I «segni» a Medjugorje richiamano alla fede

di René Laurentin

«Non abbiamo bisogno di miracoli. Noi crediamo nonostante i miracoli» ha scritto qualche teologo «geniale», senza domandarsi come avrebbe potuto credere in Cristo la gente semplice e senza cultura (e quelli di alta cultura no?) senza segni esterni e visibili a tutti, che dimostrassero realisticamente il dominio di Cristo sulla natura e quindi la sua divinità.
Il discorso inoltre pecca per un altro verso, come tanti discorsi umani. Se Dio vuole i «segni» e se ne serve, non potrebbe darsi che ne sappia qualcosa di più di chi osa metterlo in discussione senza tener presente che l'occhio di una mosca (noi la buttiamo nella pattumiera) ha tale sapienza da mettere in ginocchio tutti gli scienziati di questo mondo? Non si deve partire dai nostri schemi per giudicare i fatti, ma dai fatti per giudicare i nostri schemi. I fatti sono di granito, e di fronte ad essi certi schemi si riducono a bolle dì sapone.
Abbiamo bisogno di miracoli. La solidità della fede è resa possibile anche da testimonianze indirette, congiunte con l'avveramento delle profezie (anch'esse sono miracolo, perché solo Dio può rivelare con esattezza i futuri liberi), dalla conoscenza della santità di Cristo e della sua dottrina, dall'esperienza cristiana e altre conferme.
Che questo bisogno sia attuale è dimostrato dai miracoli di Lourdes e di Medjugorje, da sanguinazioni, lacrimazioni e altri «segni» che richiamano la gente a riattivare la fede.
Ne parla René Laurentin nel suo scritto «Messaggio e pedagogia di Maria a Medjugorje», ed. Queriniana, Brescia 1989.

I segni hanno esercitato una grossa influenza a Medjugorje. E questo fatto merita attenzione. In realtà, mentre la predicazione della Chiesa incontra tanti orecchi sordi, perché molti cristiani ascoltano con tanta gioia, slancio e generosità questo stesso Vangelo a Medjugorje? Perché si confessano in massa, proprio in un'era in cui la confessione sta sparendo? Perché cambiano profondamente la loro vita?
II motivo è che questi segni risvegliano l'attenzione e ravvivano le convinzioni assopite. Dio che appariva lontano, indifferente, o segreto, ridiventa presente e credibile, ed è una buona novella. I segni straordinari, che non sono mai mancati nel corso della storia della Chiesa, hanno sempre avuto questa funzione di risveglio. Bisogna esaminarli in quest'ottica.

L'apparizione
Il primo segno è l'apparizione.
Il primo giorno (24 giugno 1981), essa era lontana ed evanescente, lassù, sulla collina. Quel segno ambiguo fece scappare Ivanka e Mirjana e poi Ivan, che perse un sacco di mele.
La paura scomparve il secondo giorno, e i veggenti ebbero il coraggio di salire sulla collina, con uno slancio straordinario... Sembrava che avessero le ali. Scoprirono allora una presenza viva, vicina e bella; non era un'allucinazione che li avrebbe sgomentati, dissociati e distrutti, ma una persona reale e tangibile, rispettosa della loro giovinezza e del loro ambiente contadino.
Nonostante la paura Ivanka l'aveva riconosciuta subito. La Madonna li aveva attirati con la sua luce. Come a Lourdes, questa luce la precede sempre. Maria appare in questa luce che la illumina come un sole interiore.
I veggenti riconobbero la Vergine prima ancora che essa dicesse il suo nome. Convinti di questa evidenza, avevano chiesto un segno solo per convincere gli altri.
– Altrimenti, ci prenderanno per bugiardi e per teatranti...
– O drogati.
Essi non hanno visto solo la Madre del Signore, ma anche Gesù nelle sue braccia, il primo giorno e poi in seguito ad ogni Natale. Maria li colma della sua bontà, del suo sorriso, del suo affetto immenso e vicino: come quello di una madre, investita dall'amore stesso di Dio e tuttavia sempre più familiare: sorella oltre che madre.

