da versare, potrò salvare un'anima. Dammene tante allora, e quando sono sola fammi piangere vicino a te e con te.

25. 5. 1960 - O mio Padre, ti adoro e ti ringrazio di aver: mi dato Gesù e di volere la sua continuazione in me. Vi sono tante creature belle e ricche di tante virtù, io invece sono la più povera, la più piccola, la più lontana! Che cosa ti ha spinto a cercarmi, a volermi, o mio Gesù? - Mi hai voluta e basta. E non vuoi più che mi volti indietro per ricordare le mie misere passate. Quando oso farlo per migliorami dinanzi a te sento che sono cattiva, che il tuo Nemico mi viene attorno per tentarmi. So che non lo devo fare, poiché accettare di continuarti vuol dire guardarti sempre e non volgere indietro lo sguardo, mai... E così voglio fare, perché lo desidera il tuo cuore. Ti guardo con filiale abbandono.

29. 5. 1960 - Ho un desiderio ardente di comunicare alle anime che più mi stanno vicine, quello che mi viene trasmesso per ispirazione da Gesù. Egli, nella sua continuazione in me, mi fa sentire questo desiderio perché vuole la sua continuazione in altre anime, in molte anime. E queste dovranno essere preparate da chi già vive nell'intima unione. Ecco il perché di questo mio ardente desiderio, che non è altro che il desiderio di Gesù che vive in me.

31. 5. 1960 - Ultimo giorno del mese di maggio, il bel mese. Un solo giorno non ho fatto la S. Comunione e non ho partecipato alla Messa perché ero ammalata; e forse tre o quattro volte non ho recitato l'intero rosario dei quindici misteri.

1. 6. 1960 - Il mese del S. Cuore di Gesù. - Questo mese lo dedico a una particolare intenzione: che il mio Gesù mi conceda di diffondere in parrocchia la devozione al suo Divin Cuore tramite l'Apostolato della Preghiera. Con questo mezzo intendo ottenere la grazia dell'amore fraterno di tutte quelle anime che sinceramente si dicono cattoliche, senza nessuna distinzione di lingua; e che il mio padre spirituale si senta di lavorare con me a tale scopo.

21. 6. 1960 - Oggi, festa di S. Luigi, prego il caro santo che ho amato sempre per la sua virtù, di voler assistere dal cielo i miei cari affinché trovino la forza di allontanare il nemico dell'impurità e siano il più possibile immuni da queste tentazioni. O mio caro S. Luigi che ti sei donato con ferrea volontà alla virtù della purezza fin dai tuoi teneri anni, ottieni ad essi pure il desiderio di questa virtù. Io pregherò per loro e sarò l'angelo dalle ali candide che leggero vola su di essi allontanando col battito della purezza ogni ombra di male per loro.

11. 8. 1960 - Nel silenzio della notte Gesù chiama la sua piccola anima a vegliare in unione con lui in preghiera e sofferenza. Mi fa sentire quanto egli soffrì. Vuole che la sua sofferenza sia continuata anche da me. A quale onore mi chiama il mio Signore! Non desidero altro che di soffrire con lui nell'intimo del cuore, sola sola con lui. Durante la notte, quando il sonno è più pesante, mi sento svegliare dalla sua voce. Egli mi dice: "Senti il dolore mio per i peccati che gli uomini commettono, le continue offese che essi scagliano contro il Padre mio. Vedi l'abbandono dei miei sacerdoti, di coloro nei quali ho posto la mia fiducia. Senti le angosce delle anime in cerca di pace, lontane da me. Tutto questo cumulo di dolori sono miei: falli tuoi, piccola anima mia, soffri e piangi, e mi aiuterai a salvare molte anime e a santificare i miei sacerdoti." - Gesù mio, grazie che mi vuoi. Mi sento venir meno dal veemente desiderio di sofferenza. Tu sei che dai al mio cuore questo desiderio. Mi vuoi tutta per te.

13. 8. 1960 - Le mie lacrime tu vuoi, o Gesù, poiché con esse posso sentirmi più vicina a te. Tu sei l'Amico mio, lo sposo purissimo e mi vuoi accanto a te casta ed immacolata. Non permettere mai che pensieri indegni si affaccino alla mia mente, fa' che i miei sensi rimangano immuni da ogni turbamento impuro. La tua mamma mi ha liberata, io sono ora la tua casta sposa. O mio sposo, tu mi vuoi dare tante grazie perché sono poche le anime che ti ama no di un amore vero. E se nessuno chiede, tu non dai a chi non vuole. Io voglio da te tutto ciò che hai. Mi hai dato facoltà di chiederti tutto ciò che voglio, e te lo chiedo. Voglio essere la tua immagine in modo perfetto. Il tuo amore per le anime ti indusse ad assumere sofferenze inaudite: per prima cosa ti chiedo dunque di farmi provare, al limite massimo cui una creatura finita può arrivare, la tua intima sofferenza morale, il dolore del tuo cuore. O Gesù, tutti i momenti che sono sola nel silenzio del giorno e della notte, quando la mia mente è libera da impegni necessari, uniscimi ai tuoi dolori e donami tante lacrime. Tu ami tutte le anime disinteressatamente, ma poche sono quelle che rispondono, che sentono, che si donano con altrettanto disinteresse, che si staccano dalle cose della terra per voler diventare l'immagine tua perfetta.

14. 8. 1960 - Mio Gesù, come può un'anima amarti se non desidera di soffrire? Io lo desidero tanto, o sposo mio. Mi hai dato un cuore sensibile con il quale potrò aver tanto motivo di sofferenza. Fammi provare profondo dolore per i peccati di tutti gli uomini che addolorano il tuo cuore.

19. 8. 1960 - Ho sentito dalla voce di un padre missionario, al quale ho dato ospitalità questa notte, di quante miserie è gravata l'umanità e quanto bisogno c'è di aiutarla a rialzarsi. La misericordia divina può trarre a salvezza molte anime se molte altre si donano con l'offerta totale di se stesse ad immagine di Gesù. Offerta di vita pura, casta, offerta di preghiera, di sacrificio, di sofferenze, di apostolato, di rinuncia a tutto per vivere nella più intima unione con il Crocifisso. Tutto questo io voglio essere, o mio Padre, per tutto quel po' di tempo che mi rimane ancora su questa terra. O mio Signore, santifica i miei figlioli, il mio padre spirituale. O mio sposo, vivrò nel tuo cuore casta sposa in continua umile preghiera. Come quella santa mamma Monica, mamma di Agostino, che con le sue lacrime, accette al tuo cuore, ottenne la conversione del figlio. Da grande peccatore che era, ne facesti un grande santo. Io pure ti offro le mie lacrime e desidero con tutto il cuore che tu le accetti. Se quelle della santa mamma Monica servirono alla conversione del figlio, fa' che le mie, anche se molto più indegne, servano a preservare da ogni male spirituale i miei cari. E non soltanto loro, ma tutti i sacerdoti.

19. 8. 1960 - Pomeriggio - Intimo colloquio con Gesù nella meditazione. Abbraccio la tua croce, o Gesù, e piango. Mi guardo nell'anima e vedo ancora l'intimo dolore che mi ha procurato il mio padre spirituale. Non vuol passare. Tu pure lo vedi e mi comprendi. Tu sai e conosci la mia anima e mi hai voluta provare. Mi sei stato accanto e mi hai lasciata soffrire, poi mi hai attirata più vicino a te.
"Sì, ti ho attirata più vicino a me e ti ho rinchiusa nel mio cuore. Dovevi spogliarti di qualche cosa e renderti più leggera, altrimenti non potevo farti entrare. Ti ho messo accanto un sacerdote perché tu possa avere chi fa le mie veci in tutto ciò che è necessario per le confidenze spirituali e tu in cambio devi tenerlo nel tuo cuore come un figlio accanto ai tuoi figli. Egli ti è padre e tu gli sei figlia. Tu gli sei madre ed egli ti è figlio e l'uno accanto all'altro vi santificherete. Dovevi soffrire: fu così anche per la mia mamma. Tu sei la stessa immagine. Maria sta con Giovanni, lo ammaestra con le sue virtù; Giovanni custodisce Maria, la chiama mamma e riceve da lei tutto. Non temere, piccola anima mia. Non ti darò alcun segno particolare: hai solo da credere con semplicità e sicurezza che questi colloqui sono tenuti tra me e te in forma reale. Solo la tua fede in questo è il segno più grande che io ti possa dare. In essa ti farò forte tanto da superare ogni altra anima, dopo la mia mamma.

20. 8. 1960 - Ciò che ho scritto al mio padre spirituale è stato ispirato dal mio Signore. Egli lo chiama ad una maggiore perfezione con una vita di preghiera, di rinuncia, di sacrificio nella immagine perfetta di lui.

27. 8. 1960 - Ave Maria - Dopo la meditazione, continuazione scritta. Mai come in questa meditazione di oggi ho sentito così viva l'unione con Gesù ai piedi della croce, sul Calvario. La sua voce mi ripete continuamente come un'invocazione: "Ho bisogno di te, ho bisogno di te, mio Padre vuole vedermi in te. Tu devi credere alla realtà del mio richiamo e credere con una fede senza pari dopo quella della mamma mia. È la mia viva voce che ti parla al cuore mentre mi guardi agonizzante sulla croce. Le lacrime che ti do abbondanti in questi momenti che stai silenziosa sotto la croce, sono preziosissime perché sono mescolate al mio preziosissimo sangue. Quante anime mi aiuti a salvare, piccola anima mia! Sento che tu piangi e tremi perché sei piccola e povera, ma lo ti voglio appunto perché sei la più povera di tutte e sento che in te sono a mio agio, sono il padrone. Mio Padre ti vuole, io ti proteggo, la mia mamma ti prende per mano. Tu sei la mia piccola margherita dal cuore tutto d'oro e dai petali bianchi. Mi darai tanta gloria, perché molte anime avranno salvezza e molte altre mi continueranno come te. Per primo il tuo padre spirituale e i tuoi figli. Non avrai nessuna particolarità esteriore, sarai come la mammoletta che, nascosta, profuma e il suo profumo invita a cercarla. Tu passerai inosservata, profumando, e i più accorti sentiranno che spandi il mio profumo e mi cercheranno."
O mio Gesù, con le lacrime agli occhi, con la tua mamma ti dico: fiat! Ella ti disse: "Ecco la tua serva". Io ti dico: Ecco il tuo nulla. Fai come tu vuoi: io voglio. - Ti ripeto, o mio sposo, che a pronunciare il mio voglio mi trema il cuore, perché sento che sono proprio niente. Eccomi, o Gesù, mi nascondo nel tuo cuore, fra le braccia del Padre e sotto il manto della mamma tua!

29. 8. 1960 - Ave Maria - Mio Gesù, mi stringo alla tua croce, mi stringo forte, forte, non mi voglio staccare. Non permetterlo mai, o mio sposo. Non sono una tua sposa vergine, sono una mamma, ma ti offro ora la mia castità coniugale. Non sono come Agnese, Teresina, Margherita, ma sono come Rita, anch'essa fu madre e poi sposa tua. Gesù, un nodo mi serra la gola, Ti prego, tienimi lo stesso vicino a te, nel tuo cuore. Lasciami povera, niente come sono, ma tienimi ai piedi della tua croce e fammi soltanto soffrire. Solo così io voglio amarti. O Padre mio infinitamente buono e santo, che mi vuoi immagine del tuo Gesù, fa che io sia soltanto il tuo Gesù sofferente. O Gesù, tu la vedi, una ferita si è aperta nel mio cuore. Affonda in essa le radici dell'apostolato che hai ispirato al mio padre spirituale per le necessità della nostra parrocchia. Eccole: pregare per i nostri sacerdoti, evitare la mormorazione contro di essi; santificare la famiglia praticando le virtù (preghiera, modestia, sacrificio, purezza, ubbidienza, umiltà, carità); unitamente alla santificazione della famiglia vi è l'intenzione di far sorgere vocazioni sacerdotali e religiose femminili.
Accetta l'offerta di piantare tale apostolato nella ferita aperta del mio cuore: fanne crescere un albero rigoglioso con abbondanti frutti di santità e sotto le belle fronde fa riposare tutte le genti di questa città e di questa regione. Fa', o Signore, che tutti si amino come fratelli senza distinzione di lingua e di nazionalità. Io mi offro oltre che per i miei figli, per il mio padre spirituale e per tutti i sacerdoti, anche per tutto il popolo della mia regione affinché venga presto il giorno in cui tutti ci sentiremo fratelli, ci stringeremo la mano riconoscendoci figli tuoi e ci ameremo veramente in te.
Tu hai ispirato il mio padre spirituale secondò i desideri che avevi messo nel mio cuore. Illuminalo, aiutalo, guidalo. Io mi dono vittima di sofferenza per la fecondità dell'apostolato che si sta per fondare sotto la protezione del tuo SS. Cuore e dal SS. Cuore della mamma tua. Dopo la meditazione del pomeriggio: Guardami, o Padre mio buono e misericordioso. Io sono i peccati di tutta l'umanità, sono un verme indegno di tutto. Mi prendo tutte le miserie di ogni creatura che ti offende, tutte le infedeltà dei tuoi sacerdoti; mi umilio ai tuoi piedi, piango le lacrime più amare e ti chiedo perdono per tutti. Abbracciata alla croce del tuo Gesù, non disdegnare di guardarmi anche se sono la più indegna di tutti perché carica di tutti i peccati. Lasciami pure abbandonata da tutti e da tutti disprezzata, ma lasciami stretta alla croce del tuo Gesù. Dammi forza ancora per non distaccarmene mai, e delle copiose lacrime che mi dai, fa' che almeno una si intinga nel sangue del tuo Gesù. O Padre mio, perdono ti chiedo per tutti i peccati che vedi sulle mie spalle: usa misericordia almeno a questo popolo e rischiarane la mente con l'amore. - Oh Padre mio, io non sono una candida e vergine sposa del tuo Gesù, piango e mi dolgo tanto perché non ho proprio nulla da dare a tuo Figlio, che voglio per sposo dell'anima mia. Egli non mi vorrà. perché non mi hai chiamata, o Padre buono, quando ero candida ed immacolata fanciulla? Potevo allora dare allo sposo la mia verginità, la mia purezza, il mio cuore libero dalla conoscenza del male. Padre mio, sei stato però tanto buono con me, mi hai dato da custodire due figlioli e poi ti sei degnato di chiamarli al tuo servizio.

30. 8. 1960 - Ave - O Padre mio, in questa meditazione, abbracciata alla croce, ripeto il mio fiat. Voglio essere ubbidiente come lo fu il tuo Gesù. - Gesù dalla croce mi dice: "Oggi sarai con me nel paradiso - ti dirò queste parole il momento in cui ti porterò con me, dal tempo, nell'eternità. Ho visto la tua sofferenza di ieri, ho accolto le tue lacrime, tutte, non una sola, e le ho fatte preziose assieme al mio sangue. Io non dimentico nulla. L'offerta della tua vita che mi hai fatto in un giorno lontano per te, ma sempre presente per me, della tua vita con la castità più pura pur vivendo accanto al tuo compagno, è stato un omaggio che mi ha consolato tanto il cuore e si compiacque il Padre mio tanto da volerti immagine mia sulla terra. La tua offerta è stata fatta con generosità eroica per salvare un sacerdote che allora ti avevo messo accanto. Hai continuato con più o meno intensità nel corso di molti anni passati ad offrirti. Ora devi intensificare al massimo: te ne darò l'occasione. Ho accettato ciò che mi hai dato per il tuo padre spirituale. Nella ferita del tuo cuore da lui stesso aperta metterò il seme del nuovo apostolato che a lui ho ispirato, ma che in realtà non è altro che ciò che avevo ispirato a te. Tienilo vicino, amalo, e amalo di più quando ti farà soffrire; ama quella fanciulla: con essa, non senza difficoltà e prove, raggiungerai il fine dei miei desideri. Ma ti ripeto, dovrai soffrire. Promettimi che ti manterrai forte. Ci saranno dei momenti in cui ti troverai sola, anche senza di me. Promettimi, dimmi "voglio" - sarà l'ora della grande prova".
Voglio, o mio Gesù. - Il tuo voglio salverà molte anime e santificherà molti sacerdoti. Ieri hai pianto perché non mi hai offerto la tua verginità. me l'hai offerta, piccola anima mia. Ho accolto le tue sincere lacrime in quella lontana notte e assieme ad esse ho colto pure la tua verginità. Tu l'hai sacrificata per la maternità e so quanto ti è costato. Ma io volevo mettere nel tuo seno due angeli, che poi dovevi custodire per me. E a chi li dovevo dare se ti avevo preparata apposta? Piccola anima mia, tu sei la mia sposa, di te conservo la verginità, la maternità e la castità coniugale. Questo è la verità; perché tutto sta nel mio cuore e ti farò grande per la fede che poni in ciò che scrivi. Tutto è dettato dal mio cuore, ispirato dalla mia mente. Ciò che ti dà conferma è che tu vivi come scrivi". - O mio Signore, col tuo aiuto vivo realmente come mi ispiri di scrivere, non farmi ritornare più me stessa.

4. 9. 1960 - Una voce insistente mi dice: "Continuai (ed è la tua voce, o Gesù) te l'ho dato per padre spirituale. Egli ti deve aiutare a salire e tu lo terrai nel cuore come figlio, perché per l'offerta della vita che hai fatto per i sacerdoti, sei loro mamma spirituale. Continua, nonostante tutto, amalo, aiutalo, esortalo sempre: ha bisogno di te..." - (Questi pensieri mi vengono dati sempre nelle meditazioni o durante la Messa, che molte volte si offre insieme.) - Continuo a stargli accanto con costanza e fiducia nel tuo aiuto, o Gesù, convinta che sei proprio tu a volerlo.

15. 9. 1960 - Ave Maria - Primo giorno di SS. Esercizi. Gesù aveva presente, in quel tempo della sua dolorosa passione, anche il nostro tempo, e io voglio riparare stando accanto a lui nel dolore. Egli è la luce ed ha voluto possedere questo niente, perché vuole emanare da questo niente la sua luce. Signore, desidero e voglio una particolare benedizione per il sacerdote che in questi giorni ti rappresenta. Vedrò in lui te stesso che mi parli. Dona al suo cuore di vivere quello che dice e che vuole insegnare alle anime presenti in questi SS. Esercizi. Trasforma, o Signore mio, i miei cari in te stesso, prendili come hai preso questa tua piccola anima, fa loro sentire ciò che ripetutamente fai sentire a me, spogliali di ogni cosa che li tiene indifferenti alla vera vita spirituale. Rendili forti di te nella verità, affinché con la loro vita - la tua stessa vita in loro - dai più piccoli sentimenti intimi nel loro cuore a tutte le manifestazioni esterne, abbiano a rendere testimonianza di te, o mio Signore, o mio Padre.

16. 9. 1960 - Ave Maria - Secondo giorno di SS. Esercizi. Dobbiamo custodire e guidare coloro che il Signore ci ha affidati. I figlioli, il marito e tutte le persone per le quali abbiamo un sentimento di affetto, di amicizia. Ad essi dobbiamo prima dare l'esempio delle nostre virtù, vivere ciò che vogliamo insegnare, lo come mamma voglio dare ai miei figlioli la mia santità, e il Signore ne darà una gran parte anche al compagno della mia vita, al papà dei miei figli. Voglio dare ai sacerdoti tutto ciò che ho di più bello, poiché ho donato la mia vita per essi.

30. 9. 1960 - Ho cercato sempre aiuto, guida spirituale, appoggio dalle creature. Ho sempre creduto di poter trovare chi avesse qualche cosa da darmi. Invece mai nessuno ho trovato che mi potesse dare quello che l'anima mia cercava. E Gesù mi guardava intanto, continuamente, mi guardava e mi seguiva e voleva lui stesso prendermi completamente, tutta, per darmi ciò che invano andavo cercando dalle creature. E un giorno egli mi disse: "Basta, non voglio più lasciarti cercare invano. Ciò che cerchi non io trovi se non da me. Vieni, dimmi che lo vuoi". Gli ho detto - Voglio - Io sono la guida che cerchi, lo sposo che ti comprende, il Padre a cui puoi abbandonarti tranquilla fra le braccia".

2. 10. 1960 - Ave Maria - Durante la notte mi sono svegliata alcune volte. Mi sveglio, come chiamata da una voce che mi invita alla preghiera, all'unione con lo sposo dell'anima mia. Sento nel cuore una infinita riconoscenza al mio Signore che mi vuole accanto a sé, mi chiama mediante questo desiderio di preghiera continua. A quale ambito onore egli mi ha chiamata! Ad essere come una lampada accesa dinanzi al suo altare. "Povera piccola anima mia! Veglia, prega, soffri, piangi, il tuo sposo ti vuole accanto così". - Nel pomeriggio sono stata in pellegrinaggio a Riffiano, al santuario della Vergine Santa. Ho pregato assieme ai miei fanciulli cattolici. Questi bimbi sono i miei angeli che mi accompagnano e che con le loro innocenti preghiere mi ottengono grazie per i miei cari. Ho pregato soprattutto perché la Regina della Pace doni la pace al mondo e doni l'amore fraterno alle genti tutte della nostra regione. Qui manca l'amore, solo perché non si parla tutti una stessa lingua. E dire che siamo tutti cattolici. Quanto male mi fa al cuore questo peccato! È un peccato per il quale il Signore richiede tanta espiazione da anime generose, poiché l'andare in chiesa con l'odio nel cuore è un continuo insulto portato dinanzi al suo altare.

4. 10. 1960 - Festa di S. Francesco, mio Padre nel terz'ordine. - Oh, come, sono lontana da lui! Come mi sento povera di tutto, come sono meschina. Ma Gesù mi vuole accanto a sé così come sono. Egli mi ha presa proprio perché sono la più povera, la più meschina, perché sono niente. O mio sposo, io voglio essere la tua sposa, voglio stare vicino a te, voglio amarti. Non ti chiedo niente di straordinario, di quello che hai dato a tante anime grandi tue predilette. Ti chiedo solo di lasciarmi stare accanto a te per tenerti compagnia, perché so che sei tanto solo. Io voglio amarti, mi arde il cuore per questo desiderio. Tienimi vicino così come sono.

6. 10. 1960 - Oggi è partito per sempre il mio padre spirituale. La sua partenza mi ha procurato un gran dispiacere. Non posso più avere il conforto della sua compagnia e della sua parola. Stamattina mi sono confessata ancora una volta da lui. Grazie, o Signore, per questo dono che mi hai fatto.

17. 10. 1960 - Da alcuni giorni mi sento fredda e sola. Sono tornata me stessa e ne soffro immensamente. Prego, ma è una preghiera distratta. I pensieri si accumulano, vedo tutto brutto in tutti, anche nel mio padre spirituale. Mi sento fuori dallo sposo mio, non ci vedo più. Mi trovo al buio, nel silenzio, con la mente offuscata. Domani è il tuo giorno onomastico, S. Margherita Maria, la piccola confidente del mio cuore. Anche a te farò sentire il fuoco che arde in me per le anime. Anche a te voglio confidare i segreti riservati alle anime che sinceramente mi amano. Tu sei la mia piccola Margherita di questo tempo e ti voglio preparare per una grande missione. Non temere mai, tu sei la mia piccola Margherita": simile a quel fiore dal cuore tutto d'oro e dai petali immacolati. Guarda: ti porto in un prato fiorito, tempestato di mille e mille margherite. Spesso questi fiorellini vengono colti dalle manine innocenti di bimbi e bimbe. Essi si divertono a sfogliare ad uno ad uno quei candidi petali e ad ogni petalo sfogliato esprimono un innocente desiderio con la speranza che venga esaudito.
Tutto questo tu farai ad imitazione di questi fanciulli. Mi sfogherai tanti e tanti petali bianchi. Ad ogni petalo mi darai un'anima, che metterai in grembo alla mamma mia, la Vergine Santa. Ella li porterà nel mio mistico giardino per accrescere la gloria del Padre mio. Piccola Margherita del mio cuore, donami tante anime! Prega, piangi, soffri nel cuore ogni dolore: ne salverai molte."

4. 12. 1960 - Quando lascio nel silenzio il mio diario per qualche giorno, sento che) non è completa la mia vita spirituale. Ogni parola scritta su questo quaderno vale come conferma di quella che è la mia unione con Dio. Non posso più stare con la mente e con il cuore lontana da lui. Voglio essere la sposa di Gesù, e come sua sposa non posso stare lontana mai. Non devo ritornare sui miei passi, ma camminare in sua compagnia: il mio cuore con il suo, i miei pensieri conformi ai suoi, la mia volontà docile alla sua. Fuori da questa unione non mi sento più tranquilla. Gesù ha fatto suo il mio desidero e mi vuole sempre con sé, di giorno e di notte, in tutti i momenti. Allorquando mi distolgo, o per distrazione o per necessità di cose, avverto sempre una voce in fondo al cuore, che mi dice: "Ti aspetto, ti guardo, non mi lasciare per lungo tempo. Almeno tu, che mi vuoi, tienimi compagnia in mezzo al mondo. Nessuno mi pensa, nessuno mi cerca, nessuno mi vuole, nessuno mi ama di quelli che stanno nel mondo. Almeno tu, che hai compreso il mio ardente desiderio di avere qualche anima che mi stia vicino, pur vivendo nel mondo, supplisci a tanta dimenticanza. Stammi vicino il più possibile, e mi darai modo di salvare tante anime.

15. 12. 1960 - Il Signore mi invita a confermare con la penna quello che egli insistentemente vuole da me. Di notte nel sonno mi ha chiamata svegliandomi e invitandomi a pregare e vegliare con lui nell'ora della sua agonia. Tutte le notti sento il suo richiamo. Egli mi dice: " Ti voglio nel supremo olocausto di te stessa, in continua preghiera. Tu vuoi la santità dei tuoi figli e dei sacerdoti che ti ho messo vicino come figli spirituali. Questo lo avrai solo se tu stessa sarai offerta con la più alta donazione. Da te non voglio tentennamenti, lasciami libero tutto l'edificio: il padrone sono io. Sia la tua anima elevata in continua preghiera alla mia mamma. Pregando lei tu preghi il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo poiché ella è il tabernacolo della SS. Trinità. Ella è la Figlia, la Sposa, la Madre di Dio Uno e Trino. Ella è la bellissima, la purissima, e la tua continua preghiera passando nel suo cuore viene offerta bella e pura come fosse sua. È quindi accetta e gradita a me che ti voglio tutta mia, con l'anima protesa in atto di continuo slancio verso di me. Piccola anima mia, pochi sulla terra mi sanno amare. Neanche coloro che si sono donati e consacrati a me lo fanno. Essi si attengono troppo alle pratiche esteriori e il loro cuore sta molto lontano da me. Tu che nel silenzio della tua casa, nella piccola cella del tuo cuore ascolti la mia voce e la sai comprendere, consolami, e tienimi compagnia. La terra è diventata per me uno squallido deserto!"

23. 12. 1960 - "In questo momento un'anima che ho affidato alla tua preghiera e alla tua maternità spirituale, al di là di quei monti immacolati, sta unita a te nella preghiera. Ella sente l'amarezza della sua vita ... le lacrime bagnano il suo volto. Non rispondendo ai tuoi richiami, che sono i miei, manca gravemente. Infatti al posto in cui l'ho collocata deve rispondere e agire... Con la sua santità dovrà puntellare la sua Casa ormai cadente. Se tarderà, potrà salvare ben poco. Esortalo a non sciupare tempo invano. Prega tanto, offriti e non lo lasciare mai solo neanche quando sarà restio, avaro di comprensione, di unione. Tu farai silenzio, ma gli starai sempre vicino. Egli si lascerà ancora trasportare, ma infine riconoscerà da dove viene la sua salvezza. Piccola anima mia. guardami sempre: ti insegnerò e ti svelerò molte cose. Non temere che siano tuoi i giudizi sulle persone. Saranno cose che io voglio farti conoscere delle anime, affinché tu preghi per esse perché trovino luce. Un giorno meditando su quanto scrivi capiranno che tutto ciò è verità. Nel cuore di molti che pregano e che vanno in chiesa non c'è niente, soltanto cose che, quando le conoscerai, ti faranno orrore e piangerai tanto. Per lavare questi orrori ti darò tante lacrime. Preparati, piccola anima mia, e ascoltami!"

ANNO 1961

1° gennaio 1961 - Oggi ho passato una giornata bella. Ho invitato a pranzo con me il mio ammalato prediletto, con la sua signora. Gli ho fatto tanta festa, con vera gioia nel cuore, per dimostrargli che gli voglio dare qualche cosa che rischiari la sua triste esistenza. Da molto tempo vive in un sanatorio, vi ha passato gli anni della maturità. In diversi interventi chirurgici soffrì terribili dolori. Nei primi tempi della malattia era esasperato e imprecava contro la sua sorte. Gli sono stata spesso vicina andando a trovarlo all'ospedale. Ho pregato, volevo ottenere dal Signore la sua rassegnazione. Gli ho dato affetto e interessamento per giungere ad avvicinare il suo spirito. Adesso è rassegnato e buono. Ma una nuova sventura lo ho colpito: non sente più. Questo tuttavia agevola io scopo mio, per il quale gli scrivo qualche letterina che lui aspetta sempre con vivo desiderio. Per mezzo di quei pensieri, uniti alla preghiera, ho fiducia di avvicinarlo sempre più a Dio. Vedo in questo ammalato Gesù e me io tengo tanto vicino.

20. 1. 1961 - Mio Signore, hai voluto purificare la mia anima con l'assoluzione sacramentale per le mani del padre spirituale che mi hai dato. Egli ti rappresenta, me lo hai messo al fianco perché mi accompagni e io veda in lui te stesso. E ci accompagniamo insieme perché di lui tu vuoi che io sia madre spirituale, così come madre sono dei miei figli naturali. Aiutalo, o Signore, ad essere santo e puro in tutte le sue intenzioni. Fa' di lui un'anima sacerdotale secondo i desideri del tuo divin cuore. Amalo come amasti Giovanni, che fu il tuo prediletto.

4. 2. 1961 - Torno ora dalla S. Messa del primo sabato in onore della Vergine Santa, la mamma del mio Gesù. Per la prima volta stamattina appena ricevuta la Comunione ho avuto il coraggio di dire a Gesù: "Sono la tua mamma, voglio portarti a tante anime per farti conoscere." Per tutta la mattina ho sentito un richiamo del mio Signore che mi vuole sua per compiere quella missione alla quale dovrò dare inizio con un'opera grande, che mi costerà molta fatica. Ma sarò coadiuvata dal mio padre spirituale. Ho pregato tutta la mattina la Vergine Santa. Ella è in questo il mio primo aiuto e ad ella sarà dato infine l'onore più grande. Mentre stavo meditando, Gesù sulla croce mi ha dato la seguente ispirazione: "Scrivi questo al tuo padre spirituale: Dobbiamo iniziare un'opera di pacificazione fra questo popolo. Abbiamo dato fino a questo momento spettacolo al mondo intero di dissidio, disaccordo e antagonismo. Ora dobbiamo dimostrare, come cattolici, che sappiamo dimenticare tutto, stringerci la mano e sentirci veramente fratelli in Cristo. Dobbiamo perciò dar mano ad un'opera di pacificazione. Il Signore lo vuole. Spesso me lo fa sentire durante la preghiera e la meditazione, da tanto tempo, e dovremo farlo insieme ... In questo lembo di terra cui il Signore ha donato tanta bellezza naturale, verrà data anche la bellezza spirituale e morale dei suoi abitanti. Da qui un giorno dovrà partire la lampada della fraternità. Qui dovrà sorgere un grande tempio dedicato alla Vergine Immacolata, Regina della pace. Da qui si saprà che i confini esisteranno solo geograficamente, ma che moralmente non esisteranno su tutta la faccia della terra, per tutti i popoli, poiché ci dovrà essere un solo ovile e tutti si riconosceranno fratelli e figli di un solo Padre. Cominceremo con una settimana di preghiera, di penitenza volontaria, di offerta. Poi tracceremo un programma.
Ci metteremo subito all'opera, forti soltanto di una fede che non ci farà temere né le umiliazioni né le fatiche. Il Signore ci darà la forza di superare tutto e il coraggio di presentarci a chiunque, anche alle pio alte personalità religiose e civili."

2. 1961 - Martedì. - Ogni giorno un pensiero scritto per te, mio sposo dolcissimo. Non lo voglio trascurare mai poiché tu sei tutto per la mia vita. Nessuna persona, per quanto cara, occuperà qualche cosa di me. 1 miei li terrò soltanto vicini al mio cuore perché nessuno faccia loro del male, lo sono tutta per te, o mio Gesù. Tu conosci la nostra confidenza, perciò ti dico che voglio essere con te tanto esigente e capricciosa. Ti chiederò tutto, tutto quello che possiedi tu. Ogni giorno ti dirò qualche cosa in questo libro, che resterà in memoria a chi ne entrerà in possesso. Anche nell'impossibilità di prendermi il tempo ti dirò una sola parola, ma lo farò. Ti bacio sulle piaghe delle mani, o mio sposo, benedicimi.

2. 1961 - Le prime parole voglio che siano per te anche in iscritto, il primo pensiero della giornata per te, o mio Signore, anche sulle righe di questo povero quaderno. Tutto il lavoro dell'anima mia, della mia volontà voglio che si concentri nel donarti momento per momento il mio amore puro e bello, quanto più posso. Ecco che questa sera prima di chiudere la giornata voglio offrire al mio sposo anche l'ultimo pensiero. Ho misurato momento per momento la mia volontà, la lotta per poter donare l'amore puro da ogni scoria. È stata forte, ma ho vinto poiché l'ho fatto per te, o mio Signore. Domani ricomincerò.

14. 3. 1961 - Martedì. - Scrivo questi pensieri perché sono il frutto delle mie meditazioni. Rimangono impressi sulle pagine e così rimane impresso nel mio cuore a caratteri indelebili tutto ciò che dal mio Signore mi viene suggerito nell'intimo silenzio dell'anima quando, a tu per tu, ascolto e parlo con lui. È un continuo miracolo che Gesù compie per l'anima mia. Quello che egli mi insegna e mi suggerisce di fare lo apprendo e mi rimane il ricordo per sempre. Tutto ciò che posseggo l'ho appreso e mi è stato dato dal mio Gesù, che mi è padre, maestro, amico e sposo dolcissimo.

5. 5. 1961 - Primo venerdì del mese - Continuo scrivendo la mia meditazione. Qui raccolta nel più assoluto silenzio, mi sono trattenuta ai piedi della croce piangendo. Ho fatto quest'ora di adorazione in unione al mio padre spirituale. Gesù mi vuole vittima con lui nella sofferenza volontaria, unita alla sua, nell'intimo del cuore. Dalla croce egli così mi parlava: "Bambina mia, tutte le mattine nella S. Messa misticamente io faccio scendere nel tuo cuore il mio sangue e voglio versarlo nuovamente attraverso le lacrime dei tuoi occhi. Con ciò io potrò salvare di continuo tante anime. Durante il giorno tu avrai sempre il pensiero che ti procurerà nel cuore dolore e pianto. Oh, se comprendessero le mie creature quale è la vera scienza e il valore della vita! In verità, poche sono le anime alle quali è dato di comprendere, e sono queste che posseggono la vera scienza e possono penetrare profondamente nei segreti del mio cuore. Dal momento della tua rinascita sei la mia bambina, e mi è dolce trattenermi con te."

8. 5. 1961 - Lunedì. - Anniversario di matrimonio: 24 anni. Signore mio, un giorno tu mi farai scrivere come fu la mia vita. Quanto sono stata povera e quanto sei stato buono con me! Dopo tanti anni mi hai definitivamente conquistata e avvolta di te, o mio sposo. Io non posso più vivere lontano da te. Tu solo sei lo sposo mio. Il compagno che mi conservi al fianco sia per custodire le apparenze agli occhi del mondo. Gesù mio, ti prego, le lacrime che vuoi versare come tuo sangue dagli occhi miei ogni giorno durante la meditazione, nell'ora che ricorda la tua ultima agonia, accettale per i desideri del tuo cuore agonizzante. Ma ti prego, tieniti tanto vicini i miei figlioli, concedi loro di sentire il tuo amore e il tuo dolore per le anime da salvare. Mio Gesù, tutto di me ti dono ma falli santi per te, o mio dolce sposo.

14. 5. 1961 - Domenica. - Il mio Signore in questo momento mi ha fatto versare tante lacrime, che misticamente sono sangue suo. Gesù vuol piangere con le mie lacrime perché queste possano salvare tante anime. Egli mi chiama spesso, devo obbedire alla sua voce di pianto. Come una forza che non è da me, mi spinge al raccoglimento. Non sono sensazioni vaghe, esaltazioni, ma la vera voce di colui che attraverso l'intelletto mi parla essendo io in piena facoltà di volere e desiderare. Mi raccolgo, e appena vedo con gli occhi dell'anima il mio Gesù sulla croce, le lacrime scendono copiose a bagnare il mio volto. Questo dolore è il suo dolore, che egli nuovamente vuole soffrire in me. È vero. Egli mi fa sapere che in questo modo può salvare anime. Tutta la creazione e tutto ciò che si ripete e avviene nell'universo intero è niente, di fronte alla salvezza della anime. Tutto è stato fatto a questo scopo e Gesù, Dio stesso, venne dal cielo in terra per questo. Dunque le anime hanno un valore infinito. perché nessuno o pochi lo comprendono? - "Mia piccola bambina, perché si lasciano ingannare dalle lusinghe di Satana, e vogliono far tacere la mia voce nel frastuono e nel rumore. Il tempo attuale è il tempo più terribile e schiamazzone. L'inferno si è scatenato producendo su tutta la terra un rumore e una confusione che non ha precedenti. Tu, bambina mia, aiutami e in mezzo a tanto frastuono vivimi e portami alle anime. A tutte quelle che incontri parla di me, manifestami. Oh, bambina mia, non mi dire di no! Non temere per quello che voglio da te: dammi la mano e seguimi. Ti porto io e parlo io a chi dovrai presentarmi."
O Maria Immacolata, mamma mia dolcissima, il tuo Gesù lo vuole per te. Continuerò a pregare tanto tanto. Dovrà sorgere a Merano un grande e splendido tempio a Maria Immacolata, per l'unione e la fraternità cristiana di tutte le genti. Sotto la protezione di Maria, sorgerà poi un seminario per vocazioni europee e mondiali e i sacerdoti qui chiamati avranno come prima formazione il vivere Gesù e aiutarlo a salvare le anime. Sotto la protezione di Maria dovrà ancora sorgere il primo seminario per quei laici che saranno gli insegnanti della scuola prematrimoniale. Questa dovrà essere obbligatoria. È tanto necessaria per dare alle nuove generazioni, alle nuove famiglie, un indirizzo sano e preciso, cristiano. Ieri 13 maggio era l'anniversario delle apparizioni di Fatima. Tutto il pomeriggio, anzi tutta la giornata ho sentito una forza, una fede, un coraggio che mi spingeva verso il desiderio che Gesù vuole realizzato: dei grande tempio alla mamma sua per una duratura pace nel mondo e per il ritorno alla fede di molti popoli. Non mi ricordavo di questa data, ma oggi mi spiego il perché di quel continuo pregare e pensare con un desiderio vivo ardente nuovo alla realizzazione della grandiosa opera. Il pensiero della mia piccolezza mi faceva spesso piangere, ma poi mi ritornava subito una viva fiducia. Gesù mi ripeteva al cuore: "Piccola bambina mia, non temere, basta che tu mi porti. Faccio tutto Io, ti dirò tutto. Sono io in te, non temere, prega e rimani semplice. Dovrai molto soffrire, ma non dubitare un solo istante: tu sei avvolta da me." - Ora mi spiego dunque il perché di questi pensieri. In un giorno non tanto lontano, 41 anni fa, la Vergine Santa parlava realmente ai pastorelli di Fatima. A me ieri ella parlava al cuore con tanta insistenza che mi sono domandata: perché questo continuo pensiero oggi? O mio Gesù, o mamma mia bella, sono la vostra piccola bambina: aiutatemi, sono tanto povera!

21. 5. 1961 - Mercoledì. Festa di Maria Ausiliatrice. - In questo giorno il mio Signore mi ha fatto sentire insistentemente che devo pensare, sopra ogni altro interesse, ai suoi interessi; e seguire le ispirazioni che egli si compiacerà di darmi in tutti i momenti nei quali la mia anima si eleva in preghiera, in meditazione. E non devo mai lasciarmi prendere da titubanza, scoraggiamento, dubbio poiché con ciò arresto la sua opera. Non devo esitare un solo istante, ma fare con semplicità e naturalezza quanto mi verrà suggerito dalla sua viva volontà, che mi viene espressa nel cuore e nell'intelletto. Preghiera, silenzio, opera dovrà essere d'ora in poi la mia vita, in continua unione con Gesù.

5. 1961 - Giovedì. - La mia unione col Signore continua quasi ininterrotta. Durante il sonno la mia mente sembra stare in ansiosa attesa che passi il tempo del riposo per riprendere il pensiero e la preghiera rivolta alla causa per la quale sono totalmente donata. Stamattina erano le ore quattro, quando mi sono svegliata come fossi chiamata da qualcuno. Subito mi venne un nodo di pianto in gola. Il pensiero di aiutare il mio Gesù nella sua opera di salvezza delle anime mi prese tutta. Il sonno era completamente tolto. Ho pregato, ho pianto: la preghiera, il pianto di Gesù.

5. 1961 - Non ti chiedo niente per me, o mio Signore, aiutami solo perché possa aiutarti a salvare anime. Mi hai dato questo fuoco ardente nel cuore che mi brucia continuamente ed è il desiderio di portare a te tante anime. Tu sei venuto per questo sulla terra, per questo sei morto sulla croce. Io, tua piccola anima, tanto amata da te, non posso rimanere estranea a questa realtà, all'unica verità sostanziale, scopo dell'universo: far ritornare al Padre le anime che egli ama immensamente.

28. 5. 1961 - Domenica della SS. Trinità - In questo giorno ho vissuto la continua unione con la Trinità beata. O Padre mio che mi hai donato la vita, ti voglio adorare in ogni istante! O Gesù dolcissimo che hai pagato i miei peccati, io mi siedo ai tuoi piedi e ti guardo con inesprimibile riconoscenza. O Spirito Santo, spirito di amore, io ti voglio amare immensamente e consumarmi d'amore. O Vergine Immacolata, tempio della SS. Trinità, tienimi sotto il tuo manto onde io possa stare in continua contemplazione di voi. Per voi tutto voglio fare, perché in voi è la ragione di tutto l'universo.
Aiutatemi perché io, piccola vostra creatura, possa compiere con semplicità e fede di bambina la vostra volontà. In questo momento in cui sto per iniziare il cammino, dopo profonda preghiera, scriverò il messaggio che dovrò far pervenire alla prima persona a cui sono stata guidata per ispirazione da Gesù: "Dopo molto tempo di preghiera ho avuto l'ispirazione di rivolgermi a lei, gentile e buona signora, come prima persona a cui dovrò comunicare una grande cosa. In questa occasione sono certa di poterLa trovare e sono sicura che questo mio scritto arriverà nelle Sue mani. Buona signora, per il primo incontro con lei chiedo solo se gentilmente accetta una mia seconda lettera, nella quale Le potrò dire il motivo per cui Le scrivo."

29. 5. 1961 - Lunedì - Tu sei nell'aria che respiriamo, o mio Signore, perché sei il soffio divino che ci dà vita. Non permettere che in me vi sia alcunché di cattivo, poiché sono avvolta di te stesso e tu sei perfezione e purezza infinita. Tutto quello che può sorgere a disturbare i miei sensi, io non lo voglio. Tu, o mio Gesù, lo farai scomparire in un soffio, perché tu possa avere tranquillità perfetta da questa piccola creatura che possiedi. Se vi puoi trovare in continuazione ordine e pace, puoi agire in me senza titubanze e la tua opera si realizzerà in breve a vantaggio di un'immensa moltitudine di anime assetate di te. Oh, la tua mamma, quando sarà esaltata e proclamata da tutte le genti Regina e Sovrana d'Europa e del mondo? Dimmi, o mio Gesù, dimmi, parlami, che tutto voglio fare e farò per te! Sono una piccola e povera mamma anch'io, come la tua mamma quando stava sulla terra. Ella ti portò ovunque affinché fosse compiuta la volontà del Padre. Io come lei ti porterò dove tu vuoi e come mi suggerisci di fare quando mi parli nella preghiera e nella meditazione. La tua mamma soffrì molto accanto a te, anch'io soffrirò in silenzio, come lei, quanto dovrò soffrire.

30. 5. 1961 - Martedì. - Mio Signore, prima di accingermi a scrivere il tuo messaggio da inviare a quella persona, voglio scrivere a te un'invocazione. Sostienimi, o mio diletto sposo, fortifica la mia debole volontà di povera creatura e sostituiscila con la volontà di bambina abbandonata in te, sicura e tranquilla. Oh, mio Gesù, non posso più, mai più pensare a quello che ho lasciato dietro di me e che mi tenta sempre con vani e inutili pensieri. Il mio sguardo è fisso su di te e su tutto quello che riguarda i tuoi veri interessi. O mio Signore, guida la mia mano e fammi scrivere i tuoi pensieri. E da questo momento manda lo Spirito Santo a chi dovrà prepararsi a pensare sul serio alla pace nel mondo, affinché siano aiutati a spogliarsi di tante cose non necessarie.
Continuazione della meditazione - Un pensiero letto per caso mi ha detto che tutte le grazie che Gesù fa scendere sulla terra non possono arrivare se non per mezzo della mamma sua Maria. Bisogna dunque pregare Maria, far pregare, far ritornare tutti a Maria. Lourdes, Fatima, sono un grande richiamo, un grande ricordo, ma ora è giunto il momento di dare nuovo impulso e rinnovato splendore a quello che il tempo ha quasi illanguidito. Non si potrà avere la pace nel mondo se non si riconoscerà ufficialmente e solennemente che la Vergine Santa Madre di Gesù Figlio di Dio Padre Re dell'universo, è ella a pure Regina e Sovrana del mondo, dell'universo intero. Ella disse a Fatima, ai pastorelli: se si riconoscerà il mio cuore, la mia sovranità, darò la pace e molti popoli si convertiranno, compresa la Russia.
Gesù fa sentire al mio cuore l'urgente bisogno di ridestare nei credenti e far sapere ai non credenti che bisogna riconoscere sua Madre e pregarla. Che per mezzo di lei soltanto avremo la pace tanto discussa dai politici. Il nemico preme tremendamente e perdere tempo significherebbe lasciare la via libera alla catastrofe.
Signore mio, la mia preghiera, le lacrime, l'offerta di me stessa a te sono le armi che mi dai per compiere la tua volontà nella realizzazione dei tuoi divini disegni.

1. 6. 1961 - Giovedì. Corpus Domini - Non posso più vivere che per le cose tue, o mio Signore, per la realizzazione della tua volontà. Mi fai vedere e sentire il dolore che provasti per i peccati del nostro tempo e la desolazione in cui si trova una infinita schiera di anime. Mi fai sentire che la tua mamma, o mio Gesù, le vuol salvare per consolare il tuo cuore e per dare la gloria che gli spetta al Padre infinitamente buono e misericordioso. Hai dato impulso al mio cuore, alla mia volontà per compiere il primo atto, perché avvenga ciò che ha espressamente detto la mamma tua Immacolata ai pastorelli di Fatima. Oggi hai voluto che andassi a vedere il luogo ove dovrà sorgere il grande e maestoso tempio. L'arcobaleno bellissimo e chiaro che mi hai mostrato sopra, quasi a formare un arco di pace, è la realtà di un segno venuto dal cielo a confermare quello che tu, o mio Signore, vuoi per la salvezza e la conversione di molte e molte anime e per una vera e duratura pace. Mio Gesù, mi aiuterai a togliere da me tutto quello che mi impedisce nel compimento dei tuoi voleri. In chiesa dinanzi a te, mentre ti guardavo nell'Ostia candida mi hai suggerito che non dovrò più pensare che le persone che incontro siano in qualche modo poco buone. Tutti devo pensare buoni e buone le loro azioni, perché così anche se in realtà non sono buoni, essi lo potranno diventare in seguito, se prego per loro.

5. 6. 1961 - Lunedì. - Trascorrere una giornata senza meditazione vera e propria è come non guadagnare neanche un soldo. Ieri è stato così per me. È vero che con i fanciulli, nell'ora che mi sono intrattenuta con loro, ho fatto una vera meditazione. Ma non c'è mai il raccoglimento durante il quale sento che parlo a Gesù e che lui mi parla. Ieri poi ho sciupato tempo in una conversazione inutile e questo cercherò d'ora in poi di evitarlo. Come ho sentito forte il bisogno di solitudine! Appena rimasta sola in casa stamattina ho trovato il mio Signore che mi aspettava e con lui mi sono fermata. Descrivo la via che deve percorrere un'anima per raggiungere l'intima unione con Dio. Bisogna pregare, poiché con la preghiera dimostriamo di volerci avvicinare a Dio. Argomento della meditazione: il lamento di Gesù morente sulla croce: "Non trovo anime che vogliano vivere la mia causa, anime alle quali possa comunicare i miei desideri, anime volenterose disposte a pensare seriamente quale è lo scopo di tutta la creazione di Dio Padre, io scopo della Redenzione, lo scopo della rigenerazione nell'Amore. Non trovo santità nelle anime, neanche nei miei sacerdoti. Perciò non posso penetrare in quelle che ancora non mi conoscono, e sono molte. Tutto viene da me, e non lo cercano; oppure lo cercano troppo vagamente, senza convinzione."
“Ti darò la possibilità di fondare un seminario nel quale potranno entrare tutti, giovani e anziani, solo che siano disposti alla perfezione e alla santità personale che dovranno acquistare mediante molta meditazione. Nella meditazione insegnerò loro a vivere tutte le virtù che io stesso ho vissuto e a poco a poco ne prenderò possesso e stabilirò in essi la mia dimora. Io agirò ed essi mi porteranno ovunque ci sarà maggior bisogno di portare a salvezza le anime. La santità delle anime da me avvolte compirà miracoli di numerosi conversioni. Solo la santità di molte anime sparse in mezzo a tutti i popoli, potrà costruire l'unione fra le genti, la pace e l'amore fraterno. La mia mamma che dopo la mia ascesa al cielo rimase fra gli apostoli ad aiutarli, incoraggiarli, confortarli, ancora una volta guiderà i primi passi di una nuova schiera di santi apostoli. Piccola bambina mia, la tua piccola mano mi aiuterà a questo, per poter ricostruire un edificio ormai cadente: l'edificio della santità dei primi sacerdoti."

13. 6. 1961 - Martedì - Da oggi sono Legionaria di Maria, iscritta a questa pia unione. Per tutta la vita sono stata e sarò la sua piccola legionaria. lei soltanto sa come l'ho sempre amata e io soltanto so quanto Ella mi ha amato e mi ama. Ogni più piccola cosa che le ho chiesto, tutto mi ha dato. A lei mi sono rivolta in tutto sempre con un'Ave, e sono stata ogni volta esaudita. Quanto e quanto l'ho pregata fin dalla mia più tenera fanciullezza e dalla giovinezza! Ella mi ha conservata pura, semplice, lontana dalla conoscenza del male e da ogni cosa men che innocente, fino all'età di 28 anni: data del mio matrimonio; e poi ancora e sempre. Un libro vorrei scrivere per raccontare la sua bontà verso di me. E adesso sono a sua disposizione per fare quanto Gesù mi ispira e vuole che io faccia per salvare il mondo dalla terribile catastrofe. Sì, o mamma mia, per te tutto voglio fare, perché sei la mamma del mio Gesù, la Figlia del Padre buono di tutte le creature, la Sposa dell'Amore che infiamma chi spera, confida ed ama.

23. 6. 1961 - Venerdì. - Sotto gli auspici di Maria Immacolata per la pace nel mondo, le grandi mete: unione e amore fraterno fra tutte le genti - unità delle Chiese - santità dei sacerdoti - santità della famiglia.

30. 6. 1961 - Dalla meditazione: "Quanto stai scrivendo sono parole mie, che ti ho suggerito mentre ti trovavi nell'intimità con me, e ora ti detto precise: Chiunque entrerà in quel tempio avrà la grazia della conversione e si salverà. I sacerdoti che entreranno in quella Casa avranno la santità; essi vivranno me stesso e mi porteranno a conoscere quale sono realmente, in tutto il mondo. In questa casa si formeranno i veri maestri che dovranno istruire le nuove famiglie delle future generazioni. Sopra il tempio vi dovrà essere un grande arco, come tu l'hai veduto, composto dai sette colori dell'iride, che significherà la pace dell'universo intero su tutta l'umanità. Sotto l'arco, sullo sfondo del cielo, vi starà mia Madre, Maria Immacolata, color dei cielo azzurro vestita. Ella vuole farsi conoscere alle anime tutte della terra per portarle tutte al Padre. L'Immacolata è il tempio della S.S. Trinità, è lo splendore dell'universo intero e chi la vedrà lassù, la vedrà in una sfolgorante luce e ne sarà attratto senza indugi. Nessuno uscirà da questo tempio senza sentirsi fratello per sempre di ogni persona che incontrerà, e sulla terra si avrà la pace. Non temere, quanto mi hai chiesto te lo do da questo momento stesso. L'umiltà da te chiestami sarà quella prerogativa per la quale, quando ti dovrai presentare a delle persone per parlare di ciò che io desidero si faccia, al fine dell'amore fraterno tra tutti i popoli, per la pace nel mondo e per la salvezza di un'infinita schiera di anime verrai ascoltata e nel loro cuore si accenderà il desiderio di aiutarti."

4. 7. 1961 - Dalla meditazione di questo momento: Il mio Signore mi ha chiesto un grande sacrificio. Io per la santità dei miei cari ho donato a lui la mia vita, a qualunque prezzo la voglia in ogni momento. E non solo per i miei, ma per tutti i sacerdoti. Egli mi ha chiesto di portare per essi un grande peso affinché siano liberi da tentazioni impure e vivano tranquilli in castità nel voto fatto, dovrò portare nel mio corpo il peso di questo male e di queste tentazioni; le sentirò continuamente come in questo momento, per tutto il tempo che il mio Signore vorrà. È una moneta che mi costa sopra ogni altra, ma egli mi ha assicurato che la mia anima resterà inalterata, pura e bella. Non mi posso ritrarre da ciò che mi vien chiesto per i miei figli. Una mamma, pur di alleviare le fatiche e i dolori dei suoi figlioli si dona per essi fino all'estremo sacrificio. Questo mio sacrificio morale e spirituale, che accetto per loro, sarà di una forza incalcolabile per la virtù della purezza che desidero sia il più bel dono del mio Gesù ad essi. Oh, i miei sacerdoti tutti, per i quali ho donato interamente la vita! Siano forti nella purezza, costanti nel voto di castità, alieni da ogni leggerezza, dignitosi, modesti, elevati nella mente, nel cuore e nello spirito!
Mio Gesù,csono la tua bambina: sono in te e sono tranquilla perché so che mi ami tanto e ti servi di me per fare di me ciò che vuoi.
"Bambina mia" - mi ha detto Gesù dalla croce - la tua volontà donatami si è suggellata alla mia e non potrà più essere disgiunta. Perciò non temere nessuna forza avversa. Tu sai bene come ti ho aiutato in certi momenti di prova. Il tuo cuore è sempre stato semplice e non ha permesso mai nessun male per te. Ti sei addossata la fatica, il peso, il pericolo, pur di salvare chi ti ho affidato. Sarai la mamma spirituale dei sacerdoti presenti e futuri, e per tutti quelli che ti pregheranno con fede quando sarai in cielo con me e ti chiederanno la santità, lo te la concederò per le mani della mamma mia. I bianchi petali di margherita che stai sfogliando continuamente con le Ave Maria che reciti durante il giorno e che misticamente deponi in grembo alla mia mamma, in cielo ti darò di riprenderli ad uno ad uno e di farli cadere sulla terra con altrettante grazie di purezza e di santità specialmente ai sacerdoti, ai bambini e a tanti genitori."

