Tomislav Vlasic

Dal testo di René Laurentin "12 anni di apparizioni" del 1993
ISBN 88-7282-099-5

Dopo 3 anni, l'esigenza di obiettività ci aveva obbligato a dare le brutte notizie circa la comunità fondata da Tomislav Vlasic. L'importanza che egli aveva attribuito ad una veggente discussa, Agnès Heupel, aveva costretto Marija, la veggente di Medjugorje, ad andarsene con scalpore, e la maggior parte di questi giovani (una parte importante) l'aveva lasciata a sua volta (DN 8, pp. 50-54; DN 9, pp. 41-44; DN 10, pp. 74-75; DN 11, pp. 62-63).
Questo fallimento, e le diffamazioni che ne seguirono complicarono il seguito, tanto più che il problema canonico era difficile. Quale statuto fornire ad una comunità Medjugorje (con l'apparizione ancora messa in discussione), fondata da un francescano incardinato dai suoi voti alla sua comunità religiosa, dopo questo penoso insuccesso? Noi non abbiamo mai smesso di sottolineare il ruolo ammirevole e senza colpa che Tomislav Vlasic aveva ricoperto, dall'agosto 1981 al settembre 1984, ai tempi eroici in cui egli dirigeva Medjugorje, sottomesso com'era al doppio assalto del governo comunista e del vescovo del posto.
La sua calma, la sua obbedienza, alle leggi della Chiesa e dello Stato, la sua cortesia e soprattutto il risveglio spirituale che egli aveva catalizzato nella parrocchia e nel pellegrinaggio, furono più che provvidenziali, quasi miracolosi. Egli ha mantenuto i suoi carismi. Ci si interrogava, tuttavia, sulla esigenza radicale della sua spiritualità: l'amore spinto fino all'immolazione, ma ci si potrebbe domandare se quest'uomo, allegramente superiore al cumulo dei suoi pesanti incarichi, e delle avversità più severe, non fosse come quei cavalli ardenti e possenti che mostrano il loro valore quando li si obbliga a tirare un pesante carro, mentre il loro ardore fa beccheggiare e rovescia delle vetture leggere.
Tomislav Vlasic ha sopportato la prova in profondità. Il suo spirito s'è mantenuto nella avversità. Egli non ha mai smesso di svolgere il suo ruolo, a favore del risveglio spirituale e della conversione, al Festival dei giovani di Medjugorje ed in Italia. Egli ha impostato tutto sullo stesso Vangelo, che le apparizioni non hanno altro compito oltre quello di rendere sempre più attuale.
Egli è divenuto una delle personalità spirituali più influenti (se non addirittura la più influente) in Italia. Egli è il predicatore, l'animatore ed il punto di riferimento delle 35 fraternità di anime, donatesi senza riserva, che la sua predicazione ha suscitato in tutta la penisola.
Egli ha finalmente trovato uno statuto ecclesiale sotto l'egida dell'Ordine francescano a cui appartiene: non in Croazia, ma in Italia. Il 14 novembre 1991 il Padre Provinciale dei Padri Minori d'Abruzzo gli ha concesso l'autorizzazione a realizzare la fondazione nella sua Provincia. Monsignor Antonio Valentini, arcivescovo di Chieti, a sua volta gli ha concesso il 31 dicembre l'autorizzazione orale, quindi, il 15 gennaio 1992, quella scritta per costituire l'Associazione privata di fedeli Kraljice Mira (Regina della Pace), stabilita al Convento dei Francescani di Santa Maria della Misericordia, a Lama dei Peligni, situato nell'Arcidiocesi di Chieti-Vasto (lettera del 20 maggio 1992).

Il 20 maggio 1992 il Padre Provinciale approva gli statuti di Tomislav Vlasic, e l'autorizza a continuare ad experimentum per 3 anni questa esperienza di Associazione privata di fedeli, sotto la responsabilità diretta del Ministro Provinciale, con tutti i diritti ed i doveri precisati dai Canoni 299, § 3 e 321-326 del Codice di Diritto Canonico, che regolamenta queste nuove Associazioni private di fedeli.
Quello stesso giorno una lettera dell'Arcivescovo confermava la fondazione.
Durante il lungo tunnel drammatico che egli aveva attraversato tra Parma (1988) e Chieti (1992), Tomislav aveva progressivamente preso coscienza di ciò che aveva portato al fallimento la sua prima comunità.
E così che il 25 giugno 1992, undicesimo anniversario delle apparizioni, Tomislav, delegato dal Padre Provinciale (assente) ha presieduto la cerimonia delle prime dieci vestizioni (con un abito di colore bruno, come quello dei francescani), tra cui quella di Agnès; altri 11 giovani quel giorno entrarono a fare parte della vita comunitaria, per cominciare il loro noviziato in occasione della festa di San Francesco (4 ottobre 1992), secondo le regole e gli statuti approvati in via sperimentale.
Quattro membri della primissima comunità (quella di Parma: Danica, Senka, Ivanka ed Ignaz) hanno perseverato. Questo ultimo manipolo di soldati di Gedeone rappresentano una testimonianza significativa. Tra essi, l'austriaco Ignaz pare essere una speranza della nuova fondazione. Egli sarà presto ordinato prete, come anche Lino.
Inoltre 7 giovani ed un ragazzo croato sono già ospiti della comunità, e si preparano intensamente per entrare in questa esistenza esigente.
Agnès Heupel, membro sincero ma discusso, a causa della sua veggenza e del ruolo considerevole che Tomislav le aveva concesso a Parma (fino a compararla a Santa Chiara a fianco di San Francesco) occupa oggi un posto più modesto, più conforme al suo carisma.
Quanto a Tomislav, egli parla poco dei suoi messaggi, e si riferisce sempre più al Vangelo, ed alle sue richieste più radicali secondo la parola di Cristo: "Colui che vuole venire con me, che rinunzi a se stesso, che porti la sua croce, e che mi segua". Sono queste parole, ed il suo esempio sulla via del Calvario, che hanno ispirato, nella Chiesa, dopo i martiri, le differenti spiritualità vittimali sorte soprattutto dopo il XVII secolo, e che Paul Claudel ha immortalato nel suo "L'annunzio fatto a Maria".
Tra le ultime notizie, il 20 maggio la comunità di Tomislav ha dato inizio alla sua installazione nel convento di S. Giovanni da Capestrano, in grado di accogliere 40 persone, ed in corso di restaurazione da parte della comunità. Il 25 maggio i primi 11 giovani avevano ultimato il loro noviziato: 6 croati in attesa li hanno rimpiazzati. Frattanto 20 giovani, che si preparano a seguirli, hanno già sostato nel convento per ritiri predicati da p. Tomislav. Si prevede l'entrata in comunità di un buon numero di loro verso la fine dell'anno.
Mentre dirige questa comunità, nell'ambito del convento francescano, Tomislav viene sempre più chiamato attraverso l'Italia per guidare anche le 35 fraternità ispirate dalla sua predicazione, e predicare per esse 4 ritiri annuali.
La sua influenza spirituale non cessa di ingrandirsi, senza suscitare la critica, anche se alcuni si interrogano: questo risveglio di vocazioni profonde, questa vedetta della venuta di Dio, avrà il senso del quotidiano necessario per formare una comunità? Oppure troverà qualcuno a cui delegare questo compito? Ignaz, per esempio?
Il fatto nuovo ed importante è rappresentato dal sostegno e dalla collaborazione del Padre Provinciale francescano d'Abruzzo, che ha percepito la qualità spirituale del suo progetto, ed ha contribuito a fare ottenere l'approvazione del vescovo, ed un convento degno di questa comunità.

 

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