Le guarigioni
II messaggio di Cristo, quello degli Apostoli e dei loro successori, quelli di Lourdes e di altre apparizioni, fino ad oggi, sono stati accompagnati dai
segni della potenza di Dio: anzitutto da guarigioni. Gesù, che si era sempre rifiutato di dare segni nel cielo, le moltiplicò.
La prima guarigione di Medjugorje fu quella del piccolo Daniele Setka di tre anni, affetto da setticemia fin dalla nascita, incapace di camminare senza aiuto e di parlare. In questo primo caso non si trattò di una guarigione improvvisa, radicale e totale, come richiedono le constatazioni ufficiali, ma di un forte miglioramento.
Impressionante la guarigione di Damir Coric, colpito da idrocefalia, con versamento del liquido cefalo-rachidiano nelle cavità dei ventricoli cerebrali. La clinica chirurgica di Zagabria aveva fatto pronostici pessimisti. Guarì istantaneamente, ma non si è potuto sapere in quale data, perché parla poco: un malato guarito dalla Madonna in un paese marxista, deve essere prudente. Damir Coric ha declinato i miei inviti a testimoniare davanti alla televisione, nonostante il ricordo riconoscente e luminoso che conserva dell'avvenimento: secondo la legislazione, la religione diventa delitto se cessa di essere privata e diventa testimonianza pubblica. Chiunque oltrepassa questi limiti va incontro a rischi imprevedibili.
Da allora, il flusso delle guarigioni non si è più interrotto. In parrocchia registrano le guarigioni su schede contenenti un formulario ben studiato e raccolgono i relativi certificati medici.
La parrocchia, in data 25 giugno 1987, ne aveva registrate 308. Tuttavia l'elenco dei casi riferiti all'ufficio parrocchiale è lungi dall'essere completo. La guarigione più probante, quella di Diana Basile, non figura tra le 308, perché registrata per altre vie. Mentre scrivo [1989, ndr] è superata la soglia delle 320 guarigioni.
La situazione attuale è la seguente:
Le prime commissioni formate dal vescovo di Mostar non hanno mai fatto ricerche in questo campo. Il vescovo si era limitato a individuare le persone morte tra i malati che si diceva fossero guariti a Medjugorje o che soltanto vi si erano recate a pregare per guarire. Era riuscito a scoprirne quattro, che cita più volte nella sua relazione del 30 ottobre 1984. Ma questo non significa granché, perché anche Lazzaro è morto e i malati guariti a Lourdes o altrove prima o poi muoiono.
Come abbiamo detto, la parrocchia ha catalogato oltre 300 guarigioni. Per arrivare a una documentazione completa resta ancora molto da fare. Al riguardo, i medici italiani dell'ARPA, hanno incaricato il dott. Antonacci di una missione esplorativa (aprile-giugno 1987), allo scopo di creare un ufficio di constatazioni e un piano di studio. Tra le oltre 300 guarigioni ne ha individuate una dozzina che meritano uno studio prioritario.
Il caso meglio documentato è quello di Diana Basile. Affetta da dodici anni da una gravissima sclerosi a placche, soffriva di gravi disturbi motori ai quattro arti. Aveva perso la vista dell'occhio destro e soffriva di incontinenza urinaria e fecale che le aveva provocato malattie della pelle in tutta la regione interessata. Guarì istantaneamente entrando nella cappella delle apparizioni, il 23 maggio 1984. Provò un calore interiore e rivide, «come in un film», alcuni episodi della sua vita che aveva completamente dimenticato. Era guarita talmente bene che il giorno dopo, a piedi nudi e senza allenamento, percorse i dieci chilometri che separavano il suo albergo da Medjugorje e dopo pranzo salì sulla collina delle apparizioni. Il dottor Spaziarne ha raccolto un dossier di oltre 150 referti, avvalorato da molteplici test, più numerosi e moderni di quelli delle tre sclerosi a placche guarite a Lourdes e riconosciute. A tutt'oggi è il caso più probante. Anche il caso di Agnes Heupel, guarita il 12 maggio 1986, è avvalorato da una documentazione molto completa.