1.8. 1961 - Martedì. - Mio Signore, ti domando stamattina presto una grazia. Concedimi di liberarmi da ogni preoccupazione inutile e di attendere alle cose inerenti ai doveri del mio stato con tanta tranquillità, senza turbamenti. Il tuo cuore non può sopportare il mio turbamento. O mio Gesù, donami tutto quello che ti chiedo, lo so che me io puoi dare e che me lo vuoi dare, perciò te lo chiedo affinché con i doni tuoi possa diventare sempre più la tua anima che sa darti dolce dimora. Dalla meditazione. In risposta a quanto ho chiesto stamattina al Signore, egli mi ha così parlato: "Mia piccola anima, ti dono quello che mi hai chiesto e tutto quello che mi chiederai lo avrai. I doni che porto mi pesano e non vi è nessuno che me li chieda. Io vedo e so ciò che ti serve per meglio servirmi, ma tu me lo devi chiedere. Quando ti accorgi che una cosa ti manca, chiedila senza tante cerimonie. Tu sei la mia bambina, e come tale devi comportarti con me. Come fa una bambina con la mamma? Ella dice: mamma dammi questo, voglio quello! E fa anche la capricciosa. Tutto ciò che mi chiederai con tale semplicità te io dono, perché voglio adornarti di tanti e tali doni che mai creatura dopo la mia mamma vi può essere come te. Il mio cuore potrà effondere tutto il suo amore in te, e lo sentirai immenso."
O mio Gesù, tu sai bene come la tua mamma fu preservata dalla colpa originale. In lei hai trovato dimora degna. Io invece sai come sono. Sai che il nemico delle anime sta sempre anche attorno a me. Non potendo fare molto, egli si tiene un po' lontano e mi guarda: di tanto in tanto getta verso di me un sassolino, per distogliere un po' il mio cuore, la mia mente da te (distrazioni per cose inutili).
Allora io non ti posso contemplare. Io non posso, come la tua mamma, dolcemente cullarti nel mio cuore. - "Mia bambina, tutto questo io lo vedo, io conosco; ma tu mi devi chiedere ciò che ti serve per mettervi un riparo onde non ti veda il tuo nemico impertinente: e lo avrai. Sarai la mia anima prediletta di questo tuo tempo, e basta."

Non pensarci più.

15. 8. 1961 - Martedì. - Festa di Maria Assunta in cielo. - Ieri ho avuto la visita del mio padre spirituale, breve, di un quarto d'ora. Gli ho annunciato la comunicazione che gli dovrò dare sulla volontà del Signore, il quale mi spinge a manifestare quello che egli desidera si faccia per salvare la pace nel mondo e dare la possibilità di salvezza a un'innumerevole schiera di anime, le più lontane.

16. 8. 1961 - Mercoledì. - In questa meditazione Gesù mi ha richiamata a sé dopo parecchi giorni di rilassamento. Egli mi ha ricordato i suoi desideri, con invocazione mi ha chiamata ai suoi piedi, crocefisso, in questa ore delle tre. Mi ha mostrato l'immensa schiera di anime tutte lontane da lui. Mi ha fatto sentire il dolore che durante la sua agonia egli provò per le anime di questo tempo, dolore che lo fece spasimare fino alla morte e prorompere nell'accorata supplica: "Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno." "Mia piccola bambina" - egli mi dice - Io non posso più soffrire per queste anime. Guarda come sono ammalate e povere! Desidero soffrire per salvarle. Le voglio portare al Padre mio che le ama e le vuole per sé. Io voglio soffrire in te, e tu offrimi al Padre, istante per istante, come quando fui sulla terra. Lasciami tutta te stessa! - Ti voglio santa, per poterti occupare interamente e per darti in dono a tutti i sacerdoti. Sarai la loro santa e la tua santità sarà la guida a tutti quelli che vogliono donarsi alla santità per portarla poi a tutto il mondo". E cos'è la santità, o mio Signore? .La santità è vivere me stesso, tutte le mie virtù.
- Sentimi ora: La santità e preghiera continua, meditazione profonda da non trascurare mai: ogni giorno almeno per un'ora, che continuerà poi con l'intima unione con me. Santità è fede incrollabile nelle cose divine e spirituali. Santità è abbandono fiducioso e tranquillo e sicurezza nell'aiuto divino in tutte le prove, le tentazioni, le opposizioni, le lotte che si dovranno sostenere. Santità è verità che non si dovrà mai nascondere, dalle più piccole alle più grandi cose.
Santità è giustizia, praticata fino al massimo grado. -
Santità è purezza voluta e vissuta fino a divenire immuni e indifferenti a tutto ciò che la può offuscare.
Santità è umiltà, profonda e sincera.
Santità è semplicità, fino a sentirsi come dei fanciulli e come tali stare sempre a trattare e conversare col Signore.
Santità è lealtà, sincerità in tutte le cose anche le più piccole, le giocose.
Santità è docilità. Il nostro sorriso, il nostro buon trattare deve attrarre a noi spontaneamente la gente.
Santità è modestia, anche nelle cose più intime. "Non sono solo, c'è Gesù in me" ricorda l'anima fedele.
Santità è bontà inalterata. Mai uno scatto d'ira, né intimo né aperto.
Santità è carità sconfinata con tutti, ma specie con quelli con i quali più costa trattare.
Santità è mai giudicare nessuno, né con i pensieri né con le parole.
Santità è sincera prudenza. Ma non quella di tacere o non fare una cosa - quando ciò può portare danno morale - solo per paura di offendere, oppure per cattivarsi l'amicizia o per qualsiasi altro motivo di interesse personale.
Santità è sentire tutte le creature fratelli e sorelle e voler loro bene senza distinzione di lingua, di razza, di condizione, di età.
Santità è amare Dio immensamente e donarsi a lui senza nessuna riserva con una volontà senza limiti.
Santità è spogliarsi continuamente di tutto ciò che portiamo dalla concupiscenza del peccato e respingere con tenace volontà l'insorgere anche dei più piccoli difetti. Infine santità è portarmi dolcemente nel cuore come mi portava la mamma mia, vivere e sentire tutto ciò che ho vissuto e sentito. Vivere tutte indistintamente le mie virtù, volere le mie perfezioni, sentire spiritualmente tutte le mie sofferenze, che tutte quelle fisiche come quelle morali furono per un solo motivo: il desiderio di portare al Padre tutte le anime e il dolore che molte non vi ritorneranno più, per l'eternità.
La più alta santità è vivere e provare realmente questo mio dolore. La creatura che mi vive così non sentirà più di essere se stessa: sentirà me in tutte le sue facoltà e io vivrò in essa soffrendo col suo cuore, spasimando con la sua anima, piangendo con le sue lacrime, facendo uscire nuovamente attraverso di esse il mio sangue. E tutto ciò, vissuto e sofferto in questa creatura che mi dona se stessa, ha un valore infinito poiché nuovamente sono io ad offrirmi al Padre nella persona di queste piccole mie predilette creature.
Mia piccola bambina, voglio fare di te una piccola santa dei sacerdoti. Per la tua santità molti si faranno santi e porteranno al mondo la vera vita che dona pace e serenità a tutti. Desidero è voglio pertanto che tu realizzi ciò che ti ho fatto conoscere, e lo dovrai presentare per primo al tuo padre spirituale. In questi giorni di Esercizi unisciti a lui spiritualmente e prega in silenzio. Egli ne verrà illuminato da me e dalla mia mamma."

17. 8. 1961 - "Desidero che molte cose siano scritte perché si dovrà conoscere la mia piccola bambina che tanto mi sta vicina sulla terra, quando ella sarà con me in cielo e dovrà spandere sulle anime tutte, ma soprattutto dei sacerdoti, i bianchi petali che ora continuamente mette, ad ogni Ave Maria, in grembo alla mia mamma."

18. 8. 1961 - Venerdì - “Mia piccola Margherita," - mi ha detto oggi il mio Signore nella meditazione appena mi sono inginocchiata accanto a lui - "Ti ho vagheggiata per lunghi anni. Sempre ti guardavo e tu sentivi il mio sguardo sempre appresso a te. Finché un giorno mi hai risposto "Voglio" e da quel momento ho potuto lavorare la tua anima con rapidità e trasformarla, per poterla possedere interamente e così vivere in te. Mia piccola bambina, tutto ciò che è passato tra me e te in quest'ora di meditazione rimane nel tuo cuore, che è mio. E, ascoltami, scrivi tutto quello che ti detto. - "Carissimo padre, quello che avrei voluto manifestare a voce, glielo scrivo in modo chiaro e preciso come viene suggerito dal Signore alla mia mente. Da lungo tempo il Signore mi chiama e mi invita continuamente a farlo conoscere nei suoi desideri. La prima persona alla quale mi devo rivolgere, e che poi mi dovrà aiutare, è lei. Tutta l'umanità è in pericolo per una imminente guerra che porterebbe a perdizione eterna un'immensa moltitudine di anime. Gesù non lo vuole poiché sa quanto esse sono amate dal Padre, che tutte ci crea per la sua felicità. A Fatima la mamma di Gesù e mamma nostra disse chiaramente ai pastorelli che si dovranno convertire i più lontani, e che dobbiamo farla conoscere. Quindi ancora una volta ella vuole salvare l'umanità. Vuole aprire il suo cuore materno a tutte le anime, ma specialmente alle più lontane. E qui, in questa nostra terra tanto turbata da sentimenti ostili tra cattolici, Gesù vuole dare la pace a noi per primi, e da qui a tutta l'Europa e al mondo intero.
Nelle mie preghiere e nelle mie lunghe meditazioni in chiesa, e sempre, sento questa voce che mi parla, che mi sollecita, che mi dice: Tutto questo devi far conoscere. Sono io, il tuo Gesù, che lo vuole; perché voglio dare possibilità di salvezza alle anime di questo vostro tempo. Molte e molte si trovano in pericolo per l'eternità. Pe mezzo della mia mamma le voglio salvare. Tutto dovrai manifestare al tuo padre spirituale e con lui muovere i primi passi. Esporre tutto al Vescovo.


A Merano, sopra il duomo, sul vicino colle che guarda la conca meranese dovrà sorgere un grande tempio a Maria Immacolata per la fraternità tra tutte le genti e la pace nel mondo. La mamma sarà venerata sotto il titolo di Regina è Sovrana d'Europa e del mondo. Accanto a questo tempio dovrà poi sorgere una Casa dove verranno accolti sacerdoti e religiosi che vorranno donarsi al Signore con una seconda vocazione: la santità personale. Sacerdoti di tutte le regioni, di tutte le nazioni. Qui trascorreranno un periodo di tempo in preparazione alla vita di santità, dopo di che andranno come missionari portando ovunque nel mondo la loro santità vissuta. Inoltre dovrà sorgere una scuola ove si formeranno i maestri destinati a dare una preparazione; una istruzione prematrimoniale ai giovani che vogliono formarsi una famiglia; perché le famiglie delle future generazioni abbiano a conoscere quali sono i loro doveri e diritti e lo scopo del matrimonio. All'erezione di questo tempio dovranno aderire per primi, non con mezzi finanziari ma con spontanea volontà, mediante una personale adesione alla fraternità cristiana, tutti i cittadini della nostra provincia: per dimostrare al mondo intero che come cattolici sappiamo unirci, perdonarci e volerci bene. Con questo atto di bontà sincera di tutto questo popolo avremo modo di poterci presentare a chiedere l'adesione di tutte le nazioni d'Europa e del mondo. Avendo la partecipazione di tutti, i popoli della terra capiranno che questa è la Casa della Fraternità. Tutti la sentiranno come la loro casa e coloro che entreranno a visitarla avranno dalla Vergine Santa la grazia di vedere una nuova luce, avranno fede e si convertiranno. La mia piccola mente non potrebbe dare questi pensieri e la mia povera persona non potrebbe avere la presunzione di far realizzare cose tanto grandi, se non vi fosse una volontà superiore che mi illumina e mi sospinge. Sempre più forte sento la fede che il Signore lo vuole. Nel silenzio del cuore egli mi dice: "Non temere, lo mi servo sempre delle mie più piccole, povere e nascoste creature." So che dovrò soffrire molto e subire tante umiliazioni, ma non ho paura. Egli mi dice sempre: "Aiutami a salvare le anime.". E per questo avrò tanta fede e tanta forza: da lui la ricevo in ogni momento. Mi ha spogliata in breve tempo di tante cose e mi ha rivestita di tali grazie che io stessa non so comprendere come il Signore sappia tanto amare e tanto donare alle sue piccole anime. - Adesso lei, padre, sa quale era l'intenzione per cui le dicevo di pregare tanto. Per mezzo di Bernardetta a Lourdes è sorto un, grande tempio all'Immacolata; a Fatima un santuario per mezzo di tre poveri pastorelli; qui il Signore si servirà di una povera mamma e di un umile sacerdote affinché sorga nel centro d'Europa un grande tempio della fraternità dedicato ancora a Maria Immacolata, quale Regina e Sovrana d'Europa e del mondo. E così pure la Casa dei Sacerdoti che vogliono donarsi alla santità e la Scuola per formare le famiglie pia buone. Guardando a questa imponente opera sembra una pazzia il solo pensarla. Invece nulla è impossibile al Signore. Egli dal nulla fece tutto. E di me, che sono niente, si serve per portarlo a conoscere nei suoi desideri affinché vengano realizzati.
Lui lo vuole, e basta. Questo tempio sarà il baluardo che sconfiggerà i nemici delle anime e regnerà per lungo tempo la pace sulla terra. Lo disse la Madonna a Fatima ("II mio Cuore Immacolato trionferà"). - E ora le voglio raccontare un fatto che ha avuto una strana coincidenza. Non ho potuto fare a meno considerarla. lei deve sapere che proprio non sono mai stata superstiziosa né ho mai badato a fantasie di nessuna sorta, ma il caso che Le racconto mi ha fatto riflettere davvero. Il luogo sul quale dovrà sorgere il tempio si trova in collina, un tratto sopra il duomo di Merano. Sempre lo guardavo, ma volevo vedere da vicino se veramente si poteva realizzare l'idea. Una festa, e precisamente dopo la funzione, lì per lì mi venne il pensiero di fare una passeggiata lassù. Da un po' di tempo pensavo di andarci. Fuori dalla chiesa - erano le quattro del pomeriggio - dissi a P. e a quattro ragazze che stavano parlando: "Venite con me, vi porto a fare una bella passeggiata". Così partimmo. Nessuno sapeva dove volessi andare, ma mi seguirono. Nessuno conosceva le mie intenzioni poiché della mia intimità col Signore nessuno sa nulla. Solo lei, padre, ma non del tutto ancora. Quindi giungemmo sul colle. Era meraviglioso, tutti erano incantati per le sfumature di colore che in quell'ora che volgeva al tramonto la natura ci dava da ammirare. Girammo in lungo e in largo quell'alto piano e G. di tanto in tanto diceva: "Ma guarda dove mi ha portato la signora Angelina Margherita!" naturalmente senza immaginare il perché. Io in silenzio durante tutto il cammino pensavo e pregavo: Ave Maria, Ave Maria. Dopo aver visitato la zona, scendendo ci fermammo più in basso perché pioveva un poco. Quando riprendemmo la marcia, proprio sopra quel pianoro che avevamo visitato comparve un arcobaleno, così vicino e così bello che potevamo distinguere nettamente ad uno ad uno i sette colori dell'iride; poi un secondo arco più alto, sopra quello, che partiva da levante e terminava a ponente. Tutti ammirammo la bellezza dell'apparizione, che durò a lungo. Quando eravamo giù a valle si vedeva ancora.
La sera, mentre mi trovavo sola e ripensavo a tutto quello che si dovrà erigere lassù, non ho potuto fare a meno - e non lo posso tuttora - di dire che il Signore aveva voluto darmi un segno. Pur riflettendo che l'arcobaleno sarebbe sorto lo stesso quella sera, tuttavia dovevo ammettere che mi ero recata in quel posto improvvisamente, spinta da un desiderio inconsueto, proprio in quel giorno, in quel pomeriggio. Tanto che mentre insistevo con le signorine perché venissero con me, pensavo: Devo andarci oggi e devo avere la compagnia di qualcuno, come se avessi intuito il bisogno di testimoni per la visione dell'arcobaleno, sorto come segno che in quel luogo un giorno (presto) ci sarà un maestoso tempio per la pace nel mondo e la fraternità delle genti."

22. 8. 1961 - Martedì - Nella meditazione di questo momento Gesù insiste che non mi lasci intimorire dal suo nemico, il quale mi vuole trattenere il più possibile dal far conoscere il Signore nei suoi desideri. "Va', bambina mia" - egli mi dice .ti parlo dalla croce e tu sai che ogni mia parola, quando ti intrattieni ai miei piedi, è viva e vera mia voce.
Va' e manifesta tutto. La mia mamma non può più trattenere le grazie che vuol donare alle anime, grazie di fede e di conversione per tutti quelli che entreranno nella casa nuova fatta apposta per la mia mamma: il magnifico tempio della fraternità fra i popoli, dell'unione fra tutte le genti per la pace del mondo. Fai presto a far aprire le porte di quella casa per la salvezza di tutte le mie anime lontane! Come da una porta forzata, aperta, scenderanno a guisa di cascata luminosa le grazie dalle mani e dal cuore della mamma mia immacolata.
In quel giorno (presto) su tutti i monti di questa regione si accenderanno fuochi. Non più per ricordare la vittoria sui nemici, ma per invitare tutti i nemici alla fraternità, all'amore, alla pace. E la Vergine Santa darà a tutti quelli che verranno in questo tempio, la grazia della fede, della conversione e della santità. Fede per chi non l'ha, conversione per i peccatori e per i lontani dalla verità del mio Vangelo, santità per i miei cari, i più vicini, specie per molti sacerdoti. Si dovrà far conoscere al mondo intero questa volontà onde tutti o direttamente o indirettamente partecipino all'erezione del tempio con un'adesione morale e finanziaria e tutti sappiano che sarà il tempio della fratellanza fra i popoli della terra e per la vera pace nel mondo, dedicato alla Regina dell'universo Maria Immacolata."

8. 1961 - “Mia bambina, non indugiarti in ciò che devi fare e scrivere al tuo padre spirituale. È il mio nemico che ti tiene nel dubbio e nella lentezza. Oggi, oggi stesso devi fare quello che io desidero e voglio da te. Con questa lettera al tuo padre spirituale avrà già inizio l'opera mia per la pace nel mondo. Ogni minuto, ogni attimo di ritardo dai tempo al mio nemico - Satana - di guadagnare anime al suo regno di morte. Io Svoglio tutte salve! Per mezzo della mia mamma esse verranno a me. Aprimi la porta del suo Cuore Immacolato. Non dubiti di me? Hai fiducia in me? Non devi dubitare del tuo padre spirituale, ma aver fiducia nel suo aiuto. te io misi al fianco per l'aiuto in tutte le opere che farai per me."

8. 1961 - Sabato - Nell'intimità col mio Gesù egli mi parla dolcemente: "Mia piccola bambina, conosco le tue sofferenze, e queste sono le prime. Ma io ti voglio provata come oro finissimo passato per il fuoco della più alta fede. E la tua fede dovrà essere nuda e cruda: la fede dell'intelletto che non sa vacillare, come una roccia che non si scuote mai. Io sono te e tu mi porti. Solo in te posso lavorare, perché ho trovato chi mi ha detto "Voglio". Nessuno, nessuno bambina mia, fra tutte le mie anime, anche le più vicine, mi dà la possibilità di farmi sentire come a te. Ti ripeto: nessuno fra tutte le anime che vivono sulla terra in questo tempo. Amami, perché ti amo. Portami, perché voglio che si conosca il mio amore. Voglio sciogliere le catene con cui Satana tiene legate le mie anime. La mia mamma lo farà se tu, mia piccola bambina, fai quello che io voglio da te."

29. 8. 1961 - Martedì - Il mio Signore Gesù, nell'ultimo quarto d'ora di sua estrema agonia, mi ha voluto vicino; tanto vicino da farmi viva e reale la sua mistica presenza. Mi ha detto nell'intimo dell'anima: "Ti voglio misticamente in croce con me. Fai presto, bambina mia. fa conoscere senza esitazione alcuna l'idea e la necessità di erigere un maestoso tempio alla mia mamma. Che tutti i popoli della terra lo conoscano e accorrano a vederlo, che vi contribuiscano tutti direttamente o indirettamente. A tutti coloro che entreranno in questa comune casa della mia mamma e dei suoi figli, a tutti ella darà la grazia della salvezza eterna. Anche a quelli che soltanto sapendo dell'erezione di questo tempio, avranno in cuore il desiderio di vederlo. Anche il solo desiderio farà volgere lo sguardo materno di Maria con una particolare grazia a ciascuna anima necessaria. Molte e molte saranno le conversioni alla fede, alla vita di grazia, alla santità."

1. 9. 1961 - Venerdì - Egli mi ha detto: "Piccola anima, tu sola fra tutte le anime che.esistono sulla terra, tu sola, ti dico, senti il mio amore e il mio dolore per le anime, te sola trovo spoglia. Tu ti lasci continuamente da me spogliare per sempre meglio isolarti dai rumori del mondo e da chi ti circonda; per sempre meglio sentirmi nel mio immenso amore. Io sono tra le creature della terra, ma nessuno avverte che vi sono realmente. Tutti, tutti hanno qualche cosa che impedisce loro di sentirmi nella mia vera e reale espansione d'amore, in te effonderò tutto il mio amore. Tutto insieme quello che avrei da effondere tutto il mio amore. Tutto insieme quello che avrei da effondere a tutte le anime che non lo vogliono, che non lo sentono per mancata volontà di silenzio interiore. Mia bambina, ti voglio donare la mia sapienza per cui avrai cognizione perfetta, precisa in tutte le cose, ti voglio donare il mio amore immenso poiché nessuno io vuole, e tutto lo riverserò in te, che mi vuoi, che mi senti e che mi hai donato e mi doni istante per istante tutta la tua volontà. Nel tuo petto ho potuto liberamente deporre il mio cuore e farti provare il mio immenso dolore per le anime e il mio sconfinato amore. Nella tua mente ho potuto stabilire la mia e darti da vicino tutti i miei pensieri, tutti i miei' desideri. Bambina mia, sono padrone assoluto di te: e questo mi consola per tutte le anime che non posso totalmente occupare."

2. 9. 1961 - Mio Gesù! Il desiderio che tante volte ho espresso, di vivere nel cuore misticamente i tuoi dolori, tu me lo stai appagando di giorno in giorno quando mi chiami ai tuoi piedi nell'ora che volge alle tre. Il tuo sangue veramente scorre attraverso le mie lacrime. Nel mio petto, che hai fatto dimora del tuo cuore, sento lo spasimo da te sofferto per la perdita di tante anime, che son raggi d'amore del Padre tuo, che egli aspetta e vuole per sé! Questo intimo dolore mi fa versare lacrime copiose. Tutte le vuoi, o mio Gesù; io le voglio perché con ciò preparo la via alla vera via che porterà a salvezza tante anime, le quali sono l'amor tuo infinito. O mio Signore! Nella meditazione mi hai chiesto: "Mia piccola anima, se in questo momento io ti inondassi di immensa gioia e ti facessi vedere la mia casa preparata per te e ti dicessi che questa tua gioia durerà in eterno con me, che cosa mi diresti?" - Mio Signore Gesù, ti direi: Non posso venire, voglio rimanere per compiere quello che mi hai mandato a fare, soffrendo pure tutto quello che vorrai e tutto quello che il tuo nemico mi preparerà. Voglio rimanere per piangere tante lacrime, perché mi hai detto che con esse potrò lavare come con acqua di battesimo tante anime tue. Voglio rimanere perché tu lo sai, o mio Gesù, che per me non desidero niente, perché niente sono. Rimarrò, se tu ti vuoi servire di questo mio niente per salvare le tue anime. Poi, compiuta che sia la tua volontà, conosciuti e attuati che siano i tuoi desideri, portate a te, al Padre per mezzo di Maria tua Madre un'immensa schiera di anime, poi ti dirò o mio Gesù: Lasciami pure nel niente; il mio paradiso sarà quello di sapere che in eterno molte anime strappate al tuo nemico ti saranno di eterna compagnia. Lasciami allora, o mio sposo immacolato, io ti voglio portare dolcemente nel cuore, voglio portarti a salvare tutte le anime di questo tempo. Il Padre dal nulla fece tutte le cose. Tu. o mio Gesù, del nulla di questa tua piccola anima vuoi servirtene per compiere le tue misericordie nelle anime! Io voglio rimanere sulla terra, vivendoti nella sofferenza portata silenziosamente nell'anima mia. Con ciò già vivo il paradiso con te, o mio Signore, o mio dolce sposo che tanto mi ami!

3. 9. 1961 - Domenica - In questa meditazione il mio Signore Gesù che vive realmente in me, ha rivolto al Padre l'invocazione più accorata per le anime tutte che esistono in questo tempo. Egli ha sentito nuovamente, in me, il dolore che sentì in quella sera di sua agonia nell'orto allorquando passarono davanti a lui tutte le anime create dal Padre suo, di tutti i tempi, dall'inizio alla fine: e tutte egli era venuto a riscattare. Quando si trovò dinanzi il nostro tempo attuale, provò sì grande dolore per lo stato miserabile delle anime che proprio la vista di così innumerevole schiera legata strettamente con le catene dei nemici di Dio Padre (demoni), anime tutte piagate, lacere, povere, senza luce, immerse nelle più fitte tenebre, proprio tale visione fu che io fece spasimare al punto da sudare sangue in tutto il suo adorabile corpo. Ora il mio Gesù mi dice e mi ripete che questo dolore lo vuole rinnovare in me. Egli ha voluto prendere pieno possesso del mio niente per tornare a soffrire in me per le anime, che vuole salvare, che vuole liberare dalle terribili catene di Satana, che vuole purificare, rinnovando in me le sue lacrime che sono suo vero sangue, nuovamente versato, ogni giorno. Ogni giorno Gesù soffre e piange nella mia povera persona per le sue anime lontane.

4. 9. 1961 - Lunedì - Stamattina nella S. Messa il mio Signore mi ha dato di sentire più che ogni altra volta la sua reale presenza. Per tutta la mattina dolcemente l'ho sentito accanto a me, in me, e nel mio cuore era una pace infinita. Ora, prima di trovarmi con lui ai piedi della croce, ho scritto questo pensiero perché veramente il mio Gesù opera quello che mi ha promesso: mi vuol dare tutte le sue grazie più belle.
"Mia bambina" - mi diceva or ora - voglio che tu mi rappresenti tutte le anime, dalle più lontane alle più vicine. Sulla terra non ve n'è nessuna che mi stia unita in continuazione come lo era la mamma mia. Ella sì che mi portava dolcemente nel cuore, che mi teneva presente nella mente. Tu ora, mia piccola anima, la devi rappresentare. Devi fare le sue veci finché vivrai, e porterai sulle spalle tutte le mie anime che non mi conoscono, che non mi amano, che non mi pensano. Ti voglio, mia diletta. Tu sola fra tutte mi hai sentito pienamente, e in te effonderò tutte le grazie che non posso dare agli altri, a tutti quelli cui mi porti. Ma le grazie che io do a te saranno di grande beneficio e aiuto, di salvezza per molti e molti, che tu mi rappresenti l'umanità del tempo che vivi e di un lungo tempo a venire. Mia bambina, le lacrime che io piango con i tuoi occhi, ti ripeto, sono di salvezza per molte anime. Lasciami in te, portami dolcemente nel cuore, tienimi presente in ogni istante nella tua mente, porta su te tutte le anime viventi sulla terra, lo in te con esse mi offro al Padre mio per la loro salvezza. - Bambina mia, tutto questo che senti come voce che ti parla, tutto questo che scrivi è detto da me, da me suggerito, e tu lo devi credere fino al massimo grado che una creatura umana può raggiungere dopo la mia adorata mamma. Oh, ella non pose il minimo dubbio quando il Padre mio mi mise tra le ali dell'angelo Gabriele e mi portò nel suo verginale seno! Ella disse: "Ecco l'ancella del Signore, si faccia in me la sua volontà." Mia piccola anima, così io ti voglio. Ancora hai da salire parecchi gradini per raggiungere la sommità da me voluta, della fede e della carità; ma l'avrai ben presto. Io in te voglio compiere le mie misericordie sulle anime per mezzo della mamma mia, che attende le si aprano le porte d’accesso a tutti i lontani."

6. 9. 1961 - Mercoledì - "Mia piccola anima, voglio che tu scriva tutto quello che passa tra me e te in questi momenti che ti chiamo vicino a parlarti. Non devi tralasciare mai quest'ora quando sei sola e libera, poiché in quest'ora io parlo direttamente con te di tutto quello che desidero farti conoscere. In quest'ora ho da versare con le tue lacrime nuovamente il mio sangue. In quest'ora io vedo qui presenti, in te, tutte le anime che mi rappresenti, e molte in quest'ora avranno luce e salvezza, perché attraverso te la posso dare. Tu, mia piccola anima, sei il punto di partenza che apre il cammino a una immensa schiera di anime immobilizzate tra le catene dei demoni, usciti in numero spaventevole dall'inferno. Sei tu che apri la porta onde abbiano ad entrare in quella casa nella quale la mia adorata mamma potrà finalmente scaricare le grazie su quanti vi entrano. Sei tu che farai volgere la mente ed il cuore a Colei che mi portò nel suo verginale seno e che pio di ogni altro sentì e soffrì l'immenso mio dolore per le anime che non torneranno più al Padre. Mia piccola anima, tutto ciò che è stato creato nell'universo, ciò che vedi e ciò che non vedi è stato fatto per le anime. Esse dovranno tornare al Padre che dà loro la vita, esse sono e saranno per l'eternità la sua felicità e la sua gloria. Io sono venuto sulla terra per mostrare personalmente quello che il Padre è: io, sua immagine perfetta. Le mie creature non devono immaginare nulla di più di ciò che io ho mostrato loro. Tutto è semplice, e nella semplicità tutto è perfetto. Ogni anima creata, vivente nel corpo sulla terra, sarà quello che è nella gloria del Padre, il corpo materiale che l'ha ospitata resterà sulla terra, la sua sembianza sarà quella stessa ma in senso solo spirituale. Ogni anima avrà una particolare bellezza data dal Padre mio, come premio, per quella gioia che egli prova nel vedersela ritornare. Quelle anime poi che lavorano per aiutare le altre anime a ritornare al Padre, saranno le stelle luminose e splendenti che illuminano tutto il creato; e tutte le anime ritornate per loro mezzo rivolgeranno inni e canti al Padre con loro. - Mia bambina, tutto questo tu sai ora affinché più forte sia la tua volontà nell'aiutarmi a compiere quello che ti farò fare. Non mi devi lasciare un solo istante. La tua continua unione con me è indispensabile per trattenere il male che dietro di te spinge, e che potrebbe travolgere l'umanità e dare la morte corporale e spirituale a molti. Tu faticherai, ma ti prego, fallo per me che sono il tuo Gesù che ti ama immensamente e ti fa sentire questo suo immenso amore. Io nel tuo petto trovo sempre tutto bello e mi dai dolce riposo, ma anche col pensiero tienimi sempre compagnia. Ho tanto bisogno di intrattenermi a parlare con qualche anima, e tu, mia piccola bambina, sai tanto bene ascoltarmi. Anche se non trovi parole, guardami silenziosa, ma guardami e parlami con l'Ave Maria..."

8. 9. 1961 - Venerdì - La mia ora di questo giorno con Gesù è stata intera, in unione di spirito con il mio padre spirituale. Ho pregato con intensificata unione a lui perché il mio Gesù doni in abbondanza lo Spirito Santo ad illuminarlo e lo spogli di tante cose che ancora lo tengono avvolto. Molte lacrime sono passate dai miei occhi. Gesù ogni giorno ha da rinnovare l'offerta al Padre del suo sangue attraverso le mie lacrime. Le anime sue dilette glielo fanno versare ed egli si serve del mio pianto per poter lavare le loro piaghe e portarle alla salvezza eterna. Gesù insiste a volermi sempre vicino a sé, a non rompere un solo istante l'unione reale e cosciente della sua presenza accanto a me, in me. Egli insiste continuamente e mi dice che devo credere, senza paura di peccare di presunzione; che io sola fra tutte le anime viventi sulla terra lo comprendo realmente, sento il suo amore, il suo dolore per le anime che vuole salve; che lo vivo realmente, lo porto dolcemente nel petto e nel posto del mio cuore vi sta il suo. Egli mi dice che in me vede tutte le anime e la mia unione con lui benefica tutte le anime che ho presenti in me. Mi dice di non perdere inutilmente tempo pensando a cose mie, mi darà di pensare al necessario senza per questo staccarmi da lui. Non dovrò mai interrompere la mia unione. perché in ciò posso essere e sono di sostegno all'argine che sta per crollare sotto il peso delle forze del male, che sono diventate potenti. Egli conosce la fatica e lo sforzo che devo sostenere, ma il suo amore è il mio aiuto e l'amore che egli ha per le anime mi dà tanta forza da poter continuare e aumentare sempre più l'intima unione con lui.
Oggi . . . che grande giorno è questo! Ci ricorda la nascita della creatura più bella che il Padre ha fatto: Colei che doveva portare nel suo seno il Figlio di Dio, il Salvatore delle anime cadute in peccato. Una tenera bambina, venuta alla luce terrena portando con sé lo splendore dell'universo intero. Questa tenera creatura è la mamma di Gesù e, per lui, la mamma nostra. - Grazie, o mio Gesù, io farò quanto tu desideri.

9. 9. 1961 - Sabato - Mio Signore, tutto quello che su queste pagine viene scritto, è scritto dalla tua volontà che guida la mia mano. E lo scrivo a conferma che tutto mi viene dettato da te. Nel mio petto vi è il tuo cuore, nella mia mente la tua, e nessuna forza esterna o interna contraria mi potrà far pensare diversamente. I nemici tuoi tentano le anime, ma questi si vincono con la fortezza, con la volontà ferrea. Di fronte ad essi non mi sentirò mai debole, mai piccola, mai niente. Sarò come un guerriero che si erige su se stesso impugnando la spada e grida: Non mi espugnerai, o nemico! Dietro di me e con me è l'Inespugnabile. E ... ad uno ad uno, sconfitti e delusi, ritorneranno tutti sui loro passi, timorosi e silenziosi, i nemici che verranno da me. Di fronte a te, tu lo sai, sono niente, sono piccola, sono povera: di tutte più niente, più piccola, più povera; ma a te unita sarò invincibile. L'arma è la preghiera, l'unione a te - tu stesso in me. Tu sei in me e vuoi occupare tutto, perciò niente vi potrà essere che non sia tuo.

12. 9. 1961 - Martedì - O mio Signore Gesù, sono all'inizio della giornata e in questo giorno in cui la Chiesa celebra il santo nome della tua mamma voglio rivolgere un pensiero scritto a lei: O mamma di Gesù, sposo dolcissimo dell'anima mia, tu sei anche la mia mamma: quella mamma che ho sempre pregato e amato fin dai miei primi anni e che ho sempre sentita vicino a me.
O mamma mia Immacolata, che per la mia purezza ho tanto invocato, quanto ti amo! - Tu mi hai sempre guardata, anche quando ti avevo qualche volta lasciata da parte. E mi hai dato sempre il desiderio ardente e la volontà di vivere casta.
O mamma mia, per questa grazia che mi hai donato io sento la mia anima inondata di immenso amore a te!
O Vergine Maria Immacolata, mamma purissima del mio Gesù, fammi splendere di purezza sempre più.
Dalla meditazione nella mia unione con Gesù crocefisso. - Oggi egli mi ha presa e mi ha attirata a sé sulla croce . . . Da questo momento sono con lui crocefissa per i peccati dell'umanità. Da questo momento porto l'enorme peso. Il Padre mi guarderà come un'unica persona con il suo Gesù. - Eccomi o Padre mio infinitamente buono e che immensamente mi ami: sono il tuo Gesù. Guardami e accettami, è stato lui a voler occupare il mio niente. Mi dono in generoso olocausto, momento per momento, per la salvezza delle tue anime dilette, quelle più lontane, quelle che non ti amano. Con le braccia tese come Gesù sulla croce, in intima unione e preghiera con lui, con sotto le spalle un legno nel mio letto di riposo, a sua somiglianza, che per Ietto di sua agonia ebbe il legno della croce. Così, Padre mio, inizierò il cammino sulla via sulla quale mi ha messo Gesù. Ora detto la traccia di vita spirituale seggeritami dal mio Signore in questa meditazione:

1 - Come base di sostegno è richiesta dal Signore nostro Gesù la nostra totale donazione alla santità personale. - Spogliarci di tutto e lasciarci rivestire da Gesù, di lui stesso; vivere perciò una intensa intimità con lui. - Fare ogni giorno un'ora di meditazione volontaria, per mezzo della quale si ricevono le sue ispirazioni e la guida in tutto ciò che dobbiamo svolgere giorno per giorno. - Nei momenti che la nostra mente non è occupata da necessità di lavoro o di altre preghiere, recitare in continuazione l'Ave Maria, con l'intenzione di portare un'anima alla salvezza eterna. Con ciò si può inoltre impedire che nella nostra mente entrino pensieri e fantasie inutili o dannose ai disegni del lavoro che stiamo per intraprendere.

2 - Dire a tutte le persone buone che conosciamo di recitare un'Ave Maria ogni giorno, secondo l'intenzione del nostro lavoro. Tutto ciò come base nostra personale, mia e del mio padre spirituale, primo diretto collaboratore datomi dalla volontà divina.
Programma: Far erigere un grande tempio a Maria Immacolata per la fraternità fra i popoli e la pace nel mondo. - All'ombra del tempio far sorgere due opere: una a favore dei sacerdoti, una a favore delle famiglie.
Per la prima opera: costruire una grande casa-cenacolo dove accogliere i sacerdoti e religiosi di tutti i paesi città e case religiose, di tutte le diocesi, nazioni, di ogni lingua e colore, che vogliano donare la loro vita con la santità personale. Senza voto alcuno, solo con libera volontà di ogni momento vivendo il Cristo nostro Signore in tutte le sue virtù, disposti poi a portare Gesù, vivente nella loro persona, ovunque saranno chiamati nel mondo. Ogni sacerdote che si dona alla santità dovrà vivere per due anni all'ombra di Maria Immacolata, in raccoglimento e preghiera, facendo molta meditazione, spogliandosi di tutto ciò che è suo per rivestirsi di Gesù e prepararsi a portare nel mondo la sua santità: la sola che possa salvare l'umanità e sconfiggere i nemici di Dio, i demoni, che insidiano le anime.
Per la seconda opera: costruire una seconda casa ove si prepareranno i maestri che dovranno portare il loro insegnamento ai giovani in tutti i paesi d'Europa e del mondo. Maestri che riceveranno l'unica preparazione di un unico codice per dare una istruzione prematrimoniale alle giovani coppie che si preparano al matrimonio. Questa istruzione alle nuove famiglie, uguale per tutti i popoli delle nuove generazioni, darà certamente frutti di immenso bene sociale comune; poiché la società è basata unicamente sulla prima cellula della famiglia: e la famiglia c'è, esiste per tutti i popoli.
Come divulgare l'idea: tramite la Chiesa - i sacerdoti - le autorità civili. Chiedere anzitutto al popolo della nostra regione l'adesione di ogni singola persona all'erezione del tempio della fraternità per la pace nel mondo, con un impegno alla fraternità con tutti i popoli mediante firma personale. Estendere ciò in campo nazionale in Italia, in Austria e via via a tutte le nazioni europee, e poi in tutto il mondo; in modo da far mettere una tregua all'incubo della guerra che grava ora su tutta l'umanità. Credo che sarà necessario, d'accordo con il Vescovo, parlare al S. Padre per ottenere la sua approvazione. E quanto alle autorità civili, parlare direttamente con l'on. F.
- Riassumo l'intenzione dell'opera: - Far erigere a Merano (il posto rimane indiscutibile) un grandioso tempio a Maria Immacolata sotto il titolo di Regina e Sovrana d'Europa e del mondo, per la fraternità fra ì popoli della terra, per la pace nel mondo e per l'unità delle Chiese sotto la guida di un solo pastore. Spiritualmente e moralmente tutti i popoli vi dovranno aderire e sarà in particolare il tempio degli infedeli, dei peccatori, dei lontani, di quelli che combattono la Chiesa. perché la Vergine Santa è a costoro che vuole donare le sue grazie. Si vuole inoltre la Casa dei Sacerdoti che si donano alla santità, poiché tutt'attorno dovrà spandersi profumo di santità. E la Casa per il rinnovamento della famiglia, perché dai piedi di Maria partiranno le famiglie rinnovate, famiglie più buone e più sante.

13. 9. 1961 - Martedì - Questa sera, in questa camera d'albergo, in questo paesino adagiato tra i monti, accanto alla casa dei religiosi dei quali il Signore mi ha dato il primo figlio, mi sento profondamente riconoscente di essere arrivata, non so come, fin qui. Mi sembra di essere stata trasportata quasi misteriosamente dalla mano divina del mio Gesù.
O mio Signore, mi hai messa all'inizio della via e ci siamo già posti in cammino. Non starò a fare nessun pensiero inutile poiché tutto mi sarà da te rivelato e nel medesimo tempo lo conosceranno le persone alle quali ci mandi.

15. 9. 1961 - Venerdì - Dalla meditazione - ora di adorazione a Gesù crocefisso in spirito di unione col mio padre spirituale. Mi è stato mostrato tra le lacrime quanto segue. Mi sembrava che Gesù e Maria mi parlassero e mi dicessero: “Credi che questa è la nostra voce. A te non servono visioni fisiche reali, la tua visione di noi ce l'hai reale nel cuore. Ascoltaci. Per il tempio che dovrai far erigere: - Dopo aver ottenuto l'approvazione dal Vescovo e dal Santo Padre, si dovrà lanciare un appello al mondo intero tramite le alte cariche civili, per l'erezione di un tempio nel centro d'Europa (a Merano), che sarà chiamato il tempio della Fraternità, dell'Unione spirituale tra i popoli e della Pace nel mondo, dedicato a quella Signora che i cattolici riconoscono per mamma di Gesù e di ogni creatura umana esistente sulla terra, chiamandola col nome di Maria Immacolata, Madre e Regina di tutte le genti dell'universo intero.
Per la prima opera, la Casa-Cenacolo per sacerdoti che si vogliano donare alla santità, la regola sarà dettata in seguito dai sacerdoti stessi che promuoveranno l'opera, e sarà la regola della medesima vita di perfezione e di santità essi praticata e vissuta momento per momento, vivendo consapevolmente la stessa persona di Gesù in tutte le virtù e nella vita di lui.
Per la seconda opera: Si preparerà un codice della famiglia, che consisterà di due parti. La prima parte dovrà trattare diritti e doveri uguali per tutti indistintamente coloro che contraggono il matrimonio legittimo; riguardanti la procreazione e l'educazione della prole, il proprio perfezionamento personale e mutuo in una vita in comune, e le proprietà essenziali della forma perfetta del matrimonio che sono l'unità e l’indissolubilità. Quando i contraenti non battezzati si uniscono in questo contratto matrimoniale con l'intenzione di formare una famiglia, anche per loro il matrimonio diventa una cosa sacra e religiosa poiché non è dovuto a un rito, a una cerimonia, bensì è innato, non dovuto agli uomini ma insito nella natura. Per questo motivo Innocenzo XI e Onorio III senza temerità hanno potuto affermare che il sacramento del matrimonio esiste tra i fedeli e tra gli infedeli. Quindi la prima parte del codice sul matrimonio e sulla famiglia sarà unica per tutti, di ogni nazione lingua e colore. La seconda parte verrà aggiunta per i soli cattolici battezzati e dovrà trattare il contratto matrimoniale elevato da Gesù Cristo alla dignità di Sacramento nella sua Chiesa. Ai punti primari sui diritti e doveri trattati nel codice, verranno aggiunti insegnamenti atti a dare una guida sicura per il perfetto andamento della famiglia. - Come sono obbligatorie le scuole per dare una cultura ad ogni cittadino, è ormai da riconoscere la necessità di dare alla gioventù che si avvia al matrimonio, una istruzione prematrimoniale obbligatoria riconosciuta dallo stato. È perciò necessario fondare una Scuola in cui preparare le persone (uomini, donne, sacerdoti) che dovranno fare da maestri ai giovani in ogni paese e città. Su questo argomento vi sono tante cose da trattare, e il programma particolareggiato verrà in seguito. L'essenziale è di mettere in atto le due opere contemporaneamente all'erezione del tempio. La pace duratura si avrà se oltre ad ottenere le grazie spirituali che la Vergine Santa vorrà dare a tutti coloro che a lei verranno, sapremo chiamare anche dei sacerdoti alla santità, sotto la protezione di Maria SS., per la Chiesa; e per la società dare il vero e sicuro indirizzo riguardo agli essenziali doveri di chi si forma una famiglia. La Casa-Cenacolo sarà preparata allo scopo di accogliere sacerdoti e religiosi di ogni diocesi e di ogni ordine, di tutte le nazionalità di ogni lingua e colore perché la vera fratellanza dovrà partire prima dalla Chiesa, e cioè anzitutto dai sacerdoti; e con la fratellanza anche la santità. Per poter essere accolto, ogni sacerdote o religioso dovrà sentire una seconda vocazione: quella di donarsi spontaneamente alla vita di perfezione e di santità, senza voto alcuno, vivendo momento per momento coscientemente e tenacemente la stessa vita e le virtù del Cristo che egli rappresenta. Nella suddetta Casa, all'ombra di Maria Immacolata i sacerdoti dovranno passare un periodo di tempo attenendosi a una regola, che verrà dettata in seguito dai promotori dell'Opera. Questi santi sacerdoti dovrebbero essere tenuti a disposizione per andare ovunque come missionari, a richiesta, per le più urgenti necessità; essi potranno così portare nel mondo la loro santità vissuta generosamente. Tutto questo progetto dovrà essere sottoposto alle autorità religiose e da esse essere studiato e approvato. I sacerdoti e i religiosi chiamati a quest'Opera dovrebbero dunque essere lasciati liberi dalle loro Diocesi o dal loro Ordine perché si possa avere in questa Casa una fonte di santi sacerdoti a disposizione, da qualsiasi parte siano chiamati. Per la loro libera scelta della vita di santità, non ci sarebbe timore né bisogno di controlli della loro condotta morale."


17. 9. 1961 - Domenica - "Dovrai dire al Vescovo G. che bisogna comunicare al signor K. quanto segue: Egli, cattolico, è stato messo al suo posto dalla volontà del Padre mio, dalla sua divina provvidenza. Da quella cattedra - le Nazioni Unite - dovrà annunziare al mondo che lui. cattolico, in nome di tutti i cattolici, invita tutti i popoli della terra a unirsi ai cattolici spiritualmente e materialmente per fare erigere un grande tempio per la fratellanza tra tutte le genti e la pace nel mondo; che questo tempio sarà dedicato a quella buona mamma che i cattolici riconoscono per mamma di Gesù Cristo Salvatore e mamma di tutte le creature della terra, invocandola con il nome di Maria Immacolata, Madre Regina e Sovrana di tutte le genti e dell'universo intero. E che questo tempio verrà eretto nel centro d'Europa, a Merano, nell'ultima città d'Italia ai piedi delle Alpi."

19. 9. 1961 - Martedì - "Mia sposa, tu lo sei sempre stata. Lo hai voluto e io ti ho accettata. Tu mi hai sempre chiamato "sposo dolcissimo dell'anima mia", anche se timorosamente lo dicevi. Io ti abbracciavo con lo sguardo di mistico sposo e ti preparavo in silenzio tutta per me. Ho accolto le tue invocazioni durante il corso di tua vita e mi sono state tanto gradite! Tu non ti accorgevi che io ti vagheggiavo. Adesso te lo dico. Tu sei la mia piccola sposa e avrai le mie più alte confidenze. Nulla mi rifiuterai, perché io sono il tuo dolcissimo sposo e ti amo immensamente. Tu mi hai chiesto di tenerti nascosta. Non temere, resterai nascosta. Desiderose voglio che tu sia come ogni altra persona, modesta, semplice, senza nessuna distinzione né di vestito né di pietà. In questo sarai nascosta agli occhi degli uomini. Sarai tutta per me in mezzo al mondo, e nessuno ti vedrà. Questo io voglio per due motivi: perché il nemico delle anime, sempre in agguato, non ti potrà individuare essendo tu come gli altri, in mezzo a tutti; nessuno si curerà di te e intanto potrai camminare silenziosa portandomi dove ti mando. E mi potrai parlare sempre nel cuore. Nessuno sa quel che pensi e quel che vai a fare. In secondo luogo ti voglio nascosta perché dovrà rimanere il tuo esempio di santità vissuta nell'indifferenza e nel chiasso del mondo, poiché io di queste anime nei tempi futuri ne voglio molte. In questo momento ti dico, e voglio che tu dica, che questo è il tempo di Satana e che la mia mamma col suo virgineo piede ancora una volta lo sconfiggerà. Va', ti mando dal silenzio di questa tua povera casa.
Tu senti nel cuore la mia voce. Va', falla sentire,, perché per mezzo di Maria Immacolata molte anime saranno salve e la guerra non si farà: non per salvare il corpo ma per salvare l'anima di molte mie creature. E sappi ancora che nella Casa-Cenacolo per i sacerdoti chiamati alla santità, la mia mamma ne chiamerà molti di quelli che hanno tradito e offeso la loro vocazione e che si trovano fuori dalla casa paterna, la mia Chiesa. Tu non sentirai la mia voce come la sentirono in forma naturale tante mie predilette anime che passarono. A te do soltanto di sentirla forte nel cuore e tu, silenziosa e docile, andrai e la porterai a sentire con la fede più alta che mai creatura dopo la mia mamma potrà avere."

21. 9. 1961 - Giovedì - La sua voce: "Vai, vai mia piccola bambina, mia piccola anima. Il Santo Padre ti aspetta, vai. Non prendere altre vie, segui quella che già conosci. Nessun uomo della terra troverà l'idea giusta per una soluzione di pace. Solo la mamma lo può fare se ci si rivolge a lei in un modo straordinario e grandioso, da tutto il mondo conosciuto."

24. 9. 1961 - Domenica - O mio Signore Gesù, oggi mi hai voluto dare una prova. Mi hai fatto comprendere mediante l'esperienza personale, che d'ora innanzi dovrò solo attendere a te e a quelli che sono i tuoi interessi, soprattutto a quelli grandi cui mi hai chiamata. In questa meditazione, in questo reale incontro con te mi hai fatto conoscere precisi i miei doveri.

2. 10. 1961 - Lunedì - Ieri ho partecipato al pellegrinaggio a Riffiano. Ho portato alla Vergine Santa tutte le preghiere, le Ave Maria di tutti i presenti, pregandola di accettarle come un grande fascio di omaggi perché si compia la volontà, i desideri del suo Gesù. Ho deposto ai suoi piedi una rinnovata offerta della mia vita, a qualunque prezzo Gesù la voglia, purché venga accolto dai Suoi il desiderio di erigere un grande tempio alla mamma sua per la pace nel mondo. So che la mia offerta non vale niente perché io sono niente, ma Gesù ha preso possesso di me: per questo ho avuto il coraggio di.offrirmi. Ho offerto Gesù che sta in me. Oh, Padre Buono! Oh, Vergine Immacolata! è Gesù stesso che si offre in me per salvare tutte le anime del nostro tempo. - Gesù si è accorto che vi è in me un'apprensione, un po' di timore che non venga accolta e sentita l'idea dell'opera. Nella meditazione di questo momento mi invita ad attendere tranquilla la risposta. Ormai sono in cammino e questo non verrà più interrotto. L'interruzione avverrà solo se io mi stacco dalla mano, del mio Gesù lasciandomi cadere nella delusione, nello sconforto, nella mancanza di fiducia in lui. Solo questo farà cadere l'opera nel nulla e allora ogni cosa precipiterà in una catastrofe mondiale e spirituale.

4. 10. 1961 - Mercoledì - "Mia piccola bambina, ascoltami. Ti voglio confermare in questa meditazione ciò che stanotte in sogno hai veduto. Una signora di mezza età con una lunga veste bianca che nascondeva i piedi. Il bianco era di un candore trasparente. Anche il suo volto era così. Solo il volto si vedeva scoperto dalia candida veste. I capelli neri raccolti sul capo, pure scoperto. Questa bianca figura venendo dal tramonto passava silenziosa, lentamente, sospesa nell'aria, sorvolando colli e valli in direzione orizzontale, dirigendosi verso levante. Sulla terra non c'era il sole, come fosse l'ora del tramonto. La bella signora via via che passava lasciava dietro di sé una scia bianca. Sembrava una larga via di un bianco leggero, vaporoso, simile a velo di sposa, e dal cielo cadevano sopra questa via tanti fiocchi bianchi come di candida neve. Il sogno così finì. Quella bianca figura che ti feci vedere in sogno sei tu, mia piccola anima, mia piccola bambina, mia pedi-letta! Sei tu che passi sulla terra in candida veste, della mia grazia rivestita; passi leggera e silenziosa tracciando la via che ti ho suggerito: via luminosa di santità e di grazia sulla quale la mia mamma, Maria Immacolata, farà cadere le sue grazie alle anime che in quella via metteranno il piede. I fiocchi di neve sono figura delle grazie e del dono della fede che le anime riceveranno al solo entrare nel tempio che io voglio sia eretto per la pace nel mondo."

7. 10. 1961 - Sabato - Festa del rosario di Maria - In continuazione questa mattina Gesù mi ripete: "Mia bambina, io ti voglio donare la più alta fede. Conservala per me: da ciò dipende la realizzazione dei miei desideri per cui ti ho scelta. L'opera sorgerà presto o no, secondo come saprai conservare quell'alta fede che ti do momento per momento. Vivila in silenziosa attesa, in preghiera, in fiducia piena verso il tuo padre spirituale, tuo compagno nel cammino. Vivila nell'intima unione con me, indispensabile perché io ti possa comunicare quello che dovrai dire e suggerire, consigliare ai collaboratori."
- Nella meditazione ai piedi della croce guardando il mio Gesù nell'ultimo momento della sua vita terrena: "Mia bambina . . . tutto quello che senti attraverso il cuore e la mente è mia voce. Tu mi senti misticamente parlare e le mie parole non andranno perdute per l'eternità. Tutto ciò che ti dico si avvererà perché ci sei tu che mi porti, come mi portò Maria che fu mia madre naturale. Ella mi portò nel suo seno e ad ogni parola di Dio che le fu rivelata, credette con una fede che non ebbe limiti. Ella sapeva che portava nel suo seno il Salvatore dell'umanità, di tutte le anime, e silenziosamente camminò per le vie della terra quale giglio immacolato. Mai si scompose, mai venne meno all'impegno che il Padre le aveva affidato. Il nemico delle anime per ella non esisteva, e compì fino all'ultimo la sua missione guidando dopo di me la Chiesa nascente e in essa i miei primi sacerdoti. Tutti attingevano da lei. Tu, mia piccola anima, sei stata scelta da me, dal Padre mio, dall'amore infinito e dalla mia mamma a portarmi nel tuo petto misticamente come mi portò Maria a suo tempo. Ella fu l'apportatrice del Salvatore dell'umano genere: tu sarai l'apportatrice dei desideri del Salvatore per la salvezza delle anime di questo tuo tempo e del tempo futuro. Essa, mia Madre, fu la prima pietra del grande edificio, del grande tempio Gesù per la salvezza di tutte le anime. Tu sarai, e voglio che tu sia, la prima pietra del grande tempio della pace e della fraternità tra i popoli della terra. Nella più alta perfezione santità e bellezza affondò le radici il primo tempio di salvezza: Gesù, la Chiesa. Sulla tua più alta santità affonderanno le radici di questo secondo tempio, voluto da me per preparare la via sulla quale Maria Immacolata spanderà le sue grazie di fede, di santità e di salvezza per molte e molte anime. Da me avrai luce e ispirazione continua, che dovrai comunicare come prima diretta guida ai tuoi collaboratori. E ricorda fin da questo momento che nel tempio che voglio eretto dove ti ho dato il segno, avverranno le più grandi conversioni di fede e di grazia e affluiranno da tutte le parti della terra sacerdoti che si offriranno alla santità. Nella piccola casetta di Nazareth Maria viveva nascosta e riceveva continuamente la voce di Dio, lei parlava con lui continuamente. Tu, mia piccola anima, nel silenzio della tua umile casetta, vivi la tua intima unione col tuo Gesù e parli con lui sempre in ogni momento, mentre fuori nessuno lo sa, nessuno lo può conoscere."

8. 10. 1961 - Domenica - .Mia bambina, scrivi subito ciò che ti suggerisco affinché non ti vada perduta neanche una parola. L'ora del tuo tempo che stai passando, è la più grave della storia dell'umanità dopo quella della mia venuta sulla terra conclusasi con. la mia crocifissione e morte di croce, per mezzo della quale venni a portare la salvezza delle anime di tutti i tempi. Tu mi devi nuovamente portare a conoscere nei miei desideri perché voglio che si salvino le anime di questo tempo attuale e futuro. La mia mamma, Maria, mi aprì la via la prima volta. Ella poi ebbe da me la missione di guidare i primi passi alla Verità. Tu aprirai la via la seconda volta, secondo i miei desideri. Su questa via la mia mamma guiderà alla pace, all'unione, alla fraternità tutte le genti le più lontane. I miei apostoli allora si rivolsero ai gentili poiché il mio popolo era diventato cattivo. Ora la mia mamma rivolgerà le sue particolare attenzioni e spargerà le sue grazie più grandi ai popoli lontani per fede e per grazia e ai sacerdoti che mi hanno tradito: a questi sarà data molta santità.

18. 10. 1961 - Mercoledì - Prima di scrivere al tuo Vescovo, o mio Gesù, voglio scrivere per te un pensiero, e il più bello che la mia anima mi suggerisce. Mio dolce sposo, stamattina presto ho potuto darti quello che mi hai donato: il mio mal di testa in unione alla tua coronazione di spine. Sono felice, o mio Gesù, quando posso soffrire anche fisicamente qualche dolore. Mi basta solo che esso sia tale da poterlo sopportare senza che sia conosciuto dagli altri, per portare tutto in silenzio vicino a te e poter compiere ugualmente quello che devo fare per te e per le necessità dei miei doveri di famiglia. O mio Gesù, come sono felice di vivere la mia vita unicamente per te, in unione con te, circonfusa dell'amore tuo infinito.

3. 11. 1961 - Primo venerdì del mese - Ieri, commemorazione dei defunti, sono stata in continuo movimento per un'opera di carità che dovevo compiere: la partecipazione a un funerale di un caro bambino, di nove anni, vissuto tutta la vita nel dolore di una grave malattia. Ho avuto la grazia di conoscerlo, di prepararlo alla sua prima comunione, di parlare a lui di Gesù, del mio Gesù, per farlo amare da un'anima pura e bella. Ora questo angioletto sta già nella gioia insieme a Gesù e Maria e là, in quella casa di gloria del Padre, sento che ho in lui un'anima bella che mi ottiene grazie per i miei fanciulli e per l'opera del mio Signore, che dovrò realizzare. G.P., così si chiama il mio angioletto, lo considero il piccolo santo dei miei fanciulli di A.C. e il mio angelo custode nel pellegrinaggio che dovrò fare. Lo invocherò, lui mi conosce e mi vuol bene e tutto quello che gli chiedo me lo otterrà dal mio Gesù e dalla mamma sua. Grazie, o mio sposo, di avermi dato un piccolo santo protettore...

6. 11. 1961 - Lunedì - Ho visto che il pensiero di ieri è rimasto incompleto, oggi ne comprendo il perché. È Gesù che mi ha fatto interrompere e poi non ho potuto rimettermi a scrivere. Sono stata a vedere il luogo ove si metteranno le basi della grande missione cui il mio Signore mi chiama. È la terza volta che faccio questo pellegrinaggio sul colle. La prima, sola nel mio pensiero ma in compagnia di altre persone, fu il giorno che si manifesto il segno dell'arcobaleno. La seconda pregando assieme a mio marito. La terza, ieri, con mio marito e con il mio padre spirituale. Non è stata però una giornata coronata da una qualche luce.
Sembra, dal mondo in cui è stata accolta l'idea presentata al Vescovo, che non sia stato capito ... ciò che era in progetto, o meglio che non si sia voluto ... a motivo di sentimenti poco cristiani che pervadono l'anima di molti di questa regione. Dando uno sguardo a come stanno le cose, lo sconforto sarebbe tale da sentirsi spinti a lasciar cadere ogni cosa. Invece mi sento più forte, anche se la mia anima ne prova un profondo dolore. Tutto è caduto, neanche la proposta del mio pellegrinaggio a Roma a piedi è stata accettata. Io ho avuto il presentimento che l'iniziativa non poteva trovare comprensione, pur essendo ispirata dal mio Signore. Egli mi ha voluto provare nella forza di volontà. Da questo momento però il mio pellegrinaggio è già in corso: la mia anima sarà in continuo cammino, in preghiera, penitenza, silenzio e intima unione (più intensificata di prima) con il mio Gesù, sposo mio immacolato. E da questa mia vita avrò la luce e la guida per la nuova via che dovrò prendere.

8. 11. 1961 - Mercoledì - Non ho dormito in tutta la notte. Sentivo un forte dolore al cuore unito a quello morale dell'anima. Nel breve sonno che ho avuto verso il mattino, un sogno è passato nella mia mente e l'ho ricordato appena mi sono svegliata, quando era ancora buio. Mi trovavo in luogo molto strano e disordinato. C'era una chiesa tutta vuota e il sacerdote vi stava solo per le funzioni. In seguito mi sono trovata in casa di D.F., subito in un altro posto dove c'erano dei bambini. Poi salivo e scendevo per strade buie, fangose, invase dall'acqua. Ad un certo punto dopo aver percorso un lungo tratto di strada giunsi dove l'acqua di un fiume era straripata allagando la campagna e quindi anche la strada era chiusa. Avevo deciso di ritornare indietro quando, mentre stavo pensando come passare sopra qualche tavola o palo messo di traverso, vidi un sacerdote alto, vestito di nero (non so da dove fosse venuto) e senza neppure accorgermi mi trovai di là dall'acqua che impediva il passaggio. Capivo che era stato quel sacerdote a farmi passare, ma non mi ero accorta di niente, come fossi stata ad occhi chiusi o nel sonno. Vidi altra gente e lì il sacerdote stava eretto in mezzo a noi. Due donne posavano due fasci di rose con molte spine in un angolo, dentro due vasi.
Quell'angolo sembrava un capitello. Mentre guardavo quelle signore esclamai: "Quante spine hanno queste rose!" Poi mi svegliai e ricordai tutto. Tutta la scena era di notte o al buio o al chiaro di luna, invece al passaggio dell'acqua cominciava già un po' di chiarore per le prime luci del mattino.
Mio Gesù, se questo sogno ha un significato riguardo alla mia missione, tu me né farai vedere la realtà. Stamattina durante la Messa mi hai detto di attendere, che avrò l'aiuto, ma che lo sposo mio sei tu, quindi per te devo riservare tutto ciò che passa tra me e te. Tu solo mi accompagni e guidi, tu solo mi tieni per mano nel faticoso e doloroso cammino prima di ottenere qualche comprensione da parte degli uomini e dei tuoi sacerdoti.

"Abbi tanta fiducia nel Papa. Egli è buono, comprenderà tutto. Il tuo cuore è semplice e soltanto un cuore semplice può comprendere e accettare ogni idea con lealtà. Ti raccomando il silenzio con le persone e pensa sempre alle anime lontane da me. Io conosco tanti cuori che mi possono amare intensamente, ma non mi conoscono. Tu devi soffrire, piangere e pregare per questi: sono anime in pericolo per l'eternità. Esse sono le mie predilette, e tu, mia piccola sposa, le devi amare quanto lo le amo. Da ciò vedrò la misura del tuo amore per me. Non sciupare tempo prezioso pensando ad altri, prega e pensa a queste anime. Per queste tu lavorerai allo scopo della missione per la quale ti ho scelta come pietra di base". - Mio Signore e mio sposo, io ti amo immensamente. Aiutami ora che mi trovo nel buio completo, e sola, senza l'aiuto di altre persone. Fa' che in questa solitudine io senta veramente che solo tu sei che mi guidi e solo a te devo pensare per trovare l'aiuto.
- "Mia bambina, per tutta la sofferenza patita stanotte in unione con me, voglio in quest'ora effonderti nell'anima il mio più tenero amore. Voglio dirti le cose più belle che resteranno confermate su queste righe che scrivi. Mia piccola anima, desidero che tu stia ancora più intimamente unita a me; ho voluto staccarti anche da quell'unione spirituale cui ti avevo affidata e concessa. Ti voglio totalmente, tutta per me.
Mia bambina, lascia che ti ami poiché io vedo in te le anime che non mi amano, che non mi conoscono. Vi sono, nelle creature che mi rappresenti, dei cuori immensamente belli e teneri, disposti a ricevere con effusione di puro affetto l'amore mio. Ma non mi conoscono. Io voglio che tu soffra questo mio amore sconosciuto, ti voglio protesa in atto di profondo amore verso di me in tutti gli istanti, ma soprattutto in quelle due ore che mi devi riservare: una dalla 14 ali 15, l'altra quando stai nel tuo letto distesa sopra il legno, come quello che mi fu letto di morte, la croce, dalle 11 alle 12 di notte. Durante queste due ore non solo mi sei presente in profondo amore, ma mi sei presente nel più profondo dolore, per questo lo ti dono il mio sangue che passa attraverso le tue lacrime. Questo sangue così versato potrà preparare il terreno per le mie anime lontane che la mia mamma, Maria Immacolata, porterà a me quando nella maestosità del tempio nuovo per la pace eretto, ella si assiderà Madre buona, benedicente tutta l'umanità. Le tue lacrime ammolliranno le zolle e la roccia di quel luogo dove sorgerà il tempio; i tuoi sacrifici e penitenze ne dissoderanno il terreno e le tue preghiere prepareranno un soffice tappeto di candidi petali quante saranno le Ave Maria che reciterai ogni momento; sul tappeto la mamma mia poserà il suo virgineo piede e trasformerà quei petali in altrettante grazie per le anime che a lei verranno.
Ogni parola che scrivi, da me suggerita in queste ore di unione con me, non andrà perduta, e si verificherà ogni cosa per te che stai con me nella più stretta intimità a favore e a salvezza di molte anime.

12. 11. 1961 - Domenica - Oggi ho fatto recapitare il progetto al Vescovo venuto in visita pastorale e ho chiesto di essere ricevuta in udienza privata a Bressanone. Sono ora in attesa della risposta e spero sia affermativa. Se non avrò risposta, il mio Gesù mi suggerirà qualche altra cosa. So che dovrò soffrire molto. Egli me lo ha detto: sulla via della sofferenza vi passò prima lui e poi tutti i suoi che operarono unicamente per la sua gloria cercando la salvezza delle anime. La gloria di Dio Padre si aumenta solo con il numero delle anime che ritornano a lui. Per questo io mi sono donata e non risparmierò nulla di me fino a dare a goccia a goccia tutto il mio sangue versato attraverso le mie lacrime, le quali sono anche, misticamente, il sangue del mio Gesù che mi viene donato dalla croce mentre lo penso reale durante la Messa e nell'ora di meditazione ai piedi della croce e nell'orto del suo sudore di sangue.

13. 11. 1961 - Lunedì - Dalla meditazione - Gesù mi ha suggerito di scrivere affinché rimanga in memoria per sempre quanto segue: "Bambina mia, questa visione che ti passa nella mente, e le mie parole, ti facciano - ogni volta che ciò si ripete - piangere le mie lacrime di sangue. Ho scelto dodici apostoli e mi hanno seguito. Alla fine, guarda cosa è avvenuto di loro! Ti presento l'ultimo giorno, dalla cena alla morte sulla croce. Guarda: con loro ho fatto l'Ultima Cena e lì sai quel che si è verificato. Li ho consacrati miei sacerdoti e ho donato ad essi tutto me stesso, affinché mi custodissero e mi portassero a conoscere su tutta la terra, sino alla fine. Terminata la cena, mi recai a pregare nell'Orto degli Ulivi. Grande era la mia mestizia ma essi non la conoscevano, non la sentivano. Ho cercato da loro un conforto e non l'ho trovato; così il mio dolore, già grande, aumentò fino al massimo. Ero solo nel mio immenso dolore quando proprio uno dei miei venne ad incontrarmi e con un bacio mi tradì dandomi nelle mani di coloro che, pur essendo mie anime, stavano al servizio di Satana, mio nemico. Quindi per mezzo di Guida io fui tradito e messo in mano ai miei nemici. Da quel momento tutti i miei sacerdoti, poco prima consacrati tali, fuggirono. Rimasi solo in mezzo a quelle anime che, messesi al servizio di Satana, mi portarono alla crocifissione. E andavo a morire anche per queste anime, per tutte, sino alla fine, fino a che ne esisterà una sulla terra.
- Vedi, mia piccola anima, con questa visione ti voglio far capire come sono i miei sacerdoti e il motivo per cui dopo duemila anni che ho affidato ad essi la mia Chiesa, siano così pochi quelli che mi conoscono. Su dodici uno mi tradì, dieci fuggirono, fra i quali Pietro mi rinnegò per paura di subire la mia sorte. Uno solo si trovò assieme alla mia mamma ai piedi della croce. Egli, Giovanni, mi fu di grande conforto in quegli ultimi momenti di dolore. Rifletti ora sulla realtà attuale che ti faccio presente nei sacerdoti del tuo tempo e del tempo passato. Calcola il numero: su cento, dieci mi tradiscono e mi abbandonano; dieci mi vogliono bene e cercano di consolarmi e di starmi vicino con amore puro e buono; ottanta sono vuoti, indifferenti, paurosi, stanchi: quindi il mio Vangelo, da essi predicato, non porta frutti e luce alle anime, perché essi la luce non l'hanno. Quei dieci buoni sono troppo pochi per portare la mia luce e la mia verità in tutto il mondo. Ecco il perché."

16. 11. 1961 - Giovedì - O mio Signore che dicesti "Per loro santifico me stesso", io ti ripeto in ogni momento: mio Gesù, per i miei figlioli e per tutti i sacerdoti santifico me stessa. Tutti, assieme ai miei figli, mi sono figli spirituali: per tutti ho donato la mia vita. Signore mio diletto, che tanto mi fai sentire i tuoi dolori, io li offro assieme a te, con te in te all'Eterno Padre. O Vergine Santa, che li hai ricevuti tutti in dono ai piedi della croce, tu sai bene cosa ti costano questi figli prediletti del tuo Gesù. Egli sapeva che solo tu li potevi guidare. Aiutali, o Madre buona, e concedi che si faccia quello che il tuo Gesù desidera, affinché da quel Trono tu possa dare tante grazie per la santità di molti sacerdoti, specie per i più lontani. Pietro pianse per tutta la vita il suo peccato verso Gesù, essi pure piangeranno e si faranno santi, o mamma mia dolcissima, e la loro santità potrà salvare molte anime.

20. 11. 1961 - Lunedì - Ho inviato al S. Padre gli auguri per il suo compleanno. Gli ho espresso il desiderio di poter un giorno essere da lui ricevuta per manifestare quello che il mio Signore mi ha ispirato. Da me nulla viene, e tutto ciò che di buono penso e faccio è tutto dono del mio Gesù. Egli mi vuole ricca. Poiché sono la sua bambina, la sua sposa, la sua mamma del tempo attuale qui sulla terra. Ogni momento io ricevo i suoi doni, e per lui li uso, solo per lui e per le anime che ho da salvare. Ecco che mentre va al Santo Padre il mio desiderio di potermi incontrare presto con lui, ricevo per lettera la comunicazione che posso essere ricevuta da Sua Ecc. il Vescovo. Andrò quindi a Bressanone e se non lo incontrerò quel giorno, ci andrò un'altra volta. Da lui, secondo la sua parola, riprenderò il cammino verso Roma e continuerò il pellegrinaggio per la pace.

24. 11. 1961 - Venerdì - Torno dal mio pellegrinaggio sul monte ove sorgerà il tempio che Gesù vuole si faccia. Da quel luogo Maria chiamerà tutte le genti e ad ognuno che verrà, o anche solo che abbia il desiderio di venire, ella darà una particolare grazia per la sua salvezza eterna. Ai sacerdoti farà sentire il desiderio della santità, più o meno forte, secondo le disposizioni del cuore di ognuno. Per l'erezione di questo tempio si avrà la pace, la fratellanza fra i popoli e l'unità di molte Chiese alla Chiesa di Roma, inoltre questa regione godrà della più grande benedizione di Dio. Molti saranno i sacerdoti che riceveranno la vocazione alla santità, molte le conversioni, anche di persone ora credute atee e ostili, nemiche della religione. Da Maria Immacolata si avrà la restaurazione della famiglia e una grande pace regnerà per lungo tempo sulla terra; poiché ella farà rientrare il demonio e i suoi gregari nei loro confini, guiderà i capi delle nazioni e i confini di queste non si discuteranno pio, tutti ci sentiremo fratelli. Ho camminato più di due ore. Ho partecipato prima alla S. Messa nella chiesa di S. Spirito con la S. Comunione, poi mi sono messa in cammino ed ho percorso tutto il monte, ho visitato tutte le chiese che ho trovato passando ed ho recitato sempre il rosario, per tre volte e piti i quindici misteri. Sulla cima mi sono fermata per recitarne un altro intero. Sono passata davanti all'immagine di Maria SS. che sta nascosta in una grotta vicino al duomo e ho sostato in preghiera prima e dopo. Maria Immacolata, ora lì sotto nascosta, salirà sul monte e tutti la vedranno, bella, con il suo dolce sorriso invitante alla bontà e all'amore. Ho pregato tanto perché domani quando mi presenterò dal Vescovo, egli mi conosca, senta che in me vi è Gesù che pensa e opera; e con lui prego la sua mamma e mi offro al Padre per la salvezza delle anime e la santità dei sacerdoti.

25. 11. 1961 - Sabato - Oggi mi sono recata a Bressanone, ho parlato con il segretario del Vescovo... Ci sono andata per chiedere il necessario aiuto e l'approvazione dell'opera. I desideri del mio Signore, che ho portato in me, non sono stati accolti... Andrò dunque a Roma.
- Mio Gesù, scrivo ciò che desideri perché si conosca come avviene la reale trasformazione e confermazione di te nell'anima mia. Io sono in te trasformato nella tua reale persona fisica, e tu sei in me nella reale unione spirituale così che tu non puoi pensare che io sia astratto e soltanto spirituale per te: sono vivo realmente della tua stessa persona, che occupo, e tu non sei più col pensiero solo verso un Gesù immaginato e lontano, ma sei anima dentro di me. del tuo stesso corpo che io sono. Mia piccola bambina, queste cose a te rivelate hanno il valore della più alta sapienza che una mente umana possa penetrare, e le posso rivelare soltanto a chi mi vive e mi sente come mi vivi e mi senti tu; ma per arrivare a tale conoscenza un'anima dovrà essere un niente come niente sei, o mia piccola mamma che mi porti tanto dolcemente nel tuo petto."

4. 12. 1961 - Lunedì - O mio Signore, sono venuta. Ora sono vicina al S. Padre. Egli sente già che sono qui, tu glielo fai sentire. O Maria, sono venuta per te, perché il tuo Gesù vuole per mezzo tuo dare la salvezza all'umanità. Ascolta la mia umile preghiera, il mio sacrificio accoglilo e concedimi che questi sacerdoti accettino di aiutarmi.

7. 12. 1961 - Giovedì - Vigilia della festa dell'Immacolata - Durante questi tre giorni di silenzio è stata preparata assieme ai Padri X. tutta la linea da seguire per poter giungere a far conoscere al s. Padre il progetto dell'opera. È stato corretto e nuovamente redatto il piano da sottoporre alle autorità alle quali ci dobbiamo presentare. Ieri mattina alle ore 11,30 ci siamo recati, d.S. e io, dal cardinale Cento col quale abbiamo avuto un colloquio. Egli non ha potuto darci il suo aiuto pur riconoscendo ottima l'idea, ci ha dato però il consiglio di come procedere per essere ricevuti dal S. Padre.
Ora sono in attesa di sapere se potrò essere ricevuta dal segretario di sua Santità. Fin qui i miei passi a Roma per far conoscere i desideri del mio Gesù. Sono strumento della tua volontà, o mio Signore, o mio sposo, o mio Gesù. Il mio niente lo hai occupato tu. Ora devo seguire i movimenti della tua volontà, quella che mi fai vivere e sentire nella diretta comunicazione della nostra intimità. Non sono io ma sei tu che agisci in me, quindi tutto ciò che mi suggerisci io lo faccio perché mi muovo nella tua reale presenza in me. O mio Gesù, tu solo conosci la nostra unione e tutto io svolgo nella perfetta tranquillità, con la più alta fede che mi guida e sostiene. Comprendo che tutti mi ascoltano, mi accolgono, ma non sentono e non possono capire che nella mia povera persona vi è colui che tutto può; che è lui che cammina, opera e agisce in me. Ed è naturale, giusto e comprensibile che sia così perché io sono niente, povera ignorante creatura di fronte a tante alte personalità che conoscono e sanno tante cose. Bene, o mio Gesù, accetto volentieri tutte le umiliazioni perché vi sei tu in me e mi sento felice di essere completamente a te offerta per questa missione per la quale sono in cammino, affinché le promesse che la mamma tua fece a Fatima si avverino presto e si abbiano da lei le grazie che il tuo divin cuore desidera (la salvezza di tutte le anime del nostro tempo). - Nonostante che mi trovi a contatto con altre persone e spesso in compagnia di mio figlio G., l'unione col Signore, la reale e sentita presenza di Gesù in me continua ininterrotta; e la mia preghiera, l'Ave Maria, continua in tutti i momenti di silenzio. *

* Margherita non poté ottenere di essere ricevuta dal Papa (v. diario del 17. 9. 1963)

11. 12. 1961 - Lunedì - Sono di ritorno dal mio pellegrinaggio a Roma e ringrazio anche qui su queste righe il mio Gesù poiché veramente ho potuto sentire che era lui a camminare, pensare, parlare e agire in me. Sono partita sicura e tranquilla di portare lui nella mia umile povera persona. Sicura che con me era anche la Vergine Santa. Sicura che l'Angelo mio custode precedeva il cammino. E da come sono stata assistita comprendo che per me la realtà vera, naturale, unita a quella spirituale, è questa: che tutto è volontà di colui che mi possiede: Gesù, sposo mio, Padre e amore immenso che mi avvolge della sua luce e della sua forza.

12. 12. 1961 - Martedì - Sono felice di sentirmi sempre con la mente a contatto diretto, in un continuo colloquio, con Gesù. Sento nella più completa realtà che siamo una cosa sola. lui ha assunto il mio corpo, io sono la sua anima. O per meglio precisare: il suo essere fisico ha preso possesso del mio essere fisico, quindi come nessuno potrà negare la mia esistenza fisica, nello stesso modo io credo che Gesù sono io stessa.
Ciò che dà vita al mio essere fisico (il corpo) è l'anima, perciò essendo il mio corpo trasformato, misticamente ma realmente mediante la fede, la grazia, in quello di Gesù, la mia anima è in lui. In questo modo esiste tra me e lui una unione talmente completa che una separazione non potrà in nessun caso mai avvenire. Gesù opera in me nella mia persona fisica in quanto che tutte le mie azioni sono come operate da lui stesso. La mia anima, essendo in lui, non può che pensare, volere, agire e operare solo secondo la sua volontà. - Si potrà chiedere: E la tua natura umana incline anche al male, dove la metti? Rispondo: È scomparsa in quella di Gesù, che ha preso possesso di me, quindi la sua reale occupazione di me quanto all'essere fisico, fa sì che io possa divenire immune dalla concupiscenza, o per lo meno indifferente a tutte le tendenze cattive perché il mio corpo deve agire come agisce il suo, per la trasformazione avvenuta in noi. E così per la mia anima. Essa non potrà mai sottostare alle tendenze cattive del mio corpo, poiché non è più nel mio corpo ma nel suo: in quello di Gesù trasformato in me. Una creatura di Dio così trasformata è, nella forma più completa, Gesù, che rivive in essa.

16. 12. 1961 - Sabato - Mi hai chiamata, o mio Signore, a compiere una grande missione; o meglio per lasciare a te stesso di compierla attraverso la mia povera persona. Allora, o mio Gesù, a me da' di poter stringere fra le mani soltanto le spine, come le stringesti tu durante la tua vita terrena; e alla tua mamma Maria Immacolata di cogliere le rose di tante e tante anime da portare alla salvezza e alla santità. Sono chiamata da te, o mio sposo, per preparare con te la via che conduce ai piedi della Vergine Madre i figli lontani, di tutte le genti della terra. Tu ci hai dato Maria per Madre ai piedi della croce. lei sola ci può salvare: questo è decreto divino. Tu vuoi che noi cattolici, chiamati a renderti testimonianza, facciamo conoscere ovunque questa verità perché si adempiano le promesse che a Fatima ci furono trasmesse dalla viva voce di Maria, tramite i tre pastorelli. Tu vuoi, o mio Gesù, rivivere in me con tutte le virtù che possedeva la tua persona umana, che era perfetta, perché anche divina. Così io vivendo la più alta fede credo ad ogni ispirazione perché è tua, sta nel tuo pensiero che è in me. Credo che sono tue parole quelle che mi dici, credo perciò che tutte su avvereranno: basta solo che io ti porti in me e continui il cammino col solo desiderio di cogliere le spine e stringerle forte tra le mani e contro il petto fino a conficcarle nel cuore, per farne uscire attraverso tante lacrime tutto il sangue, che è tuo sangue, nuovamente versato in me per portare salvezza a molte anime lontane. Mio Gesù, tutte queste anime dei popoli della terra, che non ti conoscono, non ti amano, che ti offendono, sono mie sorelle create come me dal Padre per. un atto del suo infinito amore. Tutte egli aspetta per farle partecipi della sua gloria. Come posso rimanere indifferente di fronte alla loro condizione? Queste mie sorelle sono tra le catene di Satana e dei suoi gregari, gli angeli ribelli, divenuti nemici di Dio fin dal principio di tutte le cose. Il Padre le ama immensamente perché create dal suo infinito amore, non possono andare perdute per l'eternità! Oh, potessi lanciare fino ai più remoti confini della terra questa accorata invocazione che è la tua, o mio Gesù: voi tutti che da Gesù siete chiamati nella sua Chiesa a lavorare per la salvezza delle anime, donatevi con eroismo, lasciate che Gesù prenda di voi possesso e portatelo con voi per farlo conoscere quale egli era vivo e reale, lasciatelo vivere in voi, operate come egli operava, con le sue stesse virtù. Oh, se tutti i cattolici e soprattutto i sacerdoti fossero realmente altrettanti Gesù! In breve tempo le creature della terra si riunirebbero sotto il manto di Maria per formare un solo ovile sotto un solo pastore. Io credo fermamente che in me vive Gesù e che la Vergine Santa già comincerà a spandere i suoi primi favori dando a tutte le persone cui comunicherò il desiderio del suo Gesù, la grazia di accettarlo, così molte si offriranno a lavorare con fede e santità.
- Ieri sono stata a X. per incontrami col mio padre spirituale e ho avuto tutta la sua adesione su quanto ho proposto nel nuovo programma dopo gli incontri di Roma. Credo che la Vergine Santa abbia aperto il cuore di lui affinché Gesù possa lavorare per la sua santità.

18. 12. 1961 - Lunedì - Sto cogliendo a Merano le prime spine. Sono stata da... ed egli non solo non mi ha dato l'appoggio ma mi ha anche detto che neppure il posto ci sarà concesso. - O Maria Immacolata, anche quando tu stavi per dare alla terra la luce, Gesù, ti hanno rifiutato ogni conveniente alloggio e dovesti rifugiarti in una stalla, O Maria Immacolata, compi il primo grande miracolo e fa' che nonostante tutte le contrarietà che dovrò incontrare, proprio qui a Merano, dove ti sei manifestata a noi, nel nostro cuore, si realizzi il grande tempio ove tu possa chiamare chi desideri, convertire molti e dare così al mondo la pace. O mio Gesù, continuerò il cammino fino all'olocausto supremo poiché io ti porto e sei tu a volere ciò affinché l'umanità intera sappia che senza ricorrere a Maria Immacolata tua Madre, la pace sulla terra nessuno la potrà dare e fuori di lei non si troverà.

19. 12. 1961 - Martedì - “Io stesso cercherò di conservarti sempre candida e immacolata, lucente della mia Grazia. Tu sarai quella creatura che mi porterà a conoscere nei miei desideri e con ciò preparerai la via e il posto ove la mia mamma compirà le sue promesse per le anime che io desidero siano salvate. Mia piccola sposa, ti darò il coraggio di affrontare qualsiasi prova, il pensiero che lo fai per io sposo tuo ti darà la forza.

22. 12. 1961 - Venerdì - Come sono addolorata, o mio Signore! Sento tutta l'amarezza della tua agonia. Mi hai detto in questo momento, mentre stavo in meditazione, che le gioie più grandi me le doni dandomi tante spine poiché proprio queste saranno di salvezza per una moltitudine di anime mie sorelle, le quali procureranno immensa gioia a te, al Padre, all'Amore eterno e a Maria Immacolata che le chiamerà. Signore mio sposo, non ti chiedo niente di più che spine spine e spine. Oh, concedimi che a Roma la tua mamma, nel giorno che ricorda la tua venuta sulla terra, come allora portò al mondo te, luce del mondo, porti ora la grande grazia che vengano accettati i tuoi desideri nell'opera che mi hai ispirato. Fa' che possa incontrare chi sente la mia stessa fede e il mio stesso coraggio, e che lo senta e ne sia illuminato il S. Padre.

23. 12. 1961 - Sabato - Stamattina appena uscita dalla S. Messa sono andata in latteria. Qui un giovanotto ha scagliato un'offesa alla Madonna. Non ho potuto tacere. Alla mia domanda perché avesse bestemmiato mi sono trovata in mezzo a cinque giovani, tutti contro di me. Per di più la signorina commessa, una ragazza di A.C., se ne stava in silenzio. Dopo una breve discussione sono uscita, mi era salito un nodo alla gola e giunta in casa ho pianto le stesse lacrime che pianse Gesù quando egli pure si trovò dinanzi agli uomini nel Sinedrio, accusato da loro e indifeso dai suoi. Ho pianto, e oggi tutte le mie preghiere siano per quei poveri giovani tanto disgraziati. Sono anime da salvare: costano il sangue del mio Gesù, sono mie sorelle. Pregherò che in cuor loro abbiano a riflettere e riconoscere che sono nel male.


ANNO 1962

7. 1. - Lunedì - Troppi giorni sono passati senza fissare il mio pensiero su queste pagine. La compagnia delle persone è cara ma distrae dall'intima unione col Signore. Egli, il mio Gesù, mi attendeva e mi seguiva con lo sguardo in tutti i momenti. Ho girato per le città (Roma e dintorni, Cortona, Firenze) ho incontrato tanta gente, ho capito la dimenticanza generale verso il Signore, l'esteriorità in ogni cosa, anche religiosa. Gesù è sempre solo, l'intimità con i cuori a tu per tu non la può avere come egli desidera. E la mia unione con lui, quella che ci siamo scambiati, è proprio quella che gli dà immensa consolazione. Sentivo il bisogno di intrattenermi a colloquio con lui in quest'ora ai piedi della croce. O mio Gesù, anche per pochi minuti hai voluto soffrire col mio cuore, piangere con le mie lacrime, sospirare con la mia anima. Mi hai desiderata sola sola con te e io ti ho desiderato solo solo con me. Ti amo immensamente, o sposo mio, lasciami tanto tempo per poterti parlare nel silenzio e per poterti sentire. Quanto è soave la tua voce, quanto dolce la tua compagnia, specialmente quando mi fai sentire le tue sofferenze. O mio Gesù, aiutami. La tua mamma che nella bella immagine che tengo vicina, in casa, è presentata con il volto dolce e mesto e con gli occhi bagnati di lacrime, mi mostra il suo intimo dolore per non trovare il modo di poter dare le sue grazie alle anime lontane. Non vi è nessuno che le porti ai suoi piedi, nessuno che la chiami, nessuno che la faccia loro conoscere.

9. 1. 1962 - Martedì - "Mia piccola anima, tu mi dai tanta gioia al cuore che vive rinchiuso nel tuo petto. Il tuo desiderio di stare sempre vicino a me mi fa per qualche istante dimenticare l'abbandono e la lontananza delle anime tue sorelle. perché tutte le anime, anche quelle chiamate alla vita religiosa e che hanno fatto voti solenni di fedeltà, di amore, di purezza, di unione non sentono vivo questo desiderio tuo? - Mia bambina, amami così sempre e lasciami il tuo posto. Io voglio stare in mezzo alle mie creature anche se esse non si curano di me. Mi basta guardarle con i tuoi occhi, udire tutte le loro miserie con i tuoi orecchi, parlare con la tua voce di qualche cosa che le possa confortare. Io amo immensamente tutte le creature che il Padre mio fa esistere sulla terra, per esse ho dato il mio sangue, per esse ho sofferto dolori morali che nessuna creatura finita potrà mai penetrare. Se tu, mia piccola anima, arriverai ad essere completamente annientata in me, potrai sentire profondamente queste mie sofferenze morali poiché io le soffrirò nuovamente con il tuo cuore, con la tua anima. Sempre in una misura sopportabile, sia pure al massimo grado, dalla tua natura umana. Pe me, essendo la mia natura umana unita a quella divina, i dolori morali furono infiniti; una creatura finita non li potrà mai raggiungere e sopportare."

10. 1. 1962 - Mercoledì - "Mia piccola bambina, nella notte silenziosa, distesa sul tuo lettino sopra il legno che ti ricorda il mio letto di morte, pensami o piccola anima mia, piangi i dolori miei. Piangi per tutte le anime tue sorelle come te create per godere dell'eterna gloria del Padre, che non vogliono la salvezza. Esse costano tutta la mia sofferenza, costano il mio sangue. Tu, mia sposa, lasciami vivere in te per soffrire nuovamente affinché questa intima sofferenza che soffro in te porti la salvezza a tante anime. Oh, se io potessi trovare molti come te, che docilmente mi lasciassero il posto e potessi vivere e soffrire ancora in essi, quanta salvezza potrebbero trovare le anime! Tu, mia bambina, non preoccuparti se non sei come tante chiamate a vita religiosa. Io ho vissuto sulla terra una vita comune in mezzo al mondo, e lo stesso voglio anche per te . . . Troppo pochi, nel corso dei secoli, mi hanno lasciato vivere in essi, per questo i nemici miei (i demoni) hanno invaso il campo delle mie anime e le forze del male si trovano al massimo della loro efficienza. Bambina mia, tu sola mi aiuti nel modo più completo e lo ti porterò alle più alte vette della perfezione." - Mio Gesù, soltanto le lacrime che bagnano le mie pupille possono darti una risposta a quanto mi hai fatto scrivere.

13. 1. 1962 - Sabato - Dalla meditazione - "Beata te, mia piccola anima, che credi senza vedermi. Tu credi al mio sguardo, alla mia voce senza vedermi, senza sentirmi umanamente. Tu sei la mia eletta fra le elette, perché mai sono stato in continuo colloquio con le mie elette quanto lo sono con te. Tu spiritualmente mi vedi, mi ascolti, mi parli, piangi per me. Tu dormi con un legno sotto le spalle perché vuoi stare anche nel sonno con me, come me a riposare sul mio letto di morte: il legno della croce. Ti ho promesso la più alta fede e l'avrai presto: ancora la tua fede non è completa. Ti ho fatto vedere, tenendoti con me sulla croce, l'immenso stuolo di anime che tu mi devi aiutare a salvare. Piangerai tante lacrime e con ciò potrai lavare tanti peccati. Il Padre mio ti guarda con predilezione perché guardando a te vede me trasformato nella tua persona, e si compiace, per la salvezza di tante anime che gli puoi dare."

17. 1. 1962 - Mercoledì - Gesù mi ha chiamata a compiere una grande missione. Gli ostacoli che incontro e che dovrò trovare lungo il cammino per attuare il disegno dei suoi desideri saranno grandi, ma più grandi saranno i sacrifici, più immensamente grande sarà la mia fede che tutto ciò è sua volontà. Se per attuare quanto egli desidera sarà necessaria la mia vita. Signore mio sposo, Padre mio buono. Amore infinito, eccola: ho fatto a voi la mia offerta. L'altra mattina durante la consacrazione della Messa, Gesù in me ha offerto me in lui in quel momento. Anche subito prendetemi, purché si creda che per la pace nel mondo si dovrà erigere il tempio dedicato a Maria Immacolata, Madre di Gesù Salvatore di tutte le creature della terra. Ella da quel tempio potrà realizzare le sue profezie di Fatima. È quello il segno dell'alleanza fraterna di pace che Maria Madre di Gesù e Madre nostra darà ed estenderà a tutti i popoli della terra. perché la pace sia duratura tutto il piano dell'opera dovrà essere realizzato, nel suo complesso e nei particolari.

18. 1. 1962 - Giovedì - O mamma mia Immacolata, mostrati Madre dal tempio che desidero sia a te dedicato! Da questo colle, sopra questa città, allarga le tue braccia come in quell'arcobaleno, visto in quel giorno di tanta preghiera. Era il tuo Gesù, e tu lo hai abbracciato nello splendore di quei colori che formano la luce divina, la luce dell'universo. Lo hai abbracciato e in lui, nel tuo Gesù, hai abbracciato tutte le anime, tutte le creature. Poiché io, davanti al Padre sono tutta l'umanità, guardami o mamma mia, e sotto il tuo manto color della luce chiama tutte le creature della terra.

27. 1. 1962 - Sabato - Mio Signore, tu sei amore infinito, tu sei pazienza infinita e attendi tranquillo che i tuoi rispondano all'invito. Io li chiamo, sono la tua voce, e attendiamo pazienti il loro aiuto. Oh! Se conoscessero quello che tu, sposo mio, fai conoscere a me, chissà, risponderebbero forse con più entusiasmo. Gesù, tu vuoi dare alla tua mamma la possibilità di portare a te tutte le anime, anche le più lontane, le più povere. Io ti voglio aiutare a preparare la Casa nuova, il grande tempio da te voluto perché ella da qui le chiami tutte, le inviti da ogni angolo della terra. Sono il tuo niente, o mio Gesù, tu mi conosci tanto bene. Sono scomparsa in te, ma vivo in te e ti porto in mezzo all'umanità, perché la vuoi salvare. Io non voglio venire nella casa del Padre a godere della sua gloria da sola e con pochi. Il tuo sangue io hai dato per tutti, e tutti dovranno venire lassù. Non sarebbe piena la felicità sapendo che molti non sono con me in paradiso.
Questo pensiero mi fa soffrire tanto, ma so bene che è il tuo pensiero. È il pensiero che ti accompagnò durante la tua vita terrena e che ora rivive in me, che ti porto e ti vivo.
Mio Signore, a questi pensieri il tuo cuore in me agonizza e sanguina attraverso le lacrime che lentamente scendono dalle mie pupille.

29. 1. 1962 - Lunedì - "Ascoltami: ho mandato Francesco e Caterina a ricostruire la mia Chiesa, a rinnovarla e ad abbellirla. Ora mando te, mia piccola anima! Tu sei Margherita e dovrai seguire con la tua fede tutti i miei movimenti. Tu sei in me nascosta, nessuno conoscerà la nostra trasformazione avvenuta per mezzo delle due volontà unite, la mia e la tua; la mia che vuole essere te, la tua che vuol essere me. Ogni mattina ti chiamo per rinnovare realmente, con l'Eucarestia, la nostra trasformazione. Ogni giorno si compie ai tuoi occhi, alla luce della tua fede questo grande miracolo, conosciuto solo da me e da te, dinanzi alla corte celeste e al Padre mio che guarda compiaciuto. Il mio corpo sotto le apparenze di quella candida particola si trasforma, appena entrato nell'anima tua, sotto il tuo sguardo di una fede vivissima, nella mia Immagine in te. Tu ti vedi piano piano scomparire e la mia Immagine ti avvolge; tu mi vedi, piccola mia creatura, e mi vivi silenziosa e mi porti per la via con la mente sempre fissa in me. Sei la mia creatura eletta e dovrai portare alla mia Chiesa luce e santità. La devi abbellire di questo nuovo splendore. lo che della mia Chiesa sono il Capo, vedo nell'anima di essa. Oh, mia piccola scomparsa in me, se tu potessi vederla come si è abbruttita, impoverita! È tutta impolverata l'anima della mia Chiesa, tu la devi ripulire!"

30. 1. 1962 - Martedì - Gesù, mio sposo, tutto ciò che mi comandi di fare io lo farò, momento per momento, guardandomi sotto la tua reale Persona e muovendomi nei tuoi stessi movimenti: di volontà, di pensiero, di grazia e di opere.
Chi vedrà me, sentirà me, dovrà istintivamente, per la tua presenza in me, vederti e sentirti, e rimanere preso dalla tua grazia. Tu stesso poi la farai fecondare piano piano in ogni anima che vede e sente te nella mia persona. Tu vuoi che di fronte al mio prossimo, nei colloqui con chiunque io ti presenti ad essi con la mia mente e con la mia anima. Come mi comporto (scomparsa in te) nella solitudine e nel silenzio della mia casa e in chiesa, così devo essere (affinché tu possa agire realmente e direttamente con le anime attraverso di me) quando mi trovo a colloquio con le persone o in mezzo ad esse per la via e ovunque. Quindi: essere sempre presente al pensiero che sono scomparsa in Gesù; che la sua Immagine mi ricopre tutta; così non potrò mai né dire né fare o pensare da me, poiché vedo e sento lui che parla, pensa e agisce con le mie facoltà. Io so che è lui e questo vale tutta la trasformazione di lui in me.
Confermo questo scritto con assoluta attestazione. Quando mi trovo con il mio prossimo, se non penso che Gesù ricopre con la sua immagine la mia persona, sono certa - e me ne accorgo quando ritorno nel pensiero di lui - che sbaglio, oppure che i pensieri non sono i suoi e le parole nemmeno. Quanta pace tranquillità e sicurezza anche nei dolori, vivendo scomparsi sotto la sua immagine santa! Ci si sente continuamente sotto lo sguardo del Padre: egli vede in noi il suo Gesù nuovamente sulla terra, che viene ad operare attraverso la nostra persona umana. È sera. Ricevo a mano da una persona la risposta tanto desiderata del mio padre spirituale. Le sue parole aprono il mio cuore alla speranza di ricominciare il cammino per preparare la via della mia dolcissima mamma Maria Immacolata. Questa sera lei ha dato al suo Gesù che vive in me, quello che lui attendeva (il primo miracolo completo). Grazie, o mamma mia, per me e per il tuo e mio Gesù. lui ti ha fatto il miracolo anticipato alle nozze di Cana. Tu pure glielo hai fatto adesso: lo attendevamo insieme.

31 gennaio 1962 - Mercoledì - Mi fai sapere, o mamma mia, che non è ancora completa la grazia che ci vuoi dare. Tu non vuoi essere da meno del tuo Gesù. Egli disse: "Non è ancora giunta l'ora mia." Ma tu fiduciosa comprendesti che avrebbe anticipato l'ora proprio per te, e ai servi dicesti: "Fate tutto quello che egli vi dirà." I servi ubbidirono a te prima, a lui dopo, e il miracolo si completò attraverso tante piccole cose necessarie per la trasformazione dell'acqua in vino saporito e gustoso. Gesù mi dice: "Facciamo tutto quello che ella ci dirà. Non è ancor giunta la sua ora, ma per noi so che lo farà. E tu, mia piccola anima, devi fare la parte dei sevi: provvedere a tutte quelle cose, a quegli incontri necessari al completamento del miracolo. Mia Madre ora si sente costretta a ricambiarmelo, anche se non è giunta la sua ora." - Mio Gesù, quello che mi hai promesso io credo che me lo dai: ho la più alta fede che mai creatura umana abbia ricevuto. O mio sposo, sono la tua sposa, lascia che abbandoni sul tuo petto vicino al tuo cuore il mio capo stanco. Stanotte mi hai voluta sveglia vicino a te sopra quel legno, come te sul legno della croce. Ti ho pensato sempre, ho pianto e le lacrime venivano spontanee, solo pensando a te. Mio Gesù, dona tanta fede a coloro che mi assegnerai nel lavoro, donagli il desiderio della santità.

2. 1962 - Lunedì - Con oggi mi sono fissata una piccola regola da osservare riguardo alle ore della giornata, stabilite in modo da attenermi il più possibile a quel dato tempo per svolgere i vari compiti prefissi. A tutto ciò cui le mie forze non arrivano, supplirà la volontà del mio Signore che mi possiede. Così sono certa di giungere alla precisione in ogni opera, poiché è lui che la compie in me.

2. 1962 - Martedì - Mio Gesù, quale gioia poter soffrire in silenzio con te. O mio sposo, altro non desidero che di essere in tutto come te, ma in particolar modo nella sofferenza morale. Questa nessuno la conosce, soltanto tu, e questo è il suo valore più alto. Gesù mio diletto, mi hai fatto sentire anche oggi il tuo grande dolore nel vedere come sempre più si svuota della santità la tua sposa amata, la Chiesa. Tu me la fai vedere in quello che sono i tuoi sacerdoti, che hai costituiti maestri. Essi, tu mi dici, sono nella maggioranza come tamburelli che fanno sentire un noioso e assordante rumore, prodotto dal vuoto che lo strumento contiene. .Figlia mia, hanno l'anima vuota, il cuore arido, la mente lontana da ciò che insegnano. Povera la mia Chiesa! Aiutami, mia piccola anima, ti ho preparata per compiere questa grande missione. Nulla hai che t'impedisca riguardo alla tua vita morale e spirituale. Ti ho spogliata del tuo e rivestita del mio. di nulla dovrai temere. Essi ti tenteranno nella tua fede: quella che io ti ho donato in alto grado. Ma tu, allontanali, sono io che lo voglio. Se non ti accetteranno, ti farò rivolgere i passi altrove. Vedrai, avrai motivo di farmi ripetere poi le parole che ho rivolto al Centurione: Non ho trovato tanta fede tra i miei. Beati quelli che credono senza vedere, senza volere prima le prove. Cammina, mia bambina, va' a portarmi: tu sei in me e mi devi ubbidire."

2. 1962 - Giovedì - Mio sposo, quanto ho sofferto entro questo breve tempo! Ho sentito tutta l'amarezza della prova, della tentazione nella fede. O mio Gesù, aiutami a tenermi dentro la tua Immagine e ad agire soltanto nella tua Persona. Non permettere che mi separi, che resti sola, che sia me stessa, lo non voglio più ritornare allo stato di mia povertà. Voglio essere te, o mio Signore, perché sotto la tua Immagine mi sento tranquilla. Oh, lascia che ti parli anche se il pensiero è diventato arido! lo sono la tua piccola anima e tu sei il mio Gesù! Io ti amo tanto, voglio dirtelo, così si riaccende la fiamma del mio amore per te. Anche se vedi che non ti voglio proprio bene come desideri, in questo atto, in questo desiderio, in questa espressione ci sarà pure un po' d'amore. Dunque se un poco di amore lo trovi, allora puoi ben dire anche a questo tuo niente: Se qualcuno mi ama, il Padre e lo Spirito sono in lui e noi lo possediamo. Oh, come mi sento felice pensando a questa tua affermazione, o mio Gesù! Che cosa mi manca allora? Niente. Se voi mi possedete, tutto l'universo è mio, poiché voi siete dell'universo i reggitori e tutto è unito nell'amore.

2. 1962 - Venerdì - Mio Gesù, mi vuoi dare delle prove e delle sofferenze intime che solo tu ed io conosciamo. Sostienimi, o sposo mio. Io ti parlo anche se sembra che tu non senta le mie parole*: anche se tu le trovi vuote. Per il fatto che ti dico questo e che te lo dico senza che tu mi ascolti, senza che tu mi guardi in silenzio, o mio Gesù, donami ancora le tue lacrime di sangue da versare attraverso le mie lacrime! Che io possa aiutarti in tutti i modi a salvare le anime! Le tue anime mie sorelle, che ami immensamente! Che io possa aiutarti a chiamare tante anime alla santità, molti e molti sacerdoti! O mio Gesù, che io possa lavorare per i tuoi desideri alla ricostruzione della famiglia, della quale il Padre si serve per dar vita alle anime. Oh, la famiglia, questa piccola comunità terrena che coopera nella creazione di nuove creature destinate a godere della gloria eterna, nell'unione della grande famiglia di Dio in cielo! Come è caduta nel fango della terra, come si è disgregata e sciupata!
O mio Signore, come potrà la tua Chiesa qui in terra essere santa se la famiglia non è più santa?
Il desiderio che arde nel mio cuore, quello di dare alle anime l'aiuto per camminare verso la perfezione, per raggiungere la santità, è tanto forte. La Chiesa è santa perché è stata fondata da Gesù, Uomo e Dio tre volte santo. Tutti noi, chiamati a far parte della sua Chiesa, dobbiamo volere la santità perché egli stesso ci diede quasi un comando: Siate perfetti, cioè siate santi, come lo è il Padre mio. Dobbiamo perciò stimolare continuamente la nostra volontà con questo pensiero e renderlo operante mediante la preghiera. La preghiera ci aiuta a ottenere le grazie per esercitarci nelle virtù le quali ci attirano l'abbondanza dello Spirito Santo. Le virtù abbelliscono la nostra anima; esse prendono il posto dei difetti, congeniti nella natura umana. L'anima diventando sempre più bella, sempre più pura, attira a sé lo sguardo di Dio, che se ne innamora. Gesù immagine di Dio, viene e prende possesso dell'anima fatta oggetto di ammirazione del Padre, e lo Spirito Santo che unisce il Padre al Figlio, avvolge di splendore, di sapienza, di santità l'anima stessa e ne fa poi la dimora della Santissima Trinità.
Questo è il mio ardente desiderio: che molte e molte anime, specialmente sacerdoti, divengano santi. Oh, che sentano il mio anelito essi pure, al fine di arricchire la Chiesa del mio Gesù di quella ricchezza che è la santità, che sempre più si va assottigliando. La Vergine Madre Immacolata dopo la morte di suo Figlio si ritirò nel Cenacolo ad attendere e chiamare ad uno ad uno gli apostoli, i quali nel momento dell'olocausto avevano abbandonato il divin Maestro. Lei stessa anche in questo duro momento della povertà in cui si viene a trovare la Chiesa del suo Gesù, chiamerà e attenderà tutti quei sacerdoti che le furono affidati nella persona di Giovanni ai piedi della croce. E come Giovanni essi diventeranno. Sulla loro fronte risplenderà come aureola la virtù più bella, la purezza: quella virtù che apre la via a tutte le altre. E all'ombra di Maria Immacolata andranno presto verso la santità, tenendosi pronti a recarsi ovunque per portare nel mondo questo lievito di salvezza delle anime. Solo la santità di molti sacerdoti e di molti laici potrà salvare e rinnovare l'umanità. Con l'aver fatto conoscere il piano dell'Opera, non ho recato offesa a nessuno. Non ho disobbedito alle autorità, non ho voluto mostrare qualche cosa di me. Ero solo consapevole che ciò che presentavo era tanto grande, ma per la mia fede non irrealizzabile. Consapevole anche di tutte le umiliazioni sofferenze e sacrifici che avrei dovuto incontrare: i soli e sicuri segni che mi potevano confermare la volontà del mio Signore. Poiché Egli, nella voce che sentivo insistente nell'anima, mi diceva: "Va', fammi conoscere in questi miei desideri. Dovrai molto soffrire, ma non temere. Io ti accompagno. Tu cammina. Tu in me con la tua fede in quest'opera sei come il sostegno ad una diga che sta per crollare perché dietro premono le forze del male."
E dopo un lungo periodo di purificazione di me stessa, di intensa preghiera, di lacrime, di sofferenze intime spirituali, di penitenza, ho parlato. Maria Immacolata mi ha indirizzata verso chi doveva aprirmi la via per mettermi in cammino. Da allora non mi sono più fermata. Ma quante sofferenze che solo lui, il mio Gesù, conosce! Nelle meditazioni egli mi ripeteva spesso: "Non avrai nessun segno particolare: solo la tua fede pura e forte ti guiderà, lo te la darò, la più alta, conservala per me." E quando mi recai sul colle per vedere il posto, nonostante che non avrei dovuto avere nessun segno egli dispose le cose in modo da farmi andare lassù, proprio quel giorno, farmi giungere in quell'ora e in quel momento e farmi pensare e desiderare un segno poco prima che sorgesse sopra il colle un arcobaleno, così meraviglioso che mai ne ho visto l'eguale nel corso dei miei cinquant'anni di vita.

11 febbraio 1962 - Domenica - Data che ricorda la prima apparizione della Vergine a Bernardetta. Oggi è per me un giorno tanto bello e tanto caro perché nelle apparizioni di Lourdes Maria Immacolata l'ho vista sempre tanto bella e l'ho sempre tanto amata. È stata lei a custodire poi tutta la mia purezza, e mi diede il grande desiderio di viverla anche nella vita coniugale, tanto da giungere alla continenza e castità perfetta di comune accordo col compagno della mia vita, il papà dei miei figlioli. O Maria, Maria! quanto sei stata buona con me a concedermi questa grazia che mi dà le ali degli angeli e il profumo dei gigli! Mi hai voluta così perché il tuo Gesù mi voleva definitivamente sua sposa, tutta pura e tutta per lui, pur restando al mio posto di mamma accanto al compagno che mi avete dato per la custodia della mia vita temporale. Mi avete voluta in questa condizione di vita perché per mezzo di questa vostra piccola anima voi poteste compiere le vostre misericordie sulle anime di questo tempo e a lungo, per l'avvenire dei popoli futuri.
Io cammino, tenuta per mano da te, sicura che la tua parola mi viene data e tale rimane per sempre. Io rimango in te e tu mi guiderai nella luce dello Spirito Santo. Sono la docile tua piccola serva, come un'agnellina, come una cerbiatta. Eccomi, o Gesù, ogni giorno sempre più in te, sotto lo sguardo del Padre e di Maria immacolata nostra mamma. Oh, mio Gesù, mi darà poi tutte le grazie che chiediamo la mamma tua e nostra Maria? - Tutte te le darà, e altre ancora. È tanto tempo che lei aspetta di donarle; ma dovete chiederle in forma solenne, universale, poiché universale è il suo amore per le anime. Tutte ella le vuol portare a me. La prima grande grazia l'avrai tu per me, poiché io sono te e la mia mamma mi deve ricambiare il miracolo che le ho dato anticipato alle nozze di Cana. Attendilo, questo lo avrai. Ti costerà lacrime sacrifici umiliazioni e preghiera, ma questi sono i mezzi. Nulla potrai avere con altri mezzi dagli uomini e in particolare dalle persone che ti dovranno aiutare."

23 febbraio 1962 - Venerdì - Grazie, o mio sposo, del dono prezioso che mi hai fatto, di aver saputo quello che desideravo conoscere. Il dolore che mi dà è una perla preziosa incastonata nell'anima mia: sapere che anche il mio padre spirituale si è ritirato e non mi dà l'aiuto chiesto. Nonostante ciò, egli è stata la persona che tu mi hai concesso perché col suo appoggio protessi mettermi in cammino. Per l'opera prestata fin qui benedicilo tanto e fa' che la tua mamma un giorno lo chiami alla santità. Mio Gesù, tienimi stretta per mano e guidami sempre sulla via che mi porta al raggiungimento dei tuoi desideri. Lasciami almeno la compagnia di quella buona signora N. Fa' che essa sia sincera e leale con me, e donale tanta fede. Oh. mio sposo, sono felice di poter soltanto soffrire. Ma non permettere che mi arresti un solo momento.

28 febbraio 1962 - Mercoledì - O voi che mi leggerete un giorno su queste pagine, non siate increduli riguardo alla mia fede. Anche se non vedrete miracoli da me. Si vuol credere di solito soltanto a quelle persone sante che si mostrano tali per mezzo di miracoli e profezie, lo sono ugualmente la piccola anima nascosta in Gesù. Se potessi farlo sentire! Ma non posso. Egli vuole da me che esteriormente viva la vita comune, nella condizione normale di tutti, per mostrare che la santità si può raggiungere da tutti, senza segni esteriori e straordinari che portano poi a molti fanatismo e perfino quasi idolatria per una persona. Tutto questo il Signore non lo vuole da me. La mia santità consisterà tutta nell'intimità più assoluta dell'anima mia con lui, nella scomparsa totale di me in Gesù.

4. 3. 1962 - Domenica - Gesù mio caro, devo chiudere, devo andare. Ti porto in mezzo al tuo popolo, in mezzo ai tuoi malati, ai tuoi bambini, ai tuoi peccatori. Questi, o Gesù, sono i prediletti, quelli che più ami. lo andrò a cercarteli, mostrerò loro le mie lacrime che sono le tue, sparse per la loro salvezza! Per essi le mie Ave perché un giorno quando il tempio sarà alla tua mamma dedicato qui a Merano, Ella ad uno ad uno, per ogni Ave simboleggiata da un bianco petalo di margherita, chiamerà i tuoi peccatori e tutti a te li convertirà. Tante e tante Ave Maria io continuerò a recitare per questo scopo e tante e tante lacrime verserò per lavare ogni piaga delle anime da salvare! E ancora con le mie lacrime ammollirò le zolle e la roccia di quel monte dove sorgerà il tempio da te voluto, o mio Gesù. Sotto quell'arco di pace che mi hai mostrato, tutte le genti verranno chiamate a te per la voce soave di Maria Immacolata tua Madre. Le Ave, simboleggiate da bianchi petali, formeranno ad un tempo la salvezza delle anime e un bianco tappeto sul posto dove la Vergine Santissima poserà il suo piede per spandere le sue infinite misericordie. Oh, quante Ave dovrò ancora recitare e quante lacrime versare! Ma ci riuscirò, o mio sposo, perché lo faccio e lo voglio per te, per il Padre e per lo Spirito Santo che mi avvolge del suo infinito amore, e per la tua mamma che attende col cuore pieno d'ansia l'ora in cui potrà donare le sue grazie di pace e conversione su tutta la terra.

5. 3. 1962 - Lunedì - Continua la meditazione: "Mia piccola anima, desidero questo da te: lungo il tuo cammino per la via, porta il tuo sorriso. Cammina silenziosa, umile e modesta. II tuo pensiero sia nella mia mente, la tua persona sotto la mia immagine, il tuo cuore nel mio sia in continua preghiera. Le lacrime che bagnano il tuo ciglio siano le mie lacrime di dolore versate per lavare tante anime che incontri. Non preoccuparti di nulla, comportati solo così e sarai Gesù stesso tornato a vivere in mezzo agli uomini, portato dalla tua umile persona. Nel mio tempo passai in mezzo agli uomini e non mi videro, ma ho lasciato una scia luminosa che nessuna forza umana potrà offuscare e che rimarrà sino alla fine del tempo sulla terra. Ora, in questo tempo, tu piccola anima, portami. Nessuno saprà che tu mi porti, ma resterà la stessa scia luminosa, che vedranno più avanti nel tempo."

9. 3. 1962 - Venerdì - Desidero unirmi sempre più alla vita di Gesù nell'intimità silenziosa. Le preoccupazioni esterne, le opere di apostolato distraggono e ci distolgono spesso dall'unione spirituale con lui. Se non siamo ben ben formati in questa unione, fusi come in una sola persona, è impossibile che mentre ci occupiamo delle opere di qualsiasi genere rimaniamo nello stesso tempo con la mente e col cuore uniti a Gesù. Perciò insisto a ripetere che è sommamente necessario prepararci con una solida unione spirituale. Quando questa sarà arrivata al punto di sentirsi completamente scomparsi sotto la sua Immagine e in tutti i momenti lo avvertiremo, ovunque e con chiunque ci troviamo, saremo certi allora che le nostre opere saranno le sue opere, perché avremo per così dire imprestato la nostra persona umana a Gesù e lui in questo modo agirà e opererà per mezzo nostro. Questo è il modo più completo e più efficace perché Gesù possa continuare in noi la sua missione redentrice in mezzo alle anime. Questa è la vera e reale continuazione di Gesù, che vuole restare in mezzo agli uomini sino alla fine del tempo. Nell'ultima cena egli disse: Prendete e mangiate, prendete e bevete: questo è il mio Corpo, questo è il mio sangue. Nutritevi di me, trasformatevi, diventate me stesso e lasciatemi vivere in voi, portatemi per tutta la terra e in mezzo a tutte le mie creature che amo tanto. Mostratemi a tutti quale io sono e in tutte le virtù, manifestatemi in questo modo, nelle virtù che io stesso sono. La vostra perfezione preceda le vostre opere: in tale modo soltanto le opere verranno riconosciute come buone.

14. 3. 1962 - Mercoledì - Vorrei avere tutta la santità messa insieme, di tutti i santi del cielo, delle anime buone esistenti sulla terra. Vorrei avere la purezza e la bellezza degli Angeli, vorrei avere il profumo di tutte le virtù delle anime elette per far brillare l'immagine del mio Gesù che mi avvolge. Sono tanto povera e la sua Immagine non posso farla brillare, ahimè, rimane opaca e non può essere vista dalle anime che la conoscono! Gesù mi ha voluta nascondere sotto la sua Immagine, sotto lui stesso. Io sento questa realtà in me, in ogni momento vivo di lui, della sua unione, del suo amore, della sua guida. Egli vuole essere vissuto da me in tutte le sue virtù, questo lo sento perché sono in ogni momento da lui stesso controllata. Sento la sua voce che mi dice ciò che non va bene, ciò che devo fare, ciò che devo dire. Gesù è venuto dalla sua piccola anima e quello che egli vuole da me, sarà per la vita a favore delle anime e per l'eternità con esse nella sua gloria in unità col Padre e con lo Spirito Santo e con la Vergine Santa che è la Madre e Regina dell'Universo.

30 3. 1962 - Venerdì - Siano per te, o mio Signore, le prime parole scritte per chiederti come preghiera l'aiuto per ciò che dovrò scrivere a… Sono i tuoi interessi, dimmi tutto quello che gli dovrò suggerire di fare riguardo all'opera; indica la via giusta che dovrò suggerire di fare riguardo all'opera; indica la via giusta che dovrò prendere per arrivare alla persona che tu desideri. O mio Gesù che mi vuoi in tuo aiuto per dare salvezza alle anime, tutto quello che vuoi da me lo farò.

1. 4. 1962 - Domenica - Desidero, o mio Signore Gesù sposo dell'anima, averti dinanzi allo sguardo in tutti i momenti. Tu sei l'immagine che mi copre, io voglio vedere te in me. Io mi vedo, mi sento, parlo, penso, amo, comunico con gli altri, concepisco desideri nel cuore, piango, gioisco: tutto ciò lo avverto ed è una continua espressione della mia persona. Ma tu o mio Gesù hai voluto far scomparire sotto la tua Immagine questa mia personalità in senso mistico, spirituale e morale. Non è scomparsa la mia figura di fronte allo sguardo umano delle creature che mi circondano, essa è scomparsa di fronte a te e a me. Tu ti servi di tutto il mio essere per trovarti nuovamente in mezzo alle tue creature, in maniera reale e umana. Sei me. Io ti porto e ti manifesto avvertendo in ogni momento nel mio pensiero e nella volontà la tua reale presenza, lo sono, esisto, chi lo può negare? Ma ci sei tu in me, io mi vedo sotto la tua Immagine con la stessa reale evidenza come constato che io sono, che esisto.

4. 4. 1962 - Mercoledì - Oggi nel silenzio sarà una continua lacrimazione. Mi voglio consumare, immolare, per realizzare i tuoi desideri, quelli riguardanti l'opera che mi hai suggerita. Sì, sono io che la espongo e sono niente di fronte alle persone cui mi rivolgo, povera, incolta, lontana da tutto il sapere dei grandi. Ma nella realtà più vera non sono io, poiché mi hai nascosta sotto la tua immagine; quindi sei tu che esponi per mezzo mio quello che desideri si faccia per la salvezza dell'umanità che ami. Io servo soltanto per soffrire, pregare e parlare, ricevere umiliazioni. Tu mio Signore, opera e allontana i nemici che si oppongono alla realizzazione dell'opera.

6. 4. 1962 - Primo venerdì del mese. - Questo vuole Gesù da me: che lo aiuti a salvare le anime mediante l'unione intima, continuata e avvertita, con lui; che mi senta lui stesso e che presenti all'Eterno Padre in un continuo olocausto tutto quello che è l'umanità: la sua dimenticanza, la sua misconoscenza, i peccati, i dolori, le sofferenze, le lacrime, le preghiere.
“Mia piccola bambina" mi dice Gesù .tu mi tieni compagnia sulla terra ove io desidero trovare chi mi riceva, mi ascolti e mi parli. Io mi sento felice di aver trovato chi mi ospita e non mi lascia mai solo. Sei la mia eletta, poiché in terra ho trovato da te ospitalità e compagnia continua. Ti prometto che in cielo quando ti porterò nella Casa del Padre mio, io ti starò sempre vicino e ti darò tutto quello che mi chiederai per le anime tue sorelle che sono in comunione sulla terra; per i tuoi sacerdoti perché ti voglio loro piccola santa; per la famiglia perché viva nell'amore unita sempre. La particolare grazia che mi hai chiesto ti sia data fin da questo momento. I pensieri che disturbano la tua fiducia nella realizzazione dell'opera non li avrai più, passerai anche il mare senza mezzi; la fede che ti dono a nessuno l'ho donata né la donerò mai. Tu conosci ciò che fecero alcuni dei miei più grandi santi, fino a quale misura giunse la loro fede. Ebbene: non sarà da paragonare a quella che voglio donare a te. Piccola anima mia, lascia che mi prenda questa consolazione. Tu sola in questo tempo mi puoi comprendere e aiutare. Cammina sola con me, sotto la mia Immagine, lo ho fatto tutto ciò che vedi con i tuoi occhi e ogni creatura è voluta da me. Quest'opera voglio che venga realizzata, e sarà realizzata perché voglio che si salvino tutte le creature. Ma è mia volontà che esse dovranno venire a me per mezzo di mia Madre.

11. 4. 1962 - Mercoledì - Ogni giorno dalle due alle tre Gesù mi vuole vicino per farmi vivere con lui l'ultima ora di agonia sulla croce. In quest'ora egli parla con la mia voce al Padre e le più belle invocazioni per l'umanità vengono rivolte come supplica per la sua salvezza. Il Padre non può non ascoltare la preghiera che Gesù fa con la mia viva voce, con i palpiti del mio cuore, con i sospiri della mia anima, con le lacrime dei miei occhi. È l'agonia dell'umanità che Gesù presenta, nella rinnovata sua agonia in me, al Padre. E Dio Padre esaudirà il suo Figlio che avendo preso il posto di questa piccola anima, ha la possibilità di far sentire viva la sua voce e tutto l'essere suo rinnovato in un'anima vivente, scomparsa sotto la sua reale presenza. - Quale mistero d'amore sa operare Gesù nell'anima che lo vuol vivere! Io mi confondo in me stessa e per quanto cerchi con questi scritti di far comprendere ciò, sento che lo potrà comprendere solo chi riceverà la forza di camminare momento per momento verso questa trasformazione in Gesù.

14. 4. 1962 - Sabato - O mio Gesù, ti dono il dolore sentito oggi per la risposta negativa che mi ha dato X. riguardo all'aiuto che speravo di avere da lui nella realizzazione dei tuoi desideri… Chi mi aiuterà, o mio Signore? Questa prova tuttavia ha aumentato la mia fede, perché così Tu vuoi: ad ogni rifiuto da parte delle creature mi aumenti la fiducia e così riprendo il cammino da te guidata, per altra via. E quando arriverò all'estremo delle forze fisiche e non avrò potuto ancora convincere nessuno ad impegnarsi nella realizzazione dell'opera, allora o mio sposo prenditi questa mia esistenza e serviti di essa per far conoscere la tua volontà. Ti rinnovo l'offerta della mia vita, o Gesù, e non soltanto per quanto ti posso offrire in ogni momento, ma con la donazione totale del mio essere in qualsiasi momento tu lo voglia. - Chi mi leggerà su queste pagine comprenderà la mia fede in ciò che Gesù mi ha ispirato di far conoscere e far realizzare nell'opera che ho esposta a molte persone. Realizzino al più presto tutto il piano. Esso mi è stato suggerito perché Gesù vuole per mezzo di Maria Immacolata sua Madre, salvare l'umanità dalla perdizione eterna.

15. 4. 1962 - Domenica delle Palme - Mio Gesù, ho sentito la tua presenza continua durante la notte e in ogni momento, ma più ancora durante la S. Messa. Ho dovuto respingere le lacrime, nonostante ciò i miei occhi erano umidi di pianto. Ho sentito forte il dolore al cuore e alle spalle. Ti domando questa grazia: fa' che lo senta sempre durante questa mattina, per essere ancor più unita ai tuoi dolori. Dammi o Gesù, mio diletto, di sentire nel cuore tutte tutte le tue sofferenze, di non staccarmi da te un solo istante col pensiero; e fammi anche la grazia di ottenere copioso il consiglio dello Spirito Santo per poter conoscere a chi ora dovrò rivolgermi per essere ascoltata. Gesù, che i tuoi dolori di questi giorni mi diano luce e forza per riprendere, con te risorto, il cammino.

28. 4. 1962 - Sabato - Ogni creatura che non si unisce a Dio col pensiero e non si sente parte di lui, è sola sulla terra, anche se in comunità con tutte le altre creature. Ognuno avverte che ha bisogno di aiuto, che da solo nulla può; ma se si cerca l'aiuto da un nostro simile, cosa ci potrà egli dare se nulla può, come noi? - La mia vita è in Gesù, e non sono mai sola. L'aiuto che io chiedo alle creature, prima lo chiedo a lui affinché le illumini a darmi quello che egli desidera e che lui stesso darà ad esse per me. Ecco perché non si riesce ad ottenere aiuto e corrispondenza per realizzare l'opera che il mio Signore mi ha affidato. Io dovrò" smuovere nelle anime la volontà di volgere il pensiero a Dio e di cercare da lui l'aiutò nelle necessità nostre e in quelle dell'umanità intera: con la preghiera, la penitenza, le lacrime, la vita di unione continua col mio Gesù e con Maria. Anche i grandi della terra, quelli che tengono sotto il loro dominio i popoli, nulla possono se il Signore non donerà ad essi la luce. Per questo io prego e continuamente mi dono, in Gesù, al Padre. E avrò l'aiuto, perché Gesù è misericordia infinita e vuole salvare tutte le anime risparmiando la guerra che i nemici suoi, i demoni, cercano di preparare. Maria Immacolata ancora una volta respingerà nei loro confini i gregari di Satana e darà la pace, l'amore, la fraternità, il benessere a quelli cui manca ancora.

30. 4. 1962 - Lunedì - Oh S. Caterina da Siena, oggi ricorre la tua festa! Tu che sei proclamata dalla Chiesa patrona d'Italia, soccorrimi e prega in cielo per me, che trovi chi mi aiuti. Tu hai avuto tanta fede e tanto coraggio durante la tua vita terrena da esortare i grandi della terra a rimettersi sul retto sentiero della verità, della fede, della grazia; ottienimi, ti prego, che io pure trovi per il tuo esempio e la tua intercessione, la fede e il coraggio di andare ovunque, lasciando da parte ogni altra cosa mia anche necessaria; poiché la salvezza del mondo e delle anime in questo momento è in pericolo ed è indispensabile salvare. Aiutami o mia sorella cara, o S. Caterina, e fa' che presto trovi collaborazione.

8. 5. 1962 - Martedì - Oggi è festa per noi, mamma e papà. Sono passati 25 anni di matrimonio e il nostro cuore ha esultato di riconoscente gioia stamattina, davanti all'altare, durante la S. Messa. Gioia riconoscente perché molte sono state le grazie spirituali che abbiamo ricevuto. Inoltre per me è stato un grande momente vissuto nell'intimità col mio Gesù. Da tempo egli mi ha donato la candida veste della castità perfetta e con ciò ero introdotta nel fidanzamento spirituale con lui. Questa mattina sono diventata ufficialmente sua sposa. Ho vissuto nell'intimità del mio cuore qualche cosa di grande: mi sono consacrata a lui sposa per la vita e per l'eternità, ho ricevuto misticamente l'anello nuziale. Certe cose intime spirituali non si possono esprimere, ma posso dire che uscendo di chiesa io sentivo che qualche cosa di nuovo era nell'anima mia. Ci ho pensato per tutta la giornata mentre in compagnia del papà dei miei figli camminavo sui sentieri di quel monte dove dovrà sorgere la grande opera che lo sposo mio desidera. ... O mio Gesù, sposo mio dolcissimo, quanto mi hai attesa e quanto mi ami! Mi hai preparata per te, e piano piano mi hai voluta tutta per te. Ora stai ricamando sopra la candida veste disegni meravigliosi. Come mi sento felice, o Gesù mio sposo!

16. 5. 1962 - Mercoledì - Ho mandato una lettera a Lourdes, alla Vergine SS. Maria Immacolata, perché dalle mani della mia buona amica venga deposta ai suoi piedi. In quella busta vi sono tutti i desideri che Gesù ha comunicato al mio cuore e che vuole siano conosciuti e realizzati perché la sua mamma ha da salvare l'umanità del tempo presente e futuro. La mamma di Gesù, che è diventata mamma di tutte le anime da lui redente, le salverà tutte, perché tutte volgeranno a lei lo sguardo in questo momento ed ella esaudirà e ci salverà, e ancora una volta vincerà sul nemico di Dio, Satana. Ho tanta fiducia che la Vergine Immacolata di Lourdes mi concederà, dopo tanto peregrinare, di trovare persone disposte ad aiutarmi. Questo sarà il grande miracolo che ella farà al suo Gesù che vive ed opera in me.
Oh, Maria mia dolcissima, se sono io la causa, con le mie mancanze, che arresta questa grazia, aiutami ti prego a togliermi tutto ciò che non piace a te e al tuo Gesù, al mio Gesù che tanto mi ama e al quale io, niente come sono, non so dare altro che niente.

14. 6. 1962 - Giovedì - Mio Signore Gesù, mi hai detto: "Vai e fammi conoscere nei miei desideri". Sono in cammino con te, sola con te, me lo hai detto anche questo: "Io ti accompagno e ti tengo per mano; avrai di tanto in tanto qualche sacerdote che ti ascolterà, ma non troveranno la forza di aiutarti. Tu però non ti scoraggiare per questo, cammina guidata solo da me, perché la fede che ti dono e l'amore che porti alle anime suppliscano a quello che manca agli altri, a tutti quelli cui farai conoscere l'opera". Mio Signore, sto unita a te e la preghiera mia sarà costante. L'ora verrà in cui si riconosceranno questi tuoi desideri. La tua infinita bontà unita alla misericordia del Padre vuole ancora una volta posarsi sulle sue creature e la Madre di tutte le genti, la Regina dell'universo da voi incoronata, le porterà alla salvezza.

6. 1962 - Mercoledì - L'opera che Gesù mi ha ispirato di far conoscere è l'opera della misericordia. Essa prepara la via alla conversione dell'umanità, e questa la otterrà la Vergine Immacolata se le genti invitate concorreranno a preparare il grande tempio, come una grande reggia destinata alla Regina dell'universo, Madre di tutte le creature. Questo tempio sarà la casa di tutti, perché tutti i popoli ella chiamerà e a tutti darà la pace e l'amore. Nel tempio si sentiranno fratelli e mai più torneranno in discordia. Chi avrà di più si sentirà disposto a donare e non ci saranno più disuguaglianze, perché dall'amore ogni cosa sarà bene amministrata. Mio Gesù, donami tanto perché grande è lo sforzo di questa tua piccola bambina. Vado avanti perché so che sono in te; senza di te, o mio sposo, nulla posso fare e mi perdo nel tumulto delle cose terrene.

6. 1962 - Giovedì del Corpus Domini. - Festa del Signore oggi, festa di S. Luigi. Questo giorno mi ricorda l'avvenimento dell'arcobaleno sorto come segno evidente sopra il colle su cui sorgerà il tempio dedicato a Maria Immacolata per la pace mondiale, l'unità delle chiese, la fraternità dei popoli. L'arcobaleno è il simbolo della pace e dell'alleanza e il mio Signore ha voluto che io lo veda, quel segno così meraviglioso, come manifestazione della sua volontà; e cioè che lassù si dovrà far sorgere un grande tempio per volontà unanime di popolo. Tutte le genti vi dovranno partecipare almeno col sapere che si vuole realizzare questo atto di fede verso la Vergine Santissima facendola conoscere al mondo intero quale Madre di tutte le creature, Regina dell'universo, Regina della pace, Madre di Gesù. - Sono stata sul monte in pellegrinaggio con mio marito. Abbiamo recitato il rosario insieme e invocato la Madonna e Gesù, che ci aiutino a trovare altre persone che si possano dedicare con viva fede a questa grande opera.

26. 6. 1962 - Martedì - Il Signore mi ha fatto capire il suo grande desiderio di trovare in me l'anima che si abbandoni senza timori e scrupoli all'amore suo infinito. Egli vuole effondersi in me con tutto l'amore che porta alle anime dalle quali non viene corrisposto ma anzi dimenticato. Gesù vuole che il suo amore sia sentito dalle anime, vuole parlare con esse; vuole essere considerato come un Amante e che la piccola sua creatura si intrattenga con grande tenerezza e attenzione con lui. Desidera ardentemente che l'anima avverta la sua presenza, che.parli con lui e ascolti la sua voce. Oh quante dolci parole egli ha da dire alle sue anime! Ed esse non gli danno ascolto.

30. 6. 1962 - Sabato - Noi siamo perché Dio è. Se Dio non fosse, noi non saremmo. Noi siamo un atto del suo amore, un pensiero uscito dalla sua mente. Siamo qualche cosa di lui. Gesù è venuto per confermarlo quando disse, nell'ultima sera della sua vita terrena: Prendete, questo è il mio Corpo - vivete di me. - Gesù è Dio stesso, il Creatore, venuto a mostrarsi alle sue creature quale egli è, nel tempo e nell'eternità. In tutto ciò che esiste nell'universo
vi è spirito e materia. Per il tempo esiste la materia, per l'eternità esiste lo spirito immortale. Ma Dio è eterno e tutto ciò che egli ha creato resterà in eterno, quindi anche la materia sarà per sempre: potrà cambiare forma, evolversi, ma ciò che esiste, esiste per sempre. Dio non ha avuto principio. Egli è sempre stato e sempre sarà. Tutto ciò che esiste è venuto dalla sua volontà ed ha avuto un principio, da lui. Ma l'atto della sua volontà è per sempre, e così resterà ogni cosa da lui voluta e creata. Noi siamo e saremo per sempre. Siamo spirito e materia, anima e corpo. Lo spirito (l'anima) dà vita al corpo. Il corpo che è materia vivrà nel tempo, poi si dissolverà, ma resterà, mentre lo spirito si unirà a Dio, si avvicinerà alla sua esistenza spirituale e vivrà in lui fin che egli vorrà, cioè fino al giorno predetto da Gesù quando disse: Verrà la risurrezione della carne, L'anima allora si ricongiungerà al suo corpo. 11 come risorgeremo sta però nella mente di Dio. Ora possiamo soltanto pensare con certezza che risorgeremo bellissimi, poiché noi siamo un raggio della infinita immensa bellezza di Dio, nostro Padre, che ci ama immensamente e ci vuole, ci vuole assolutamente veder tornare a lui.

7. 7. 1962 - Sabato - Fin dalla mia prima giovinezza ho sempre recitato ogni giorno tre Ave con-l'invocazione: O Maria, fammi pura e casta, umile e semplice come una bambina. Posso affermare con fede che la Vergine Santa, la mamma mia Immacolata ha accolto la mia preghiera, perché tutto questo me lo ha dato in abbondanza.

9. 7. 1962 - Lunedì - Mi sono donata a Gesù come sua sposa fin dalla mia prima giovinezza. Anche se sono diventata, per suo volere, sposa materiale di un uomo, non è stato mai troncato il connubio spirituale col mio Gesù. Egli mi ha conservata sua sposa sempre e nel contempo mi ha voluta madre per potermi affidare due figli naturali che dovevano diventare suoi sacerdoti. Con la maternità naturale ha inteso affidarmi anche la maternità spirituale di tutti i sacerdoti. Se è mio desiderio che i due figli primi siano sacerdoti santi, così pure per tutti gli altri sacerdoti desidero la santità, e mi offro per essa. Sono la sposa di Gesù, la piccola santa (Egli mi vuole così) dei suoi sacerdoti. Mi sono offerta, e quanto prometto a lui lo conosciamo solo lui ed io. La mia offerta e le promesse che gli faccio, sono mantenute. Al mio sposo non verrà tolto nulla di ciò che gli offro. Con la sua grazia voglio mantenere fedeltà a tutto quello che desidero offrire, a tutto quello che voglio donare. Non sono promesse o voti fatti alla presenza di persone o superiori di qualche istituzione, bensì promesse e offerte fatte al mio Signore che tutto vede e sa di ciò che è nell'intimo del mio cuore e nei più reconditi pensieri. Egli è lo sposo mio e la mia fedeltà a lui nelle promesse ha un valore indelebile.

10. 7. 1962 - Martedì - Tutte le cose buone vengono considerate, anche dai buoni, difficili da compiere, spesso impossibili da realizzare. Invece tutte le cose cattive piano piano vengono realizzate con la collaborazione di tutti; dei cattivi perché le vogliono, dei buoni perché rimangono indifferenti, non fanno nulla o troppo poco per arrestarle, e nel contempo non si adoperano con volontà, fede e coraggio a realizzare iniziative buone che vengono proposte. Spesso vi sono persone che fanno conoscere programmi di opere di bene da attuare. Avviene poi che tutto deve cadere perché nessuno si offre con zelo ad aiutare, a collaborare. In tale modo si dà tutti una mano alla diffusione del male perché non si realizza il bene, o si lavora con troppo poco slancio, con poca fede.

13. 7. 1962 - Venerdì - Gesù mio sposo, mi hai chiamata ad essere anima sacerdotale, anima riparatrice, anima ricostruttrice in te, nella missione che mi hai affiata. Aiutami a sostenere la lotta che da sola, come persona, devo sostenere contro una volontà avversa - perché troppo umana - delle creature alle quali mi indichi di rivolgermi. Mio Gesù, l'agonia dell'anima è sempre tanto dolorosa. Tu l'hai sentita nel modo più grande ed infinito la sera della tua passione. Gesù, fammela sentire nella stessa misura, o meglio nella misura che tu vedi possa essere sopportata dal mio niente in te. Sono la tua sposa, tutto di te io devo possedere, ma ciò che più importa è la sofferenza per mezzo della quale tu hai salvato le anime, lo devo continuare questa tua sofferenza per lo stesso scopo. Mio Gesù, mamma mia Immacolata, aiutatemi, sono nel dolore.

16. 7. 1962 - Lunedì - Festa della Vergine del Carmelo. - O Madre mia Immacolata, su queste pagine voglio scrivere per te i pensieri più belli che il tuo Gesù, mio sposo, mi suggerirà. Tu sei la mamma mia che tanto mi hai amata fin dal momento che mi hai conosciuta, quando Gesù mi ha presentata a te. Mi hai amato e mi ami tanto, o mamma mia; mi hai custodita e mi volevi sempre tutta bella, tutta pura per il tuo Gesù. Io non sono stata proprio come mi volevi, non ho sempre mantenuto le promesse con volontà ferma e risoluta; mi sono lasciata trasportare da qualche cosa che non era conforme ai tuoi desideri, alle promesse che ti avevo fatto. Mai però ho dimenticato tutto questo e sentivo sempre lo sguardo tuo e quello di Gesù che mi seguivano. mamma mia, quanto mi avete amata! Anche quando fui nella leggerezza, io ero con voi, perché mi avete tenuta in mezzo a voi. Potessi sciogliermi in lacrime per riparare le mie mancanze verso l'amore che mi avete sempre portato! L'amore che mi avete sempre fatto sentire! - Voi amate indistintamente ogni creatura, la differenza sta solo nel fatto che la creatura può avvertire o meno il vostro amore, e ricambiarlo o no. O mamma mia Immacolata, o Mio Gesù, o Padre che mi avete voluta, o Spirito Santo che mi adombri del tuo immenso amore, consumatemi nell'amore per voi e per le anime tutte affinché sentano il vostro amore. Quanto è soave l'amarvi, quanto è dolce soffrire per farvi amare! Oggi dalle due del pomeriggio fino alle sei circa sono stata per un'ora in attività di apostolato e tre ore in pellegrinaggio sotto la pioggia fino sul monte, a pregare. Sono partita da casa col rosario in mano, pregando; mi sono fermata in S. Maria del Conforto per dare inizio lì al mio pellegrinaggio e sempre pregando arrivai sul colle. Prima di giungere in cima baciai tre volte la roccia in segno di penitenza. Giunta sul posto ho sostato recitando ancora un rosario e la novena alla Regina del rosario di Pompei, che recito ogni giorno. Solo qualche rara persona passò di lì. Ero sola nel silenzio col mio Signore ed ho pregato anche in ginocchio. In questo giorno, festa della Madonna del Carmelo, ho sentito che la bianca Signora mi chiamava lassù in pellegrinaggio a pregare con lei. Anche se non la ho vista con gli occhi, l'ho vista ed ho parlato con lei con la viva fede dell'anima mia-, con la preghiera. Ella ci penserà e sceglierà le persone che dovranno prendersi a cuore l'Iniziativa. Ha sempre piovuto fin che sono rimasta lassù. Solo quando feci ritorno il cielo cominciò a schiarirsi. Continuai a pregare anche nel ritorno e chiusi il pellegrinaggio con una visita al mio Gesù nella chiesa parrocchiale. Devo tanto pregare, tanto soffrire, tutto in silenzio, e attendere con umiltà e costanza e pazienza. So che questo lo vuole il mio Signore per la salvezza delle anime. Per questo motivo sono disposta a dare la mia vita a qualunque prezzo egli me la chieda, poiché a questa donazione è legata anche la santificazione dei miei figli e di tutti i sacerdoti. Non si tratta di congetture umane, formulate dalla mia mente; non di fanatismo spirituale o esaltazione di un apostolato troppo spinto ed esagerato. No, non vi è niente di tutto questo. La vita terrena è sempre inclinata a rinunciare ai sacrifici, alle umiliazioni, specie se non vi sono interessi materiali o personali da conseguire. Questa missione mi è stata affidata dal Signore nell'intimità di una vita spirituale cui egli stesso in breve tempo mi ha preparata. Tutti i pensieri mi sono stati dati nell'intimo colloquio con lui, nelle lunghe meditazioni alle quali mi sentivo chiamata da una forza irresistibile, ogni giorno. Spesso tralasciavo le occupazioni per intrattenermi in lunghe meditazioni davanti al crocefisso. Quante lacrime sono state versate insieme con lui, meditando i suoi dolori, il suo sangue tutto versato! E nonostante ciò non tutte le anime si sarebbero salvate. . . Questo pensiero della salvezza delle anime mi è stato fatto penetrare così profondamente nel cuore che ne sento tanta passione e grande desiderio di soffrire e piangere per poter offrire qualche cosa per la loro salvezza. Così Gesù mi ha voluto tanto vicino a sé, in lui scomparsa, proprio per darmi la sua intimità e in essa affidarmi la grande missione: quella di far conoscere ai capi delle nazioni e alle autorità della Chiesa, i suoi desideri, che sono racchiusi nell'opera da me esposta.

19. 7. 1962 - Giovedì - "Il Padre mio disse ad un uomo, ancora prima della mia venuta sulla terra: Se tu mi troverai tanti giusti, salverò dal castigo tutti gli altri. Ma questo povero uomo non li trovò e neppure tutti i componenti della sua famiglia furono preservati dalla giustizia di un meritato castigo. Tu, mia bambina, hai offerto la tua vita per la santità dei miei sacerdoti, ti eleggo dunque e ti farò piccola santa di tutti i sacerdoti presenti e futuri. Fin che resterai sulla terra li aiuterai con tale offerta e con la parola in tutte le occasioni che ti presenterò. Quando poi sarai in cielo con me, tutto quello che ti chiederanno con la preghiera io te lo concederò. Per loro tutte le grazie già stanno accumulandosi in grembo alla mia mamma con i petali bianchi delle Ave Maria che reciti in ogni momento".
- Mio Gesù, la mia sofferenza è grande e, ti prego, fammela sentire molto acuta! Prego per loro, soffro per loro perché dalla loro santità dipende la salvezza delle anime.

23. 7. 1962 - Lunedì - Due giorni di silenzio per il mio diario. Non è stato però il silenzio del cuore, dell'anima, della mente. Sempre sono unita allo sposo nella sofferenza, nell'amore, nei desideri. In qualche momento mi sento tanto addolorata perché non viene accolto l'invito. Tutti fanno silenzio e chi risponde è da paragonare a un povero che chiede l'elemosina, che parla delle sue necessità, dei suoi desideri. Tutti rispondono: Vai da quello, vai dall'altro, vediamo un po' se è vero quello che dici; va', il Signore ti benedica, se lui vuole quello che ci fai conoscere lo farà fare. - Sì, io sono sicura che Gesù lo vuole, anche se tutti rimangono indifferenti, lo lo credo perché io vivo di lui e la mia vita è una cosa sola con la sua. Egli insistentemente mi ha spinto a far conoscere ogni pensiero perché sono suoi pensieri, e li ho fatti conoscere.
- C'è anche chi ci ride, e questo è il mio grande dolore. Sono i pensieri e i desideri del mio sposo che io espongo, perciò deridono lui! Ed io ne soffro tanto. Egli vuol dare la salvezza a molte anime per mezzo dell'attuazione di questa opera. Per questi suoi desideri io dono tutto: la mia vita, l'intima unione con lui, intensa preghiera, rinunce, sacrifici, penitenza e, qualora a lui piacesse, mi tolga pure, in qualunque momento dalla vita terrena, se ciò è necessario per far realizzare ogni cosa da lui voluta (e precisata nel piano dell'opera). Se nessuno risponderà all'invito, farò fare a mie spese, chiedendo un prestito di denaro, una piccola cappella. Vi metterò la Madonnina che tengo in casa e che ho fatto rimettere a nuovo, anche questo con denaro a prestito. Non avrà importanza per il momento se non verrà realizzato il grandioso tempio. Maria Immacolata da quel colle guarderà con lo sguardo suo lacrimevole tutti quelli che passeranno, e comincerà le sue conversioni.

26. 7. 1962 - Giovedì - Dalla meditazione: Soffro immensamente un grande dolore. Nessuno mi dà retta, sono sola. Eppure Gesù mi ha mandata a far conoscere l'Opera per trovare chi si offra a lavorare. Ma nessuno risponde, tutti fanno silenzio come fosse una cosa terrificante quella che ho manifestato e. se qualcuno risponde una volta, anche se amico poi non si fa più sentire né vedere. Mio Gesù, soffro tanto insieme con te perché questi sono i tuoi desideri. Prego, soffro, piango, faccio penitenza, rimango sempre vicina in intima unione; porto in te il grande peso che grava sull'umanità, poiché vuoi ancora una volta usare per le anime la tua infinita misericordia per mezzo di Maria Immacolata.

30. 7. 1962 - Lunedì - Continuo la meditazione scrivendo quello che Gesù mi dirà: "Mia piccola anima, mia bambina, ho sentito e sofferto in te un grande dolore. È stata una mia agonia e tu hai sofferto in me un dolore morale inaudito. Hai creduto morire, ma non è ancora giunto il momento: ancora molte lacrime dovrai versare per me. Nei miei disegni e desideri esse sono il mio sangue nuovamente versato attraverso questo tuo umile e nascosto pianto. Voglio donarti, come ti ho promesso, un tesoro di grazie che resterà patrimonio di ricchezza spirituale alla mia Chiesa. Essa è diventata povera. Attraverso te, mia piccola anima, la voglio rinnovare, arricchire. Ti ho chiamata, ti ho attesa, ti ho scelta, ti ho eletta mia eletta fra le elette mie creature. Stammi vicino, e giorno e notte, poiché io sono in te e non mi posso più separare fin che vivi sulla terra. È questa la volontà del Padre mio. perché vogliamo stendere su tutte le anime una infinita misericordia. Tu sei certa che tutto quello che senti come mia voce è mia vera e reale voce. Il pensiero che mi viene e passa nella tua mente è mio pensiero. Tutto questo non passerà senza che si avveri per le anime che dovranno trovare salvezza, lo comunico a te, piccola mia sposa, e tu fammi conoscere senza paura e senza intimorirti di fronte al silenzio che trovi intorno a te".
- Mio Gesù, mio sposo, ho sempre cercato di trovare chi mi potesse comprendere per abbandonarmi totalmente fra le sue braccia, sicura e tranquilla. Tu mi hai compreso, mi hai atteso, mi hai abbracciata per dirmi che volevi diventare me. per rivivere nuovamente in me sulla terra. Hai visto che questa piccola anima cercava la verità e tutte le cose più belle da poter donare a tutte le tue anime povere e lontane da te. Quello che hai visto in me, era anche in te. e ciò ti ha attirato.

31. 7. 1962 - Martedì - "Senti allora, cara mamma mia: sono il tuo Gesù che ti parla col cuore di questa piccola anima. Io voglio che tu mi anticipi il miracolo, come lo te l'ho anticipato alle nozze di Cana. lo aspetto e farò tutto quello che mi dirai, ma il miracolo me lo devi fare e so che lo farai per non mettere in confusione questa piccola bambina, che lo ho rinchiuso in me e ho voluto mia sposa. Tu già la conosci e lei conosce te. Siamo della stessa famiglia perché essa vive di me ed io sono nuovamente sulla terra sotto le sue spoglie, portato da lei in mezzo alle mie anime: quelle stesse che a te, mamma mia Immacolata, ho affidato quando stavi ai piedi della croce. Mamma mia, io le voglio tutte salve le anime che ti ho affidate, ma ora te ne domando una: ti prego tanto, fa' che si converta e sarà la prima conversione che opererai all'inizio di quello che lo desidero si faccia".

3. 8. 1962 - Primo Venerdì del mese - Oh, mio Gesù, ieri sera ho ricevuto un dono che aspettavo, ma non so se sarà il miracolo che attendi dalla tua mamma. Sono contenta in te e faccio silenzio, come tu desideri. Ogni cosa da te voluta in quest'opera che mi hai ispirato sarà realizzata. Tu lo hai detto. Le tue parole non passeranno senza che tutto, anche il minimo dettaglio venga realizzato. Mio Gesù, insieme con te dico grazie alla mamma tua, al Padre Celeste e allo Spirito Santo d'Amore.

7. 8. 1962 - Martedì - La tua predilezione per me, o Signore, è grande: mi dai di pensare a te in ogni momento. Toi ho sempre presente o col pensiero o con la preghiera. Quando si affacciano alla mia mente i pensieri inutili che sono i miei pensieri, ti cerco. So che non devo lasciarti solo, non devo lasciarti da parte, e riprendo a pregarti, a vederti. Vivo di te, o mio Gesù, intensamente. Questo è il più grande dono che puoi fare ad un'anima: tenerla in te sempre presente. Con ciò tu vivi nuovamente e realmente ancora sulla terra in mezzo ai tuoi. Il pensiero tanto usato dalle persone di vita di pietà: di vedere Gesù in ogni creatura umana, chiunque essa sia. è il pensiero che rispecchia il desiderio stesso del Cristo e la realtà della sua venuta sulla terra. Egli è venuto per coprire sotto la sua immagine tutti gli uomini caduti nell'inganno di Satana e per offrirsi in espiazione al Padre per loro. Gesù è quindi realmente in ogni creatura, dobbiamo vedere senz'altro la sua Immagine che copre ogni persona umana.

14. 8. 1962 - Martedì - So che mi hai voluta tua piccola anima nascosta in te, o mio Gesù, e questo mi basta. Concedimi di lasciare fuori, ogni cosa mia e di vivere di tutto quello che è tuo. Le cose mie non sono buone perché sono contaminate dalla carne che viene dalla corruzione. Mio Gesù, dolce mio sposo, voglio essere tutta bella per te e vivere silenziosa in te. Voglio essere sempre vestita di te, di quella candida veste che mi hai donata senza nessun mio merito. Io non posso e non potevo avere niente per meritare un dono così grande vivendo in famiglia, in mezzo al mondo come qualunque altra creatura. Tu mi hai dato di sentire il tuo amore in tutti i momenti, di vedere la tua Immagine in me, di sentire la tua voce che continuamente mi parla, di pregare sempre con l'Ave Maria, di. essere tenuta come tua piccola confidente e di essere considerata tanto strettamente della vostra famiglia. Il solo pensiero di avere ricevuto tanta predilezione mi fa versare lacrime di infinita riconoscenza. Oh, nessuno potrà mai comprendere che cosa voglia dire per un'anima tutto questo! Io sono tanto prediletta dal mio Signore e vorrei che molte e molte anime ricevessero altrettanta predilezione, specie anime sacerdotali, perché così sarei certa che l'amore del mio diletto sarebbe ricambiato. Ma quando sarò nella casa del mio sposo per sempre, poiché egli mi vuole piccola santa dei suoi sacerdoti farò cadere tutti quei bianchi petali di margherita che la Madonna tiene nel suo grembo e che io le dono con ogni Ave Maria; li farò cadere ad uno ad uno su molti sacerdoti. Vorrei farlo su tutti, perché abbiano la grazia della santità. Li desidero e li voglio tutti santi perché è il desiderio dello sposo mio, della mamma mia. Gesù e Maria mi vogliono piccola santa per loro: l'offerta della mia vita per la santità dei sacerdoti è stata accettata. Io manderò dunque sulla terra una pioggia di bianchi petali e per ogni petalo sboccerà un fiore di santità in ogni sacerdote che io riceve. Fin che rimango qui sulla terra cercherò di accumulare, con tante Ave, un numero grande di petali poiché soltanto con la santità dei sacerdoti si salveranno tutte le anime.

15. 8. 1962 - Mercoledì - Assunzione gloriosa di Maria Immacolata. Stamattina durante la S. Messa il mio Signore mi ha donato una nuova grazia. Da questo momento devo pensare che tutte le persone sono buone. Gesù che è in me non può pensare che le creature redente dal suo sangue e create per un atto d'amore del Padre siano cattive. È una contraddizione che io avverto allorquando faccio un giudizio sulle azioni che vedo o sul comportamento di questa o quella persona o di molte in generale. Questa contraddizione non può essere in armonia con Gesù che vive in me, perciò egli non può sopportare questo stato di cose. Il giudizio che io faccio è una vera e propria mancanza di carità. Dovrò vedere il male e conoscerlo per capirlo, per piangerlo, per impetrare misericordia e perdono a favore della persona che è caduta nel male e che vi persevera, ma non dovrò mai più fare giudizi né con pensieri né con parole. Ogni creatura è un pensiero del Padre che l'ha voluta - è una stilla del sangue di Gesù che l'ha redenta - è un atto d'amore del Padre e del Figlio che la vogliono veder tornare. Con questa nuova grazia devo pensare dunque che tutti sono buoni e se vengo a sapere o vedo e sento che sono cattivi, devo desiderare che diventino buoni e pregare senza giudicare. Il desiderio che tutti siano buoni e la preghiera perché tutti diventino buoni, è somma carità.
Io vivo di Gesù e Gesù è l'immagine perfetta del Padre, il Padre di misericordia infinita verso tutte le creature. Vivo di Gesù e Gesù in me non può avere che pensieri buoni verso tutti, anche verso quelli che ascoltano e seguono i nemici suoi, i demoni. Egli è venuto non per i buoni ma per quelli che non trovano la forza di seguire e fare il bene. Se tutti avessero seguito le vie del bene non ci sarebbe stato motivo, per il Figlio di Dio, di venire ad ammaestrarci e a purificarci col suo sangue. Ogni anima è voluta dal Padre per farla godere della sua gloria. Le creature viventi in anima e corpo sulla terra devono trascorrere un tempo di prova terrena in libertà assoluta lungo il cammino che le porta alle soglie dell'eternità. In questo tempo esse sono seguite dal Padre soltanto con la misericordia. Se ciò non fosse egli non sarebbe venuto, nella persona di Gesù, a mostrare l'abbondanza delle sue misericordie verso le creature cadute nell'inganno di Satana. Ogni persona quindi, fin ohe vive sulla terra è oggetto della misericordia divina e Gesù che vive in me, non può avere altro che pensieri di bontà verso tutti ma specialmente verso quelli che più sono schiavi di Satana. Per questa ragione egli non poteva più sopportare in me pensieri e giudizi contro nessuno.
Dal momento che mi è stata data la grazia di capire questo mi sento spogliata ancora di qualche cosa che mi pesava, perché le cose mie pesano terribilmente e Gesù mi vuole leggera, leggera per poter camminare in lui sorvolando il fango della terra e del male.

22. 8. 1962 - Mercoledì - Festa del Cuore Immacolato di Maria - La Vergine Immacolata stamattina ha voluto donarmi una grazia. Ho saputo che le persone della “Legio" alle quali ho fatto conoscere tutti i desideri di Gesù, hanno accolto con favore l'invito e sono pronte a dare il loro appoggio. Grazie, o mamma mia Immacolata, Gesù te lo dice con la mia umile voce e attende ancora. Oggi andrò in pellegrinaggio sul monte e in continua preghiera offro me stessa in tutto quello che so dare. O mio Gesù, suggeriscimi quello che vuoi da me, che lo voglio fare senza riserva alcuna. Ho promesso che in tutte le feste mariane andrò silenziosa lassù in pellegrinaggio e verrà un giorno non lontano che dopo di me vi andranno tutte le genti della terra. È Gesù che lo vuole.
Sono ritornata in questo momento dal mio pellegrinaggio che si è svolto dalle due alle quattro e mezzo del pomeriggio sotto il sole cocente. Ho pregaro sempre. Giunta lassù mi sono messa in ginocchio davanti al crocefisso ed ho recitato una parte del rosario e la quotidiana novena di Pompei. Sia all'andata che al ritorno ho visitato tutte le chiese che ho incontrato sul mio cammino. Oggi ho vissuto veramente la mia unione continua con Gesù.

25. 8. 1962 - Sabato - Ave Maria - Mio sposo, io desidero tanto che molte anime, specialmente sacerdoti, sentano il tuo amore, che ti vivano, che siano altrettanti Gesù. Non ho ancora trovato chi mi faccia intravvedere questo, chi mi faccia sentire una intima comunicazione della tua viva immagine nella sua persona. Per questo motivo, come tu hai rivolto al Padre la preghiera: "Padre, per loro santifico me stesso" io ripeto in te la stessa invocazione ogni giorno: Gesù mio, per loro (i tuoi sacerdoti) santifico me stessa. Di te vivo, o Gesù, e sei tu che mi vuoi piccola santa per loro, perché soltanto per la santità dei sacerdoti si salverà il mondo delle anime.

28. 8. 1962 - Martedì - Ave Maria - .Mia piccola anima, stamattina ti esorto a scrivere dei pensieri che sono di ammonimento ed esortazione alla mia Chiesa. Povera la mia Chiesa, da me pur fondata e irrorata dal mio sangue e da quello degli Apostoli e dei Martiri di tutti i tempi! I miei sacerdoti di questo tempo hanno sciupato e continuano a sciupare quella eredità santa che ancora rimane, ma ormai in quantità molto esigua. La santità da pochi vissuta non è sufficiente a supplire nemmeno alle mancanze di tutti gli altri. La mia Chiesa viene continuamente dilaniata da molti di essi che usurpano il sacro patrimonio di santità e di sangue che vi era stato accumulato per farlo scorrere verso le anime da chiamare in seno alla Chiesa. Ormai non hanno più nulla da dare, e le anime sono assetate di verità! Essi parlano parole vuote, perché il loro cuore è vuoto: pieno soltanto di desideri mondani. Essi promettono quello che non possono dare perché ormai, la rendita è stata sperperata. Povera la mia Chiesa! Non sono stati i miei nemici a rovinarla, ma i miei amici, quelli che lo avevo chiamato a custodirla e ad aumentare in essa la ricchezza (di santità). Non sono più santi i miei sacerdoti. I pochi buoni non sono più capaci di ricostruire nulla, troppo è andato in rovina dentro la mia Chiesa. Vi è solo esteriorità di preghiere e di azioni e nel cuore soltanto vuoto e confusione e molte passioni umane. Guai se i primi sacerdoti che la guidano non porranno ascolto a quello che lo ti ho mandato a far loro sapere! Essi ne subiranno grande pena. Mi rivolgerò ad altri popoli, attualmente incatenati, ma che la mia mamma saprà sciogliere dalle catene di Satana. Prega, mia bambina, e per la mia Chiesa santifica te stessa. Offriti in me continuamente al Padre, la tua preghiera così offerta vale come da me stesso offerta. Prega tanto nel silenzio, ti ho chiamata a salvare la mia Chiesa, tu mi hai da portare, perché voglio far sentire per mezzo tuo i miei desideri, che ti ho comunicato nell'opera esposta. Ti ho voluta mia piccola anima e sarai quel granello di senape che si feconderà in me per salvare le anime per mezzo della mia mamma, Maria Immacolata.

30. 8. 1962 - Giovedì - Ave Maria - Ieri sono stata con mio marito sul monte dove dovrà sorgere il tempio a Maria, per vedere insieme come edificare il primo piccolo santuario. Appena iniziata la salita che porta sulla cima è cominciato improvvisamente a piovere, dando modo alla natura di far sorgere l'arcobaleno. Non era grande e vicino come la prima volta, ma era l'arcobaleno, il segno che il Signore mi ha dato perché lì, su quel posto, dovrà sorgere il vero ed unico tempio per la pace nel mondo e la fraternità fra i popoli, con la realizzazione delle altre due opere per mezzo delle quali sarà conservata a lungo la pace, l'unità e la fraternità. Se nore verrà accolto l'invito che ho inviato, prepareremo noi una piccola casa per mettervi l'immagine di Maria. Il Signore ha manifestato a noi questo desiderio nel silenzio del nostro cuore. Noi dobbiamo soddisfare all'impegno assunto, con tutte le nostre possibilità, anche se in piccole proporzioni. Sono sicura che la Vergine Santa compirà ugualmente la sua opera estendendo su tutte le anime l'infinita misericordia del Padre.
Mio caro Gesù, accogli le preghiere che assieme ai bambini ti rivolgo e fa' che ci diano il posto per costruire il piccolo tempio in attesa che venga eretto quello grande con la partecipazione di fede di tutti i popoli.

1 settembre 1962 - Sabato - Ave Maria - Ho meditato un'ora, dalle 2 alle 3, col mio Gesù morente sulla croce. Se dovessi scrivere tutta la meditazione, tutto quello che è intercorso tra la mia anima e Gesù. troppo tempo mi ci vorrebbe. Gesù mi ha messo in luce tante cose, mi ha mostrato come devo essere per tracciare la via che dovranno seguire i suoi sacerdoti.
II tempo stringe e dovrò misurare e controllare tutto secondo la guida di Gesù. Il mio cibo sarà per il solo necessario: una tazzina di caffè al mattino e un po' di latte e pane; a mezzogiorno quel tanto che mi basti di quello che viene preparato a tutti; la sera un po' di latte e pane. Digiuno fuori dei pasti, salvo qualche eccezione. Mai frutta al sabato, in onore della Madonna (questo è stato osservato per tutta la mia vita fin dalla prima giovinezza). La mia bevanda ai pasti acqua pura; una tazzina di caffè nel pomeriggio per tenermi sveglia poiché non avrò nessun riposo, ad eccezione di qualche sosta di pochi minuti, seduta, dopo il pranzo, per assoluta necessità. Porterò il cingolo del terz'Ordine Francescano, ruvido e casto, sulla pelle. Di notte dormirò con un legno sotto la schiena, a somiglianza del legno della croce che fu letto di morte al mio Gesù. La durata del riposo notturno sarà dalle undici di sera alle sei dal mattino, salvo qualche variazione per circostante particolari.

2 settembre 1962 - Domenica - Ave Maria - Scrivo per volontà del mio Gesù tutto quello che durante quest'ora dalle due alle tre è stato detto fra noi e che dovrà restare confermato in iscritto. "Offriti secondo quello che ti ho suggerito. Quando avrai preparato la casa tutta bella per la mia mamma, lassù su quel monte, e vi avrai portato ad abitare l'immagine che tieni custodita in casa tua e che preghi tanto in tutti i momenti, tenendoti in spirito ai suoi piedi, tu andrai ogni giorno lassù a trovarla, a piedi, in segno di penitenza, in spirito di preghiera, per offrire in me, tutto di te, per l'opera che ti ho ispirato; affinché avvenga presto la sua realizzazione e la mia mamma le dia inizio e stenda su tutte le anime l'infinita misericordia del Padre". - O mio Gesù, ogni giorno andrò lassù, sempre. Sono con te, in te vivo, la tua volontà sarà la mia, perché niente di me può essere contrario a te. Io sono niente, ma tu vivi di me, perciò sei tu che vuoi e operi in me. Io non posso più essere me. Chi agisce, quando due si fondono insieme, è sempre la parte più forte, la parte che dà impulso e vita. Io ero niente, la mia vita e tutto ciò che tu vedi in me è venuto da te.
La ragione e la fede mi dicono che quando l'anima si fonde in Gesù, è Gesù che vive ed opera in quell'anima, in quella sua creatura non ci sono più agli occhi suoi, sono scomparsa in lui, e agli occhi miei sono come un asinello che porta il suo padrone e cammina silenzioso. Io e tranquillo guidato dalla sua volontà, sicuro di non sbagliare mai e di renderlo contento.

5. 9. 1962 - Mercoledì - Ave Maria - Oggi sono andata con P. a Tirolo a trovare una persona che potrebbe aiutarci riguardo al piccolo tempio che vogliamo costruire secondo i desideri di Gesù. Ho fiducia che questa buona mamma ci aiuterà a farci ottenere il posto. Mio Gesù, opero in silenzio secondo quello che mi suggerisci di fare. Sei tu che operi in me, io ti porto e tutto si compirà secondo i desideri del tuo cuore.

9. 1962 - Sabato - Festa della Natività di Maria - Mi trovo sulla cima del monte e sono le 15 e un quarto. Vi sono giunta in pellegrinaggio secondo la promessa fatta di venire ogni volta che ricorre una festa di Maria SS. Quest'ora dovrebbe svolgersi così: partire da casa verso le 14, dire il rosario lungo tutto, il cammino meditando i quindici misteri, e soprattutto seguire la Via Crucis. Oggi questo l'ho fatto e qui sul posto ho recitato la novena, quella di ogni giorno alla Vergine del rosario di Pompei. O Maria Immacolata, ascolta la mia invocazione! Fa' che la voce di Gesù che vive di me, sia ascoltata e si possa erigere presto il piccolo tempio, tutto nuovo, per te. Dopo ci penserai Tu, o mamma mia, a compiere quello che il cuore del tuo Gesù attende da te. Ora ritorno a casa e riprendo la mia preghiera - Ave Maria.

9. 1962 - Domenica - La meditazione, l'unione con Gesù e Maria sono i momenti più belli e più dolorosi. La mia anima penetra realmente tutto quello che Gesù è in me. Quanto dolore e quanto amore per le anime ho sentito in quest'ora! Quante lacrime del mio Gesù per la Chiesa, tutta rovinata e incisa di profonde crepe! L'amore fraterno non esiste più e la santità è cosa ormai irraggiungibile anche dagli stessi sacerdoti. Molte preghiere vengono dette solo con le labbra e molte parole predicate non sono da loro stessi credute!
Gesù mi ha chiamata a piangere questo suo grande dolore per la Chiesa, mi ha chiamata a lavorare per la restaurazione della sua Chiesa. Mi vuole in continua immolazione al Padre in lui - immolazione di preghiera, di sofferenza, di offerta continua giorno e notte in unità con lui, con i suoi sentimenti, con le sue sofferenze, con i suoi desideri. Mi ha chiamata a preparare la via alla grande restaurazione che la Vergine Santissima sua Madre, opererà chiamando alla santità molti sacerdoti per unirli tutti nella fraternità e nell'amore. Mi ha chiamata, Gesù, a far conoscere i suoi desideri. Adesso che li conoscono, mi vuole nel silenzio più assoluto e in questo silenzio con la sua guida tutto si compirà.

6. 10. 1962 - Sabato - Primo del mese - .Piccola anima mia, ti ho chiamata a colloquio con me. D'ora in poi desidero trovarmi spesso in intimità con te. Tu sai che le lacrime ne sono il segno, quando io mi trovo in colloquio con te. Ti vengono spontanee e questo tu lo sai e lo provi realmente. Tu sei la sola che abbia compreso i miei desideri. Io voglio parlare sempre con te. È mia delizia stare realmente a colloquio con le mie creature e tu me le rappresenti tutte, tu mi porti in mezzo ad esse. Tu vivi me e in me tutti i miei desideri. Tu non hai avuto rispetto umano, riluttanza a farli conoscere; ed ora mi segui nel silenzio e compi tutto quello che io ti suggerisco. Ti darò la vera pace e serenità di fronte ad ogni prova, ad ogni ostacolo posto di mezzo dai miei nemici - i demoni - che hanno preso possesso, in molte forme, delle mie creature. Da queste, possedute dai demoni, avrai opposizioni che ti faranno patire molto. Ma i demoni non avranno nessun potere contro di me che vivo in te, mia piccola sposa. Tu mi porti ovunque come mi portava la mamma mia durante la mia vita terrena. Accanto ella aveva Giuseppe che la custodiva e provvedeva per Noi il necessario anche materialmente. Ora io ti affido, per ciò che riguarda i mezzi materiali, a S. Giuseppe, a lui ogni potere in cielo perché ti procuri tutto il necessario e ti spiani la via. Se tu mi porti, io sono come allora sulla terra per farmi conoscere in ciò che il Padre mio desidera. È giusto quindi che S. Giuseppe ci aiuti a preparare la via a Maria Immacolata, a preparare una Casa tutta nuova per lei nella quale io desidero sia proclamata Madre di tutte le genti della terra e Regina dell'Universo. Ella in questo tempio e da questo tempio stenderà l'infinita misericordia del Padre mio su tutte le anime più lontane e più misere. Chiamerà attorno a sé molti sacerdoti - anche quelli che mi hanno tradito - e diventeranno santi e porteranno su tutta la terra il mio Vangelo e le mie virtù da essi vissute: me stesso, perché realmente mi vivranno come tu stessa mi vivi. Tutto quello che scrivi su queste pagine sarà il mio testamento, la tua vita vissuta in me sarà la via che essi dovranno seguire, poiché ti ho costituita fin dalla terra piccola santa dei miei sacerdoti. Inoltre la tua vita familiare sarà guida per le future famiglie che la mia mamma preparerà per l'avvenire con il rinnovamento di tutta la società umana.

10. 1962 - Domenica - Ho partecipato al pellegrinaggio che si è fatto in processione a Riffiano, in occasione della apertura del Concilio Ecumenico. Gesù in me ha offerto alla mamma sua tutte le preghiere dei convenuti perché siano accettati e realizzati i desideri che mi sono stati ispirati e che comprendono tutta l'Opera che ho fatto conoscere. Lungo il percorso non si è potuto tenere il completo raccoglimento, ma in Chiesa la mia preghiera l'ha fatta Gesù. Era lui che pregava la mamma in me, col mio cuore, con le mie lacrime, con le mie labbra.

10. 1962 - Lunedì - Voglio qui ricordare il pellegrinaggio di sabato sul monte. Per tre lunghe ore ho camminato sotto la pioggia sempre in preghiera, sostando nel luogo del tempio davanti al crocefisso per recitare la novena alla Vergine del rosario di Pompei. Tutto voglio dare di ciò che mi riesce possibile dare, perché si realizzano i desideri di Gesù. Tutto farò per preparare la via e la casa tutta nuova alla mamma sua e mia, perché ella da quel luogo chiamerà tutte le genti della terra alla fraternità e a tutti i popoli darà la pace e l'unità in una sola Chiesa, quella del suo Gesù, sotto la guida di Pietro: il Papa. Da questa casa Maria chiamerà alla santità i suoi sacerdoti e molti saranno veramente santi. Da qui Maria sarà la guida per le future famiglie delle nuove generazioni. Quest'opera sarà il completamento che il Santo Padre darà al Concilio da lui iniziato e i suoi desidèri, che sono gli stessi che Gesù ha ispirato al mio povero umile cuore tre anni or sono circa, si avvereranno con la catena di fede per mezzo della quale tutte le nazioni cattoliche, e non cattoliche, si legheranno attorno a Maria Immacolata, proclamandola, con il tempio a lei dedicato, Madre di Gesù, Madre di tutte le genti della terra e Regina dell'Universo. Per mezzo di lei il Padre nostro vuole stendere l'infinita sua misericordia su tutta l'umanità e si realizzeranno le profezie che Maria ha manifestato a Fatima agli umili pastorelli: si convertirà la Russia ed altri popoli che combattono la Chiesa di Gesù. 1 pagani, gli atei verranno illuminati di viva fede e tutti i popoli si sentiranno fratelli. Io sento continuamente nel cuore l'invito che la Madonna ha rivolto ai pastorelli: Pregate e fate penitenza perché tutti abbiano a salvarsi.
Oh, povere anime mie, care sorelle, desidero tanto di incontrarvi tutte in cielo! Per voi anime sorelle e per la santità dei miei sacerdoti tutti, io mi dono in Gesù al Padre in continua offerta di preghiere e penitenza. Amen.

22. 10. 1962 - Lunedì - Ave Maria - Mio Signore, quando per qualche giorno sono intensamente occupata in faccende che mi assorbono senza poter trovare il tempo disponibile di calma in cui intrattenermi col mio diletto, sola nel silenzio, in vero colloquio, mi sembra che veramente manchi qualche cosa alla mia vita. Nonostante che il mio pensiero sia sempre nella visione di Dio e la mia anima sempre in preghiera, tuttavia senza quell'Incontro ne risento come di una grande solitudine. Gesù nella mia ora di raccoglimento ai piedi di lui crocefisso, mi parla veramente e riceve per questa mia compagnia grande consolazione. Quale ammaestramento ne ho io! Quale desiderio di sofferenza! O mio Gesù, sentimi, Ti scrivo ora quanto io desidero ricevere. Non me lo negare! Hai portato con te in cielo Teresa Neumann, la tua stigmatizzata; essa ti viveva nei tuoi dolori. Ora non c'è altri che P. Pio che abbia le stigmate. Mi vuoi donare le tue stigmate nell'intimo del cuore? Vuoi farmi sentire i tuoi dolori tanto reali nel cuore? Come li sentiva la mamma tua? O mio Gesù, quello che hai dato da soffrire a teresa nella sua carne, fallo soffrire a me nel cuore più profondamente. Gesù mio sposo, sono la tua sposa, devo vivere tutto di te!

27. 10. 1962 - Sabato - Ave Maria - II cuore di Gesù soffre col mio cuore un dolore immenso e mi esorta ad offrirmi senza limiti per sostenere con la mia generosa e sentita offerta il peso immenso, affinché non rimangano travolte tutte le creature della terra. C'è l'agonia della morte, c'è il terrore della morte eterna che mi fa tremare il cuore, che lo fa sanguinare. Gesù mi ha voluta per aiutarlo e ne sento immenso dolore perché non trovo chi voglia collaborare. Eppure dovrà venire accolto dalla mia umile voce il suo messaggio. Eccolo: invitare tutte le genti a rivolgersi con fede unanime a Maria Immacolata dedicando a lei und tempio affinché sia invocata Madre di tutte le genti e Regina dell'Universo. Con questa unione di fede ella ci darà la vera pace e la fraternità fra tutti i popoli. Oh, che le mie labbra non si stanchino mai di ripetere l'Ave Maria, come una dolce armonia soave, ad invocare l'aiuto per iniziare questa catena di fede, salvezza sicura per tutta l'umanità.

28. 10. 1962 - Domenica - Festa di Cristo Re - O mio Gesù, quasi all'inizio della mia giornata voglio mettere sul mio diario il più bel pensiero per te, in questo giorno in cui si celebra la festa della tua universale regalità. O mio sposo, se tu sei il Re d'amore dell'universo intero, fa' che un giorno non lontano tutta l'umanità implorante pace proclami Regina dell'universo Maria, tua e nostra mamma. Se tu sei il Re Sovrano, riconosciuto e festeggiato in questo giorno da tutti i credenti, è dovere di giustizia che anche Maria Immacolata tua Madre sia riconosciuta e festeggiata in un particolare giorno, proclamata Madre di tutte le genti e Regina dell'Universo. Fra poco, durante la S. Messa, solo questa sarà la mia supplica: che si accetti presto l'iniziativa del tempio per la pace dedicato a Maria Immacolata.

4. 11. 1962 - Domenica - Ave Maria - Sono stata sul monte insieme a B. per la prima volta, a mostrarle il posto del tempio. Abbiamo recitato insieme il rosario. La Vergine Santa ascolterà di certo tutte le preghiere che le rivolgo per l'iniziativa e tutte le preghiere che offrono sempre nuove persone. Stanotte ho fatto un sogno. Stavo sul monte, ho visto tanta gente che veniva lassù; una processione con molte suore alla sommità si fermava pregando, quasi in attesa di qualche cosa che doveva sorgere su quel luogo, che era anche recintato. Lo sguardo della gente era rivolto verso il cielo e pregavano, io ho chiesto che cosa aspettassero e mi riposero che nella luna dovevano vedere qualche cosa di straordinario. Intanto veniva altra gente. Poi il sogno finì perché mi sono svegliata, era già mattina.

5. 11. 1962 - Lunedì - Ave Maria - Per tutta la mattina durante le mie occupazioni ho sentito il richiamo del mio Gesù che mi voleva con sé nel silenzio. Quasi mi trascinava, o mi sbarrava il passo, lo sentivo. Alle 14 e un quarto mi sono ritirata da ogni occupazione e con lui ho parlato, ho pianto.
Ecco o mio Gesù, ho sfogato il mio dolore. Ho deposto ai tuoi piedi il mio peso, nel breve tempo di meditazione, di intima unione. Mentre io lo deponevo, tu mi hai voluto caricare di un altro peso che devo portare per meritare, e per alleggerirlo ai tuoi sacerdoti. Mi hai fatto presente la necessità di soffrire per loro, perché essi ti fanno soffrire. Non sono come tu li vuoi e io devo riparare, devo soffrire perché tu, o mio sposo, hai accettato la mia vita per la santificazione di questi tuoi primi diretti collaboratori alla salvezza dell'umanità.
“Mia piccola anima, tu sei la piccola santa dei miei sacerdoti fin da ora che stai sulla terra, e io sarai in cielo. Ora meriti per loro e tieni lontani i demoni da tutti quelli che ti affido maggiormente facendoteli conoscere; invece quando sarai in cielo tutti coloro che t'invocheranno avranno la grazia di sentire la chiamata alla santità e si santificheranno. Ti pregheranno, e tu tutti esaudirai. Le preghiere che vai recitando continuamente sono tramutate in candidi petali e vengono deposti in grembo alla mia mamma. Quando sarai in cielo con me, tu sai che li hai da prendere ad uno ad uno e consegnarli alla mamma mia, perché la grazia che chiederanno a te, mia piccola anima, passerà per le mani di Maria e la riceveranno da lei.
A tutti quelli che verranno nel tempio che tu farai erigere sul Monte Benedetto di Tirolo sopra Merano, e pregheranno con fede, tu otterrai abbondanti grazie, per le mani di Maria. E ancora tutti coloro che passando di là si fermeranno e reciteranno l'Ave Maria, otterranno di salvare la propria anima. Mia piccola bambina, sposa del mio cuore, chiedimi grazie ed io ti esaudirò per tutti; vai sul monte in preghiera e Maria te le darà."

11. 1962 - Lunedì - Ave Maria - Ieri siamo stati a Tirolo a trovare una buona persona alla quale abbiamo chiesto l'appoggio per poter avere il terreno su cui costruire il tempietto alla Madonna. L'abbiamo trovata in casa e ci ha promesso tutto il suo aiutò. Se otterremo il posto, la mia Madonnina sarà portata lassù e di là ella comincerà a spandere le sue grazie a quanti reciteranno l'Ave Maria, a quanti la invocheranno vicini e lontani. Mio Signore, sarà più intensa la mia umile preghiera perché non devo pensare ad altro che a compiere la missione che mi hai affidato, lasciandoti vivere in me tranquillamente e accettando ogni pena.

11. 1962 - Martedì - Ave Maria - Gesù mio sposo, le lacrime che ho versato ora inginocchiata ai piedi della croce con te crocefisso morente, doniamole al Padre perché sia accolta con fede la mia voce da quelle persone di TiroIo cui mi rivolgerò domani per chiedere il terreno su cui far sorgere il tempietto con l'immagine di Maria, mamma tua e nostra.

15. 11. 1962 - Giovedì - Ave Maria - Ieri sono stata a Tirolo. Con quella buona signora sono andata sul posto prescelto, che essa non conosceva. Poi siamo scese a Merano e l'ho accompagnata a casa mia per farle vedere la statua da collocare nel tempietto che si farà, se ci verrà dato il terreno. Io prego e piango. Oggi ho un dolore nel cuore che mi fa molto soffrire e non so rendermi conto del motivo.
Devo soffrire per accompagnare con le lacrime la mia preghiera, ecco tutto. Stamattina durante la consacrazione nella S. Messa, Gesù ha riempito il calice del mio cuore con il suo sangue, perché sia versato attraverso le mie lacrime. Mio Gesù, soffro i tuoi dolori, piango per te; tu non puoi più soffrire, io lo faccio per te,-perché tu mi vivi, e i dolori morali che sento sono i tuoi dolori, perché vedi l'umanità tutta in pericolo. Non vogliono ascoltarti per mezzo di nessun invito, di nessuna voce. Prego e piango e soffro perché si allontanino dalle anime i demoni ed esse possano sentirti.

28. 11. 1962 - Giovedì - O mio Signore, quanto si sta bene insieme con te! Mi hai chiamata, mi hai attesa, mi hai trattenuta. Io mi sono fermata e sempre resterò con te. Cercavo dalle creature qualche cosa per appagare il mio cuore che voleva l'amore pieno. Ma cosa mi potevano dare, se come me esse sono niente? Soltanto vivendo in te, noi niente, siamo tutto; perché Tu, vivendo in noi, sei tutto in noi.
Mio Gesù, come si sta bene in te! Quanta pace nel cuore, quanta gioia anche nel dolore! Non si può amare Gesù senza sentire vivo il desiderio di spogliarci di noi stessi e di distaccarci dalle creature. Non si può amare Gesù senza sentire l'amore per i suoi dolori, il desiderio di soffrire come lui ha sofferto. Non si può amare Gesù senza meditare la sua morte sulla croce e piangere il suo sangue attraverso le nostre lacrime. Non si può amare Gesù senza sentire l'amore ardente per la salvezza delle anime. Non si può amare Gesù senza sentire lo sguardo buono del Padre che ci guarda e ci segue. Non si può amare Gesù senza sentire l'amore infinito dello Spirito Santo che ci avvolge e illumina. Non si può amare Gesù senza sentire il più tenero amore per, Maria sua Madre, divenuta Madre nostra nel dolore ai piedi del suo Gesù morente sulla croce. O Gesù dolce sposo, tu solo sai se l'anima mia ti ama quanto tu desideri. Se non sono giunta a tale misura d'amore, fammi arrivare presto e consumami in te.

2. 12. 1962 - Domenica - Ave Maria - Ieri non sono riuscita a scrivere un solo pensiero. La mia giornata è stata intensa di lavoro e di preghiera. Era il primo sabato del mese e volevo andare in pellegrinaggio sul monte. Come riuscire a trovare il tempo? Dovevo fare in modo che tutto fosse a posto in casa prima. Non volevo dirlo a nessuno. Alle tre e mezzo del pomeriggio avevo messo tutto in ordine. Era abbastanza tardi per riuscire a far ritorno prima delle cinque, l'ora che ritorna a casa mio marito, e per quell'ora volevo proprio trovarmi a casa. Sono partita. Soffiava un vento molto forte e faceva freddo. Da casa, ai piedi della mia Madonnina, ho cominciato a pregare e poi via di corsa per la solita strada. Sono arrivata su al crocefisso affaticata ma contenta di aver potuto mantenere la promessa. Avevo freddo e mi sono rifugiata sul piccolo angolo dove sorgerà la cappellina alla Vergine. Ho recitato la novena alla Madonna del rosario di Pompei, poi ho baciato quel posto, la roccia, ho baciato il crocefisso del capitello che sta lì vicino, vi ho messo i fiori che avevo portato e pregando sono scesa di corsa. Come avessi le ali sono arrivata 15 minuti prima della cinque, così tutto era in regola.
Come sono stata felice di aver fare il pellegrinaggio! Amo tanto quell'angolo dove Maria metterà il suo piede per benedire e salvare le genti della terra. Per me quel luogo ha tanto valore come ci fosse stata un'apparizione. Ho fede di potervi presto esporre la bella immagine alla venerazione di tutti. E lei, Maria, comincerà a spandere la misericordia del Padre su tutti, su tutta la terra. Appianami la via, mio caro S. Giuseppe. Gesù in cielo ti ha dato ogni potere per aiutarmi. Quando stavi sulla terra, il Padre ti aveva affidato la custodia di Maria e di Gesù. Tu dovevi provvedere al necessario per loro, affinché si adempisse l'opera della misericordia per l'umanità caduta nel male. Adesso dovrai fare altrettanto perché io possa preparare sul monte, sul luogo segnato dall'arcobaleno, la cappelletta, e mettervi l'immagine di Maria. Gesù lo vuole. Sono suoi desideri manifestati con tanta insistenza al mio cuore. Ma nessuno ha accolto questo invito. Allora seguirò Gesù in tutto ciò che mi viene suggerito di fare attraverso la preghiera. Prepareremo la cappellina a nostre spese e vi andremo sempre a pregare. Maria si manifesterà e darà al suo Gesù quello che Gesù attende.

10. 12. 1962 - Lunedì - Ave Maria - Oggi la Chiesa ricorda la traslazione della Casa di Nazareth, la casetta che ospitò Maria, Gesù, Giuseppe. Essa fu trasportata dagli Angeli in seno alla Chiesa perché fosse per sempre custodita. In questo giorno andrò lassù sul monte e pregherò perché anch'io possa avere l'aiuto degli angeli per costruire la piccola cappella che Gesù desidera per la sua mamma. Egli vuole che da quel posto ella chiami in questo tempo tutte le genti per far loro conoscere il suo Gesù affinché abbiano la salvezza eterna tutti i più ostinati peccatori.

19. 12. 1962 - Mercoledì - Ave Maria - Stamattina è stata celebrata una S. Messa secondo le mie particolari intenzioni. Spero che S. Giuseppe mi prepari la via e mi apra la porta di quel piccolo angolo di terra per potervi edificare la nuova casetta per Maria. Egli, quando arrivò a Betlemme, non trovò chi desse loro una stanza e si rifugiarono in una grotta. Io non ho trovato nessuno che prendesse in considerazione quello che ho manifestato secondo i desideri di Gesù. Anch'io come Giuseppe, mi rifugerò presso una grotta: un piccolo angolo ai piedi di un dosso, e qui costruiremo un tempietto a Maria, che ha da dare salvezza al mondo, a innumerevoli schiere di anime. Ma Giuseppe faticò molto per trovare anche la povera grotta. Così io dovrò faticare e pregare molto per poter avere quel piccolo angolo di roccia lassù, sul monte segnato dall'arcobaleno.

22. 12. 1962 - Sabato - Ave Maria - Oggi sono andata sul monte. La Vergine Santa mi aspettava. Ho fatto questo pellegrinaggio in spirito di unione col viaggio che Maria e Giuseppe fecero per andare a Betlemme. Maria soffriva e il suo cuore era in trepidazione perché sentiva imminente l'ora del suo Gesù, che doveva venire a portare la luce al mondo oscurato dal peccato. Quando mi sono incamminata il vento cominciava a soffiare forte, gelido. Ho camminato in fretta, alle tre ero sulla cima. Dopo la preghiera alla Vergine del rosario di Pompei, ho baciato il posto dove metterò l'immagine, poi ancora una preghiera davanti al crocefisso, un bacio alle piaghe dei suoi piedi, e sono, ripartita pregando. La Vergine Santa mi fa sentire che è in trepida attesa di essere messa lassù e mi invita a pregare e a far penitenza, a fare spesso il pellegrinaggio sul monte, perché solo con tutto questo il demonio si leverà di mezzo e S. Giuseppe potrà precedere il mio cammino e spianare la via. Io pure sono in trepida attesa e faccio tutto quello che il mio Gesù mi suggerisce nel cuore. Egli mi dice di attendere silenziosa.

30. 12. 1962 - Domenica - Ave Maria -. Gesù, mio sposo immacolato, sento che sei tu che guidi la mia mano a scrivere questi pensieri perché le lacrime scendono lente dalle mie pupille, segno questo che mi sei vicino. Mio Gesù ti sento, sei qui con me, sono sola con te. Non vedevo l'ora di trovarmi sola per dare sfogo al mio amore per te e tu mi aspettavi per riceverlo. O mio Signore, quanto dolore nel tuo cuore! Nel mio lo sento forte come una ferita. Tu mi hai voluta, niente quale sono, per compiere una grande missione. Ma non hai visto prima che sono niente, e niente sarò? - O mio dolce sposo, piangerò, pregherò, soffrirò, questa mia nullità altro non sa darti. Non ascoltano, o mio Signore, quello che ho fatto loro conoscere, i desideri del tuo cuore manifestati al mio. Cosa dovrò fare allora? Mi hai detto di attendere in silenziosa preghiera, ma io temo sempre di non rispondere a tutti i tuoi desideri e di essere la causa di questa poca corrispondenza. Sostienimi, o Gesù, in questo immenso dolore per la sorte di molte anime che non possono trovare la salvezza eterna. Mio Gesù, tu vuoi che la tua mamma sia conosciuta e invocata da tutte le genti affinché per mezzo suo possano avere la salvezza. O Gesù, mi hai voluta per compiere questa grande missione: aiutami e dammi presto un raggio di speranza! Manda S. Giuseppe a spianare la via e lo Spirito Santo ad illuminare le menti di quelli che mi dovranno dare aiuto.
Grazie di avermi concesso stasera di stare un poco con te in questa vera intimità.


ANNO 1963

8. 1. 1963 - Martedì - Mio Signore, mi hai ripetuto che devo ancora attendere, non è giunta l'ora; che devo ancora molto soffrire e pregare ed essere tanto buona; che devo tracciare la via all'umanità perché abbia a rivolgersi alla mamma, l'Immacolata, per avere la pace e tutto quello che sarà necessario seguire per mantenerla. Ai sacerdoti, perché molti saranno chiamati da Maria alla santità; ma io dovrò precederli vivendo te, che mi vuoi loro piccola santa. Gesù vuole che la mia vita, in lui scomparsa, sia l'esempio che dovranno seguire scomparendo sotto la sua immagine per lasciarlo vivere in loro, onde avvenga che Gesù viva ed operi realmente in ogni sacerdote.
Alle nuove famiglie, perché la santità umana si rinnoverà quando si darà ad ogni nuova famiglia la preparazione e l'educazione necessarie per quelli che sono i doveri di ogni nucleo familiare: padre, madre e figli. Il mio Signore, che mi ha chiamata a questa grande missione, è lui che mi è maestro e guida. Sotto la sua luce preparerò la via da seguire. Anche se io non vedrò spuntare il seme, so tuttavia che assieme a lui sto preparando il terreno e sto seminando in silenzio sotto lo sguardo del Padre il quale attende di poter mettere nelle mani di Maria la sua infinita misericordia verso tutte le anime viventi sulla terra, perché ella le porti alla salvezza.

13. 1. 1963 - Domenica - Gesù, mio diletto, ora illumina la mia mente della tua sapienza e fammi scrivere quello che tu stesso vorresti scrivere. Dettami ogni pensiero, ogni parola. - Chiedi ad ogni persona che ti suggerirò io al cuore, quanto segue. Se vuole unirsi in spirito di fede e con la volontà di camminare sulla via della perfezione, in silenzio, al desiderio di vedere realizzata l'opera che presenti.
1 - Anche nel solo desiderare un'opera che porterà alla umanità un bene immenso, la persona che vi aderisce ha grande merito davanti a Dio Padre.
2 - Alla persona cui rivolgi l'invito, è richiesto con carità somma di pregare e meditare davanti a me, Gesù, per dieci giorni prima di rispondere, perché io possa illuminarla; dopo di che è pregata cortesemente di rispondere, e ciò le è chiesto come un atto di carità anche in caso che non volesse aderire all'opera.
3 - Vi potrà aderire qualsiasi persona nubile o sposata che intenda vivere il mio Vangelo uniformandosi a me stesso, intensificando sempre più la fede e il desiderio di realizzare l'opera.
4 - Ogni aderente dovrà impegnarsi col mio aiuto, che senz'altro gli darò, a voler vivere sempre in stato di grazia. Cioè: non volere il peccato mortale e lavorare per evitare anche il peccato veniale; ciò è necessario perché la comunità ha da possedere un tesoro di grazia sul quale i miei doni (dello Spirito Santo) scenderanno in grande abbondanza come un fiume in piena, da riversarsi poi su tutta l'umanità per mezzo dell'opera, la quale in conseguenza di questo tesoro di grazia si svilupperà presto.
5 - Chi desidera aderire dovrà osservare questi punti: vita di grazia, meditazione ogni giorno, preghiera, e chi può la S. Messa e la S. Comunione ogni giorno o almeno spesso. Fede, preghiera e desiderio di realizzazione dell'opera. Offrire tutto di se stessi per le intenzioni dell'opera stessa.
6 - Chi non aderisce è pregato di non parlare con nessuno dell'invito ricevuto e chi sentisse il desiderio di aderire è pregato ugualmente di non chiedere consigli a seconde persone tranne che al confessore, se vuole; poiché è un semplice invito che si fa e non richiede alcun impegno formale verso nessuno. Si tratta soltanto della libera volontà di vivere in grazia santificante, camminare sulla via della perfezione vivendo il Vangelo; aver fede e donare tutto di sé per realizzare l'opera, ciascuno nello stato di vita in cui si trova. Chi aderisce, qualora non volesse più restare impegnato, può in qualunque momento ritirare il suo nome dalla comunità e del tesoro di grazia che avrà donato resterà sempre il merito davanti al Signore e il bene a vantaggio dell'opera; vi potrà inoltre ritornare in qualunque altro momento.
7 - A tempo maturo darò la grazia di poter iniziare un lavoro di riconoscimento e di accettazione da parte delle autorità.

14. 1. 1963 - Lunedì - Mio Gesù, nonostante che non abbia compiuto nessun passo avanti so che l'opera che tu mi hai suggerita si realizzerà. Essa è già iniziata fin dal primo momento che io ho acconsentito ai tuoi pensieri ed ho cominciato a pregare. Dinanzi a te il tempo non conta. Anche se le tue creature non accettano presto e di buona fede questa iniziativa, tu sei buono e aspetti perché sai che la misericordia del Padre sarà data ancora una volta alle tue anime per mezzo di Maria tua Mamma Immacolata e mamma di tutti noi poveri mortali. Ella verrà un giorno a posare il suo virgineo piede sul monte indicato a me dal tuo arco di luce: l'arcobaleno che ho visto quel giorno, festa del Corpus Domini. Gesù, mio diletto, ho scritto tante cose su queste pagine, ma tutte guidate dalla tua mente. Io non sono più che una figura, che rappresenta sì la mia persona umana, ma tutto di me appartiene alla tua persona, quindi la mia mente è tua, il mio cuore è tuo, la mia volontà è tua, e i pensieri scritti sono tuoi.

19. 1. 1963 - Sabato - Scrivo qualche punto suggeritomi al cuore durante il mio incontro con Gesù. È un riassunto dell'opera e mi dovrà servire per chiedere la collaborazione a persone buone cui la Vergine Santa mi suggerirà di rivolgermi. Esse dovranno collaborare offrendo se stesse e camminando verso la perfezione, affinché si possa presto riconoscere e iniziare il lavoro dell'opera. Dovranno avere fede e desiderio ardente che l'opera si realizzi. I capi di stato cattolici dovranno far erigere un tempio a Maria Immacolata con la partecipazione di tutti gli stati, direttamente o indirettamente, anche dei non cattolici e di tutte le genti della terra. L'iniziativa dovrà venire presentata al S. Padre come un omaggio di fede e di speranza che il mondo cattolico gli offre, chiedendo la sua collaborazione e quella di tutta la Chiesa. Il tempio verrà offerto alla Vergine come spontanea e ardente invocazione perché ci dia la pace per tutte le nazioni della terra e la conversione e la fraternità dei popoli e l'unità della Chiesa. Da questo tempio si vuole affidare alla Vergine SS. il compito di chiamare molti sacerdoti alla santità e di dare alle famiglie delle future generazioni un rinnovamento di vita cristiana.
Pertanto accanto al tempio dovranno sorgere due opere: una casa che si chiamerà Cenacolo per i Sacerdoti; e una scuola per la preparazione dei maestri che dovranno impartire ai giovani l'insegnamento prematrimoniale. Un'opera a favore dei sacerdoti e una a favore della famiglia. Nel tempio tutta l'umanità unita nella collaborazione, proclamerà Maria Immacolata Madre di tutte le genti della terra e la incoronerà Regina dell'Universo.

21.1. 1963 - Lunedì - Ave Maria - O Maria Immacolata, io confido che tu voglia presto posare il tuo piede su quel monte. Pregherò, e tu chiamerai molti per mezzo di altre anime a pregare con me perché tu possa donare al tuo Gesù il miracolo anticipato, come lui lo fece per te alle nozze di Cana. Non era ancora giunta l'ora sua, ma per le tue preghiere e per la compassione che hai avuto di quella giovane famiglia appena composta, egli anticipò il suo tempo. Maria, mamma nostra, per le preghiere che ora Gesù ti rivolge in me e per quelle di tante anime buone mie sorelle, anticipa il tuo tempo riguardo alla Misericordia del Padre che per le tue mani dovrà scendere su tutta l'umanità.
Dalla meditazione. - Gesù mi ha esortata a scrivere quanto segue. "Mia piccola anima, io mi sono sempre servito di anime semplici e nascoste per compiere anche grandi cose per il bene delle anime. E faccio questo per far capire a quelli che sono molto conosciuti nel mondo, e che forse si credono grandi, che invece sono niente se non pensano che io sono sopra di loro. E ciò lo devono riconoscere, altrimenti le loro opere si disgregheranno. I grandi della terra di questo tempo dovranno sapere quello che lo ti ho comandato di manifestare. Essi dovranno rivolgersi a mia Madre, perché ad ella ho affidato il compito di farmi conoscere a tutte le genti della terra affinché trovino la salvezza. Tu prega, soffri e cerca altre anime, molte, che si uniscano a pregare per i capi di Stato perché ascoltino i miei desideri."
Mio Signore Gesù, dopo aver letto un pensiero nel testo "Teologia della perfezione cristiana" mi sento profondamente confusa e umiliata per tutto quello che indipendentemente da ogni insegnamento, tu mi hai trasmesso direttamente, nell'intimità, pensiero per pensiero, fino a portarmi a vivere come tu hai desiderato: a vivere te stesso. Sei stato tu, lo so (e ora lo comprendo) che mi hai illuminata ad acquistare questo libro perché potessi trovarvi la conferma di tutto ciò che tu stesso mi hai suggerito al cuore giorno per giorno negli intimi colloqui con te. Mio diletto, mi sento sovrabbondare di ardente amore poiché tu mi vuoi vivere pienamente per offrire al Padre di nuovo, dalla terra, tutto quello che la mia umanità saprà offrire. Sei tu ora che scrivi questi pensieri, così speditamente. Io da me nulla potrei scrivere, o per lo meno impiegherei molto, molto per esprimere qualche cosa. Ora è il tuo cuore che al posto del mio sente un immenso amore per il Padre e lo offre come un tesoro di inestimabile valore. Ora sei tu che pensi alla tua immacolata mamma e la invochi perché venga presto in soccorso delle tue anime. O mio Gesù, io ti parlo, ma con le tue labbra, e ti vedo col dolce tuo sguardo. O mio sposo, come vorrei trovare molte e molte anime che ti lascino vivere in esse! Vorrei che la terra fosse popolata di altrettanti Gesù quante sono le creature viventi. Come sarebbe consolante incontrare le persone e sapere che tutte vivono di te! Adoro e ringrazio con te il Padre, o Gesù, io mi sento profondamente confusa per tanto che hai operato in questa tua piccola anima. Amo e ringrazio Maria tua mamma, è stata lei che ha voluto tutto questo per me, e senza nessun mio merito.

29. 1. 1963 - Martedì - Ave Maria - Nella meditazione il Signore mi ha manifestato quanto segue: "Io ho stabilito la mia dimora in te e tutto ciò che in te viene fatto, avviene di comune accordo; ma in questo senso: che tutto quello che è tuo io lo mando via per lasciare il posto soltanto a tutto ciò che è mio, poiché sono io che occupo tutto di te, mia piccola anima. Sta' tranquilla e non scomporti di fronte a nessun giudizio da parte di chiunque possa venire. Tu sola conosci l'intimità che il tuo Gesù ti ha concessa, perciò nessun giudizio umano la può turbare. Riguardo ai pensieri che scrivi sull'iniziativa del tempio, io ti manderò chi da parte mia personalmente ti darà una conferma. Oh, quanta consolazione portano le tue lacrime al Padre mio! Egli le vede: sono le mie, versate nuovamente da te, mia piccola bambina, perché te l'ho detto, io e te siamo una sola cosa e il Padre vede soltanto me."

30. 1. 1963 - Mercoledì - Ave Maria - Grazie, o mio Signore, che mi hai dato quello che mi hai promesso: l'aiuto, il consiglio spirituale di un sacerdote. È la conferma che tutto ciò che mi hai ispirato per l'opera, è tua volontà che io lo faccia conoscere e che faccia pregare per questa intenzione.

4. 2. 1963 - Lunedì - Ieri sono stata sul monte in pellegrinaggio. Avevo promesso di andarci in tutte le ricorrenze mariane ma sabato non mi è stato possibile. Ieri ero insieme con una buona ragazza, A., che ha aderito all'opera. Faceva molto freddo ma l'amore a Gesù, che mi vuole strumento in lui perché si realizzino i suoi desideri, mi fa superare ogni difficoltà e ogni sofferenza.

13. 2. 1963 - Mercoledì - Ave Maria - Lunedì 11 febbraio, giorno della prima apparizione di Maria SS. a Bernardetta, sono stata sul monte a pregare. Durante quattro ore di cammino ha sempre nevicato. Quei fiocchi bianchi che scendevano scherzosi dal cielo, li ho considerati come candidi angioletti che dal cielo venivano a prendere le intenzioni delle mie Ave, recitate in continuazione lungo il cammino. O mio Gesù, tutto ti offro di me, tutto quello che mi chiedi, e vado dove mi vuoi condurre perché io sono una cosa sola con te. Anche se avrò, e ho, tanto da soffrire, sono felice, poiché questo è il segno sicuro che l'Opera è tua e che verrà realizzata. A me le spine, a Maria le rose. Io le stringerò fra le mani e Maria le stringerà nel cuore. Le mie spine sono i peccati che ho da espiare, di tutte le anime che Maria ha da salvare, e le anime sono le rose che lei si stringerà forte al cuore e poi le condurrà a te, o mio dolcissimo Gesù.

26. 2. 1963 - Martedì - O Gesù, eccomi. Scrivo tutto quello che vivo, e tu vuoi che molti dopo di me lo vivano, specialmente i tuoi sacerdoti. Oh, come desidero ardentemente di trovare tante anime che si donino alla santità per poter ricevere i tuoi doni di grazia e aiutarti a salvare le anime sorelle! O mio Gesù, mi hai voluta per compiere una grande missione per te. Io lo so, me lo hai detto anche adesso, e vuoi che lo scriva. Mi hai detto che nessuna tua parola passerà, perché tutto quello che hai rivelato a me nei desideri dell'Opera da far conoscere, si avvererà. In qualche modo, non lo so, e non è per me il saperlo. Io so soltanto che tu mi tieni per mano e mi accompagni per tutte le vie, fino a che gli uomini accetteranno. Si troveranno sull'orlo del precipizio ma io sono tranquilla, so che Maria tua Madre verrà a porgere il suo aiuto. Grande sarà, o mio Gesù, il dolore che sentirai in me per tanto peso da portare, ma in te io sarò forte quanto è forte l'universo intero, perché io non sono più, ci sei tu in me.

14. 3. 1963 - Giovedì - Ave Maria - Durante la S. Messa mentre pensavo alle persone cui mi rivolgerò per chiedere l'adesione spirituale all'opera, Gesù mi ha fatto sentire che tutti quelli che risponderanno generosamente all'invito, avranno l'aiuto diretto da lui per la loro santificazione. Il maestro della comunità silenziosa è lui, Gesù, che nel silenzio di ogni anima parlerà e concederà ad ognuna di raggiungere una perfezione sicura; ad ogni anima con una particolare differenza dalle altre in modo da formare un grande giardino di svariati fiori, uno più bello dell'altro, uno più profumato dell'altro, con le corolle e il profumo sempre protesi verso l'alto in continua offerta al Padre e a Maria, la Madre, che ha da venire in mezzo a questo bellissimo giardino per chiamare tutte le anime da portare a Gesù.

21. 3. 1963 - Giovedì - Ave Maria - Ogni giorno il Signore mi fa conoscere qualche, cosa delle anime, in quali condizioni si trovano; perché io possa offrirmi in continua preghiera per la loro salvezza. Gesù, per mezzo dell'apostolato mi mette a contatto diretto delle miserie di cui le anime sono piene, poi egli mi chiama al silenzio e alla preghiera, con lui, perché la preghiera da lui stesso offerta al Padre sulla terra con la volontà viva di una sua creatura, può allontanare dalle anime il demonio. Io voglio in tutti i momenti essere in continua preghiera per questi desideri di Gesù.
Quale grazia ho ricevuto ieri da Maria, la mia Madonnina che ho pregata! Ella forse ha detto a S. Giuseppe di allontanare gli ostacoli che si erano messi di mezzo. È venuta da me quella buona signora che mi doveva aiutare a preparare il posto sul quale realizzare il tempietto che dovrà essere il seggio di Maria. Chissà che un giorno non possiamo portare lassù la statua alla venerazione di quanti passeranno di lì! La Vergine non mancherà di dare fin dal primo momento una grazia particolare a tutti. Lo so, Maria quando sarà su quel monte comincerà subito a spandere le sue grazie. Ne ha tante, e non le può contenere! Le pesano tanto, e le anime hanno sete delle sue grazie; quando le riceveranno non avranno più bisogno di altro.

25. 3. 1963 - Lunedì - Annunciazione di Maria - Anch'io in questo giorno, o mio Signore, ricordando il grande Fiat della tua mamma pronuncio il mio fiat. Sono il tuo niente, davvero la creatura più misera e povera che sia mai esistita ed esisterà sulla terra. Eccomi, o mio Signore, accetto di fare tutto quello che vuoi da me, di ascoltare e seguire i desideri che ti degni manifestare al mio povero cuore. Sono la tua bambina, umile e semplice, cammino tenuta per mano da te.

5. 4. 1963 - Venerdì - Primo del mese - Mio caro e buon Gesù, abbiamo offerto insieme durante questi giorni. Mi hai fatto sentire tutta l'amarezza tua per i sacerdoti che vivono la loro vocazione restando attaccati col cuore alle creature e a tanti interessi e preoccupazioni materiali. Oh, mio Gesù, quel viaggio che ho fatto per andare a trovare un tuo sacerdote, mi ha confermato la realtà di tutto ciò che mi hai detto fin dall'inizio, quando ho rivelato a questo sacerdote i tuoi desideri esposti nell'opera che mi hai ispirata. Mio Gesù, che mi hai tanto prediletta nel manifestarmi continuamente i tuoi dolori e facendomeli sentire e vivere realmente, io sarò sempre con te! Distaccata da tutto, vivrò continuamente il tuo amore immenso, il tuo dolore infinito per le anime che sono senza la tua luce e vanno perdendosi. Vivo questo tuo amore e dolore e quello della tua mamma, perché ad ella ci hai dati in consegna ai piedi della croce.
Ora scriverò la preghiera che mi hai suggerito mentre stavo innanzi a te ai piedi dell'altare, stamattina, nell'ora di adorazione.
“O Gesù dolcissimo che ci hai chiamati a preparare la base spirituale di una grande opera, per mezzo della quale tu vuoi che Maria Immacolata tua mamma venga a portare sulla terra la pace e la fraternità dei popoli, l'unità alla tua Chiesa e grande santità ai tuoi, chiamati a guidarla, e rinnovamento di tutta la grande famiglia umana, ti ringraziamo per il grande privilegio che hai voluto donare a noi! Ci hai chiamati invitandoci a camminare sulla via della perfezione, e noi abbiamo risposto sicuri del tuo aiuto. Gesù, sposo delle anime nostre, tu ci vuoi santi e noi risponderemo alla tua grazia con volontà costante. Riuniti insieme nel medesimo intento, guidati da te prepareremo la via e il campo sul quale farai scendere Maria, l'Immacolata, in mezzo a tutti i tuoi figli. A lei ci hai affidati ai piedi della croce, e lei tutti ci ha da portare a te. Maria ha da venire e lo ha promesso, ma ella potrà farlo soltanto se le prepareranno la via e un grande tesoro di grazia e di fede. Così tu vuoi, o Gesù, e così sia. O Maria Immacolata, ti invochiamo con voce unanime Madre di tutte le genti e Regina dell'universo. Vieni presto; aiutaci dal cielo, che noi vogliamo prepararti la via! Gesù vuole che tutti ti conoscano perché tu possa portare tutti alla salvezza e al paradiso.
O S. Giuseppe, che durante la tua vita terrena hai sempre pensato e preparato tutto alla tua sposa Maria e a Gesù, hai tolto gli ostacoli e i pericoli sul loro cammino, aiutaci con la grande provvidenza che a te ha affidato il Padre Celeste. In te confidiamo. E così sia." - Ci sarà poi l’unione spirituale tre volte al giorno nella recita dell'Angelus di tutti gli aderenti.

8. 4. 1963 - Lunedì - Ave Maria - La santità richiede un distacco totale da ogni cosa terrena e da ogni creatura. L'anima deve essere pienamente immersa in Dio, sotto l'immagine di Gesù, Dio fatto uomo. Per l'anima che Gesù chiama alla santità, la vita terrena deve essere il preludio di quella celeste: la prima copia, o meglio, la brutta copia, perché riesce pur sempre difficile giungere a quel livello di distacco e nel contempo di alta carità in cui verremo a trovarci quando saremo in Paradiso. Il distacco dalle cose terrene è forse un po' più facile raggiungerlo, non altrettanto facile riesce il distacco dalle creature nel senso così concepito: amare di uguale amore tutte le creature, senza nessun attaccamento particolare, neanche per le più vicine al nostro cuore. Tutte senza distinzione, proprio come il Padre ama gli eletti nella sua casa, e come Gesù ama tutte le anime sulla terra.

11.4. 1963 - Giovedì - Ave Maria - Sono stata sul monte, non solo per il pellegrinaggio ma per sentire se mi concedono il posto per mettervi la Madonnina. Niente da fare, chi mai pensa a Maria SS.? Il mondo è tutta una corsa al denaro, all'egoismo.
O Maria Immacolata, nonostante questo vivere così indifferente verso la vita futura e la vita di grazia da parte delle tue creature, abbi pietà e perdonaci. Vieni, o mamma buona, a salvare quelli che Gesù ti ha affidati.

12. 4. 1963 - Venerdì Santo - Ave, Maria Addolorata, inno d'amore al Padre: O Padre nostro infinitamente buono e santo! Tu mi hai dato la vita per un atto d'amore che hai voluto trasmettere, per far esistere un essere che possa amare come te. Io ti ringrazio col ringraziamento di Gesù, l'immacolato tuo Figlio, e col grazie purissimo e dolce di Maria, Colei che di Gesù fu Madre per la natura umana. Padre mio buono e santo, sento il mio cuore inondarsi d'amore per te, perché il mio ringraziamento e il mio amore sono quelli di Gesù e di Maria. Da loro accetti tutto ciò che ti viene offerto. Io sono in loro e in Loro mi offro a te, con loro opero per te. Padre buono, le mie labbra, il mio cuore, la mia mente, sono di Gesù e di Maria. Come sono felice di offrirti il mio amore infuso nell'universale, sconfinato, infinito amore di loro! Guardami, o Padre mio: guardando a me vedi il tuo Gesù che di questa piccola tua creatura ha preso pieno possesso. Guardami, o Padre mio, guardandomi vedi il tuo Gesù accanto a Maria sua Madre, perché ella sta sempre insieme al suo Gesù. Guardami, o Padre mio, guardando a me vedi tutte le anime esistenti sulla terra, che il tuo Gesù copre col prezioso sangue e te le mostra così perché tu, o Padre, le accolga purificate dal sangue suo. O Padre, le lacrime Gesù le fa uscire dalle mie pupille come le gocce di sangue uscivano dalle sue ferite, e vuole che siano dello stesso valore per la purificazione delle anime.
Il mio cuore è aperto da una ferita che Gesù ha voluto aprire con l'immenso suo dolore; e rimane aperto da questa ferita, proteso come un calice sempre disposto, come sull'altare, a ricevere il sangue suo che viene poi versato attraverso le lacrime che scendono dai miei occhi. O Padre mio, voglio amarti in Gesù per tutti quelli che non ti amano!

1. 5. 1963 - Ave Maria - Ogni giorno su queste righe, durante questo mese, voglio cantare a Maria, la mamma del mio Gesù, il cantico più bello e soave che sgorgherà dall'anima. Sarà l'espressione viva e reale di Gesù che lo fa passare attraverso l'anima mia; di lui stesso che mi vive e mi occupa fino alle più intime fibre. O Maria, mamma mia adorata, io scrivo i pensieri più belli che il tuo Gesù pensa con la mente di questa piccola anima che egli possiede e della cui mano si serve per scriverli. Tu dunque lo sai: chi ti parla è Gesù. Da questa valle ove sono tutti i tuoi figli, ti invocherà per loro. "Mamma dolce e cara, io sono nuovamente sulla terra; chi mi ha lasciato il suo posto è una piccola anima, di tutte la più piccola, il niente più assoluto. Tu la conosci bene ma ora in essa vedi soltanto me, il tuo Gesù. Questa mia piccola creatura mi porta come mi portavi tu quando il Padre mio ti aveva chiesto di lasciarmi il posto in te, sulla terra. O mamma mia, benedici dal cielo questa mia bambina, perché tale essa è agli occhi miei. Amala, perché io in lei ti preparerò la via e la casa, perché voglio che tu venga su questa valle di pianto a consolare i miei e tuoi figli, a convertirli e a rimemorarli di me.
O mamma mia dolce e cara, il cielo tutto voglio che sia espresso su queste pagine durante il mese di maggio dedicato a te, alla devozione delle anime che ti amano."

5. 1963 - Giovedì - Ave Maria - .O Maria immacolata e bella, mille e mille voci ti hanno invocata stasera in tutte le chiese sparse ovunque sulla terra: sui colli, sui monti, sul piano, nelle valli. Ave Maria! Ave Maria! Santa Maria! Santa Maria! Si alternano le voci, in melodiosa armonia. E i bimbi innocenti, festosi e giulivi, correvano, chiamati dal dolce suono di mille concerti. Prostrati, silenti, con le mani congiunte ai piedi dell'Altare cantavano inni con voce soave. O dolce Maria, tu guardi i tuoi figli che a me vuoi portare e gioisci di quelli che vedi inginocchiati presso l'Altare; ma il tuo cuore è in pena, in grande pena per i lontani, i malati, i traviati, e tutti vorresti riportare al tuo Gesù che li ama."

5. 1963 - Primo Venerdì di Maggio - O mamma mia Immacolata, voglio dirti ora il mio più bel pensiero mattutino. È venuto Gesù or ora nel mio cuore così piccolo per rinnovare la trasformazione con la sua bambina. II mio pensiero non è mio, lo sai bene, è il pensiero stesso del tuo Gesù che di me vive. È lui che ti parla: "O dolce mamma, soave e bella, il tuo volto splende e illumina tutte le cose dalla Trinità create; le illumina perché tu della Trinità sei il tempio e l'Amata. O mamma, come risuona melodioso e trepido al cuore il nome con cui ti chiamo ancora dalla terra: mamma!"

5. 1963 - Primo Sabato di Maggio - Tutti i fiori che la terra fa germogliare con i vari profumi e la loro bellezza sono una pallida apparenza di splendore e di profumo, di fronte alla bellezza e al soave profumo di amore e di bontà della Vergine Immacolata. Il cielo tutto ne è rapito, ogni cosa splende e riceve luce dal suo splendore e dalla sua bellezza. Quanto sei bella, o mamma mia. Quanto sei cara! Quanto sei buona! Tu salverai tutte la anime, perché troppo buona sei.

5. 1963 - Domenica - Ti ho vista, o Maria, nello splendore di luce, in cielo, di cui sei perennemente circonfusa. Attraverso la mia trasformazione in Gesù, attraverso lui stesso ti ho vista quale sei ora in cielo. In te è la luce che illumina tutto l'universo. Da te escono i raggi luminosi che abbracciano l'infinito orizzonte e si trasformano in miriadi di stelle. Così ti ho vista, o Maria, un giorno mentre stavo in adorazione davanti a Gesù esposto sull'altare. Egli, che nell'ostia immacolata è tutt'uno con il mio niente, mi trasportò lassù ove tu sei, o mamma dolcissima, perché io ti vedessi quale sei nella gloria.- piena di grazia, piena di luce, perché della grazia e della luce tu sei il tempio. Il tempio sei della SS. Trinità.
Ave Maria! - Maria, il tuo nome dovrà risuonare su tutta la terra, dal labbro di tutte le genti. Tu, che in cielo sei lo splendore che illumina e dai gloria alla Trinità più che tutte le creature insieme, tu che della Trinità sei il tempio splendido e luminoso, trasparente di luce, e mostri alle anime in gloria chi abita in te, tu o Maria, hai da mostrare anche qui sulla terra chi sei e chi porti. Come in cielo col tuo splendore illumini ogni cosa dalla Trinità creata, così i tuoi raggi di luce dovranno arrivare fin nelle profondità più tenebrose di ogni anima che il tuo Gesù ti ha affidata. Tutti i tuoi figli pellegrini sulla terra dovranno conoscerti, invocarti e pensarti. Io lo voglio, o mamma mia, perché è così nel desiderio della Trinità che in te abita.

7. 5. 1963 - Martedì - Maria, tu sei la stella che illumina l'universo e sei la Madre dolce e cara. perché non posso farti conoscere e farti amare da tutte le creature che nel petto hanno un cuore capace di amare, e una intelligenza sufficiente per poterti conoscere? Oh, mamma buona, stella meravigliosa che dai luce a tutte le miriadi di stelle che spaziano nell'immenso universo, manda i tuoi raggi in tutte le anime! Fa' che ti conoscano tutti i tuoi figli fin che sono ancora sulla terra, in cammino verso il cielo! Oh, Maria! tutti io voglio vedere insieme a godere col Padre, con lo Spirito Santo e con te.
Ave Maria - O Maria Immacolata e regina del santo rosario, così ti hanno invocata oggi migliaia di fedeli. O mamma, ascolta le invocazioni che io ti presento per tutti coloro che ti hanno pregato in questo giorno della supplica! Ascoltale perché si avverino i miei desideri: che non solo migliaia di voci ti invochino, ma che siano tutti i tuoi figli sulla terra con voce unanime ad invocarti, a pregarti e a cantare l'amore a te, con le canzoni più belle. Stamattina alle cinque siamo andati sul monte in pellegrinaggio e giorno verrà che moltitudini di persone vi andranno e tante grazie avranno da te, o mamma, e tanta conversione.

9. 5. 1963 - Ave Maria. - O Maria bella Immacolata! io voglio prepararti una via profumata di purezza e di santità. Tu ispirami di andare da tante persone e fa' che tutte si sentano felici dell'invito che da parte tua io rivolgerò loro. Mamma santa che di tutti i fiori hai preso la bellezza ed il profumo, fa' che ti prepariamo una via ed un prato ove tu possa piantare il tuo Seggio, il più possibile degno della tua bellezza, del tuo profumo, dell'amore che ci porti.

10. 5. 1963 - Venerdì - "Mamma mia immacolata, chi ti parla scrivendo questi pensieri è il tuo Gesù che ha preso il posto di una piccola anima sulla terra. Ascoltami, o dolce mamma, ti voglio dire qualche cosa. Non guardare questa piccola creatura con sguardo dolente perché vedi in essa tanta povertà; guardala, ti prego, con tanto amore e vedi della sua persona soltanto l'immagine del tuo Gesù. Non guardare le apparenze, perché questa piccola anima deve diventare l'aiuto per tante anime che hanno da santificarsi, restando ognuna al suo posto, in mezzo al mondo, vicino a tutti. Quest'anima ha da confondersi con gli altri andando per le vie che tutti percorrono. La vedrai differente nella modestia, nella semplicità, e soprattutto sentirai da parte sua un continuo elevarsi a te, o dolce e cara mamma mia. Io sono in lei e non posso restare lontano da te, o mamma, perciò la mente di questa mia anima si eleva a te con l'Ave Maria in ogni momento."

11.5. 1963 - Sabato - Stamattina ti parlo, o mio Gesù, con un pensiero che voglio rimanga in memoria a quanti lo conosceranno. Tu lo sai, o sposo mio, che nella S. Comunione avviene per noi la reale rinnovazione della nostra trasformazione. Ma mi dispiace tanto che tu abbia da lavorare sempre per togliere via tutte quelle cose che sono in contrasto con le tue. È vero che tu mi sai dolcemente comprendere poiché mi vuoi proprio così, nella vita comune di tutti i tuoi figli che ami e che vuoi con te in cielo. Tu però mi vedi e mi trovi tante volte impolverata da pensieri miei inutili, da preoccupazioni che hanno il sentore della mia persona umana. Tutto questo io lo so. Nonostante il tuo tenero amore verso di me, il tuo volto assume una serietà che sa di tristezza. Io ti vedo così o mio Gesù, e mi dispiace tanto tanto perché l'amore che ti devo dovrebbe essere bontà sconfinata, abbandono immenso, annientamento assoluto in te. Devo scomparire e lasciarti vivere in me dolcemente, non pesantemente, come tante volte sei costretto ad accettare. O dolce mamma del mio Gesù e mia, tu che non puoi restare lontana dal tuo Gesù, mi vedi come sono? Tu pure vivi di me, povera e niente quale sono, perché il tuo Gesù è venuto a possedermi anche se così sono, e tu sei sempre vicina a Gesù ove egli è. Ecco, allora tu, o mamma mia, anche tu sei costretta ad essere triste in me, perché non sono come mi volete. Aiutami, o mamma dolce e cara, ad essere la vostra piccola bambina bella e buona, di ogni cosa spoglia, proprio come voi desiderate. Quanta fatica vi faccio fare per spogliarmi delle mie vesti brutte e impolverate!

12. 5. 1963 - Domenica - Tu mi vuoi, o mamma mia, buona e santa, perché la mia santità ha da attirare molte e molte anime; anime che vivono nel mondo in qualunque condizione di vita si trovino, Gesù mi ha chiamata a questo impegno con lui. e tu o mamma non puoi essere lontana. Mi guardi in trepida attesa perché aspetti che ti prepariamo la via e il campo sul quale hai da venire per salvare l'umanità.
Oggi si celebra la festa della mamma. Voglio in questo momento cantare l'amore più bello e più sublime a Colei che di tutte le mamme è mamma: Maria Immacolata. O mamma dolcissima e cara, sono la tua bambina dal cuore traboccante di melodia rara. Tu mi hai amata, o mamma mia e del mio Gesù, fin dall'eternità, perché il Padre che mi ha voluta quaggiù ti fece conoscere tutte le spose del Figliol tuo. Oh, mamma, tra queste hai visto questa che ora canta il suo amore a te. L'hai vista fra tutte la più povera e la più piccola e per questo l'hai amata: perché di essa hai avuto un senso di compassione. O dolce mia Madonnina, ti ricordi di quando ancora fanciulla, inginocchiata nella mia bianca cameretta, ti dicevo tante cose belle? Come vorrei essere ancora quella fanciulla, o mamma mia adorata. Allora però non sarei mamma, non potrei avere come te questo nome che torna tanto soave al piccino, al grande e persino al vecchio cadente. Non potrei essere come te la mamma di tutti quelli che il Padre mi ha affidato! O mamma mia, ti ringrazio per tanto amore che mi porti. In cambio voglio offrirti l'omaggio e l'amore dei cuori di tutti i bimbi del mondo.

13. 5. 1963 - Ave Maria - Giorno tanto caro questo che mi ricorda la tua venuta sulla terra, o mamma, per mostrarti ai pastorelli di Fatima. Ai bambini ti fai vedere e io ne godo perché dei bambini sono mamma anch'io e stando in mezzo ad essi mi sento piccola, umile e semplice come loro. Guardami o mamma mia cara, come guardi a loro. Sono pure io una bambina, perché il tuo Gesù per possedermi mi ha spogliata di tutto quello che a lui non piaceva e mi ha rivestita di candida veste come i piccoli comunicandi quando vanno all'Altare. Ogni mattina Gesù venendomi incontro mi porta una vestina nuova, pulita e profumata, e mi dice: Vieni mia bambina, di te io voglio vivere. - Mamma mia dolce e cara, del tuo Gesù sono la bambina. Come tale guardami, e mostrati anche al mio sguardo perché io ti possa contemplare. Possa il mio cuore bruciare di immenso amore per te. Che io possa vederti, o mamma, sempre, sempre con gli occhi dell'anima mia davanti a me; che possa sempre mostrarti il mio sorriso, semplice e buono; che il mio labbro si schiuda come il fiore mattiniero profumato e puro, in melodiosa preghiera a te. Che dal labbro alla mente al cuore un cantico a te si elevi di purissimo amore.

5. 1963 - Martedì - Si elevi da tutti gli esseri creati un inno armonioso di lode, di amore, di gaudio alla Madre di tutte le genti, alla Regina dell'universo. Cantate o piccoli esseri nascosti tra l'erba del prato e le zolle della terra, il vostro canto silenzioso. Cantate uccelletti nel meraviglioso vostro linguaggio espresso in mille e mille note sublimi. Cantate fiori col vostro profumo inebriante e con lo splendore di variopinti colori. Cantate o fronde mosse or da leggera brezza, or dal vento che vi scuote fino a far vibrare di canto tutte le vostre fibre. Cantate o verdi colline che dolcemente protese invitate alla pace. Cantate o prati fioriti e verdeggianti il canto di tutti i fiori e di tutti le erbette che meravigliosamente vi tappezzano.

5. 1963 - Mercoledì - O Maria, tu sei l'Immacolata! io vorrei per questo tuo grande privilegio ricevuto dal Padre, offrirti in omaggio tutti i gigli che sulla terra sbocciano ogni anno e metterli insieme come un immenso vaso offerto ai tuoi piedi, che possa profumare l'aria su tutta la terra per te e coprire con l'immacolato candore e con l'estasiante olezzare, tutto il male che i tuoi figli quaggiù hanno il coraggio di mostrarti.

5. 1963 - Giovedì - Dolce mamma, voglio che anche qui venga presto, come è nei desideri del tuo Gesù, una nuova Lourdes delle grandi conversioni e delle grandi santità di molte anime sacerdotali.

5. 1963 - Oh, Maria, sono felice di soffrire perché tu pure hai tanto sofferto nel cuore per le ingratitudini che il tuo Gesù ha ricevuto e riceve sempre da noi poveri peccatori.

5. 1963 - Sabato - Come è soave il soffrire accanto a te, o mamma mia dolce e cara. Il tuo cuore ha sofferto in religioso silenzio. Eri riservata e buona e non potevi dire niente a nessuno, perché c'era in te la continua compagnia del Padre che ti intratteneva a dolce colloquio e ti incoraggiava a soffrire perché tu, o mamma, dovevi essere la Corredentrice e la salvezza nostra.

22. 5. 1963 - Mercoledì - Maria, dolce mamma del mio Gesù, se non ci fossi tu a tenere compagnia al tuo Figlio! Noi lo lasciamo solo troppo facilmente, lo in questi giorni che sono stata occupata in compagnia di tante persone per festeggiare il tuo novello sacerdote, ho trascurato il mio Gesù per gli altri. Ne sento vivo il dispiacere perché la sua presenza in me deve essere sempre avvertita, anche quando per necessità venga a trovarmi con altre persone. O mamma mia buona. Tu che non lasci mai solo Gesù, ti prego supplisci alla mia trascuratezza. Non voglio che Gesù rimanga solo. Egli mi ha tanto prediletta! O Maria immacolata, quando mi distraggo fammelo avvertire. Gesù non deve essere dimenticato da me neppure un istante solo. Egli è lo sposo mio dolcissimo, il mio Gesù che tanto mi ama. mamma mia soave e bella, stammi.vicino sempre perché il tuo Gesù mi vive e mi vuole sua piccola anima nel tempo e nell'eternità.

5. 1963 - Giovedì Ascensione di Gesù - Mamma mia che tanto mi ami, hai accettato le preghiere che oggi ti ho offerto, nel pellegrinaggio fatto per te al Santuario di Riffiano? Non erano tante belle, perché troppe sono state le distrazioni lungo la via. Avrai però accettato il sacrificio del lungo cammino. O dolce mamma, io so che un giorno non lontano lunghe file di pellegrini verranno a te su quel colle ad invocarti Madre di tutte le genti e Regina dell'universo, e tu darai loro la salvezza.

5. 1963 - Venerdì - Oggi tutti ti invocano, o mamma, con un dolce nome: "Maria Ausiliatrice, noi ti offriamo i nostri cuori!" Accetta, o mamma, anche il cuore spezzato e macchiato di tutti quelli che ti sono ostili, di tutti coloro che ti offendono con le impurità e con scandali di ogni sorta. Abbi pietà, o mamma buona e misericordiosa, di queste anime che vivono sempre nel pericolo di cadere nell'inferno da un momento all'altro! Oh, Maria, io mi voglio santificare perché il Signore si serva della mia volontà per salvare tante anime. Ne ho tanta pietà, tanta compassione: sono esseri come me, creati dal Padre per goderlo nella gloria che egli ha preparato per tutti i suoi figli. Oh, mamma mia, piange Gesù in questo momento con le mie lacrime e sente con il mio cuore un grande dolore, perché il suo sangue viene calpestato da troppe creature; anche da molti che hanno ricevuto il dono della fede col santo battesimo, e da molti che hanno avuto la divina chiamata al sacerdozio.
Mamma mia, è Gesù che ti invoca dalla terra con l'invocazione di questo niente che ora scrive questi pensieri e questa supplica a te. Ascoltalo, o mamma, è il tuo Gesù.

5. 1963 - Domenica - Il primo pensiero che voglio scrivere sia per te, o Maria, mamma mia Immacolata! Aiutami, ti prego, tu lo sai bene che in me vive Gesù. Tu lo hai sempre aiutato quando eri sulla terra con lui, il Padre te lo aveva affidato. Adesso, o mamma, io ti invoco con la sua voce e scrivo i suoi pensieri, perché tutto egli ha preso di me. Aiutami, tu che conosci bene quel che mi serve in questo momento. Grazie, o mamma, so che non mi lasci senza il tuo aiuto e sto. tranquilla: lo fai al tuo Gesù.

5. 1963 - Lunedì - Ti offro, o mamma mia, il mio dolore, le mie lacrime, le mie amarezze.
Pensiero spirituale da suggerire alle anime che vogliono vivere Gesù, misticamente in noi trasformato. Gesù nel suo Vangelo dice: io rimango con voi sino alla fine, trasformando voi stessi in me e vivendo di voi. Per questo Gesù istituì la S. Eucaristia: perché mediante il suo alimento divino, reale, egli potesse trasformare il nostro niente in lui stesso, e agire con la nostra umanità come se egli fosse realmente noi stessi. Un'anima che vuole lasciarsi trasformare da Gesù, non ha da fare altro che pensare di essere Gesù, oppure che Gesù ha preso il posto della sua persona e che lui stesso vuole agire con tutte le sue facoltà personali (la mente, il cuore, la volontà); la mente per pensare tutto quello che lui pensava; il cuore per amare tutto ciò che lui amava; la volontà per volere tutto quello che lui voleva. Questo sarebbe vivere Gesù, scomparire sotto la sua immagine.

31.5. 1963 - Venerdì - Con oggi termina il mese mariano, ma non sarà per questo terminato il mio inno di amore e di lode a te, o mamma mia, su queste pagine; perché insieme al tuo Gesù, lo sposo dell'anima, ci sei sempre tu. Quello che avviene fra me e lui non avviene senza il tuo intervento. Tu ne godi, o mamma, immensamente quando puoi stare col tuo Gesù in una creatura e vivere in essa nuovamente sulla terra, in mezzo ai figli che hai da portare al Padre.

3. 6. 1963 - O mio sposo, o mio Gesù, stamattina davanti all'altare, nella mia reale trasformazione in te con la S. Comunione, ho fatto la totale offerta al Padre per la santità e la continuazione della vita terrena del Papa. Mio Gesù, l'offerta l'hai fatta tu perché io in te sono scomparsa. Ci voleva però la volontà generosa, spontanea ed eroica della mia personale adesione, poiché il Padre pur vedendo il mio niente scomparso in te, o Gesù, sa che questo niente è una creatura padrona di libera volontà. Ecco, la mia offerta è stata pronunciata e in te, o Gesù, presentata al Padre. Ora viene confermata con la penna, guidata dalla tua mano su queste pagine. Sono pronta a morire nelle stesse condizioni di sofferenza del Santo Padre purché egli viva ed abbia a realizzare la grande missione che mi hai affidato, mio Signore. Sono pronta a morire in qualunque ora perché so che l'opera da realizzare porterà la salvezza all'umanità intera.
Eccomi, o Padre, in Gesù per le mani di Maria Immacolata madre di tutte le genti e Regina dell'universo: a te mi sono offerta perché il Santo Padre viva e sia sano ancora, affinché si compiano per la sua opera i tuoi divini desideri.

4.6.1963 - Ieri sera alle 19.49 è morto il Santo Padre. Io vi amavo tanto, o santo Padre Giovanni, buono e umile. Ora che siete nella gloria del Padre Celeste, nella piena felicità con Gesù, immerso nell'amore immenso dello Spirito Santo, nella contemplazione della soave dolcezza e bellezza di Maria insieme alla beata assemblea di tutti i santi del cielo, ascoltatemi dal vostro paradiso di pace e di amore.
Io volevo venire da voi per mostrarvi quello che Gesù mi ha affidato da far conoscere affinché il mondo abbia la vera pace. Non ho trovato nessuno, tra quelli cui mi sono rivolta, che mi abbia aiutata e incoraggiata. Ora che siete vicino a Gesù e alla sua mamma. Loro vi diranno quale missione mi hanno dato. Aiutatemi ora, e mandate un celeste messaggero a dire al vostro Vescovo che faccia lui quello che dovevate fare voi. Santo Papa Giovanni, vi prego tanto, aiutatemi adesso che siete nella piena conoscenza di ogni cosa della famiglia divina, ottenetemi di allontanare ogni ostacolo che si frappone al compimento dell'opera per la pace da voi intrapresa qui sulla terra e che dovrà essere completata pienamente dalla Madonna, da Maria Immacolata, per mezzo dell'opera che da Gesù mi è stata suggerita.

16. 9. 1963 - Ho meditato i tuoi dolori, o Maria, lassù sul monte ove desidero che tu metta il tuo seggio di Regina e di Madre. Ci sono andata pregando e meditando, assieme ai mio Gesù che mai mi abbandona. È lui che vuole che tu sia onorata e pregata, è lui che mi ha voluta sua piccola anima al servizio suo perché vuole che si compia l'infinita misericordia del Padre per tuo mezzo, o Maria. Gesù ti ha data a noi per Madre ai piedi della croce e tu da quel momento sei diventata la Madre nostra. Gesù sa quanto tu lo hai amato perché eri sua Madre. Gesù sa quanto ci ami perché sei Madre nostra. Egli per questo vuole che tu sia conosciuta da tutte le genti. Se non ti conoscono, come possono chiamarti mamma? Tu li conosci tutti i tuoi figli che stanno qui sulla terra, ma loro non ti conoscono e non vengono a te. Tu li vuoi aiutare, ma devono almeno conoscerti. O mamma mia adorata, il tuo Gesù mi ha chiamata a compiere questa grande missione di farti conoscere da tutte le genti perché abbiano ad ottenere il tuo aiuto. O Maria, manda Giuseppe a prepararmi la via! io voglio portarti lassù sul monte perché quello è il posto che Gesù mi ha indicato per esporti alla venerazione di quanti passeranno. Tu dalla piccola casetta che ti voglio preparare, comincerai a spandere le tue grazie e le tue conversioni. Allora si compiranno i desideri di Gesù che vuole si faccia lassù un grande tempio con la partecipazione di tutte le nazioni, di tutte le genti della terra, proclamandoti Madre di tutte le genti e Regina dell'universo.

17. 9. 1963 - Martedì - O mio Signore, dolce sposo dell'anima mia, scrivete con la mia mano quello che il vostro diletto Papa Giovanni dal cielo ha portato a voi che vivete di me qui sulla terra. - Ho chiesto aiuto al Papa buono con fede grande ma umile e semplice e gli ho detto: Papa Giovanni, voi che ora in cielo conoscete tutto, voi sapete quello che Gesù ha comunicato al mio cuore e che egli vuole si faccia; ottenetemi che io possa andare dal Vescovo. Sono venuta apposta a Roma nel giorno dell'immacolata 8 dicembre 1961 perché volevo comunicarvi quello che il mio Gesù mi ha comandato di farvi conoscere, ma ho potuto comunicarvele solo spiritualmente. Ora che tutto conoscete, aiutatemi dal cielo perché io sono niente, ma ho una missione da compiere. O Papa Giovanni buono e santo, voi avete esaudito la mia voce. Ieri sera ho incontrato il Vescovo nella mia chiesa e gli ho chiesto udienza. Egli con paterna bontà mi ha parlato e mi ha dato la sua benedizione, da inviare anche ai mici figlioli. Papa Giovanni, io vi ringrazio con tutto il cuore. Ora so che voi mi date il vostro aiuto e mi accompagnerete a parlare al vostro diletto figlio e gli farete sentire la vostra volontà. Papa Giovanni, che grande grazia mi avete ottenuta, vi ringrazio!

30. 9. 1963 - Lunedì - Mio Signore, l'incontro di quest'ora era tanto atteso da te. Le lacrime che mi hai dato sono state il segno del tuo reale desiderio. Oh, quanto desideravo anch'io di ritornare nel silenzio e nella possibilità di trascorrere con te ore di colloqui e di compagnia ai piedi della tua croce ricordando la tua ultima ora di agonia. Tu desideravi questo incontro perché la tua mamma è sempre sola e nessuno la ricorda mai nel dolore che ella provò in quei momenti vicino a te, mentre stavi morendo. Tu mi hai detto or ora che Maria soffrì immensamente ai piedi della croce vedendoti morire e che il suo dolore continua accompagnato da una grande solitudine, da una grande dimenticanza.
Maria sa che ha ricevuto in quel momento il testamento del suo diletto Figlio morente: di custodire nella santità i suoi sacerdoti e di portare dalla terra al cielo tutte le anime. Maria attende che gli eletti del suo Figlio, e tutti i cristiani la facciano conoscere alle genti, perché tutte le vuole salvare.
Oh, dolce mamma mia! Gesù mi sta preparando, tenendomi vicino, per mano, e vivendo di me. Mi sta preparando perché io faccia conoscere i suoi desideri affinché presto Tu possa posare il tuo piede sul monte e sotto la tua immagine, Immacolata e Addolorata, Tu possa compiere i primi prodigi. Chiamerai da ogni parte del mondo cattolico e non cattolico tutti i tuoi figli ad erigerti un tempio.
Questa sarà la casa comune di tutte le genti della terra, affinché da qui la voce unanime dei tuoi si elevi ad invocarti Madre di tutte le genti e Regina dell'universo. Soltanto allora l'umanità potrà avere la pace e la Chiesa la sua unità nella santità dei chiamati a guidarla. perché Maria molti ne chiamerà alla vera santità. Soltanto allora la società umana, unita sotto la guida della Madre, realizzerà la sua ricostruzione a cominciare dalla famiglia, prima cellula della società. Maria chiamerà le anime generose e sante a questa grande missione della ricostruzione del genere umano.

17. 10. 1963 - Giovedì - Ave Maria - Oggi è la festa di S. Margherita Maria, la piccola santa alla quale Gesù manifestò i tesori del suo adorabile cuore. Io porto il nome di questa sua prediletta e l'ho scelta per mia protettrice in cielo. O mia piccola S. Margherita che sei stata fatta degna di ricevere dal cuore di Gesù le sue confidenze, con l'incarico di comunicarle agli altri affinché venissero realizzati i desideri del suo cuore amabilissimo, aiutami ora dal cielo affinché anch'io trovi la forza di far conoscere i desideri che Gesù ha comunicato al mio cuore, io sono niente e tanto povera di tutto, ho bisogno di essere aiutata. Tu, o mia protettrice, ora in cielo possiedi tutto. Aiutami affinché il mio Gesù che tanto mi ama. possa venire ascoltato nei suoi desideri per mezzo della mia umile manifestazione alle persone da lui stesso indicatemi. Aiutami a saper superare tutte le prove e le difficoltà che tu stessa provasti qui sulla terra; mettiti insieme a S. Giuseppe e a Papa Giovanni ai quali ho chiesto di appianarmi la via e prepararmi il terreno disponendo l'animo delle persone ad ascoltarmi con fede e bontà.

22. 10. 1963 - Mercoledì - Padre mio, tu mi guardi e in me vedi il tuo Gesù. Ascolta o Padre la sua voce, la sua invocazione dalla terra per mezzo di una piccola anima fatta scomparire sotto la sua immagine. Egli t'invoca per tutte le anime. Guardale o Padre, sono schiave dei tuoi nemici, i demoni; abbi pietà, o Padre misericordioso e infinitamente buono.
“Padre mio, è dalla terra che ti rivolgo la mìa invocazione perché sono sulla terra le tue creature da salvare. Ho preso il posto della persona di una tua piccola creatura, la più piccola di tutte, per essere proprio vicino, in mezzo a loro, alle tue creature tanto lontane da te, o Padre, io sono sulla croce ogni giorno realmente per due volte, realmente vivente nel cuore e nella mente di questa anima che di me vive: il mattino durante la S. Messa e il pomeriggio durante la meditazione dell'ultima ora di agonia sul Calvario. Padre mio, tu sai quel che ho manifestato alla mia piccola anima. Le ho dato il compito di farmi conoscere alle genti nei miei desideri. Ella dunque, vivendo di me, avrà la mia stessa potenza nella fede per tutto quello che tu. o Padre mio, mi hai mandato a compiere sulla terra insieme a mia Madre, Maria Immacolata. O Padre mio, questa bambina è niente, dovrà patire molte difficoltà e umiliazioni, ma sono lo che patisco tutto in essa. Tu, o Padre, mi hai dato ogni potere in cielo e in terra. Ora io voglio stendere per le mani di mia Madre la tua infinita misericordia su tutte le creature che mi hai affidate nella redenzione. Padre mio, quest'anima, questa povera persona che tu vedi nascosta sotto la mia Immagine, è lei che dovrà far sapere questo al mondo, e preparare con le preghiere e con la penitenza il terreno sul quale la mia mamma dovrà trovare un grande tempio da tutte le genti voluto e preparato."

10. 12. 1963 - Martedì - Oggi ricorre la festa della traslazione della Casa di Nazareth, la casetta dove abitò Maria. Qui ella sostò in preghiera, assorta nel suo Dio; qui ebbe i pensieri più belli e sublimi che mai da creatura umana venissero elevati al Padre. In quella casetta Maria pregava silenziosa e la sua preghiera saliva al cielo come l'incenso più profumato a inebriare di quell'immacolata e purissima fragranza il Padre, che estatico la guardava. In quella casetta avvenne il grande miracolo: il Padre mandò il suo messaggero dalla fanciulla tutta pura e tutta bella, ad annunziarle che aveva trovato grazia presso di lui e che egli le chiedeva di diventare la Madre del suo Figlio, Gesù.
E la Vergine umile e pia compì dinanzi al cielo e all'universo intero il più grande atto di fede e di amore. Non ne parlò con nessuno e strinse al cuore l'immenso tesoro che il Padre e lo Spirito Santo le avevano affidato - Gesù - il prediletto del Padre, il Salvatore delle anime perdute nel male del tentatore. Per quella casetta, miracolosamente trasportata dagli Angeli su di un colle di qua dal mare perché venisse custodia e venerata dalle genti cattoliche, è sorto un tempio e attorno una grazia cittadina, Loreto. Proprio lo scorso anno Papa Giovanni, il 4 ottobre, andò pellegrino a visitare la dimora di Maria. Ora egli si trova già in cielo vicino a lei, circonfuso della sua gloria. Io lo prego con tanta fede, Papa Giovanni, perché di lassù mi aiuti a preparare una nuova casa a Maria Immacolata nella quale tutte le genti della terra vadano ad invocarla per la pace nel mondo, l'unità delle Chiese, la fraternità dei popoli.

ANNO 1964

20. 1. 1964 - Lunedì - Ti ringrazio, o mio Gesù, che con le lacrime, che sono il tuo sangue, mi hai dato di pacificarmi e togliere quella polvere che si era formata sopra l'anima mia. Vedo con grande luce i prodigi che hai voluto compiere in me. Un giorno chiesi a mio marito se si sentisse di vivere in castità assoluta dato che io, dopo la nascita del mio secondo figlio, ero diventata sterile. Lo chiesi per potere in tale vita di purezza vissuta insieme, come la vissero Maria e Giuseppe, ottenere con la preghiera e con l'esempio la santificazione dei nostri figlioli. Egli, a questo mio desiderio non oppose alcuna contrarietà, salvo quella di vedere se sarebbe stato abbastanza forte da resistere agli impulsi della carne.
Ora, dopo anni, posso dire che questa vita è sempre stata vissuta secondo il mio desiderio. In ciò vedo un vero miracolo da te, o mio Gesù. Una seconda conferma l'ho vista molto chiara al momento in cui ho manifestato a mio marito l'ispirazione di far sorgere sul monte Benedetto il tempio a Maria e accanto ad esso le due opere. Egli pianse allora di profonda commozione perché anche lui aveva avuto da tanto tempo la stessa ispirazione. Pensava che lassù, nello stesso posto, Maria avesse da manifestarsi perché vi potesse poi sorgere un tempio a lei dedicato. Ho visto in quella circostanza un vero prodigio della tua volontà, o mio Gesù, per quello che vuoi compiere servendoti di due povere creature quali siamo noi. Mio Signore, ti domando la grazia di tenermi ben chiusa in te perché possa fare tutto come io non fossi. Sii veramente tu a operare in me. La tua piccola anima hai voluto preparala piano, piano, in un modo veramente meraviglioso. Hai voluto spogliarla piano, piano, perché così vuoi che sia tracciata la via per molte anime che vivono nel mondo, in uno stato di vita comune, affinché possano essere attratte dal desiderio e dalla volontà di camminare verso la perfezione. Inoltre vuoi far sapere che alla santificazione chiami tutti, non solo quelli che hanno una particolare vocazione.

5. 2. 1964 - Mercoledì - Sono in te, o mio Signore - "L'anima che vive di me sarà guidata da me nei suoi pensieri, nella sua volontà, nella sua purezza, nel suo amore, nei suoi affetti, nelle sue opere. Ella sarà la mia stessa vita misticamente ma realmente, poiché tutto ciò che farà sono io stesso che lo opero, e tutto di lei viene offerto al Padre da me come quando io ero vivo nella mia persona umana. La creatura che è consapevole in ogni momento della reale trasformazione che esiste tra me e lei, è una creatura che ha accolto e vive il mio testamento d'amore per le anime, continuando a farmi vivere realmente in mezzo ai miei e a voi sino alla fine. Di questa creatura si dirà: ho visto Gesù Dio in quella persona." - L'umanità ha bisogno di molte e molte anime che vivano di Gesù. Tali persone, resteranno come sono soltanto nelle apparenze fisiche, nella sostanza invece saranno realmente Gesù, come è nella realtà stessa della SS. Eucaristia. Pur trovandosi in tutte le ostie consacrate sugli altari del mondo, Gesù è uno solo. Lo stesso avviene per tutti quelli che di Gesù vogliono vivere. Maria li chiamerà e saranno molti a vivere il suo Figliolo. Saranno molti e andranno sparsi su tutta la terra in mezzo alle genti da convertire alla fede e alla grazia, ma sarà sostanzialmente uno solo, Gesù vivo e reale, ad operare sotto le apparenze di ciascuno di loro, come egli è sotto le apparenze di tutte le ostie consacrate sugli altari.
lo recito l'Ave Maria in ogni momento che la mia mente può essere libera da pensieri non strettamente necessari. Da molto tempo Gesù mi ha suggerito di pregare in continuazione in questo modo con l'intenzione che ad ogni Ave Maria la Vergine Santa accolga questo desiderio: che Ella pensi in quel momento di salvare un'anima per la vita eterna come vuole lei, e chi vuole lei. Un altro desiderio Gesù ha suggerito alla mia mente: che quando si potrà erigere sul colle la Cappelleria quale nuovo seggio di Maria Immacolata e Addolorata, l'Ave Maria venga messa ai suoi piedi, scritta su un libro aperto, e che tutti quelli che la reciteranno davanti a lei, sia nella cappelletta che nel tempio, abbiano ad ottenere da Maria grazie di salvezza; e così pure coloro che, non potendo andare al tempio ma conoscendo tale intenzione, reciteranno l'Ave Maria con devozione, come fossero nel tempio ai piedi di quell'immagine. Come sarò felice di trovarmi un giorno in paradiso insieme a tante e tante anime che avranno potuto dare grande gioia a Gesù andando a lui per l'eternità!

21.3. 1964 - Sabato - Sono in attesa di essere ricevuta da una persona alla quale mi sono rivolta per porgerle l'invito di cooperare all'iniziativa. Ricorrono i giorni della novena dell'Annunciazione di Maria, e proprio nel giorno di questa festa sarò ricevuta. Andrò da quella buona persona come un messaggero e le parlerò di quello che Gesù desidera che si faccia perché sulla terra regni a lungo la pace e si abbia tanta vita, buona e di santità. Chissà che non accolga l'invito e si metta con grande fede a lavorare! Lo so che Gesù mi ha mandata proprio dai massimi esponenti politici, quelli cattolici, che lavorano per dare al popolo la pace e una buona esistenza terrena. Ma essi devono pensare anche ad infondere, insieme alla Chiesa docente, la fede e l'amore verso Dio e verso i fratelli, chiedendo la grazia alla Madonna. Ella è la nostra Madre e la Santissima Trinità tutto ci dona se lo chiediamo per mezzo di Maria Immacolata.

27. 3. 1964 - Venerdì Santo - Ieri sera Gesù ha vissuto in me la sua agonia ed ha voluto versare con le mie lacrime il suo sangue per salvare tante anime. Durante la S. Messa "in Cena Domini" mi ha fatto sentire forte la sua trasformazione in me e mi ha raccomandato insistentemente di stargli vicino.
Mi ha detto: "Tu, mia piccola anima, tienimi compagnia. Vedi, tutti i presenti sono qui fisicamente e stanno a guardare quello che fanno i sacerdoti senza partecipare per nulla nella loro anima alla vera unione spirituale con me. Gli stessi sacerdoti sono lontani dalla vera fusione che io desidero e voglio. Leggono tante frasi solo perché sono scritte, non si tratta di pensieri che escono dalla loro mente accompagnati dall'amore e dall'unione intima del cuore. Tu, mia piccola anima, hai sentito le lacrime spuntare e scendere dalla tue pupille: il tuo Gesù ti era vicino e cercava da te quel conforto che desiderava. Tu mia bambina, hai supplito, come ai piedi della croce ha supplito Giovanni alla mancanza di vero amore e di intima partecipazione al mio dolore. Tutti i presenti li ho guardati con compassione e li ho confortati, perché non vengano mai meno nel darmi anche solo la loro presenza fisica. Io sono contento lo stesso, basta che ci sia anche una sola anima che mi conforti veramente, e quest'anima sei tu perché in me tu sei scomparsa e vivi di me. Ti voglio, mia piccola anima, in continua unione con me. Non mi lasciare solo. Da chi andrò se in te ho profuso tutto il mio amore e la divina famiglia è la tua dimora? Io guardo a te, piccola mia, e in te vedo tutte le mie creature che devono venire raccolte attorno alla mia mamma nel grande tempio che dovranno regalarle. Per mezzo di questa opera tutte le anime si rivolgeranno a Maria, Madre di tutte le genti e Regina dell'universo, ed ella le porterà tutte alla salvezza eterna. Stammi vicino, mia piccola anima" - Mio Gesù, ti sto vicino giorno e notte: di giorno col cuore e con la mente in continua unione di preghiera, di notte dormendo sul legno che fu per te letto di morte. Io dormo, ma la mia spina dorsale sente quel duro legno che hai sentito tu e così anche dormendo ti sono vicina.

1. 4. 1964 - Mercoledì - Mandami, o Gesù, qualche persona che con fede accolga il tuo comando di far erigere un tempio a Maria tua Madre perché sia il tempio mondiale per la pace, l'unità delle Chiese, la fraternità dei popoli, e continuo dolce richiamo alla santità per la tua Chiesa e al rinnovamento della famiglia nei suoi costumi. Mio Gesù, se non avrò chi mi ascolti e accolga con fede l'invito, io, che niente sono, niente potrò' fare. Tu lo sai bene, o mio Signore! - Gesù, mio sposo, oggi al tuo grande desiderio di avermi un'ora ho corrisposto ai piedi della croce accanto a Maria Addolorata per piangere con te e con lei le vostre lacrime di dolore; esse andranno a beneficio di tante anime per la loro salvezza. O mio Gesù, perdonami se tanto ti ho trascurato da un po' di tempo in questo tuo grande desiderio. D'ora in poi aiutami a rispondere ogni giorno al tuo doloroso invito.

18. 4. 1964 - Sabato - Ho terminato in questo momento la mia meditazione di un'ora: da un quarto alle tre fino a un quarto alle quattro. Gesù si serve del mio niente per compiere ogni sua bontà per l'umanità in pericolo. Egli sa che non sono necessarie per me le cose straordinarie, come quelle avvenute a S. Francesco, a S. Caterina e a tanti e tanti grandi santi di tutti i tempi. lui mi è vicino, mi vive come nell'Eucaristia: io sono la specie e lui è la sostanza. Tutti vedranno l'opera del Signore. Quello che egli desidera e vuole nell'opera che mi ha suggerita, sorgerà come per incanto, come si manifesta la primavera. Maria verrà, e senza prima compiere nessun fatto straordinario. Ella verrà per volontà di popolo e poi pioverà sull'umanità l'infinita misericordia del Padre.

22. 4. 1964 - Mercoledì - A quanti leggeranno o conosceranno i miei pensieri, voglio precisare quanto segue: Gesù che mi vive mi fa sentire proprio in questo momento la sua divina e reale presenza. Egli è sempre in me, ma in certi momenti ho la netta sensazione di aver in me, con me, accanto a me, il Signore vivo e reale come una persona umana, anche se con gli occhi materiali non lo vedo. In questi particolari momenti che più lo sento vicino, avviene che le lacrime mi velano gli occhi, mi vengono spontanee e una grande infinita pace e gioia immensa pervade il mio cuore.

25. 4. 1964 - Sabato - Il Signore ha voluto dare al mio semplice cuore una grande gioia. Solo tu, o mio Gesù, puoi capire cosa voglia dire grande gioia per il mio cuore tanto piccolo che sta silenziosamente rinchiuso nel tuo. È venuto l'annuncio che possiamo erigere la cappella a Maria sul monte Benedetto, nel paese di Tirolo sopra Merano. Sarà veramente benedetto quel colle, perché Maria vi pianterà il suo nuovo Seggio di Madre di tutte le genti e Regina dell'universo. Sarà l'inizio anche in senso pratico della grande iniziativa del tempio mondiale a Maria perché ci ottenga da Dio la pace nel mondo, l'unità delle Chiese, la fraternità dei popoli, la santità a molti sacerdoti e il rinnovamento della società a partire da ogni singola famiglia. La misericordia del Padre comincerà ad effondersi sulla terra per mezzo di Maria, per volontà di Gesù.

29. 4. 1964 - Mercoledì - Comprendo che non dovrò fare assegnamento sulle speranze di appoggio, di aiuto dal mio prossimo. Dovrò soltanto prendere di momento in momento quello che Gesù crederà opportuno di presentarmi come aiuto esterno, di persone o cose. La mia speranza sicura di aiuto sarà soltanto in Gesù che di me vive. Egli non può coltivare speranze nelle creature che nemmeno pensano a lui.
Si serve però, a tempo opportuno, di circostanze e di persone per compiere quello che il suo cuore desidera, a favore delle persone stesse che non si curano affatto di lui. perché Gesù le ama tanto, e per tutti noi, buoni e cattivi, egli ha dato la sua vita. Io mi sento forte e sicura della sua stessa forza e sicurezza.

5. 5. 1964 - Martedì - Sono uno strumento nelle mani del mio Signore. Lo strumento non viene mai lodato né esaltato. Quando ha terminato la sua opera, l'artista lo mette in un angolo o in un cassetto e nessuno più si cura di guardare e lodare quell'arnese. Viene lodato l'artista e ammirata l'opera da lui fatta adoperando l'arnese adatto (scalpello o pennello).
Ecco lo strumento che Gesù ha scelto per l'opera che vuole far sorgere sul Monte Benedetto: una semplice creatura, un niente, il più assoluto; una mamma umile e insignificante che vive la sua vita comune in mezzo al popolo. Nessuno perciò dovrà mai lodare o esaltare questo strumento che il Signore tiene nelle sue mani e guida secondo i suoi desideri. Quando l'opera sorgerà, lodate il Signore, l'artefice divino e misericordioso che l'ha realizzata con le proprie mani tenendo ben stretto lo strumento, perché qualche volta voleva scivolare via per la fatica che faceva. Cantate a Maria, perché la misericordia del Padre verrà per le mani santissime della sua prediletta figlia. Maria Immacolata. E le creature tutte avranno pace e salvezza eterna.

8. 5. 1964 - Venerdì - Questo giorno è l'anniversario del mio matrimonio: 27 anni di vita coniugale. In questo stato di vita ho sempre vissuto la castità nel'cuore e da alcuni anni anche la continenza perfetta. Gesù e Maria hanno accolto il mio desiderio di essere tutta per loro, pura e santa nell'anima e nel corpo. In questo giorno, 8 maggio, scelto apposta perché Maria Immacolata del rosario è sempre stata la mia avvocata e la mia mamma dolcissima e cara, ho voluto a suo tempo iniziare la mia vita di sposa e di madre. E sotto lo sguardo di Maria ho sempre camminato. Da lei ho trovato l'aiuto e il conforto in tutti i momenti tristi e dolorosi incontrati lungo il cammino. Quante lacrime ho offerto a Maria e a Gesù perché per le loro mani venissero offerte al Padre! E quante preghiere perché Essi mi facessero tanto buona, pura e santa assieme al compagno della mia vita e ai figlioli che mi hanno dato da crescere e da custodire. Sia benedetta e amata Maria! Per mezzo suo tante grazie ho ricevuto dal Signore. Quanto è stata buona con me, povera e indegna come sono sempre stata, e quanto mi ha amato Maria! Non potrò mai stancarmi di far pregare lei, di farla conoscere e amare da tutti perché tutti la lodino poi in cielo!

28. 5. 1964 - Giovedì - (Corpus Domini) - Oggi ricorre il terzo anniversario del giorno in cui mi sono recata sul monte Benedetto, per ispirazione istantanea, a vedere il posto dove dovrà sorgere il tempio mondiale della Pace. È stato in questa occasione che il mio Signore ha voluto darmi un segno naturale, che è simbolo di ciò che lui mina ispirato di suggerire ai massimi esponenti della comunità umana. Era sorto in quel meraviglioso tramonto l'arcobaleno, il segno dell'alleanza e della pace. Mai avevo visto un arcobaleno come quello. Anzi erano due: uno molto vicino, grande e nitido nei suoi colori, abbracciava solo il monte su cui dovrà sorgere il tempio; il secondo abbracciava tutto il cielo da est a ovest. Secondo quello che il Signore mi fece capire, il primo significa la pace e la fraternità che Maria da questo luogo stenderà a tutte genti della terra; il secondo significa che tutto il mondo verrà avvolto da questo arco di alleanza e per mezzo di Maria tutti i popoli troveranno la salvezza. In quella circostanza erano con me quattro ragazze e mio marito, i quali sono testimoni di questo avvenimento così grande e significativo per me. Loro forse non lo ricordano bene, ma io lo ho sempre presente perché è stato quello il segno che il Signore mi ha dato.
Le ragazze sono buone amiche che lavorano insieme nell'A. Cattolica: G.G., M.P., A.V., S.M. Oggi ho sentito più che mai l'intima unione col mio Signore. Spesso le lacrime bagnavano il mio ciglio, segno questo della vera e reale presenza di Gesù in me. Come posso spiegare l'unione che io sento di avere con Gesù? E l'amore così grande che il Padre mi fa sentire verso di lui! Quando le persone parlano di cose sante e di devozioni, constato di trovarmi in una realtà che nessuno può penetrare e comprendere, e cioè quella di sentirmi una cosa sola col mio Gesù, di sentirlo vivo e reale, presente in ogni momento. Non è un mistero per me, come si sente dire, ma una realtà viva, una grande realtà.

3. 6. 1964 - Mercoledì - Ave Maria - Oggi ricorre l’anniversario del trapasso di Papa Giovanni da questa all'altra vita: il Santo Padre che mi tiene sotto la sua protezione e mi guiderà e mi aiuterà quando dovrò presentarmi a varie persone per chiedere aiuto. Egli mi ha aperta la via e mi condurrà sicura sino alla fine, parlerà per me in tutto ciò che dovrò chiedere o presentare. Ho una illimitata fiducia nel suo aiuto dal cielo.

29. 6. 1964 - Lunedì - SS. Pietro e Paolo - Ave Maria! Oggi da me il Signore desiderava tante lacrime per la sua Chiesa perché - mi diceva - essa ha bisogno di essere lavata perché non splende, non dà luce e l'umanità ha bisogno della luce della Chiesa.
Gesù mi ha raffigurato la Chiesa nel momento attuale. Mi ha fatto vedere un tempio con tanti finestroni, ma nell'oscurità, illuminato all'intero soltanto da una fioca luce. Questa traspariva all'esterno dalle vetrate molto languidamente, in modo che appena si poteva distinguere da vicino, a distanza invece si confondeva completamente con l'oscurità.
"Ecco la mia Chiesa, mia piccola anima" mi diceva Gesù. "I miei sacerdoti e tutti i battezzati non vivono di me, che sono la luce che illumina tutte le genti, o mi vivono molto languidamente. Le comodità, il benessere, li fanno vivere solo umanamente, anche se vivono in grazia. Ma la grazia sola non è sufficiente per illuminare gli altri, qualora questa venga appannata dalla vita materiale, perciò la luce fioca si confonde col buio intenso del mondo che brancola nel fango di tutti i peccati. La mia Chiesa deve illuminare di una luce irradiante, che stenda i suoi raggi luminosi da un capo all'altro della terra. Questa luce verrà solo dalla santità. Non potrà però la Chiesa ricevere la santità, se non sarà Maria a chiamare molti sacerdoti a vivere totalmente di me, del suo Gesù. Tu lo sai, mia piccola anfma, quale missione ti ho affidata; vivi perciò intensamente quanto ti suggerisco, perché il Padre mio vuole stendere la sua infinita misericordia su tutte le genti della terra per mezzo della santità della mia Chiesa. Santità che solo a mia Madre do il privilegio di infondere a molti sacerdoti e a molti laici, quando ella da quel nuovo trono di grazia (che tu, piccola mia bambina, modestamente le preparerai) li potrà chiamare a schiere, per mandarli ovunque fra le genti della terra a portarmi in mezzo ad esse, perché abbiano tutte la mia luce e la salvezza eterna.
I miei sacerdoti devono vivere intensamente di me, altrimenti io non posso agire con le loro facoltà. La mia volontà rimane legata nella loro volontà umana e non possono operare altro che umanamente. Invece dovrebbero (vivendomi secondo i miei desideri) compiere continuamente opere derivanti dalla mia volontà divina. Ti ripeto: desidero e voglio che i miei sacerdoti siano santi. Non pochi, ma molti, e la mamma presto comincerà a svolgere questo compito che con tanta gioia le ho affidato.

2. 7. 1964 - Martedì - Ave Maria - In questo giorno ricorre la festa della Visita di Maria a S. Elisabetta. Mi sono recata a visitare, dopo la S. Messa, il luogo sul quale sorgerà, per volontà del mio Signore, la cappella a Maria Immacolata. In seguito, quando e come vorrà Gesù, dovrà sorgere sullo stesso posto il grande tempio offerto alla Madre di Gesù e Madre di tutte le genti, con la cooperazione e la volontà di tutti i popoli, per la pace mondiale. Io devo preparare il posto, con tanta preghiera, penitenza e lacrime, e poi con tutti quei mezzi materiali che le mie modeste possibilità mi consentono. Per ricordare la visita che Maria fece a S. Elisabetta, sono andata in pellegrinaggio lassù in spirito di preghiera, di umiltà, di penitenza. Ci sono andata assieme a Gesù e Maria, pregando con Loro e offrendo al Padre in Essi tutto quello che ho potuto fare. È stato duro questo pellegrinaggio perché ero prostrata quanto a forze fisiche. Come Gesù sul Calvario è giunto perché doveva finire lassù la sua vita terrena per la nostra salvezza, anch'io sono giunta lassù, perché devo compiere per Gesù quello che lui mi ha affidato.

10. 8. 1964 - Lunedì - Ave Maria - È trascorsa come un baleno la settimana della "Mariapoli". In questo incontro con anime buone e semplici ho visto in esse delle persone laiche che mi potrebbero aiutare a realizzare ciò che Gesù mi ha comandato di far attuare e che continuamente mi esorta a promuovere. Quanta fatica, o mio Signore, continuare il cammino per questo pendio così ripido e scosceso! Se non ci fossi tu che mi tieni per mano e che mi mostri di tanto in tanto lo splendore del volto di tua Madre, di lei che per mezzo di tanta fatica ha da venire a portare la pace e l'amore all'umanità…

15. 8. 1964 - Sabato - Assunzione di Maria - O Madre mia Immacolata e Addolorata, mamma mia Assunta in cielo in anima e corpo, incoronata dalla Trinità Santissima Regina del cielo e della terra, Madre sei di tutte le genti per volontà divina! O Maria, tutta bella sei, tutta senza macchia! L'universo si inchina a te, perché sei la sua Regina! Regina non di potenza ma di amore e dolcezza, e tutti a te attirerai col tuo dolce e soave sorriso. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo proiettano su te il loro splendore e Tu sei bellezza che tutto incanta. O Maria, io povera creatura, desidero con tutte le mie forze che le creature, delle quali sei Madre buona, ti conoscano e ti amino. Come potrò giungere a questo? Io comprendo bene che il mio niente nulla può fare, ma c'è Gesù che di me vive, sarà lui idunque a realizzare questo desiderio che egli stesso vive in tutte le mie forze. Tu lo sai, o mamma mia, che io cammino tenuta per mano dal tuo Gesù, perciò vado dove lui vuole, dove la sua Mente mi guida. Ma tu, mamma, che attendi con trepida ansia che si avveri presto il Vostro e mio desiderio, manda dal cielo quanti mi possono aiutare affinché queste anime sante e gli angeli tutti abbiano ad allontanare i demoni, che pongono sempre ostacoli. Soprattutto manda Giuseppe, colui che ti fu compagno fedele, giusto e santo quando stavi sulla terra. Fu lui a prepararti sempre ogni cosa e ad allontanare con la saggezza ogni ostacolo prevenendo ogni pericolo.
O Maria Immacolata, sono stata lassù sul monte in pellegrinaggio a pregare con l'intenzione che per questi miei pellegrinaggi al luogo ove ti dovrò portare, Immacolata e Addolorata, dentro una cappelletta, ne seguano poi tanti altri, a centinaia di migliaia, da tutte le parti della terra, per riconoscerti Madre e Regina e ottenere la salvezza eterna.

29. 8. 1964 - Sabato - Ave Maria. - Mio Signore Gesù, mentre stavo in intima unione con te, appena entrato nel mio cuore per la S. Comunione, hai voluto consolarmi con le tue dolci parole pregandomi poi di scriverle appena fossi giunta a casa. Mi dicevi "Non preoccuparti di quello che incontri. L'indifferenza delle persone a cui ti rivolgi, il loro compatimento, che vorrebbe dire: questa poveretta si illude di poter realizzare una cosa così grande; l'aspettativa quando chiedi qualche cosa e l'umiliazione che devi subire e i passi che devi fare per andare di qua e di là. Tu lo sai bene che sei in me, e tutto cadrà di fronte alla mia volontà, anche la caparbia volontà degli uomini che ti fanno resistenza. Maria, la mia Madre, ha da venire a portare la salvezza. Ella deve essere conosciuta e amata da tutte le genti, perché il Padre mio così vuole. Per mezzo di Maria, la misericordia infinita si poserà sull'umanità che sta andando verso una spaventosa guerra. Per mezzo di lei l'umanità troverà la salvezza. Poiché Maria accettò di diventare mia Madre, ella ha ricevuto dal Padre mio questo grande privilegio: che tutte le grazie che vengono chieste a noi, verranno date per mezzo di lei, l'Immacolata. Ella sola fu quella fanciulla ebrea che non ambiva a diventare la madre del promesso Messia, voleva rimanere tutta pura per il suo Signore. E il Padre, vista la bellezza e l'eroismo di quest'anima, la predilesse fra tutte e la rese madre senza macchia del suo prediletto Figlio Gesù. Maria con la sua purezza e il suo candore purificherà l'umanità; col suo amore farà diventare più buone tutte le genti della terra, e avranno la salvezza."
- Mio Gesù, è l'ora della meditazione pomeridiana e prima di tutto voglio scrivere la conferma di quello che mi hai comunicato stamattina quando sei venuto in me nella S. Comunione: "Tutto cadrà di fronte alla mia volontà". Mio Gesù, ho ricevuto oggi una conferma: sua Eccellenza il Vescovo G. mi ha scritto personalmente assicurandomi che l'opera che gli ho fatto pervenire sarà oggetto di attenta considerazione. O mio Signore, grazie che mi hai voluto doppiamente consolare: prima con le tue parole, poi confermandole con lo scritto dell'Arcivescovo. Tutto cadrà di fronte alla tua volontà! io cammino tranquilla guidata da te, qualche volta però quando il sentiero è buio, quando tutti sono indifferenti ho bisogno che tu mi aiuti e mi dia qualche sollievo. Grazie, o mio Signore.

8. 9. 1964 - Martedì - Ave Maria. - O Maria, oggi ricordiamo la tua nascita di piccola creatura terrena. Venti secoli fa nasceva da una santa mamma una bambina bella più dell'universo: eri tu, o Maria! Nessuno di quelli che ti stavano attorno, neppure tua madre Anna poteva immaginare che saresti diventata la mamma di Gesù e la mamma di tutte le genti della terra. Allora tendevi le tenere manine verso chi ti stava vicino, ora invece le tendi dal cielo verso tutta l'umanità. Tu ci chiami, o mamma dolce e cara, e ci inviti a venire a te perché tante grazie vuoi donarci. O Maria bambina, aiutami, che io mi sento tanto piccola e povera di coraggio! Aiutami affinché possa prepararti quello che Gesù mi invita a fare. Mandami l'aiuto dal cielo per mezzo di tante anime sante che sono vissute nel mio tempo, anime che io conosco, ed esse pure mi conoscevano. E mandami Giuseppe, il tuo sposo sulla terra. Maria bambina, aiutami in questa grande missione a me affidata e fa' che mai venga meno al mio impegno. Aiuta i miei figlioli, o Maria, perché trovino sempre la forza di proseguire e abbiano la grazia di diventare santi.

12. 9.1964 - L'iniziativa che Gesù mi ha ispirato di far conoscere perché venga realizzata, sarà veramente l'opera di Maria per eccellenza, l'opera che abbraccerà tutte le altre opere mariane. L'iniziativa del tempio mondiale della pace offerto a Maria, è Gesù stesso che la vuole. Noi dobbiamo far conoscere a tutte le genti della terra Maria sua Madre perché tutti si rivolgano a lei. Dobbiamo affidare tutto a lei, come il Padre affidò a lei Gesù perché lo desse alla luce del. mondo. Quest'opera perciò sarà la vera opera di Maria, sarà il completamento di tutte le altre.

1.10. 1964 - Giovedì - Ave Maria. Mio Signore, per te e con te cammino facendo conoscere quello che mi hai ordinato di manifestare. Anche se incontro continue umiliazioni sono ugualmente contenta. Tu pure, o mio Gesù, le hai avute dai tuoi stessi quando comunicavi loro la volontà del Padre che ti aveva mandato. Tu mi hai chiamata, o mio Gesù, ed io ho risposto: "Sì, voglio", lo cammino in te e sono tua nella volontà e nella vita. In te sono, e ti porto a conoscere in quello che desideri e vuoi che si faccia per il bene e la salvezza di molte anime. Gesù, mio sposo, non mi fermerò mai: tienimi stretta la mano nella tua mano e conducimi dove vuoi tu.

7. 10. 1964 - Mercoledì - Mio Gesù, imprimi ti prego indelebilmente nel mio cuore la ferita del tuo cuore, perché voglio sentire costantemente viva la tua presenza in me. Stando nel tuo, il mio cuore deve essere in ogni momento consapevole di questa realtà. Che io senta bruciare la tua ferita! Gesù mio diletto, ogni desiderio che susciti in me non puoi fare a meno di soddisfarlo, ciò che ti chiedo mi sarà dato. O Maria, Madre e Regina del rosario, in questo giorno è la tua festa. Ottienimi la grande grazia di poterti erigere presto la Cappellina affinché tu possa da quel luogo spandere i tesori delle tue grazie.

23. 10. 1964 - Ave Maria. - Mio Signore, concedimi di venire illuminata dalla tua sapienza per poter conoscere con luce piena ciò che dovrò fare. Dimmelo, o mio Gesù, e indirizzami presso quelle persone che mi potranno aiutare. Non vedi chi sono io? Sono proprio niente, e niente so fare. Quando mi presenterò da qualche personalità importante, vedendo la mia umile persona non si terrà in nessun conto ciò che vado a manifestare. Questo è avvenuto da parte di tutti coloro - sacerdoti in parte - che hanno letto l'esposto della tua opera. Mio Gesù, che cosa posso fare io di fronte a tante persone di elevata cultura alle quali mi devo presentare, sia laiche che religiose? - Ma so che tu lo vuoi, che mi hai dato questo impegno. Andrò avanti, contenta solo di ricevere umiliazioni. Pregherò tanto e cercherò di santificarmi. Se altro non potrò fare, accetta questo, o mio Signore. Accetta le mie Ave che voglio presentare a Maria perché ella disponga secondo il mio desiderio, che poi è tuo, o mio Gesù, perché io sono in te. Ad ogni Ave Maria che recito bene, vengano dal cielo gli angioletti a prendere tre bianchi petali di margherita. Uno venga portato a Maria perché salvi un'anima, un secondo venga deposto sul luogo dove dovrà sorgere il tempio mondiale per la pace a lei dedicato per formare un bianco tappeto di candidi petali sul quale Maria poserà il suo piede; un terzo venga portato in cielo e deposto in grembo alla mamma celeste perché quando io verrò Lassù possa trovare il modo di ottenere da lei per ogni petalo una grazia per tutte quelle anime che qui in terra me la chiederanno. Concedimi, o mio Signore, di poterne recitare tante Ave, perché desidero che tante e tante anime si salvino: tutte, o mio sposo, perché tutte sono mie sorelle, tutte tue, bagnate dal tuo sangue.

8. 11. 1964 - Domenica - Ave Maria - Mi sto preparando per andare all'ospedale a farmi operare di ernia. Da tanto tempo dovevo provvedere a questo, ma hd sempre rinviato; ora però l'aggravamento improvviso lo vedo come una volontà del mio Signore. Qualunque cosa mi avvenga, sono pronta ad accettare tutto con gioia perché sono unita al mio Gesù e come lui devo soffrire, gioire, espiare, piangere, riparare. Il Signore dispone della mia stessa vita per realizzare l'opera e qualora egli volesse cogliere la mia umile esistenza terrena per dimostrare in questo modo la sua volontà, ecco sono pronta e felice di offrirmi in olocausto per la salvezza dell'umanità intera, poiché dalla realizzazione di questa grande opera dipende la salvezza di tutte le genti. Solo Maria ci può attenere la salvezza se a lei andremo tutti insieme a chiederla: così vuole Gesù. Non è una mia ideale fantasia, no, è volontà del mio Signore manifestata al mio cuore con la precisa indicazione di farla conoscere perché venga accolta e attuata. Mio caro Gesù, sono in te momento per momento. Tu compi in me la tua volontà. Sono strumento nelle tue sante mani e credo che anche questo po' di tempo dedicato alla sofferenza sia di aiuto perché si compiano i tuoi disegni e i tuoi desideri. Mio caro sposo, non permettere ch'io resti fuori di te neanche un istante. Benedicimi e benedici il mio P. che forse rimarrà solo, e tutte le persone che in questi giorni mi prodigheranno le loro cuore.

29. 11. 1964 - Domenica - Ave Maria - Mio Signore, termino scrivendo i pensieri tuoi della meditazione in quest'ora di intimità con te. "Tu avrai presto da fare qualche cosa per me riguardo all'opera mia. Preparati in umiltà, semplicità e con molta preghiera. Avrai da umiliarti, ma poi otterrai consolazione perché comprenderanno che sono io a volere tutto quello che fai conoscere".

18. 12. 1964 - Ave Maria - L'opera che ho preparata è l'opera del mio Signore. È stato lui a suggerirmi ogni parola, ogni pensiero che è stato scritto. Io so che verrà realizzata fino al minimo particolare. Ora non mi danno retta, e c'è stato chi ha detto che bisogna prima vedere i miracoli. Gesù però fa i miracoli quando vuole lui e non per far piacere a chi ha queste pretese. Il mio Signore, il mio diletto, compie in ogni momento un continuo miracolo per la sua piccola anima, perché mi tiene rinchiusa nel suo cuore e mi fa fare quello che lui vuole, mi fa camminare con lui e mi suggerisce nel momento opportuno quel che è da fare. Egli mi spoglia continuamente delle cose mie, di quello che a contatto col mondo e con le persone io prendo e mi metto addosso. Mi fa conoscere i suoi desideri, mi fa sentire il suo amore, mi fa piangere le sue lacrime. E io lo vedo, il mio Gesù, sempre, nella sua divina Immagine, in me. Mai egli mi abbandona un solo istante. Mi ripete: “Cammina con me, mia piccola anima, e tutto si compirà. perché lo tutto posso in colui che di me vive realmente e mi porta a farmi conoscere in mezzo a quelli che non mi vogliono. Non è lo studio accurato di tante cose esteriori che mi fa vivere nelle mie creature, bensì io studio accurato che ogni creatura deve fare su se stessa in modo da venire uniformata alla mia Immagine vivendo e operando in me come io ho vissuto e operato".

ANNO 1965

3. 2. 1965 - Mercoledì - Ave Maria. Ieri, festa della Presentazione di Gesù al tempio, sono salita sul monte pregando insieme con Maria Gesù e Giuseppe, come Loro fecero a suo tempo. In quel luogo sul quale sorgerà il tempio a Maria per la pace nel mondo, ho rinnovato la mia offerta per le loro mani, al Padre, affinché acceleri i tempi e mandi io Spirito Santo ad illuminare le persone che devono rispondere col loro aiuto.

15. 2. 1965 - Lunedì - "Portami, portami a conoscere nei miei desideri che ti ho manifestato nell'opera del tempio. Ti ripeto che tutta la volontà avversa degli uomini, chiunque essi siano, anche molto in alto, riconosciuti nel mondo, si piegherà di fronte alla mia volontà: quella che tu farai conoscere, perché io voglio che mia Madre venga conosciuta e amata da tutte le genti della terra. Quelli che sono nella Chiesa dovranno realizzare tutto ciò che io ti ho suggerito e fatto scrivere nel piano dell'iniziativa del tempio mondiale per la pace."

2. 3. 1965 - Martedì - Ave Maria - "Mia piccola anima, ti prego, rimani in me affinché io possa essere in ogni momento, dalla terra, in continua preghiera al Padre mio per voi. Ho bisogno di avere anime che mi lascino totalmente libero di servirmi di tutte le loro facoltà. Allora soltanto io sono una supplica al Padre dalla terra ove siete voi, al cielo ove è lui. Senza questo totale abbandono, avvertito da parte di quelle anime che mi vogliono vivere - e sono poche - io non posso agire come voglio e ottenere per voi, presso il Padre, quello che voglio a favore di tutte le creature bisognose di ogni cosa qui in questa misera valle, resa misera a causa del peccato. Mia bambina, ti prego, non occuparti dei tuoi pensieri, perché nella tua mente ci devono stare solo i miei pensieri. Le cose tue non. sono necessarie, è necessario soltanto quello che voglio io, il tuo Gesù. Tu devi tenermi presente e devi sapere che io con la tua mente, con il tuo cuore, con la tua anima voglio essere sempre presente in preghiera al Padre. perché così ero quando stavo con il mio corpo qui sulla terra. Poi devi fare quello che tu già sai: manifestare i miei desideri che sono quelli dell'iniziativa del tempio a Maria mia Madre. Tu non hai da fare niente di più di così: pregare, perché io voglio sempre pregare con la tua preghiera; far pregare molte persone che vivano sempre in grazia: la loro preghiera unita alla tua la faccio mia coma fosse tutta tua; e poi far conoscere l'Iniziativa a tante persone. Tutta l'opera si realizzerà, in seguito, nel modo più semplice, anche contro la volontà cattiva di molti che continuamente la vorranno ostacolare. Ti ripeto di nuovo perché rimanga bene scolpita in te la mia volontà: tu, mia piccola bambina, prega, fa pregare e fa conoscere l'opera. Niente di più semplice di così potresti fare, eppure con questa semplicità si verrà realizzando un'opera che alla vista degli uomini è tanto grande, ma dinanzi agli occhi della Santissima Trinità, che la vuole, è tanto tanto semplice. La tua preghiera è la mia preghiera, per mezzo della quale si viene a formare la base e le fondamenta del grande edificio spirituale e materiale: il tempio a Maria e le due opere che racchiudono in sé la pace e l'amore sulla terra e l'unione spirituale di tutte le genti. È il principio di un vero rinnovamento della mia Chiesa e della grande famiglia umana" - Mio Gesù, continuerò a fare, e più intensamente, quello che vuoi da me, anche se niente sono.

5. 3. 1965 - 1° Venerdì - Ave Maria. - Tu vuoi, o mio Signore, che scriva quello che mi hai comunicato mentre stavo alla tua presenza in chiesa davanti all'ostia immacolata e mi guardavi nell'ora di adorazione: "Mia bambina, tu devi fare soltanto quello che ti suggerisco io. Devi agire nella semplicità più assoluta e restare sempre tranquilla; perché io sono tutto, sono grande, sono immenso, ma sono semplice e tranquillo. Soltanto le opere che vengono realizzate dall'uomo si costruiscono con tanti artifizi, più o meno onesti, e quindi sempre nell'orgasmo e nell'ansia. No, mia piccola anima, l'opera che tu devi far conoscere verrà realizzata con la stessa semplicità con cui sono state fatte da me e dal Padre tutte le cose. Giorno per giorno, momento per momento, gli eventi prepareranno ogni cosa semplicemente e silenziosamente. Poi sorgerà l'opera come sorgesse da sé, spinta da una forza misteriosa, e si vedrà il tempio a Maria che io, il tuo Gesù, desidera far sorgere come sorge un fiore irrorato dalla dolce rugiada che sono le tue preghiere e quelle delle anime che con te pregano, umili e semplici; un fiore baciato dal sole che tutto riscalda e fa crescere: il sole della mia volontà. Niente tu devi fare più di questo, sarebbe fatica sprecata e tempo prezioso perduto. Cercami ancora tante anime umili che preghino e fa' conoscere tutto a chi ti suggerisco io. Tu devi stare sempre attenta a seguire la mia voce che ti parla nel cuore, a nessun altro devi dare ascolto. Stai tranquilla, a quello che ti diranno non farci caso perché solo la mia volontà ti suggerisce la verità di ogni cosa giusta da fare. Fino ad ora tanto hai seguito degli altri e ciò con mio grande dispiacere, perché il tempo è prezioso. Non resterai molto sulla terra e prima avrai da preparare la base spirituale dell'opera su cui gli altri scaveranno le fondamenta per inalzare tutto l'edificio spirituale e materiale; fondamenta che troveranno la base come di roccia viva sulla quale l'edificio non crollerà giammai, per quante bufere possano infuriare. Oh, tu, mia piccola anima, tieniti stretta, la tua mano nella mia mano, e non badare a quello che il mio nemico. Satana, vuole di tanto in tanto insinuarti nella mente: che tutto quello che io ti dico nel silenzio del tuo cuore e del mio cuore, della tua anima e della mia volontà, non è vero; che sono le tue fantasie e via via altre cose che tu sai. Non badare, sono insinuazioni diaboliche. Sono io che ti parlo, io sono che ti guido, io che voglio agire con la tua umile persona, nel silenzio più assoluto e nella tranquillità serena e dolce.

16. 3. 1965 - Martedì - Ave Maria - Eccomi a scriverti qualche cosa, o mio Gesù, mi hai invitata in questo momento a farlo. Sono pronta a ubbidirti e a dire tutto quello che sento nel cuore. Stamattina è stato il ritorno a te, mi hai dato da firmare una cambiale in bianco e l'ho firmata. Tu adesso su quella carta scriverai quello che vuoi, e farai quello che vuoi per tutto ciò che ho messo nelle tue mani. Questa firma è stata contrassegnata dalle lacrime che mi hai dato nel momento della elevazione della Messa. Mio Gesù, tu mi volevi, ecco che ci sono; e ci sono come prima, perché per te è come nulla fosse stato e questo lo vuoi anche da parte mia. Lo vuoi, e così sia. Se ciò non fosse non si potrebbe continuare il cammino insieme, perché se si è in due bisogna essere concordi nel pensiero e nella volontà di raggiungere insieme la meta. Mio Gesù, parlami adesso tu. "Sai, le mie anime non camminano mai insieme con me, proprio per il motivo che nelle loro cadute si perdono poi in tanti pensieri di dubbio continuo. Si fermano e stanno a pensarci e a ripensarci: mi avrà perdonato il Signore? Come sono miserabili! E poi il pensiero torna e ritorna sui falli commessi rifacendo di nuovo con la mente quello che è stato fatto con le azioni e con le parole. Io allora come posso camminare insieme a queste anime e far comprendere che il mio perdono è anche dimenticanza assoluta?
Per camminare insieme è necessario che anche da parte dell'anima ci sia la piena fiducia nel mio perdono e che tutto lo ho dimenticato. È necessario che l'anima dimentichi e cammini con me serena e tranquilla, allora lo posso parlarle e comunicare i miei desideri nuovi. Tutto diventa nuovo, tutto è come se si incominciasse per la prima volta.
Mia piccola anima, lo voglio donarti un fuoco nuovo: un fuoco che riscalderà e brucerà tutta la polvere che si è cosparsa intorno al tuo piccolo cuore e alla tua anima, che è bella perché mi vede sempre vicino anche quando vuole restare troppo vicina alle cose che non servono. Oh, mia bambina, solo così potrai sconfiggere il Nemico che sta presso la tua abitazione ed ha cercato di introdursi molto addentro: solo dimenticando quello che ha voluto insinuare in te."

17. 5. 1965 - Lunedì - Sono stata sul monte in pellegrinaggio ieri, assieme ad una buona persona, a pregare sul luogo del tempio mondiale della pace. Maria Immacolata attende che venga il giorno in cui tutte le genti si rivolgeranno a lei volgendo il pensiero a questo luogo ove ella spanderà i tesori delle sue grazie, quelle che Gesù depone nel suo Cuore Immacolato di Madre, per noi. Maria attende con trepida ansia che.ci rivolgiamo a lei tutti insieme, e tutti insieme dobbiamo proclamarla Madre di tutte le genti e Regina dell'universo. mamma mia dolce e cara, tu mi hai dato la grazia che Gesù mi aveva accordato. Grazie, mamma mia, ora attendo tranquilla.

25. 5. 1965 - Martedì - Ave Maria - Mio Gesù, ascoltami, ora voglio dirti tante cose che in questi giorni sono rimaste nel silenzio. Sono la tua piccola anima, la tua bambina, il tuo niente nascosto in te. Tu solo, o mio Signore, mi conosci e mi guardi perché sono in te nascosta. Nessuna persona mi comprende, non possono capire quello che tu, o mio sposo, manifesti nell'intimità alla tua piccola anima. Gesù, dovrò fare silenzio? Non mi ripeti continuamente di far conoscere quello che mi hai comunicato e fatto scrivere dell'iniziativa mariana che si dovrà realizzare? io so che tu lo vuoi, e io lo farò. Tutti rimangono stupiti e non si pronunciano perché appare troppo grande quello che ci chiedi. Ma tu sei più grande di ogni cosa da te voluta e creata, perché dobbiamo ritirarci e non confidare nel tuo aiuto, che senz'altro dai perché sei tu che vuoi che si faccia tutto questo? Gesù, mio sposo, io spero in te nascosta e lascio agire te con la mia umile persona in tutto ciò che mi esorterai a fare. La mia anima starà sempre a guardarti, il mio cuore ad amarti, la mia volontà a seguirti. Seguirò docilmente e silenziosamente i tuoi movimenti e starò attenta a non uscire da te, o mio dolce Gesù, per non fare mai quello che non è tua volontà. Io sono niente e senza essere in te il mio niente cade nel nulla. Maria, la tua mamma, aspetta che noi cattolici la facciamo conoscere affinché tutti la possano amare e amandola possano essere da lei salvati. Io desidero che venga presto il giorno in cui la tua iniziativa mariana, che mi hai ispirato, sia accolta e si cominci a lavorare con fede e grande amore.
“L’umanità sarà salva quando questo avverrà, perché sono io che lo voglio, mia piccola anima, anche se ora tu dovrai tanto soffrire e faticare per far conoscere e accogliere l'iniziativa mia. Non temere quello che diranno, quello che penseranno, quello che ti suggeriranno di fare. Niente ti turbi, tu sai che solo io ti guido e ti illumino. Se hai perduto tempo è stato perché hai ascoltato i suggerimenti umani, ma io non conto il tempo, tutto verrà anche se tutto sarà molto ostacolato. Tu hai visto come ti ho sempre guidata, hai visto il segno che ti ho dato. Quell'arcobaleno sul monte Benedetto non è venuto a caso, sono stato io a volerlo in quel preciso tempo in cui sei salita sul monte per la prima volta a visitarlo, come in pellegrinaggio a quel luogo dove un giorno sorgerà il grande tempio offerto a Maria con la cooperazione di tutte le genti di buona volontà. Quello è stato il segno della pace e della fraterna alleanza che Maria mia Madre porterà sulla terra. Ella, quando sulla terra ci sarà la pace e l'amore fraterno fra le genti, potrà realizzare la sua opera di salvezza per le anime e molti si salveranno. Mia bambina, seguimi, ascoltami, amami col mio stesso amore, e ama tutte le persone come io le amo, anche e soprattutto quelli che più ti fanno soffrire: sono questi che hanno bisogno di aiuto e grazia."

13. 6. 1965 - Domenica - Festa della SS. Trinità e di S. Antonio. - Sono stata con i fanciulli cattolici a fare la passeggiata sul Monte Benedetto. Porto i miei bambini lassù per pregare con loro. Le preghiere dei piccoli sono come tante frecce che sconfiggono i nemici di Maria (i demoni) che vogliono ostacolare la sua opera di salvezza per l'umanità. Un grande tempio a Maria dovrà sorgere su quel monte benedetto, ma ci vorranno prima tante preghiere e vita santa di tante buone persone. Io non mi scoraggio, so quello che Gesù vuole da me e farò tanti pellegrinaggi lassù come se già ci fosse Maria nel suo tempio da tutte le genti a lei offerto. Dinanzi al mio Signore il tempo non conta, per lui conta che la sua piccola anima, alla quale ha affidato la missione di preparare il piano dell'opera e di farla conoscere, continui con fede umile e semplice e con amore a lavorare e a pregare. Io continuo, o mio Gesù, perché a te tutto devo e per te tutto voglio fare in adesione ai tuoi desideri. Mio Dio, mio diletto sposo, la mia anima si perda in te che sei la Trinità beata. Sento che dal cuore mi sgorga un poema d'amore per te che sei Amore, e che mi hai donato la vita per un atto del tuo amore. Io esisto perché mi hai voluta, o mio Signore. Quanto poco ci vuole per credere che abbiamo un Padre che ci ha dato la vita! È tanto semplice, basta pensare che noi siamo, e per essere è certo che qualcuno deve aver pensato a darci l'esistenza.

17. 6. 1965 - Giovedì del Corpus Domini. - Oggi sono stata sul Monte Benedetto in pellegrinaggio assieme a mio marito per ricordare il grande avvenimento dell'arcobaleno. Era il giorno del Corpus Domini 1961 quando per la prima volta sono andata a vedere il posto sul quale sorgerà il tempio mondiale della pace. Esso dovrà essere offerto a Maria da tutte le genti di buona volontà, invitate da noi cattolici e dagli uomini politici cattolici che lavorano per la pace. Nessuno conosceva le intenzioni per cui ho voluto, in quel lontano giorno, fare la passeggiata lassù.
Lungo il cammino io recitavo l'Ave Maria in silenzio. Insieme col pensiero dell'iniziativa Gesù mi aveva anche indicato il posto, che io però vedevo solo da lontano, non sapevo ancora cosa poteva esserci lassù su quel monte, a TiroIo.
Gesù mi diceva spesso nel silenzio del cuore: "La mia voce ti basti per credere a quello che ti dico e che tu dovrai far conoscere; non dovrai mai chiedermi nessun segno come conferma. La tua fede nella mia voce interiore dovrà essere semplice come la cosa più naturale che avviene nelle tue faccende comuni." E così ho sempre creduto. Ma nel giorno del mio primo pellegrinaggio, quando sono stata sulla cima del Monte Benedetto all'improvviso mi è venuta spontanea l'invocazione: Signore, tu sai il motivo per cui sono venuta qui, dammi un segno perché io possa comprendere che tu vuoi qui quello che mi hai suggerito. Poi subito ho cacciato quel pensiero, sapendo che Gesù non voleva che io chiedessi dei segni, e gli ho chiesto perdono di quella mancanza involontaria. Dopo quel momento non ci ho pensato più. Intanto continuavo a pregare e a meditare ciò che il mio Signore voleva, mentre scendevamo per ritornare a casa. Avevamo percorso tutto il monte quando apparve nel cielo l'arcobaleno. Era un fenomeno naturale, perché il tempo era disposto per questo, ma quell'arcobaleno era fuori dell'ordinario. Si vedevano due archi, uno basso dai colori tanto visibili da poterli distinguere ad uno ad uno ad occhio nudo, e si protendeva da una parte all'altra del Monte Benedetto: sembrava posarsi sopra; il secondo era alto e grande e prendeva da est ad ovest tutto l'orizzonte. Guardavamo tutti con grande ammirazione la meravigliosa apparizione naturale che, nonostante non piovesse più, rimaneva lì ferma nel cielo. - Arrivammo a casa che era già tardi, non so precisamente ma saranno state le diciannove. Guardai fuori dalla finestra di casa mia e l'arcobaleno era ancora sull'orizzonte. Dopo cena mio marito andò all'oratorio e nel silenzio da sola ripensavo a tutto quello che avevo vissuto in quella giornata, festa del Corpus Domini.
Al mattino la processione e tante Ave Maria coi bambini recitate e offerte per le intenzioni che Gesù mi ha .affidate; al pomeriggio quella passeggiata che per me era il primo pellegrinaggio sul Monte Benedetto. Ricordando gli avvenimenti di quel giorno e l'apparizione dell'arcobaleno penso che il Signore ha dato - tante volte - dei segni naturali per mostrare a noi che siamo fatti di sensi e che viviamo nel tempo, la sua volontà; perciò io credo con tutte le forze dell'anima mia che quell'arcobaleno per volontà del mio Gesù dovevo vederlo proprio in quella data circostanza e precisamente la prima volta che andavo a vedere il monte sul quale sorgerà un giorno ciò che Gesù desidera e vuole.

3. 10. 1965 - Domenica - O Vergine Immacolata e Regina del rosario, così ogni giorno io ti invoco con la novena a te dedicata del rosario di Pompei, come fosse ogni giorno la tua festa di Vergine del rosario. Oggi, prima domenica di ottobre, è appunto questa festa. Ho avuto fin dalla mia prima giovinezza questa particolare devozione e ho sempre pregato Maria SS. con la novena preparata da Bartolo Longo, colui che iniziò e diffuse la devozione alla Madonna del rosario, in tutte le circostanze e le necessità più grandi della mia vita. Ora recito ogni giorno la novena perché la mamma del rosario venga a piantare il suo seggio di Madre e Regina sul colle benedetto. Che venga presto! È Gesù, il suo Figliolo, che me lo ha segnato questo luogo, e mi ha affidato la missione di farlo conoscere a coloro che lavorano per la pace e per il bene dei popoli. Maria Immacolata, vieni ad aiutarmi perché io sono tanto povera, sono niente.

4. 10. 1965 - Lunedì - In questo giorno un grande avvenimento viene offerto ai popoli di tutta la terra: Papa Paolo VI in questo preciso momento - sono le 14.20 - sta per giungere in America, a New York. Egli si è recato in quel continente per portare un messaggio di pace e di fraternità alle Nazioni Unite, la grande assise ove i rappresentanti di quasi tutte le nazioni della terra si riuniscono per trattare le sorti dei loro popoli. Il S. Padre quale messaggero della pace di Cristo, poiché è il rappresentante di Gesù in terra, è stato invitato a presentarsi in mezzo a quella assemblea. Egli vi porterà l'invito di pace a tutti gli uomini di buona volontà. Quindi è Gesù stesso che nella persona del suo rappresentante parla e invita tutti a volere sulla terra soltanto la pace, la sua pace, quella che affonda le radici nell'amore fraterno e nella sincera carità basata sulla giustizia. Verrà presto un giorno che il Santo Padre andrà spontaneamente in mezzo ad un'altra grandiosa assemblea per invitare tutte le nazioni e tutti i popoli della terra a rivolgersi a Maria, la Madre di Gesù per chiedere a lei con voce di supplica universale che ci ottenga da Dio la pace. Senza l'intervento della Madonna la vera pace non l'avremo. Gesù lo ha manifestato al mio cuore e io dovrò comunicarlo alle personalità politiche ed ecclesiastiche. Quanto a me ho il dovere, che è comando del mio Signore, di santificarmi e di vivere di lui, di Gesù; perché è sua volontà che io cammini ih lui e sia guidata da lui stesso in tutto ciò che dovrò fare giorno per giorno. In questo momento viene annunciato per radio che il Santo Padre è giunto all’aeroporto di New York - ore 14.35 ora italiana. Il Papa adesso sta parlando: pace - concordia - libertà - giustizia sono le sue parole.

7. 10. 1965 - Giovedì - "Ave Maria, piena di grazia" cantano in coro gli angeli in cielo. Quale trionfo di gloria, o mamma dolce e cara, ti viene tributato in ogni istante da tutti i cori degli angeli e dalle schiere dei beati! Anche sulla terra migliaia di voci si alzano per cantare a te, o Vergine Immacolata del rosario: Ave Maria - Santa Maria! lo, povera creatura, unisco la mia umile voce alle tante voci e prego l'Angelo mio custode di venire, assieme a tanti Angioletti, a prendere tutte le Ave recitate dalle anime sulla terra; Ave trasformate in altrettanti petali bianchi di margherita per portarli in grembo a Maria affinché un giorno, quando sarò in cielo accanto a lei,.possa ad uno ad uno farli scendere sulla terra cambiati in altrettante grazie. Le chiederò alla Madre buona a favore di tutti quelli che mi chiederanno di intercedere per loro presso di lei. Per quelli che avranno bisogno di pace nel cuore o nella famiglia, o che. vorranno convertirsi o salvarsi l'anima; per quelli che vorranno santificarsi; e in modo tutto particolare per i sacerdoti. A coloro che vorranno farsi santi e lo manifesteranno a me attraverso un'avemaria, sicuramente otterrò dalla Madonna la grazia della santità personale.
Desidero con tutto il mio piccolo cuore che molti sacerdoti siano e vivano come fossero altri Gesù. Desidero ardentemente che tutte le creature conoscano la Madonna, la mamma di Gesù, che per mezzo di lui è diventata pure la Madre nostra, la Madre di tutte le genti della terra. Tutti perciò la devono conoscere e quando l'avranno conosciuta non potranno fare a meno di amare una Madre così buona, dolce e cara. Una Madre che splende di gloria e di bontà più di tutti gli astri dello spazio messi insieme. Sarà Maria che col suo splendore e la sua bontà illuminerà e attrarrà a sé ogni creatura che via via verrà a conoscerla.

17. 10. 1965 - Ave Maria - S. Margherita Alacoque, la santa che ha ricevuto le confidenze del cuore di Gesù, è la mia patrona poiché io pure mi chiamo Margherita. Ho scelto questa santa fra quelle di questo mese perché è la confidente del Sacro Cuore e io, benché infinitamente più indegna di lei, amo il Sacro Cuore di Gesù e cerco di diffonderne la devozione. Santa Margherita ha ricevuto da Gesù in visione reale il compito di diffondere la devozione al Sacratissimo Cuore.
Io invece ho ricevuto da Gesù misticamente, nel silenzio del cuore, l'incarico di comunicare agli uomini che lavorano per la pace nel mondo, sia laici che ecclesiastici, che dovranno invitare tutte le genti della terra a rivolgersi in forma universale e solenne a Maria Immacolata per chiederle che ci ottenga da Dio la pace e tutto ciò che è stato scritto, dedicandole come segno di fede e di amore un grande tempio, e che in esso dovranno proclamare poi Maria Madre di tutti le genti e Regina dell'universo.

31. 10. 1965 - Ave Maria - O Maria Immacolata, Tu sei la Regina del cielo e della terra perché Gesù, tuo Figlio, è Re.
Il Padre, l'eterno Re infinitamente buono, ti ha incoronata quando Gesù ti venne a prendere e ti portò in cielo in anima e corpo splendente di luce e di immacolata purezza. O Maria, quanto sarà bella la corona di cui ti ha cinto il capo Dio Padre, Figlio e Spirito Santo! Un giorno ti vedrò quale sei, Regina del cielo e della terra. In cielo, o Madre, sei stata incoronata; ma in terra ancora non lo hanno fatto le genti tutte unite, ancora non hanno riconosciuto la tua regalità. Eppure tu sei la Madre di Gesù che è Re, e questo tutti lo sanno, anche se molti non lo vogliono riconoscere. Forse non lo vedrò questo giorno qui sulla terra, ma lo potrò contemplare dal cielo e di lassù farò cadere tanti e tanti petali bianchi di margherita: quei petali che si vanno accumulando ora da qui, per ogni Ave che recito e che depongo in grembo a Maria cambiate in petali. In cielo chiederò alla Vergine Immacolata tante grazie. Avrò attenzione e cura soprattutto per i poveri peccatori, per quelli che vivono senza la pace del cuore. E tante grazie farò piovere dalle mani di Maria per i miei sacerdoti, perché siano santi; per la santità loro ho offerto la mia vita, perché so che la salvezza delle anime dipende dalla santità di quelli che Gesù ha chiamato a vivere di lui affinché lo portino nel mondo, in mezzo alle genti. E avrò cura delle famiglie, ad una ad una, perché si rinnovino nella fede e nei costumi.

15.11.1965 - Lunedì - Ave Maria - Ieri ho voluto fare il pellegrinaggio sul Monte Benedetto. Lì vogliamo preparare la cappella per collocarvi Maria nella sua immagine che custodiamo in casa. La statua viene da Castel Fontana. Sarebbe stata distrutta dalle macerie di una frana se il papà di mio marito e mio marito, insieme, non avessero provveduto a rimuoverla, a loro rischio e pericolo, perché era in una nicchia della parete del Castello che guarda nel burrone. È stata presa e custodita poi sempre dalla famiglia Marsura, che abitava nella piccola casa presso il maniero e coltivava allora il podere circostante. Il Castello e il terreno erano in quel tempo di proprietà dell'Opera Nazionale Combattenti. La famiglia Marsura, composta di papà (Giovanni), mamma (Maria) e otto figli, tutti in tenera età, era andata ad abitare lassù l'anno 1929.

22. 11. 1965 - Lunedì - Ave Maria - Quanto sei grande e buono, o mio Signore, che hai suggerito al Santo Padre Paolo VI di introdurre la causa di beatificazione di Papa Giovanni e di Pio XII. Ciò che è riconosciuto in cielo, per tua volontà deve essere riconosciuto anche in terra. Qui le creature cominciano la loro esistenza per poi perpetuarla in cielo, ove tu, o mio diletto, vivi nella gloria e nello splendore della tua bellezza dalla quale noi tutti che per la tua grazia veniamo a te, saremo rapiti e circonfusi per tutta l'eternità.

27. 11. 1965 - Sabato - Ave Maria - Mio Gesù, quanto sospiri di stare con me nel silenzio del tuo cuore! Tu mi attendi sempre e mi guardi mentre sono indaffarata nelle faccende terrene pur necessarie, più o meno. Tu mi vuoi santa per te, mi vuoi rinchiusa nell'eremo del tuo cuore dolcissimo. Io devo santificarmi perché l'opera che mi hai ispirato per la pace nel mondo deve essere fecondata dalla mia santità. Mi consola il pensiero di quello che tu, o mio Signore, mi hai detto e vuoi farmi scrivere: che anche le mie debolezze umane e le tentazioni del demonio mi saranno causa di aumento di grazia per lo sforzo che faccio a non volere, a non accettare ciò che a te non fa piacere, pur non essendo propriamente un male. O Gesù, io voglio restare sempre nel tuo cuore rinchiusa a tenerti compagnia. So che sei lasciato sempre solo anche dai Tuoi che lavorano per l'avvento del tuo Regno. Mio dolce sposo, Tu mi fai sentire fortemente che l'apostolo deve essere santo se vuole che le sue opere siano FRUTTUOSE DI BENE. Il campo dell'apostolato deve essere fecondato dalla santità dell'apostolo stesso, altrimenti egli faticherà tanto e lavorerà su terreno arido che non può dare frutti. Mio Gesù, tutte queste cose me le suggerisci tu e io lo scrivo perché un giorno siano conosciute e messe in pratica da tutti quelli che chiami ad essere tuoi apostoli nella tua Chiesa, sia laici che sacerdoti. Un grande esempio ci è stato lasciato da Papa Giovanni. Egli ha fecondato il suo breve pontificato con la santità.
Non ha fatto cose straordinarie, ma ha mostrato una grande bontà accompagnata da una semplicità di fanciullo. Non ha forse detto un giorno Gesù, indicando i fanciulli che gli stavano attorno: "Se non diventerete come questi piccoli, non entrerete nel Regno dei Cieli"? Bisogna perciò vivere con cuore semplice e buono affinché Gesù possa far sentire il suo amore all'anima nostra e lo possiamo amare e tenergli sempre compagnia. Gesù è lasciato troppo solo! Si fanno tante cose e tante opere buone senza mai rivolgere un pensiero di amore intenso a colui per il quale si lavora, quasi che egli non ci avesse a che fare per niente e che tutto dipendesse dalle nostre facoltà umane. Invece è sempre Gesù che opera il bene. Egli vuole servirsi di noi, vuole operare con le nostre facoltà. Questo lo dobbiamo riconoscere e avvertire. Allora sì che le nostre opere sono opere di Dio.


ANNO 1966

1. 1. 1966 - Sabato - Quanto tempo sono stata in silenzio su queste pagine senza scrivere mai un pensiero al mio Gesù! Quante volte ne ho sentito il desiderio vivissimo, quante volte Gesù mi faceva sentire il suo invito! Ma non è stata la cattiva volontà ad impedirmelo. Durante questo tempo mi sono trovata in continuo movimento di viaggi e di incontri nelle feste natalizie. Quante cose avrei da dire al mio Signore in queste righe per esprimergli tutta la mia riconoscenza, anzitutto per quanto egli mi ha donato in questi giorni! Il viaggio che ho fatto assieme a mio marito è stato nella mia intenzione un pellegrinaggio. Siamo andati a Roma per la chiusura del Concilio Ecumenico Vaticano II, avvenuta il giorno 8 dicembre, festa dell'Immacolata Concezione; e poi a Pompei per visitare la mia Madre del rosario che per tutta la vita ho pregato con fede e devozione in tutte le mie necessità spirituali e anche per quelle delle persone che le raccomandavo. Ho zelato fin da giovinetta per preparare la supplica dell'8 maggio in parrocchia e proprio in questo giorno, che cadeva anche di sabato, ho celebrato il mio matrimonio, nell'anno 1937. Ho assistito all'ultima sessione pubblica del Concilio Ecumenico in S. Pietro il giorno 7 dicembre e il giorno dopo nella grande piazza di S. Pietro, alla solenne chiusura. È stata una cosa meravigliosa presenziare a questa grande manifestazione di fede della Chiesa universale del mio Gesù, davanti al tempio massimo della cristianità. Gesù ha voluto farmi questo dono per i suoi fini. Grazie, o mio Gesù.

Il giorno 9 dicembre siamo andati a Pompei. Quando mi sono trovata davanti alla mia Madonnina ho sentito che la Vergine santa Immacolata del rosario di Pompei avrebbe ascoltato tutte le suppliche che stavano rinchiuse nel mio cuore e che ero andata apposta personalmente a deporre ai suoi piedi. Tutto quello che ella conosce e che tiene lì ai piedi dell'altare di Pompei ho grande fede che mi sarà dato: le grazie ad una ad una, secondo il tempo e le circostanze che ella stessa crederà opportuno di scegliere, lo avrò tanta costanza nell'attendere, perché so che quando giungerà il tempo stabilito nella volontà del Padre, Maria mi darà con le sue mani quello che desidero e che è negli stessi desideri del mio Gesù. O Maria Immacolata e Regina del rosario di Pompei, voglio esprimerti tutto il mio amore e tutta la mia fiducia! Tu mi hai dato sempre la volontà di rivolgermi a te e di pregarti continuamente: questo mi ha tenuta lontana dal male e dal pericolo di condurre una vita inutile e materiale. O Maria Immacolata, presso quanti altari sui quali tu sei esposta sotto tanti titoli ho avuto la grazia di prostrarmi per salutarti e pregarti! Ad ogni altare ti ho chiesto una grazia e queste grazie ora le attendo nei momenti che piacerà al Padre di metterle nelle tue mani per donarmele. Ma la grazia più bella e più grande te l'ho chiesta a Pompei: che tu venga a piantare il tuo seggio di Regina e di Madre anche qui, su questo colle sopra Merano, sul luogo che mi ha indicato il tuo Gesù. Tu, o mamma mia, non tarderai a venire perché è Gesù che lo vuole, tu lo sai. Manda, o Madre nostra, la luce di una fede grande agli uomini cui mi rivolgo affinché sentano che devono prepararti la via.
Tu devi venire, chiamata da tutte le genti della terra, a portare la pace, la fraternità, la santità, il rinnovamento della vita secondo il vangelo di Gesù nella grande famiglia umana. Io attendo nel costante silenzio la tua ora, o Maria, anche se quest'ora forse non la vedrò qui sulla terra, ma dal cielo la vedrò più splendidamente bella. Nessuna creatura terrena per quanto santa possa essere agli occhi di Dio potrà ottenere la pace che ora tutti i popoli attendono. Solo Tu, o Maria, ce la puoi ottenere se noi tutti veniamo a te con voce di supplica universale. Le grazie che ti ho chiesto e che tu, o Maria, tieni ai piedi dell'altare del tempio di Pompei, ad una ad una hai cominciato a darmele. La prima è stata quella di avere, da parte delle autorità civili, il permesso di erigerti la cappella sul Monte Benedetto. Proprio il 13 dicembre, quattro giorni dopo essere stata da te, quei signori si sono riuniti a Bolzano ed hanno convenuto insieme, tedeschi e italiani, di accettare la nostra domanda e di confermare l'ubicazione della cappella che si vuole erigere per la pace nel mondo e come primo segno dei disegni di Gesù, noti ormai a molte personalità civili ed ecclesiastiche, fra le quali anche il Santo Padre. Ora attendo l'appoggio morale del mio Vescovo, l'accettazione del nuovo progetto della cappella che ho preparato personalmente, e l'occasione di vendere la mia casetta a Cornuda per ricavare il denaro che mi servirà per la costruzione della cappella.

22. 2. 2966 - Sabato - Ave Maria - Le persone spirituali parlano spesso dell'intima unione dell'anima con Dio. Mi consta però che pochi sono quelli che vivono veramente di questa unione. Lo si vede dal modo in cui si comportano per la maggior parte, sia laici che ecclesiastici. Se fossero molti tra noi i cristiani a vivere la vera unione con Gesù, come egli vuole, non ci sarebbe l'attuale disordine morale e spirituale in seno alla Chiesa cattolica, da Gesù stesso fondata.
Non è difficile vivere l'unione con Dio. È molto difficile cominciare, questo sì. Pochissime sono le anime che si prendono il tempo di cominciare. A un certo punto della nostra vita Gesù ci chiama: non soltanto alcuni, ma tutti. A ciascuno fa sentire il suo desiderio dell'intima unione tra l'anima e lui. Purtroppo sono pochissimi quelli che si fermano ad ascoltare l'invito e a cominciare a seguire le divine ispirazioni.
Bisogna cominciare, lasciando da parte tutto quello che ci impedisce di parlare direttamente con Gesù in tutti i momenti. Vivere l'unione con Dio vuol dire sentirsi sempre insieme alla divina famiglia e stare attenti a non fare mai niente di quello che Dio non farebbe. Vivere l'unione con Dio vuol dire essere consapevoli in ogni momento che noi siamo scomparsi in Gesù, che la nostra persona è diventata, per mezzo dell'intima unione con lui, sostanzialmente la persona stessa di Gesù; quindi le nostre opere devono corrispondere tutte alle opere di lui e così pure le nostre virtù devono corrispondere alle sue virtù. Oh, quanto è dolce vivere in seno alla divina famiglia così come Gesù vuole! Se si comincia a vivere questa intima unione, poi è Gesù stesso che dà tutti i mezzi necessari per continuarla. lui stesso non ci lascerà più perché il suo amore per le anime è tutto qui: nel vivere l'intima unione con esse.
O voi che mi leggerete su queste pagine, lasciate da parte tanti libri nei quali molti cercano il modo di vivere l'unione con Dio!
Fermatevi e ascoltate la sua voce. Ditegli che volete cominciare e che volete essere istruiti da lui stesso, da Gesù, negli intimi colloqui a tu per tu, nel silenzio del cuore. Fate silenzio quando potete essere soli, e parlate a Gesù. Egli aspetta da noi questo atto di delicatezza verso di lui. Parlate con confidenza, come suol fare un bambino con la sua mamma, o l'amico con l'amico. Allora Gesù aprirà i tesori che sono rinchiusi nel suo cuore e ce li mostrerà distogliendoci dalle cose materiali ed inutili. Ci sentiremo allora come per incanto attratti dalle dolcezze della sua intimità e la cercheremo sempre perché anche Gesù, vedendosi cercato da noi, ci verrà incontro.

2. 2. 1966 - Martedì. Festa della Madonna (Purificazione) - O Maria, ogni tua festa è per me giorno di gioia e di speranza perché aspetto sempre queste circostanze per offrirti le preghiere di tutte le anime che ti pregano. Sono stata sul Monte Benedetto a visitare il luogo della cappella: sarà come una piccola reggia e la mia Madonnina la porterò lassù. Maria da quel luogo manderà agli uomini la sua luce e il suo invito perché si rivolgano a lei. Maria è la piena di grazia. Tutte le grazie del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo passano attraverso il suo cuore e dal cuore, nelle sue mani per venire poi donate ai suoi figli qui sulla terra. Ma dobbiamo andare a chiedergliele, perché così è nella volontà della Trinità Santissima. Maria sa molto bene quello che ci abbisogna, conosce le necessità di ciascuno, di tutti noi come fossimo uno solo, ma non può dare se non chiediamo con fede e amore. Ora l'umanità si trova sull'orlo di un grave pericolo: una tremenda guerra. Gesti vuole che andiamo tutti uniti a Maria per chiederle di fermare questo pericolo, di donarci la pace vera e di aiutarci poi a restaurare la grande famiglia umana e la Chiesa del suo Gesù, che è tutta spezzettata e priva del soave profumo di quella santità che è la santità stessa di Gesù. Io farò tutto quello che Gesù mi dirà e lo seguirò ricevendo in umiltà tutto quello che le persone mi doneranno: umiliazioni da subire, indifferenza e incredulità da sopportare con costanza.

5. 6. 1966 - Domenica. Festa della SS. Trinità. - O mia Trinità Beata, io ti amo con lo stesso tuo amore che mi fai sentire! Io ti adoro con la stessa tua adorazione! Io ti contemplo con la tua stessa contemplazione! Padre, Figlio e Spirito Santo, io vivo in voi e voi vivete in me. Voi mi avete dato la vita, la grazia, l'amore. La vita per potervi conoscere, la grazia per potervi vivere, l'amore per potervi amare. Io vi amo, o mia Trinità, perché per questo io sono. Solo per amarvi. Io vi amo per tutti i battezzati che non vi amano. Voglio supplire per quanto mi è possibile al mancato amore da parte dei miei fratelli che di voi non si curano. O mia Trinità, che vivete nel tempio meraviglioso di Maria, l'Immacolata, io voglio inabissarmi con voi in questo tempio che è la Madre del Figlio, Gesù.

19. 8. 1966 - Venerdì - Dopo tanti giorni di silenzio su queste pagine oggi riprendo a scrivere i miei pensieri. Tutto quello che non ho potuto scrivere in questo periodo io scriverò un po' ogni giorno e mostrerò anche per iscritto la profonda mia riconoscenza al mio diletto sposo Gesù, al Padre mio, allo Spirito Santo e a Maria Immacolata per avermi sempre avvolta del loro amore durante questi giorni di grazia. O Cuore Immacolato di Maria che fra qualche giorno (lunedì 22 prossimo) la Chiesa ricorderà e festeggerà, poiché tu sai soltanto amare fa' che io, tua piccola anima e piccola sposa del tuo Gesù, possa farti conoscere e amare da tutte le genti della terra. Ora devo pensare solo a questo, o Madre mia! È volontà del tuo Gesù, e lo farò anche se incontrerò solo umiliazioni e indifferenza. Ti preparerò un piccolo tempio sul Monte Benedetto e tu, o Maria, vi entrerai e da quell'altare, o Madre di tutte le genti e Regina dell'universo, spanderai i tesori di grazia che tieni accumulati per tutti coloro che a te si rivolgeranno.

19. 9. 1966 - Lunedì. Ave Maria - Il mio cuore soffre un grande dolore. Nessuno prende in considerazione la missione che Gesù mi ha affidato. Eppure è stato proprio Gesù che un giorno mi ha detto: "Mia bambina, aiutami, voglio donare all'umanità la pace. Ma la devono chiedere per mezzo di Maria, mia Madre, lo ti ispirerò di preparare un piano, che scriverai, perché venga fatto conoscere alle persone che lavorano per il bene e la pace fra i popoli". Mio Gesù, io l'ho fatto conoscere a parecchi, anche al Santo Padre, se glielo avranno consegnato, ma nessuno si degna neppure di rispondere. È vero che io sono niente e di me nessuno si può interessare, ma l'opera è di Gesù. La Vergine Santa aspetta che andiamo a lei tutti insieme. Questa è volontà di Gesù. Ella poi ci otterrà la pace e ci guiderà per dare alla grande famiglia umana un rinnovamento spirituale morale e sociale basato sulla giustizia, sul rispetto e l'amore fraterno. Guidati da lei diventeremo tutti più buoni.
perché nessuno mi ascolta? Tuttavia io non perdo la forza di continuare, so che Gesù mi sostiene e Maria mi guida.

1. 10. 1966 - Sabato - Ave Maria - Quest'opera.per la pace e per il bene dell'umanità è tua, o mio Gesù, io sono soltanto uno strumento nelle tue mani divine del quale ti servi per farla conoscere. Quest'opera è tua, e niente sarà aggiunto per trasformarla perché quello che ho scritto è uscito dalla tua mente, non dalla mia. Se io ho deviato, in qualche momento, ho visto che Tu hai voluto quello che era tuo, del tuo pensiero. Ora, o mio sposo, c'è stato un periodo in cui ho trascurato l'incontro giornaliero con te in quest'ora, e non ho ricevuto i tuoi pensieri, quelli che mi guidano con sicurezza. Mi hai guidato ugualmente in tutte le cose di cui ho dovuto occuparmi; ora però che devo interessarmi soltanto delle cose tue, non posso stare senza fermarmi ogni giorno a ricevere i tuoi pensieri, devo sentire da vicino la tua voce, cogliere le tue lacrime e versarle per te. Mio Gesù, io sono in te e a te unita, ti amo col tuo stesso amore.
Mio Gesù, dillo tu al Padre nostro quello che il mio piccolo cuore vorrebbe esprimere di suo. Tu lo sai che sono niente, suppliscimi o mio caro Gesù perché non posso contenere l'amore che provo per il Padre mio. Tu lo sai bene, che ho sempre sentito per il Padre nostro un amore profondo, sincero, umile, semplice. Fin da piccola mi raccoglievo in preghiera e in contemplazione davanti ad una immagine del Padre Eterno. La vedevo su un arazzo appeso alla parete di una camera. Io ero allora una bambina e avvertivo attraverso questa figura lo sguardo del Padre che mi guardava veramente, con paterno amore. Lo avvertivo, perché anche quando non stavo davanti alla sua immagine, desideravo intrattenermi a pensare a lui nel silenzio della sera guardando il cielo stellato. Quante belle cose mi faceva sentire in quei momenti di silenzio con lui! Io lo vedevo, il Padre nostro, attraverso tutte le cose più belle che potevo ammirare e che mi fermavo a contemplare. Tutto mi parlava sempre di lui e sempre sentivo il suo sguardo che mi seguiva, vedevo il suo volto soave e buono che mi sorrideva. Oh, quanto, quanto amo il Padre mio che mi ha dato l'essere! Tanto tanto lo amo perché è lui che mi fa sentire tanto profondamente questo suo sublime amore! Vorrei stare sempre a cantare il suo amore, vorrei essere la creatura che fa sapere a tutte le creature della terra che il Padre nostro ci ama e che tutti lo devono amare. Chi mi ha insegnato a meditare, a parlare col Padre mio? È stato lui, sì, lui solo. Io non ho mai potuto dirgli parole trovate scritte nei libri, ma pareva di essere poco sincera a parlare col Padre mio usando parole di un'altra persona. Quelle poche volte che l'ho fatto, sentivo poi che non ero ascoltata perché non avevo detto niente di mio. Vorrei ora dire a tutti coloro che un giorno leggeranno queste mie povere pagine: non usate mai nessun libro scritto da altri per fare la meditazione; se non avete pensieri, se non sentite di poter dire niente al Signore, guardatelo dal più intimo del vostro cuore e ditegli solo questo (tante volte l'ho fatto io): sono vuota, sono niente, o mio Gesù, o mio Padre. Ti guardo soltanto e ti ascolto, se mi vuoi parlare tu. Ecco, anche solo in questo modo il Signore è contento e sicuramente lui ci viene incontro e ci parla. Così il colloquio è veramente sincero, è un leale incontro dell'anima col Padre nostro che ci aspetta sempre.

3. 10. 1966 - Lunedì - S. teresa del B.G. - Questo è il mese dedicato alla Vergine del rosario. In particolar modo, per mia intenzione, alla Madonna di Pompei. Maria Immacolata e Regina del rosario, Tu che ti sei degnata per l'interessamento di Bartolo Longo, di piantare il tuo seggio di Regina e di Madre nella valle di Pompei; Tu che spargesti e spargi continuamente i tesori delle tue grazie a quanti si rivolgono a te, degnati ancora oggi di venire a stabilire il tuo seggio sul Monte Benedetto che Gesù mi ha indicato con il segno dell'arcobaleno. Degnati, o Maria, di accettare il mio povero interessamento, che Gesù mi ha affidato la missione di prepararti la via e il posto. Quando ti porterò, in questa immagine che custodisco, nella cappella che sto preparando lassù, o Madre Santa, da quel luogo comincia a spargere le tue grazie a quanti verranno a pregarti, perché credano a quello che Gesù vuole e abbiano ad accogliere l'invito di realizzare l'opera suggeritami da lui.
mamma mia dolce e cara, vieni, ti prego, fin d'ora in mio aiuto. Da sola non saprò far accogliere niente.

5. 10. 1966 - Mercoledì - Ieri 4 ottobre il Santo Padre ha voluto che fosse giornata di preghiera per la pace, in tutto il mondo. Egli ha celebrato una S. Messa sulla piazza S. Pietro in Roma ed ha fatto un lungo discorso sulla pace alla presenza di una immensa folla. Io e B. siamo andate sul Monte a fare un pellegrinaggio e a pregare per la pace e per poter realizzare l'Opera.

12. 10. 1066 - Mercoledì - Padre nostro, lasciami sostare accanto a te per sentire i palpiti del tuo cuore buono e grande. Fammi godere della tua infinita tranquillità, lasciando almeno per un poco le occupazioni umane necessarie alla vita. Fammi conoscere i tuoi sublimi pensieri e
pregustare la gioia di raggiungerti nella tua gloria. È tanto bello stare con te nel silenzio di un profondo raccoglimento. Scrivo queste cose perché le vivo e meritano di essere sentite anche dagli altri. Molte anime a loro volta, quando leggeranno questi pensieri, sentiranno il bisogno impellente di ritirarsi a colloquio col Signore. Gesù vuole che si conosca l'intimità della sua piccola sposa e un giorno conosciuta sarà, come un lievito che fermenta e porta a far vivere di Gesù una schiera di anime belle, generose e sante.

17. 10. 1966 - Lunedì - Ave Maria - È la festa di S. Margherita M. Alacoque, la santa del mio nome. Ella accolse da Gesù l'invito di diffondere la devozione al suo Sacratissimo Cuore. Margherita ha visto Gesù nella visione corporea, sensibile; io vedo Gesù nella visione mistica, ma ugualmente reale. Margherita ha parlato con Gesù quando egli si presentava sull'altare col cuore circondato di raggi di luce e tutt'intorno una corona di spine; io parlo col mio Gesù misticamente, cuore a cuore, e ugualmente sono in colloquio con lui.

27. 10. 1966 - Ave Maria - Sono ritornata a Merano senza aver potuto realizzare quello che avevo in mente, ossia la vendita della casa di mia proprietà a Cornuda per iniziare l'Opera e fare la cappella come primo segno. Non è ancora il tempo voluto dal Signore. Aspetterò.

30. 10. 1966 - Domenica - Accetta, o Padre mio. i pensieri che mi doni. Io voglio scrivere perché rimangano per sempre ricordati non solo da te, Padre, ma da altre persone che leggeranno queste pagine. "Padre nostro che sei nei Cieli", così mi ha insegnato Gesù. Al solo scrivere queste parole il mio cuore si riempie di commozione e di amore per te, o Padre. Per te che mi hai dato la vita e la grazia di sentire il tuo amore. Vorrei consumarmi d'amore, vorrei scomparire in te, Padre mio buono e santo, per poter effondere dal mio cuore a te il tuo stesso amore, grande e infinito, immenso e inesauribile. Mio Padre, mio Gesù, mio amore, quando sono a colloquio con voi le lacrime mi scendono dal ciglio: segno questo che voi siete qui con me e tutto quello che scrivo voi lo leggete e vi compiacete di vedere la vostra bambina, la piccola anima, la più piccola di tutte, che scrive tanti bei pensieri per voi. Vi compiacete di stare accanto ad un'anima, sia pure la più piccola, che nel silenzio sente la vostra presenza viva e reale, che vi parla e vi ascolta. In questo momento l'amore che mi pervade è incomprensibile e non si può descriverlo. Il Padre mio mi fa sentire il suo amore e io ne sono tutta compenetrata. voi che un giorno leggerete questi pensieri non potrete sicuramente comprendere che cosa voglia dire, che cosa significhi sentire l'amore del Padre che inonda il cuore di un'anima, a meno che voi pure non siate pervasi dal suo amore. Un'anima quando viene a trovarsi in comunione col Padre, col Figlio e con lo Spirito Santo, nulla più può desiderare perché già possiede l'universo intero, possiede la felicità di Dio e la sua gloria. Una sola cosa fa eccezione per essa: il desiderio che altre anime entrino in questa intima comunione con la SS. Trinità affinché esse pure siano pervase dall'amore divino e diano gloria e amore al Padre che tanto ci ama.

3. 12. 1966 - Sabato - Ave Maria - Mio Gesù, mi hai fatto sentire realmente quello che mi avevi fatto pensare forse un'ora prima. Nella mia mente era sorto questo pensiero: anche se il demonio mi atterra io mi rialzerò, perché sono in te, o mio Gesù. Dopo un'ora circa ho ricevuto notizia che il progetto della cappella era stato respinto per la seconda volta.

5. 12. 1966 - Lunedì - Ave Maria - Ieri in parrocchia c'è stata la visita pastorale del nostro Vescovo. Mi ero preparata per andare da lui a parlargli, ma non ho potuto ottenere il colloquio. Ho accettato volentieri questo dispiacere. Anche Giuseppe e Maria sono stati sempre respinti da tutti quando Maria doveva dare alla luce Gesù. Questa meditazione mi dà tanto conforto. Io devo ricevere molte umiliazioni prima che venga accolta l'opera che Gesù mi ha suggerito di far conoscere. Benvenute le umiliazioni, le accetto nel silenzio e ad esse unirò tanta preghiera insieme a quella delle persone che si vorranno unire a noi, e tante lacrime di dolore e di amore.


ANNO 1967

20. 2. 1967 - Lunedì - Ave Maria - Eccomi, o mio Signore, a scrivere su queste righe i pensieri del nostro incontro delle tre. Parecchi anni fa, a Siracusa, la Vergine Immacolata tua mamma, o Gesù, non avendo trovato nessuno che sentisse il suo dolore e piangesse con lei la perdita di tante anime, ha voluto mostrare con un miracolo le sue lacrime vere: attraverso gli occhi di una sua immagine di gesso, su un quadretto appeso alla parete nella povera stanza da letto di un'umile mamma che aveva tante sofferenze. Poi l'immagine rimase esposta alla venerazione dei fedeli, ma non pianse più, Maria, attraverso quell'immagine. Ora nel silenzio di un'umile casetta una povera mamma quanto mai nascosta e inosservata, ogni giorno sente il dolore di Gesù e di Maria e piange nascostamente le loro lacrime. Tutto questo Gesù vuole che un giorno venga conosciuto perché ha da risvegliarsi il cuore di tante buone persone per venire preparato da Gesù stesso ad accogliere le sue lacrime e quelle di Maria sua Madre. Gesù vuole essere vissuto da tante anime, vuole possederle interamente e andare nel mondo, con la loro stessa persona, a portare il suo Vangelo. Prima però dovrà venire sulla terra l'ora di Maria. Ella dovrà essere conosciuta e amata da tutte le genti. Poi ci sarà la vera pace, perché Maria aspetta la sua ora per donarci la pace che il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo già le hanno dato per noi.

26. 3. 1967 - Domenica di Pasqua - Ave Maria - È Pasqua: è il giorno della gioia, della pace, la pace che Gesù ci dona. Gesù è lo sposo dell'anima e nel giorno di Pasqua vuole celebrare lo sposalizio mistico con tutte le anime che vogliono riceverlo. Gesù si dona alle anime, ma poche sono quelle che lo vogliono accogliere e poche quelle che pur accogliendolo sentono il suo amore e condividono i suoi desideri. - Sono stata sul Monte Benedetto. Di lassù Maria manderà su tutta la terra la vera pace, la pace del cielo. Io non ho da fare altro che lavorare per preparare quest'ora: l'ora di Maria. Nessuno lo sa questo, ma io lo so, Gesù lo sa, il Padre nostro lo sa, Maria lo sa e attende con grande desiderio la sua ora, che Gesù vuole, per la salvezza di tante anime.

5. 4. 1967 - Mercoledì - Ave Maria - Sono qui con te, Gesù, oggi mi hai dato in abbondanza le tue lacrime. me le hai donate e io le ho versate per te, o mio sposo, e per Maria Madre nostra. Nessuno piange le vostre santissime lacrime. Io le piango tutte quelle che mi donate al cuore; attraverso le pupille dei miei occhi scendono silenziose e io ve le dono tutte con grande amore. Mi dicevi, o Gesù, in questa meditazione: "Mia bambina, la pianta dell'opera me l'hai piantata con le tue mani e la mia volontà ti ha dato la forza di preparare bene il terreno. Ora questo seme deve rimanere nascosto e venire fecondato con la tua preghiera e la tua bontà e irrorato con le lacrime che io ti dono al cuore e che tu fai scendere dagli occhi tuoi. Questo seme spunterà un giorno, sul Monte Benedetto; crescerà un piccolo stelo, sboccerà un fiore, bello, meraviglioso; sboccerà improvviso e tutti quelli che lo vedranno resteranno meravigliati di come sarà potuta nascere una pianta con un fiore così stupendo e profumato. Questa piantina col suo meraviglioso fiore crescerà presto a dismisura generando rami che si stenderanno sino ai confini della terra, rami sempre ricchi di foglie verdeggianti, di fiori belli e profumati, di frutti dolcissimi: e saranno tutte le grazie che io voglio donare all'umanità per mezzo del Cuore Immacolato di Maria.

22. 4. 1967 - Sabato - Ave Maria - Sono stata una settimana tra la gente per le strade, paesi e città. Ho fatto un lungo viaggio per andare a trovare mia sorella suora di clausura agostiniana. Dopo 40 anni di vita conventuale è dovuta uscire per essere ricoverata in una casa di cura per malate TBC. Vi sono suore provenienti da ogni istituto e ordine religioso d'Italia. Quanta pena mi ha fatto la sua condizione di salute! Non so, e solo il Signore lo può sapere, quanto avrà sofferto quella creatura per essersi ridotta in una condizione così pietosa. Penso che Gesù avrà voluto, da parte di mia sorella suora, una espiazione per i peccati commessi dalla nostra famiglia.

13. 5. 1967 — Sabato - Ave Maria - Oggi ricorre il cinquantenario della prima apparizione della Madonna di Fatima ai tre pastorelli: Lucia, Francesco, Giacinta. Il Santo Padre Paolo VI è andato in questa circostanza a Fatima. L'ho visto or ora per televisione ed ho assistito alla S. Messa da lui celebrata davanti alla Basilica, di fronte ad una immensa folla di persone (un milione e mezzo).
Ho visto pure la veggente Lucia (ora suora carmelitana) che per uno speciale permesso ha potuto recarsi a Fatima. La Madonna è venuta a noi 50 anni fa, io lo ricordo quel tempo. Avevo otto anni e la mia mamma me lo aveva detto: "La Madonna è apparsa a tre pastorelli." Queste parole non le ho mai dimenticate da allora e in seguito ho conosciuto tutta la storia della apparizioni. Ora la mamma Celeste aspetta qualche cosa da me. Non ne sono degna, lo so, ma Gesù mi ha voluto per lavorare nell'opera sua. Verrà un giorno (l'ho sentito mentre ascoltavo la Celebrazione del S. Padre a Fatima) che anche a Monte Benedetto si raduneranno le folle. Tutte le genti della terra saranno rappresentate per mostrare a Maria il loro amore. Io allora sarò in cielo. Maria ci otterrà da Gesù la vera pace in terra e da quel momento i popoli sentiranno di essere da lei guidati e tutti saranno più buoni.

16. 8. 1967 - Ave Maria - O dolce mamma mia Maria, ieri sono stata a visitare il posto ove tu poserai il tuo piede un giorno che è già stato stabilito da Gesù. Neill'umiltà e nel silenzio lavoro per realizzare ciò che Gesù vuole da me.

19. 8. 1967 - Sabato - Ave Maria. Mia bambina, voglio che tu scriva quanto segue: "Non cercare nessuno, ora, poiché a molti è stato rivolto l'invito e tutti sono rimasti indifferenti. Non farci caso, perché così è l'umanità corrotta. Essa si crede capace di fare tutto da sé, invece senza di me non può fare niente di buono e duraturo. Tu lasciati guidare della mia volontà e porta avanti tranquillamente la missione che ti ho affidato senza badare a ciò che ti sta intorno. Quando porterai sul Monte Benedetto la Madonnina della Pace, sarà lei che per mia volontà chiamerà le persone che io stesso mi scelgo per realizzare l'opera che ti ho dettato. Tu prega, prega tanto e chiedimi tanto, perché tanto ti voglio donare."

22. 8. 1967 - Martedì - Ave Maria! Oggi voglio scrivere la canzone più rara del tuo Cuore Immacolato. O mamma, il tuo cuore ha ricevuto dal Padre i palpiti più belli e a sua volta li ha donati ad uno ad uno al cuore di Gesù, quando lo formavi nel tuo seno. Il tuo cuore, o Maria, fin dall'eternità è stato circondato dall'amore del Padre. Egli lo ha arricchito dei doni più sublimi perché esso doveva un giorno battere all'unisono con quello del suo diletto Figlio. O mamma mia, Maria, fammi sentire i palpiti del tuo cuore per l'amore che esso sente per le anime! Donami di poterle amare quanto le ama il tuo cuore santissimo. Gesù mi ha donato stamattina nella S. Messa le sue lacrime, le tue lacrime, o Maria, io le piango ogni giorno per voi. Gesù dal calice che sta sull'Altare le fa cadere nel mio cuore misticamente, esse scendono poi a velare le mie pupille. O Cuore Immacolato di Maria, sei stato riempito del sangue e delle lacrime di Dio e le hai versate tutte per lavare le nostre anime! Ora ne cerchi qualcuna di queste anime per farle sentire il tuo desiderio di comunicare questo dono di piangere le lacrime tue e quelle di Gesù, con la consapevolezza di questa mistica realtà.

15. 9. 1967 - Venerdì - Ave Maria - Santa Maria! Io ti saluto, o Madre dei dolori, in questo giorno che la Chiesa li ricorda. Tu, o Madre nostra, ai piedi della croce sei diventata Madre di ciascuna creatura umana vivente sulla terra. Gesù ti disse, mentre stava morendo crocifisso (guardando a te, Maria, e a Giovanni): "Donna, ecco tuo Figlio - Figlio, ecco tua Madre". Gesù in quel momento lasciava col corpo la terra e allora nel suo grande amore ti ha lasciata a noi per Madre affinché avessi cura tu di noi. o Maria. Tu sei diventata Madre nostra nel momento del più grande dolore che.il tuo Cuore Immacolato potesse soffrire. Eri là presso la croce sulla quale era inchiodato il tuo diletto Gesù. O Maria, questo pensiero mi fa piangere le tue lacrime e le piango in questo momento per te. Tu non le puoi più versare, le verso io perché tu me le doni. Le lacrime che non puoi piangere come allora con i tuoi occhi santissimi perché adesso sei nella gloria. Tu le doni misticamente a quelle anime che sentono vivi nel cuore i tuoi dolori e fai sì che esse ti sostituiscano nel piano tuo come quando stavi presso la croce che portava il tuo Gesù morente. O Madre mia Addolorata, sei la Madre di quei figli che con i loro peccati continuano la mistica crocifissione del tuo diletto Figlio. mamma Immacolata, ottieni ai tuoi figli peccatori di convertirsi alla vita buona, alla vita di fede, alla vita di amore verso Dio e verso i fratelli. O Maria, vieni presto a piantare un nuovo tuo seggio di Madre e Regina sul Monte Benedetto presso Merano. In questo luogo ove tutti si professano cristiani battezzati, ove molti ti pregano anche con la recita del rosario, in questo luogo, o Madre nostra, vieni a richiamare alla vita santa quei cattolici che sono traviati dall'egoismo e riunisci da qui tutti nell'amore fraterno donando al mondo la vera pace.

27. 9. 1967 - Mercoledì - Ave Maria. Per chi un giorno leggerà questi pensieri desidero precisare ancora bene che non sono scritti superficialmente, tanto per scrivere qualche cosa, ma esprimono la reale unione di un'anima con Dio, alla quale il Padre nostro ha donato la filiale cognizione di lui unita a tenera confidenza. Infatti tutti i pensieri che si troveranno scritti nei quaderni della mia vita spirituale non sono affatto studiati come, ad esempio, quando uno scrive una lettera ad una persona e di solito scrive prima la brutta copia. No, i pensieri di questi momenti di colloqui spirituali sgorgano spontanei dalla mente al cuore alla penna, come un ruscello che esce dalla sua fonte naturale e scorre, scorre tranquillo e semplice e sicuro di non esaurire mai la sua armonia poiché la sua fonte è inesauribile, nascendo dagli eterni ghiacciai. In questi intimi.momenti io mi trovo a tu per tu col mio Signore.-col Padre nostro che mi ha donato l'essere; con Gesù, lo sposo dolcissimo dell'anima mia; con lo Spirito Santo che è l'amore del Padre e di Gesù fuso in un solo amore che mi avvolge, illumina e pervade la mente, il cuore, l'anima e tutto il mio essere.
È in questi momenti che io attingo alla fonte della Divina Famiglia tutti i pensieri più belli e più sublimi che sgorgano spontanei e semplici. Ci sono naturalmente anche pensieri miei, allorquando il mio cuore si trova gravato dal peso della mia natura, povera, debole, malata, perché così è per ogni creatura umana caduta nel peccato.


ANNO 1968

7. 3. 1968 - Giovedì - Ave Maria. Oggi è un giorno tanto bello. Sul Monte Benedetto incominciano a lavorare per erigere la cappella alla Madonna della Pace. Oggi Spunta alla vista di ogni creatura la stella della vera pace che Maria da questo monte farà giungere a tutte le genti della terra. È il piccolo seme di senapa che, come sta scritto nel Vangelo, quando si schiude, cresce rapidamente. Dal piccolo seme, il più piccolo di tutti, si ergerà un grande albero robusto e ricco di rami sui quali potranno trovare tranquillo rifugio quanti verranno, da qualunque parte, a posarvisi. L'albero è figura del grande tempio della pace mondiale che verrà offerto spontaneamente da tutte le genti di buona volontà alla Vergine Santissima, in segno di fede e di amore, e della grande opera di bene che dovrà sorgere intorno ad esso. Con l'aiuto di Maria otterremo là vera pace, e con la pace in terra e la guida di lei rinnoveremo ogni cosa come ella vuole.

22. 3. 1968 - Venerdì - Ave Maria - Gesù mi ha detto l'altro giorno: "Non porre nessuna fiducia negli uomini, in me solo abbi fiducia".
Egli ha voluto così prepararmi a ricevere la lettera… io sono una povera creatura e ho risposto sì al mio Signore. Gli ho detto "Voglio tutto quello che Tu vuoi". Mi sono donata ciecamente a Gesù ed ho accettato consapevolmente la missione che a lui è piaciuto di affidarmi. Io sono niente, ma nella persona di Gesù che in me vive ed opera faccio solo quello che giorno per giorno la sua divina provvidenza mi prepara. Non posso disporre di niente, tutto è nella sua volontà. Io ascolto la sua voce che mi parla continuamente al cuore e come un semplice strumento porto avanti l'iniziativa mariana per la pace nel mondo come Gesù stesso me l'ha dettata, percorrendo tutte le vie buone per realizzarla che Gesù stesso mi prepara e tralasciando tutto, cose e persone, quando a lui non sono gradite.

25. 3. 1968 - Lunedì - Annunciazione - Ave Maria. Oggi per la prima volta dopo tanti anni nel giorno che l'angelo annunziò a Maria ho potuto vedere la cappella già in costruzione. Grande giorno questo, poiché ci è stata data pure la benedizione al lavoro dal sacerdote di Tirolo, R.A.D.

11.5. 1968 - Sabato - Ave Maria - O Maria, dove io non posso giungere, donami di poter trovare tante persone che si offrano a fare ciò che è nei desideri di Gesù. Queste persone siano generose, buone e sante come Gesù le vuole. O Maria, quello che non posso fare io e che non posso ottenere, lo farai e lo otterrai tu, ne sono certa, quando metterai sul Monte Benedetto il tuo seggio di Madre e Regina. Ne sono certa perché l'umile preghiera di tante anime generose e buone ti chiama e ti chiede di venire a compiere i tuoi prodigi anche qui, in questo luogo ove esporremo alla venerazione dei fedeli la tua immagine, o Maria. Vieni, vieni e smuovi i cuori dei tuoi sacerdoti, che loro per primi sono scettici e indifferenti a quello che il tuo Gesù vuole che io faccia conoscere perché venga realizzato. Ora con le nostre umili e modeste possibilità abbiamo cominciato l'erezione della cappella. Spero che quando sarà ultimata e che tu, o Maria, ne prenderai possesso, siano anche completamente coperte le spese materiali, in modo che te la possiamo donare e che sia da quel momento veramente tutta tua, che per sempre sia tu la sovrana padrona di quella cappella e di tutto il Monte Benedetto che da Gesù è stato segnato per te col segno dell'arcobaleno.

17. 5. 1968 - Venerdì - Ave Maria - Sono il piccolo pennello nelle mani di Gesù, che sta tracciando i meravigliosi disegni nel quadro dell'opera per la pace nel mondo. E Maria guarda, ora, il contorno dei disegni nel quadro in cui nel bel mezzo dovrà risplendere lei, in tutto io splendore che il suo Gesù le vuole dare. Infatti la Madonna della Pace sarà il centro di questa meravigliosa opera che Gesù servendosi delle nostre umili persone sta realizzando per il bene e la salvezza dell'umanità intera.

20. 5. 1968 - Lunedì - Ave Maria - Quanti petali di bianca margherita ci sono nel cestino accanto a te, O Maria? Da un po' di tempo non dico tante Ave; ricomincerò di nuovo quando andrò nelle famiglie a portare il tuo invito scritto sotto l'immagine della Madonnina della pace, quella che porteremo sul Monte Benedetto nella cappella per te preparata, o Maria. Mentre mi recherò di casa in casa, dirò tante Ave, e allora i bianchi petali che gli Angioletti attendono e prendono per portarli in cielo e accumularli nel cestino accanto a te, aumenteranno; quando poi sarò vicino a te, o mamma mia, ti chiederò per i miei fratelli tanto poveri qui in terra, tante grazie, tutte quelle che molti verranno a chiederti alla cappella, sul Monte Benedetto di Tirolo presso Merano.

13. 6. 1968 - Giovedì del Corpus Domini - Ave Maria -Questo giorno, festa del Corpus Domini, mi ricorda il meraviglioso segno dell'arcobaleno che sette anni fa Gesù mi fece vedere sul Monte Benedetto quando per la prima volta andai a visitare il posto intravvisto per la realizzazione dell'iniziativa mariana per la pace nel mondo. Gesù ha voluto allora darmi un segno di conferma. Ora è sorta la cappella che è il primo segno esterno dell'iniziativa. Continueremo a lavorare ogni giorno solo come desidera e vuole Gesù, perché io sono soltanto strumento nelle sue mani.

21. 6. 1968 - Venerdì - Ave Maria - Al principio della giornata ti scrivo un pensiero, mio Gesù, tu lo gradisci tanto e io voglio darti questa gioia. Il pensiero che ti dono rimane per l'eternità. Mentre io lo scrivo su queste righe. Tu, o mio sposo diletto, lo scrivi nel tuo cuore. Proprio oggi la Chiesa festeggia il tuo Sacratissimo Cuore, Gesù, lo e le mie amatissime sorelle che con me lavorano per diffondere la devozione al tuo cuore, ci metteremo davanti al tabernacolo, in chiesa, e alla tua presenza, mio Gesù, pregheremo e ti terremo compagnia per un'ora. Accogli queste umili preghiere e disponi di esse a favore dei nostri sacerdoti anzitutto, .perché siano/santi come tu li vuoi; poi perché si-possano presto realizzare le intenzioni della missione che mi hai affidato. Mio Gesù, fa' che sempre più io ti. lasci vivere in me.

2. 9. 1968 - Domenica - Ave Maria - Ieri siamo andati alla cappella per ascoltare la S. Messa celebrata da P.B.W. in onore della Madonna per la pace nel mondo. Questo sacerdote è paralizzato da 20 anni e poter celebrare è stata per lui una grande gioia.

13. 9. 1968 - Ieri la Chiesa festeggiava il Nome Santissimo di Maria, lo pure l'ho festeggiato. Sono andata sul Monte Benedetto, alla cappella, recitando il rosario in spirito di penitenza. Maria! Oh. quanto è soave al mio cuore di povera creatura pronunciare spesso questo nome! Ave, Maria! - Santa Maria spesso dice il mio labbro, la mia mente, il mio cuore! Vorrei che Maria donasse tante grazie in questo luogo, ma io devo dire tante Ave.

9. 1968 - Ave Maria - La cappella sul Monte Benedetto, mio Gesù, dove porteremo la statua della mamma tua Maria, sta per essere completata. Ora spero che ciò avvenga presto. Tu, mio sposo, in questi giorni in me sei andato di qua e di là per provvedere a tante cose. Sempre di più dovrò ancora lavorare, e tu, silenzioso in me, operi e prepari l'ora di Maria, l'ora della salvezza per l'umanità, se l'umanità risponderà al tuo invito.

9. 1968 - Domenica - Ave Maria - “Mia piccola anima, ascolta e scrivi quello che voglio tu scriva in questo momento. È cosa importante, al di sopra di tutte le innovazioni che i miei sacerdoti vogliono introdurre ora nella mia Chiesa. Essi vogliono seguire le evoluzioni del mondo materiale senza rendersi conto che la Chiesa, fondata per sanare e rinnovare ogni cosa dell'uomo - mia creatura che voglio salvare - non può, non potrà in nessun modo adeguarsi all'andazzo dei tempi.
La mia Chiesa vive ora un pericolo spaventoso. Quei sacerdoti che sono saliti ad altri studi di teologia stanno perdendo il lume della verità perché nel loro troppo sapere hanno perduto la disposizione indispensabile per poter venire illuminati direttamente dallo Spirito Santo sulle verità più alte e più sublimi. Nei cuori, siano pure dei miei consacrati, sacerdoti pieni del loro sapere umano, io non posso mai mandare la mia sapienza. L'orgoglio è tara umana e satanica, perciò io penetro e illumino solo i cuori e le anime semplici. Vogliono trasformare tutto e non s'accorgono, proprio per il loro orgoglio, che stanno scivolando nella più spaventosa confusione, portando nella confusione anche le anime che ancora rimangono semplici nella loro fede umile e devota. Mia piccola anima, ti prego, non ascoltare quello che dicono; ascolta soltanto la mia voce che ti parla al cuore e vivimi intensamente. Io sono in te e voglio operare in te, portami e continua l'opera che voglio realizzare. Guai all'umanità se vorranno arrestare quest'opera, saranno ore terribili che dovrà vivere! io voglio preparare l'ora di Maria perché ella ha nelle sue mani ogni potere per la salvezza degli uomini. Sono io, suo Figlio, che le ho conferito questo potere, ma si dovranno ascoltare i suoi messaggi, quelli comunicati nelle visioni, nelle apparizioni ad umili e innocenti creature. La Chiesa stessa non tiene conto di questi messaggi e le apparizioni vengono sottoposte a complicati studi. Non possono credere, perché il cuore dei miei sacerdoti non è più semplice e a chi non è semplice non do la grazia di una fede limpida e sicura. Mia piccola anima, lasciami continuare ciò che in te voglio fare. Io voglio che venga realizzato il pellegrinaggio del rosario alla cappella in spirito di penitenza. Non ascoltare nessuna voce né esterna né interna, non badare a quello che scrivono riguardo alle riforme, come quella del rosario. La mia mamma lo vuole e io chiede, e solo con il rosario molto si potrà salvare dell'umanità. Diffondi ovunque l'invito che hai preparato affinché tutti conoscano i messaggi che per mia volontà è venuta a comunicare. Lavora, io sono in te, e sono in te forza e volontà.

24. 9. 1968 - Martedì - Ave Maria - "Mia piccola anima, desidero proprio che tu scriva subito questa mattina ciò che io voglio da te. Voglio una fede che non conosca nessun dubbio sul fatto che io sono in te, misticamente ma realmente, ad operare. Tu io sai bene questo, ma ciò che io voglio è che tutto quello che verrà a contrastare la realtà della mia unione con te sia da te sorvolato come per volo di candida colomba che passa tranquillamente sopra il fango, i sassi, le spine della terra e con dolce leggiadria scansa anche i volatili cattivi che la vogliono disturbare. Tu incontri continuamente difficoltà, ma questo è solo manovra di Satana e del mondo che non vuole il bene e la salvezza delle anime. Non lasciarti intimorire da nessuna cosa da qualunque parte venga; stai tranquilla. Io sono in te e nessuno potrà mettere ostacoli in modo da fermare il cammino della mia opera, intrapresa per preparare l'ora di Maria.

30. 9. 1968 - Lunedì - Ave Maria - Se tu lo vuoi, Gesù, l'opera si farà. Io parlo con le persone, Tu illuminale secondo quello che devono fare. me lo hai detto durante la Messa. Ti ho ascoltato tutta assorta in quello che mi suggerivi, tanto che non sentivo più niente di ciò che si faceva intorno a me. Fuori della chiesa ho parlato subito alla mia amica che durante il Sacrificio mi era al fianco coi suoi quattro bambini. Tu l'hai illuminata ad accettare subito il pensiero che le ho comunicato. Ho parlato poi a B. e alla sera a P., anche loro hanno accolto con gioia lo stesso pensiero, quello che tu avevi comunicato a me. Continuerò a manifestare ciò che tu vuoi alle persone che dovranno aiutare, e poi fai tutto tu perché, come sai, io sono niente e non faccio proprio niente. Nella S. Messa mi hai detto: "La statua della Madonna deve essere portata alla cappella dai bambini, e bambini italiani e tedeschi insieme, in processione. Essi a nome di tutti i bambini del mondo offriranno alla mia mamma la cappella che tu hai preparato per lei. E ancora a nome di tutti i bambini del mondo rivolgeranno una supplica a Maria per la pace, per la fraternità tra i popoli, per l'unità delle Chiese e perché ci sia grande santità nella mia Chiesa, per il rinnovamento della famiglia nei suoi costumi e infine per la salvezza di molte anime. I bambini saranno di esempio ai grandi e i grandi li dovranno imitare se vorranno dare ai loro bambini pace e tranquillità, e se vorranno infine venire nel mio Regno. Ve l'ho detto: "Se non sarete come questi piccoli non, entrerete in cielo con me."

3. 10. 1968 - Giovedì -Ave Maria - L'umanità sta vivendo la sua più grande ora di tenebre e nello stesso tempo la sua più grande ora della misericordia divina. La sua ora di tenebre perché i popoli progrediti e cattolici pensano troppo al benessere terreno, all'egoismo, al sesso.

10. 10. 1968 - Giovedì - Ave Maria - Mentre sto qui nell'intimità col Signore la mia mente rievoca il giorno in cui morì mio padre 50 anni fa. Era l'anno 1918, io avevo nove anni. Era il tempo della prima guerra mondiale, che stava per finire. Noi abitavamo vicino al Piave, proprio dove infuriavano le più accanite battaglie. Dal nostro paese. Cornuda, eravamo dovuti partire profughi nel novembre 1917. Prima per alcuni mesi ci fermammo a Casella d'Asolo in casa dei fratelli della mamma, poi tutti i profughi furono mandati nelle regioni meridionali, sparsi un po' dappertutto. Noi fummo destinati a Lucerà, una cittadina in provincia di Foggia, nella Puglia, e vi giungemmo dopo giorni e giorni, trasportati da lunghe tradotte. In quella cittadina, in questo giorno e forse in quest'ora - sono le 15 - moriva mio padre. La mia mamma era sola con me e con la mia sorellina di appena due anni. I due fratelli maggiori erano al fronte e le sorelle più grandi all'ospedale ammalate di .spagnola". Il papà morì di questa malattia. Ricordo l'ultimo bacio che diedi a papà morente, ricordo le lacrime della mamma, ricordo le semplici preghiere che rivolgevo al Signore. E ancora ricordo il carro funebre che passava per la via carico di molte casse, perché molti morivano in quel tempo di epidemia, lo ero una piccola bambina ed ero l'unico aiuto e conforto per la mia mamma. Cara la mia mamma, quante sofferenze nella sua vita! lo le ho accolte tutte nel mio cuore e ho pianto con lei tante lacrime. Caro il mio papà, di lui ricordo poco ma molto bene l'ultimo bacio che gli diedi sulla fronte madida di sudore: forse il sudore della morte. La malattia lo aveva colpito e non poteva più parlare, il suo sguardo però era ancora cosciente, lo ricordo, e forse quel bacio della sua piccola Angelina Margherita, che tanto amava, sarà stato per lui come la Comunione, che non ha potuto ricevere. Con il mio bacio sulla fronte il papà andò in cielo. Papà e mamma ora sono in cielo e godono la felicità di Dio. Anch'io presto la raggiungerò.

8. 12. 1968 - Domenica - Festa dell'Immacolata. Ave Maria - In questo preciso momento la cappella eretta sul Monte Benedetto è stata offerta alla Vergine Immacolata per la pace nel mondo. L'offerta è stata presentata attraverso il cuore buono dei fanciulli, verso i quali Maria ha avuto particolare predilezione scegliendoli nelle sue apparizioni. Per volontà del mio Gesù io non sono presente in questo momento della benedizione della cappella e dell'offerta a Maria. Dovevo soltanto preparare tutto, con la precisa intenzione e la ferma volontà e consapevolezza che tutto ciò è stato fatto da Gesù stesso che di me vive, in me opera. O mio Gesù, ora fa' che Maria, la Madre tua e nostra cominci a dispensare le sue grazie di pace, di fraternità, di amore sui suoi figli che la implorano con fede. Fa' o mio Gesù, che la Vergone Maria doni ai bambini, a tanti bambini, la guarigione dalla malattia fisica che portano. O Maria Immacolata, ti chiede tanto il mio povero cuore, ma con il cuore di Gesù, del tuo Gesù che di me vive. Ti prego, dona a S. di camminare, a K. e a suo fratello di vedere, a L. di essere normale, e a tanti e tanti altri bambini ovunque sparsi nella nostra regione di tornare sani e di essere poi santi per propagare ovunque nel mondo l'invito di rivolgersi a te.

 


ANNO 1969

11.2. 1969 - Martedì - Apparizione della Vergine a Bernardetta, a Lourdes. Ave Maria - Sono stata alla cappella nel pomeriggio con B. O Maria Immacolata, Tu sei venuta a noi tante volte mandata dalla SS. Trinità per richiamarci alla vita buona secondo quanto è venuto ad insegnarci Gesù, il quale per volontà del Padre è stato formato nel tuo seno. Tu, o Maria, sei fa creatura che fin da principio il Padre ha tenuto vicino al suo cuore per servirsi di te in tutti i tempi e mandarti a noi per richiamarci sulla via retta, ed, aiutarci a raggiungere la casa del Padre. O Maria Immacolata, quanto sei stata generosa con noi che siamo così, egoisti e ingrati! Tu, o Vergine Santa, hai risposto al Signore con tutto lo slancio del tuo cuore purissimo e hai detto subito “Ecco l'Ancella del Signore, si faccia di me secondo la sua parola", Grazie, o Maria, di tanta generosità nel venirci in aiuto e di tanto esempio di altissima fede.

14. 2. 1969 - Venerdì - Ave Maria - Nell'intimo del cuore la Vergine Santa mi invita ad andare in pellegrinaggio alla cappella e a pregare recitando il rosario, in spirito di penitenza, lungo tutto il cammino da casa mia (via Palade) al Monte Benedetto, tutti i giorni in cui sono avvenute le sue apparizioni quale Vergine Immacolata a Bernardetta. a partire dal giorno 11 di febbraio. Oggi ci sono andata alle 7 del mattino e alle 8 meno dieci ero su. Ho recitato il rosario lungo il percorso e alla cappella, e le altre mie preghiere. Alle 8,30 ero alla chiesa di S. Spirito per la S. Messa e Comunione, ho fatto pure la confessione. Quanto sei buono, o mio Gesù, nel darmi le vostre continue ispirazioni di fare sempre cose buone, secondo i vostri santissimi desideri.

17. 2. 1969 - Lunedì - Ave Maria - Sabato non è stato possibile andare alla cappella, al mattino c'era già tanta neve e per tutto il giorno ha nevicato. Neppure ieri ho potuto farlo, ma è andata B. e anche mio marito. Oggi ci andrò nel pomeriggio. Oggi ci andrò nel pomeriggio. Mio Gesù, ti ho chiesto ieri: "Dimmi cosa devo fare. E tu mi hai risposto: "Bambina mia, cogli ogni giorno e ogni momento tutto quello che ti metto a disposizione: il tempo, le persone, le circostanze, le occasioni. È giusto che tu faccia dei programmi, ma poi verranno realizzati come voglio io e nel tempo più giusto e opportuno. Vai avanti tranquilla, ma sii sempre vigilante e molto costante nella preghiera perché solo con la preghiera potrai tenere distante il demonio che ci guarda continuamente. Guai se non preghi! io ho sempre pregato e questo devi fare anche tu, mia piccola anima, perché devi essere me stesso sempre più intensamente per realizzare la mia volontà a favore delle anime, che voglio salve il più possibile.

27. 2. 1969 - Giovedì - Ave Maria - Ti prego, fa' che possiamo andare presto sul Monte Benedetto per poter custodire ciò.che hai voluto affidarmi e stare sempre vicino alla cappella ove Maria ci guarda e attende che prepariamo la sua ora come tu vuoi, Padre, e come vuole il tuo Gesù.

15. 4. 1969 - Martedì - Ave Maria - “La Madonnina nella cappella sul Monte Benedetto sarà l'aiuto e la guida per il rinnovamento di ciò che ancora resterà. La mia Madre da quel luogo unirà sotto il suo sguardo tutte le genti di buona volontà e tutti si sentiranno veramente fratelli, buoni e tranquilli, e ricostruiranno tutto in un'era di vera pace, la mia pace."

31. 5. 1969 - Sabato - Festa di Maria Regina. Ave Maria, Regina dell'Universo - Mio Gesù, perché non dai a S. Giuseppe la possibilità di farmi avere i mezzi necessari per andare ad abitare vicino alla cappella, dove c'è da fare tanto, sotto lo sguardo e la guida di Maria? Oggi la Chiesa onora tua Madre con il titolo di Maria Regina: perché tu, o Gesù, sei il Re dell'universo. Donami per mezzo di lei e di S. Giuseppe, che sempre sono stati insieme con te sulla terra, la grazia di avere ciò che ti chiedo. Sempre però come vedi tu che sia meglio per la missione che mi hai affidato. Grazie, mio Signore, di tutto quello che mi darai. Grazie, o Maria Regina del mondo, di tutto quello che per il tuo Cuore Immacolato io avrò da Gesù. Grazie, S. Giuseppe, della supplica che ogni giorno presenti per me a Gesù. Oggi alla cappella c'è la S. Messa. In quel momento solenne aspetto il vostro aiuto, Gesù, Maria, Giuseppe.

5. 6. 1969 - Giovedì del Corpus Domini - Ave Maria - Oggi è la ricorrenza del grande avvenimento vissuto quando andai per la prima volta sul Monte Benedetto, nove anni fa, per vedere dove doveva sorgere l'Opera del Signore per mezzo della quale Gesù vuole che prepariamo l'Ora di Maria, per la salvezza di molti e il ritorno alla vita buona secondo il Vangelo. Il primo segno esterno di quest'Opera è sorto: la cappella, donata a Maria. Ora la Madre nostra per volontà di Gesù ha messo il suo piede sul Monte Benedetto. In questo luogo, in quel lontano giovedì del Corpus Domini quando ancora ogni cosa era conosciuta solo dal Signore e da me, sua povera e piccola anima, ecco il segno nel cielo a confermarmi che ciò che Gesù mi aveva manifestato nel silenzio del cuore, era sua precisa volontà. L'arcobaleno era nel cielo, ma quasi si posava sopra il Monte Benedetto e lo abbracciava tutto, mentre un secondo arco, molto alto, abbracciava tutto l'orizzonte da est ad ovest. Quel segno era la precisa conferma di ciò che il Signore vuole e della missione che egli mi ha affidato. Oggi dopo tanti anni sono andata sul Monte a salutare, per la prima volta in questa festa, la Madonnina nella sua nuova dimora voluta dal suo Gesù. Quell'arco nel cielo sopra il-monte era il segno della pace che Gesù donerà al mondo se gli uomini ascolteranno i richiami di Maria: di pregare insieme con lei recitando il rosario e diventare più buoni, buoni a imitazione di Gesù, e di fare penitenza. Io lavorerò e porterò avanti sotto lo sguardo e la guida di Maria la missione che Gesù mi ha affidato per lei: preparare la sua ora, l'Ora di Maria.

11. 6. 1969 - Mercoledì - Ave Maria - "Sei qui con me, piccola anima, e voglio che tu scriva subito quello che ti dico ora: Ricordati che troverai tante ostilità, ma dovrai accettarle con serena tranquillità senza preoccupartene perché nessuno può fermare la mia volontà di continuare l'Opera che ti ho ispirato e che lo in te porto avanti. Ti ha detto ieri sera D. F.B.: "Mi hanno detto i superiori che lei, signora Marsura, si deve accontentare di aver fatto la cappella e che al piano dell'opera non ci pensi perché non verrà accolto". Io ti dico, mia piccola bambina, di camminare in me, di non fermarti mai di fronte a nessuna insinuazione, perché l'opera è mia. Sono io, Gesù, che la voglio e insieme con te, piccola anima mia, la porto a compimento perché devo preparare l'Ora di Maria, mia Madre! Tutti quelli che osteggiano questa mia opera andranno contro una pietra di roccia viva, angolare, e resteranno colpiti. Tu, mia bambina, offri per costoro le sofferenze che ti fanno provare perché nell'ultima ora Maria li salvi. Troverai anche buone persone che ci aiuteranno e queste avranno da te tante benedizioni e la pace perenne nel cuore sulla terra e la più alta felicità in cielo".

26. 6. 1969 - Giovedì - Ave Maria - Misticamente tu mi doni sempre quello che mi prometti, Gesù. Io sento ora il tuo sguardo buono che mi avvolge e le tue labbra che si posano sulla mia fronte. Sono la tua bambina e tu sei tanto felice di averla, seduta ai tuoi piedi, intenta a scrivere il colloquio che passa tra te e la tua piccola anima. Tu hai visto, Gesù, come è il mondo e la gente tutta che lo compone. Nessuno più sente la tua voce. Le vie, i locali, le cose sono tutti luoghi profani e contaminati da una grande immodestia. Perfino la tua casa, la chiesa, è profanata e se tu fossi qui personalmente faresti come quando hai cacciato dal tempio i profanatori. Mio Gesù, voglio consolarti per tanta ingratitudine che ricevi dai tuoi, dai battezzati, i quali profanano e calpestano il dono che gli hai fatto.

31. 8. 1969 - Domenica - Ave Maria - Voglio tenere sempre compagnia a Gesù, la Persona Vivente in mezzo agli uomini e che per la maggioranza di essi è il grande Dimenticato, il Disprezzato, l'Offeso. In questo nostro tempo si è diffuso largamente tra la gente il desiderio, la volontà più o meno sincera, di aiutare il prossimo in senso materiale e umano. Ma nello stesso tempo l'umanità vede soltanto questo bene, che può fare al fratello, questo bene umano, e dimentica che al bene materiale bisogna aggiungere quello spirituale e morale. L'uomo non vive di solo pane, dice Gesù, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. I cattolici ora sono portati direi quasi con fanatismo verso l'apostolato della carità materiale, lasciando completamente da parte quella carità spirituale che è la prima carità da praticare verso i fratelli. Prima nel senso che anzitutto dobbiamo; pregare e donarci a vivere il Cristo, lasciando che egli si serva di noi per andare verso i fratelli, in modo che in noi vi sia Gesù che opera, con tutte le sue virtù; in noi e per mezzo nostro egli si farà conoscere ai fratelli, bisognosi non solo di pane materiale ma soprattutto del pane divino: la sua Parola di verità e di amore. Gesù ora per questo è il grande Dimenticato. Gli uomini anche facendo opere buone, agiscono da soli, senza Gesù, come se egli non esistesse affatto; e agiscono contando su se stessi come fossero loro a possedere tutto. Mio Gesù, per questo motivo io voglio tenerti compagnia. Da te mi viene ogni cosa: i pensieri, le parole, il sorriso e quanto di più bello tu vuoi donare per mezzo mio ai fratelli che incontri.

3. 9. 1969 - Martedì - Ave Maria - È uscito chissà da quale animo poco amante di Maria, un discorso che è stato largamente propagato. Si mettono in guardia i cristiani contro la troppa devozione alla Madonna, che potrebbe - si dice - deviare le anime dalla vera fede in Dio. Questo è sicuramente una macchinazione di Santana, poiché egli sa benissimo che invocando e pregando Maria non si cadrà mai nel peccato e tanto meno nell'inferno. Lo sappiano bene quanti vogliono questo timore, che mai le persone che pregano e invocano la Madonna cadranno nel fanatismo. Il Signore non lo può permettere. Egli ama sua Madre dell'amore più grande, immenso, infinito, e il trono di Maria è il cuore stesso di Gesù, formato dal sangue purissimo, immacolato di lei. E quand'anche avvenisse che la preghiera fosse rivolta solo e sempre a Maria, non si offenderebbe il Signore, no, sicuramente, perché la Madonna è lo splendore della SS. Trinità, è la Figlia, la Sposa, la Madre di Dio, Uno e Trino. In questo nostro tempo siamo caduti in una infinità di errori e di deviazioni perché non si sono volute ostacolare le insinuazioni di Satana che vuole a tutti i costi.allontanare le anime dalla devozione a Maria. Ella infatti ci vuole salvare e strappare al Nemico, il quale ci porterà sicuramente con sé all'inferno se non ci stringeremo intorno alla Madre nostra.

6. 9. 1969 - Sabato - Ave Maria - Mio Gesù, un saluto ti dono, e lo scrivo in queste righe. Oggi hai ben visto quel che ho fatto. Un po' di tutto, e questo tutto te lo dono come saluto con un mazzo di "fiori" composto dal pellegrinaggio alla cappella stamattina presto insieme a F., dai dolori che avevo e ho portato fino a dopo pranzo in silenzio, dal lavoro veramente necessario nel riordinare un po' la casa e infine dalla stanchezza di questo insieme di cose. Prendi, Gesù, questo mazzolino accompagnato dal saluto che ti voglio donare. Quanto è bello, Gesù, che la tua piccola anima si fermi un pochino con te, così semplicemente. Ti saluto Gesù, benedicimi.

10. 10. 1969 - Venerdì - Ave Maria - Sono trascorsi 51 anni dalla morte del mio papà. Lo ricordo quel tempo. Era il 10 ottobre 1918. La mia mamma mi ha impresso nella mente questa data e mai l'ho dimenticata. Avevo allora solo 9 anni. Erano tempi tristi quelli, eravamo profughi in terra lontana, a Lucerà di Puglia, cittadina poco distante da Foggia. Ricordo le lacrime della mamma rimasta sola, senza l'aiuto del papà, con i due figli maggiori al fronte. La grande guerra era ancora in corso e quattro figlie erano in casa, di cui la più piccola aveva solo 2 anni. La Madonna a Fatima l'anno precedente era apparsa'e aveva annunciato ai tre pastorelli che la guerra sarebbe finita se si pregava tanto recitando il rosario. Infatti il 4 novembre 1918 si deposero le armi La mia mamma recitava sempre il rosario. Io ho appreso da lei, in quei tempi così tristi, a comprendere il valore di questa preghiera e della sofferenza. Benché fossi ancora una bambina, della stessa età di Lucia di Fatima, sapevo già cosa voleva dire soffrire, piangere, pregare. La mamma mi teneva sempre vicina e voleva che accompagnassi le sue preghiere e accogliessi le sue lacrime. Oh, la mia mamma, quanto ha sofferto nella sua umile vita, vissuta nel silenzio e nel nascondimento! Io sono sempre stata testimone dei suoi dolori fin dalla più tenera età. Oh, Gesù mio sposo! Tu che hai accolto nella tua casa la mia mamma terrena, il mio papà, dona loro tanta gioia in cielo. Tu sei buono, Gesù, sono sicura che essi sono in Paradiso.

ANNO 1970

20. 2. 1970 - Venerdì - Ave Maria - Tre mesi di lungo silenzio su queste pagine. Tre mesi di malattia che mi ha costretta per l'ungo tempo a letto e poi ad una lentissima ripresa delle forze sia fisiche che intellettuali. Per tre mesi sono stata inerme, inoperosa in tutti i sensi, fuorché nel senso spirituale intimo. Mai un giorno, si può dire mai un momento sono stata estranea all'intima unione con la mia divina famiglia. Anche quando il mio fisico era all'estremo delle forze, l'unione col mio Signore era sempre viva e vera, cosciente e reale. Le Ave Maria erano sempre presenti alla mia mente anche se per indebolimento fisico non potevo pronunciarle. Forse il Signore in questo periodo mi ha voluto tenere nel silenzio, sola con lui. Ora sto meglio, non proprio pienamente ma ringrazio la mia divina famiglia di quello che mi vogliono donare, sia la salute come la malattia, Gli chiedo solo di donarmi la grazia di fare sempre tutto con gioia: in ogni momento la volontà di Dio.

24. 2. 1970 - Martedì - Ave Maria - II demonio sa che corrompendo i sacerdoti nelle idee e nella condotta, essi trascineranno con sé nella perdizione molti fedeli. La-Vergine Maria nelle sue apparizioni io ha^predetto. O Maria Immacolata, io ti ho offerto i miei figlioli da sempre perché tu li custodisca e li difenda dai pericoli di cadere nel male e anche dagli errori che possono compromettere la loro vocazione. Rinnovo ora l'offerta: guardali i miei bambini, hanno bisogno di avere vicino la mamma, e tu o Maria, sei la mamma che può essere sempre vicino ad essi. Io non ho la possibilità di stare vicino a loro, ma tu sì; puoi richiamarli, puoi far loro sentire la tua voce, puoi guidare i loro passi, puoi ispirar loro buoni pensieri e allontanare da essi il Nemico che li sta sempre guardando. O Maria, accogli questa mia supplica.


ANNO 1971

15. 2. 1971 - Lunedì - Ave Maria - Mio Signore Gesù, parlami, io scrivo i tuoi pensieri. "Mia piccola anima, sposa del mio cuore, io ti seguo perché mai sono separato da te. Tu però non sei sempre docile a ciò che io voglio fare per mezzo dalla tua persona. Tu lo sai bene quanto sia diventata povera e come lo stia diventando ancora, la mia Chiesa. Tu sai come sono le vesti dei miei sacerdoti, te le ho mostrate. Mia piccola bambina, questa è la condizione attuale della mia Chiesa, dei miei sacerdoti, di molti fedeli. Io, il tuo Gesù, ti ho voluta nella realtà viva é cosciente della situazione attuale della Chiesa perché in te. mia piccola anima, io possa piangere, soffrire, espiare per strappare dalle mani di Satana >tante anime sacerdotali e riportarle ancora sull'Altare a rinnovare in me il perenne sacrificio per la salvezza delle anime. Quante lacrime sono uscite dal tuo cuore e scese a rivoli dalle tue pupille! Io e la Madre mia, Maria, le abbiamo piante in te e da te offerte al Padre. Tu dovrai piangere ancora molto. Io sono in te, la forza sono Io, non vorrai meno. Ho bisogno di essere in te, c'è urgenza di offrire al Padre nostro tanto offeso, tanta riparazione." Mio Gesù, ti ho detto "Voglio", continuo per sempre a dirti "Voglio" e tu da' a questa tua piccola anima la fermezza, la forza tua a questa mia parola.

18. 2. 1971 - Giovedì - Ave Maria - terza apparizione della Madonna a Bernardetta. Nel ricordo di questa apparizione sono stata alla cappella a fare una visita alla Madonnina della pace. Ho nel cuore il desiderio di fare queste visite tutti i giorni in cui sono avvenute le apparizioni a Lourdes. In quella di oggi l'Immacolata chiese a Bernardetta il favore di andare alla Grotta per 15 volte. Anch'io voglio ascoltare questo desiderio della Madonna e farò il possibile di andare per 15 volte nei giorni delle stesse apparizioni, a meno che non sia proprio impedita o ammalata. Se non potrò andare alla cappella, andrò in altra chiesa.

19. 2. 1971 - Venerdì - Ave Maria - Oggi, 4° apparizione, non sto bene e non mi è possibile fare quel lungo cammino. Sto qui con voi, Gesù, Maria, e nel nostro comune dolore ci teniamo compagnia. Vivo pienamente quel dolore che voi non potete più soffrire qui sulla terra. Mi avete chiamata a vivere quest'ora, l'agonia della vostra Chiesa. Mio Gesù, è come in quella notte nell'Orto degli Ulivi quando tutti ti avevano abbandonato e i tre rimasti erano stanchi e si lasciarono prendere dal sonno. Tu soffrivi un dolore che solo un Dio infinito in tutte le sue forze poteva sopportare senza venir meno e morire. Il tuo cuore era immerso in uno spasimo atroce alla vista di tanto scempio da parte delle tue creature, in risposta al tuo amore. La ferita morale che sentivi nel cuore non era paragonabile alle sofferenze fisiche e alla morte sulla croce che dovevi soffrire poi. E la Madre tua, Maria, lo sentiva poiché il cuore della madre è indivisibile da quello del figlio. Mio sposo, ora tu mi vuoi comunicare i tuoi dolori e quelli della Madre tua. Mi avete voluta nella reale sofferenza che voi stessi volete soffrire in me. È notte fonda per la vostra Chiesa, rischiarata solo da quelle piccole luci sparse in mezzo alla folla che sono le piccole anime che voi, miei diletti, vi compiacete di scegliere per vivere in loro, soffrire e piangere con le facoltà fisiche e morali di queste vostre creature.
È notte fonda, come nella notte stessa della vostra agonia nell'orto. I sacerdoti se ne vanno, quelli che rimangono sono stanchi e non hanno coraggio; perciò si abbandonano a un riposo pericoloso, poiché la carne è debole e bisogna vegliare e pregare. Mio Signore, sposo immacolato dell'anima mia, io prego, veglio, piango insieme con te nel silenzio di questa notte triste e buia in cui si trova ora la tua Chiesa. E tu, Maria, che sei la Madre della Chiesa perché sei la Madre di Gesù vivente in essa, piangi anche tu con le mie lacrime tutte le tue lacrime. È necessaria questa sofferenza per convertire tante anime sacerdotali e perché possano diradarsi le tenebre che sono calate su tutta la Chiesa santa del mio Signore.

23. 2. 1971 - Mercoledì delle Ceneri - Ave Maria - Domenica e lunedì sono stata alla cappella ricordando le due apparizioni del 21 e 22. Oggi invece vado alla S. Messa. Anche oggi è una giornata molto triste per me. Quanto dolore sento nella ferita che si riapre in continuazione! Mio Gesù, piango tutte le lacrime che vuoi piangere in me e sono lieta di soffrire questo tuo dolore nonostante che per una creatura umana sia così grande, fino al limite delle forze! Mio Signore, sposo dolcissimo dell'anima mia, mio Padre, e Amore immenso del Padre e del Figlio, io vi adoro e vi ringrazio per avermi scelta in quest'ora grave della Chiesa santa a soffrire per voi tanto dolore. Spero e confido fino al limite, come al limite è il mio dolore…

2. 3. 1971 - Lunedì - Ave Maria - Ieri sono stata alla cappella per trovarmi con la Vergine Maria. Insieme ad alcune persone ho recitato il rosario, come si fa ogni domenica. Concedimi la grazia, o Madre mia, che anche oggi venga a trovarti per fare un po' di penitenza dei nostri peccati. Il dolore che sto vivendo è un'espiazione per i tanti peccati commessi da noi stessi e dalle nostre famiglie di provenienza. Il Signore Gesù e Maria vogliono farmi provare ciò per tre motivi. Per espiare le nostre colpe: il segno della giustizia divina; per comprendere quanto dolore arrechiamo ai Cuori di Gesù e Maria; perché possano, Gesù e Maria, soffrire con la mia persona umana quel dolore che loro non possono soffrire in senso umano. Tutto ciò il mio Gesù lo ha permesso esclusivamente per queste ragioni ed io, sua povera anima, umilmente accetto di fare quanto egli vuole e lo ringrazio di usarmi tanta bontà e predilezione.

26. 3. 1971 - Venerdì - Ave Maria - Ieri 25 marzo, festa dell'Annunciazione di Maria, alla cappella è stata celebrata la S. Messa. Vi sono intervenute parecchie persone (una sessantina). La S. Messa è stata solenne, con le parti principali cantate, la predica nelle due lingue, e tante Comunioni. Dopo la S. Messa è seguito il rosario, poi un canto finale e benedizione del Celebrante. In questo giorno ho completato la novena in onore di Maria per la grazia, che aspetto da lei, della conversione di . . . Per nove giorni consecutivi sono andata in pellegrinaggio, a piedi, a trovare la Madonnina e a celebrare all'altare, ai piedi di Maria, la S. Messa misticamente per supplicare la Madonna di accogliere la mia offerta di sacrificio e di preghiera. Maria è tanto buona, sono certa che accoglierà questa mia povera offerta e la presenterà a Gesù e al Padre nostro.

12. 9. 1971 - Domenica - Ave Maria - Oggi la Chiesa ricorda il Nome SS. di Maria. In questo giorno ho cominciato le preghiere di S. Brigida. Sono 15 orazioni che ricordano i dolori di Gesù, della sua Passione e Morte sulla croce. Le devo dire ogni giorno per un anno intero, senza interruzione, per chiedere la conversione di . . . Chiedo alla Madonna di aiutarmi ad essere fedele e ad avere ogni giorno sempre maggior amore e dolore nel considerare i dolori del suo Gesù, e piangere insieme a lei tutte le nostre lacrime in riparazione, per la conversione di tanti sacerdoti traviati.

15. 10. 1971 - Venerdì - Ave Maria - Tu sai, mio Gesù, quello che in te soffro perché questo dolore non è altro che il tuo dolore. Ti ringrazio di aver voluto farmene partecipe in quest'ora grave per la tua Chiesa, che tu vuoi santa e immacolata come santa e immacolata è la Madre tua Santissima. Accogli il mio saluto, il mio pensiero, il mio ringraziamento, che ti presento immerso nelle lacrime perché ne sia purificato e sia accetto al cuore del Padre.

25. 10. 1971 - Lunedì - Ave Maria - Gesù, mio sposo, guardando stamattina in chiesa durante la S. Messa il grande crocifisso che mi stava di fronte ho visto con lo sguardo dell'anima mia ii sangue che usciva dalle ferite dei piedi e delle mani trapassate dai chiodi. L'ho visto scendere e inzuppare la terra. Quel sangue divino è sceso sull'altare realmente e io l'ho accolto nel mio cuore per versarlo attraverso le mie lacrime. Mio Gesù, fammi piangere in continuazione il tuo sangue divino per purificare tante anime affinché trovino la salvezza.


Dall'epistolario di Margherita

Al fidanzato:
Cornuda 17. 3. 1936 Mio caro Primo ti scrivo poco ma subito, perché non posso fare a meno di ringraziarti della tua bella e tanto cara letterina. Anzitutto ringrazio il buon Dio e la Vergine Santa per avermi scelto te per futuro compagno della mia vita. Nessuno potrà togliermi dal tuo amore, solo Iddio perché a lui tutto devo. No, proprio nessuno, perché più passano i giorni più sento di amarti e più mi avvicino al tuo cuore tanto buono e di nobili sentimenti. Com'è bello e grande il nostro amore!
Solo nell'amore puro e forte noi troveremo il mezzo di purificare sempre più le anime nostre e di avvicinarle a Colui che è Amore. Come desidererei di farti compagnia in quelle sere che ti trovi tutto solo, specialmente adesso che incominceranno le belle sere stellate di primavera! Quante e quante volte penso di parlarti ed esserti vicina, dirti tante cose, allora non sarebbero più lunghe le ore, anzi troppo brevi. Quante illusioni e quanti sogni, che un giorno diventeranno realtà; così nella realtà dei sogni presenti vivremo la nostra vita futura, intessuta di gioie e dolori, ma sempre bella. Non verrà mai meno il nostro amore, anzi diverrà più grande quando saremmo uniti per sempre.
Il nostro cuore, l'anima nostra, tutto di noi sarà una cosa sola e nessuno più ci separerà.
la tua Angelina.
Ricordami sempre in ogni momento che io pure ti ricordo. Ti saluta col più grande affetto


Al figlio religioso Silvestrino:
Merano, 26. 3. 1961

Caro G.
voglio aggiungere ancora qualche pensiero a quello che hai scritto dove dici che cerchi di avere il raccoglimento interiore. Questo raccoglimento ha una massima importanza per la vita spirituale, senza di esso resteremo sempre al punto di partenza. Bisogna far silenzio nella nostra mente, allontanare tutti i pensieri inutili; io penso che ci disturbano tante volte più i rumori interni che quelli esterni. Quante volte ci troviamo a pregare o da soli o in comune, e la mente sta a spasso chissà per quali monti. Non è così? Voler acquistare la vita di raccoglimento interiore, costa un lavoro faticoso e una volontà non comune. Ma ci si può arrivare, pur vivendo in mezzo al mondo e anche a quello rumoroso di oggi. Il Signore oggi cerca di queste anime perché vuole vivere in esse, e da esse farsi aiutare a salvare altre anime. Oggi c'è bisogno di santità non apparente ma interiore; bisogna vivere Gesù, come egli è vissuto, in tutte le sue virtù!
Io ti posso aiutare, suggerendoti tutti quei mezzi che il Signore mi ha dato la grazia di mettere in pratica per il raggiungimento della mia vita interiore, basta che tu mi voglia seguire. Hai detto che se hai perseverato fin qui, lo attribuisci all'efficacia delle nostre preghiere: ti dico senza nessun orgoglio, che al Signore abbiamo donato i nostri figlioli e con voi abbiamo donato a lui anche noi stessi, offrendo di noi tutto ciò che potevamo offrire - la purezza, la castità nella continenza coniugale, la rinuncia a tante e tante cose, e soprattutto la continua preghiera e sacrificio, e la volontà di perfezione. Non potevamo dare a voi i continui suggerimenti a diventare sempre più buoni, se noi prima non avessimo voluto vivere ciò che vi abbiamo sempre insegnato. Sarebbe stato come mentire a noi stessi e a Dio che è verità e che vede nell'intimo del nostro cuore. Ho grande fiducia che il Signore accetterà la nostra totale offerta…

Merano, 29. 10. 1961
“Verremo allora a Natale, io sono più contenta, tanto a Roma non farà mai freddo come qui da noi e si starà bene insieme una settimana, proprio nelle feste più belle dell'anno. Ci sono due mesi giusti, nel frattempo abbiamo modo di pregare intensamente, affinché quel giorno tu senta viva la grazia della tua vocazione.
Che non siano i voti che ti legano a Dio, ma piuttosto l'amore che senti per lui.
Ogni giorno rifletti su questo mio pensiero e fanne oggetto di profonda meditazione. Bisogna disporre il nostro cuore mediante la preghiera e la meditazione, in modo da poter sentire l'amore immenso che Gesù ci porta - soltanto questo ci può mantenere fedeli ai voti e alle promesse che gli facciamo, poiché sentire l'amore suo vuol dire ricambiarlo al massimo della nostra volontà, e mai allora avremo il coraggio di dispiacergli, neanche con le più piccole mancanze.
Queste saranno le mie intenzioni nelle preghiere che farò per te in preparazione alla tua Professione…
In questi giorni abbiamo le Missioni in tutte le chiese della città per gli italiani, termineranno il giorno dei Santi; speriamo che portino un miglioramento spirituale per molti.

Merano, 14. 9. 1964
Certo che le passeggiate sui monti sono sempre belle e ritemprano le forze del corpo e dello spirito. A contatto con la natura ci si sente più vicini a Dio; tutto è bello per chi sa gustare le bellezze del creato, e tutto ci porta a lodare e a benedire il Signore che ha voluto creare ogni cosa per noi. Ieri hai cominciato i S. Esercizi, io ti accompagno senz'altro con la preghiera; pregherò in modo particolare la Madonna perché in questo ultimo tempo che ti avvicini al Sacerdozio, Ella ti sia sempre vicino e ti aiuti a prepararti santamente.

Merano 10. 10. 1964
…Purtroppo tutto passa e molto in fretta, e senza accorgersi si arriva alla meta della nostra vita. Ma è bello che al termine di ogni giorno si possa dire: Signore, ho fatto tutto quello che ho potuto fare di bene ed ho cercato di essere buono come tu mi vuoi; altrettanto bello sarà allora al termine della nostra vita, breve o lunga che essa sia.

 


 

Testimonianza di Don Armando Loffredi

Ho avuto la grazia di conoscere Margherita Marsura quando veniva a trovare, ogni tanto, i suoi due figli, don Luigi e don Giovanni, prima nel Monastero di San Silvestro Abate sul Monte Fano a Fabriano, e poi a Roma, nel monastero di Santo Stefano del Cacco, durante gli studi di filosofia e teologia, in preparazione al Sacerdozio. Margherita era una mamma buona, sempre sorridente e assai gentile. Il suo parlare era sempre accentrato sulla vita spirituale vissuta in Gesù e Maria: ne parlava con i suoi due figlioli, e a volte si intratteneva anche con me: io l’ascoltavo assai volentieri, ed ella era tutta contenta, dato che la pensavo come lei… andavamo d'accordo insomma!
E quando l’11 luglio del 1967 venni ordinato sacerdote, ella volle regalarmi i purificatoi del calice, ricamati a mano da lei stessa, che era anche una brava sarta. Ricordo che nei dialoghi spirituali che facevamo mi parlava sempre di Gesù e di Maria, e mi invogliava ad amarli sempre più, incoraggiandomi sempre nel mio cammino nella vita spirituale. E so che è stata anche una bravissima catechista nella sua parrocchia. Qualche anno fa incontrai a Roma un distinto signore che mi confidò che, da bambino, aveva avuto come catechista Margherita Marsura: me ne parlava con venerazione, come di una santa e con le lacrime agli occhi.
Dopo che ella andò in cielo, Primo, suo marito, all’inizio degli anni ’80, venne a trovarmi in monastero a Fabriano e mi portò alcuni quaderni scritti da Margherita, che lei teneva ben nascosti dentro il suo armadio. Egli li lesse dopo la morte di lei e me li portò per farmeli leggere e per chiedere consiglio al riguardo. Io li lessi, mi piacquero assai e gli consigliai di farli conoscere facendo stampare un libro. E così egli ha fatto. Dopo qualche anno anche egli andò in cielo ed è sepolto nel cimitero monastico sul monte Fano a Fabriano. Dei suoi figli uno sta in America e don Giovanni, mio confratello, vive in carrozzella portando la sua croce di santificazione. Preghiamo per lui!
Il libro cartaceo è esaurito da tempo ed è una buona idea farlo pubblicare su  Internet affinché il messaggio di Gesù e Maria ai sacerdoti e alla Chiesa sia conosciuto per la santificazione delle anime, per pace nella Chiesa, in Europa e nel mondo intero. E tutto avvenga affinché sia glorificato Dio, mentre dal cielo mamma Margherita ci incoraggia con il suo sorriso e con la sua preghiera.
Intanto sul monte Benedetto, tra le belle montagne sopra Merano, è sorta una cappella in onore della Regina della pace, segno visibile d’amore e di pace, uscito dal cuore amante di questa piccola mamma umile e nascosta, e già tanta gente sale fin lassù per respirare la pace nel cuore con la recita devota del Santo Rosario, proprio come amava fare mamma Margherita. E da lassù la Madonnina della pace rivolge i suoi occhi misericordiosi a noi suoi figli gementi e piangenti in questa valle di lacrime e ci mostra Gesù. Egli vi benedica sempre assieme alla sua mamma Immacolata e vi dia tanta pace nel cuore!

Don Armando Maria Loffredi o.s.b silv.  
donarmando@silvestrini.org

Matelica, 8 giugno 2016

 



Il libro cartaceo è reperibile in varie biblioteche, per es. nella biblioteca dei Padri Cappuccini di Trento; sotto la loro scheda web.
Si trova anche nella biblioteca dei monaci benedettini silvestrini nel monastero di San Silvestro Abbate sul Monte Fano a Fabriano (AN)

Il passaggio delle pagine allo scanner ha comportato molti errori nel programma OCR. Sono stati risolti con la correzione automatica e in parte manuale. Nell'occasione l'ortografia è stata semplificata, ricondotta a quella tipica che si può ritrovare per es. nei vangeli o in una Bibbia CEI.