Il sole come a Fatima?
Ci sono «i segni nel sole», che confermano ciò che fu osservato a Fatima il 13 ottobre 1917. I primi ebbero luogo il 2, 3 e 4 agosto 1981, e numerosi testimoni oculari lo attestarono seduta stante. Sono testimonianze ragionevoli e ponderate. Coloro che videro ne furono sorpresi, e cercarono di passarli sotto silenzio.
Da allora i segni nel sole si sono moltiplicati.
A questo proposito bisogna eliminare subito la serie più ricorrente: se uno fissa il sole poco prima del tramonto, può capitargli di assistere a un fenomeno impressionante, ma naturale, perché può essere osservato sia in America che in Bretagna (come è successo a me), oltre che a Medjugorje. Se si fissa il sole poco prima del tramonto (abbagliante e non ancora arrossato) dopo un istante cessa di abbagliare. Il centro appare opaco, circondato da una corona scintillante «come un'ostia», dicono religiosamente coloro che sono suggestionati da quel segno, mentre la periferia rimane luminosa, e raggiante. Sono fenomeni che non richiedono una spiegazione soprannaturale. Alcuni testimoni invece li hanno interpretati in modo religioso e finalizzato, come se si trattasse di un'immagine dell'Eucarestia e della luce di Dio. Ma non tutti i segni nel sole, descritti o registrati al magnetoscopio, sono riducibili a questo fenomeno naturale. Si verificano in ore e in circostanze nelle quali tale spiegazione non è assolutamente applicabile. Al riguardo ho raccolto un abbondante materiale (testimonianze datate, foto, videocassette) e aspetto un gruppo di specialisti competenti e nello stesso tempo aperti al soprannaturale, in grado di operare un discernimento su questi fatti.
Non è assolutamente escluso che a Medjugorje, come accadde a Fatima e in altri luoghi, vengano osservati segni nel sole. Sarebbero spiegabili? Preternaturali? Soprannaturali? In che misura? Non sta a me anticipare alcuna conclusione. La stessa correttezza che vieta di trarre conclusioni favorevoli affrettate su una documentazione non analizzata a fondo, vieta anche di trarre conclusioni negative a priori, basate unicamente su spiegazioni verbali, come spesso accade.

La croce sul Krizevac
Si sono verificati altri fenomeni, attorno alla croce sul Krizevac, il 22 ottobre, il 19 dicembre 1981, ecc.
I fenomeni assumono forme relativamente variate: La croce scompare. Talvolta si verifica la sua scomparsa e basta. A volte, invece, la croce lascia il posto a una colonna di luce che, in certi giorni, assume la forma di una T. Altre volte si trasforma, in modo altrettanto sorprendente, in una silhouette luminosa: una forma umana, femminile, posata su un globo opaco. Questa immagine stagliata nel cielo è analoga a quella della Medaglia miracolosa nella quale la Vergine posa i piedi sul globo terrestre. Numerose videocassette consentono lo studio di questo fenomeno di cui non è mai stata data una spiegazione che fosse anche minimamente convincente. Alcuni assicurano di aver avuto, in quelle occasioni, una visione chiara della Madonna: di aver scorto il suo volto, mentre la minuscola silhouette luminosa fissata sulla pellicola è indistinta.

«Mir»
Ci sono poi altri fenomeni di diverso valore. Alla fine di luglio 1981, molti videro la parola «Mir» (pace) comporsi nel cielo di Medjugorje. Venne anche scattata una foto con una polaroid, ma fu confiscata dalla polizia, il 17 agosto 1981, insieme a tutti gli altri documenti dei primi giorni. Per questo non si può stabilire nemmeno la data esatta del fenomeno, che avvenne tra la fine di luglio e il 6 di agosto. Ci sono però numerosi testimoni che furono conquistati da quel messaggio scritto. A ciò vanno aggiunti i segni notturni: stelle e luci non identificabili con gli altri, che sono stati visti e anche filmati.

Foto-miracolo?
Dobbiamo aggiungere qui il dossier delle foto più o meno impressionanti che mi hanno inviato numerosi pellegrini?
A volte si tratta di affascinanti effetti di luce, a volte di foto della Madonna, più o meno nitide, più o meno convincenti, che i pellegrini di Medjugorje hanno avuto la sorpresa di trovare nei loro rullini.
È un capitolo complesso e richiederebbe l'esame di esperti di fotografia, di ottica, ecc. Le più semplici da spiegare sono le foto di raggi luminosi a forma di croce la cui bellezza è accresciuta da palline multicolori. Ma si tratta solo di impressionanti fenomeni di controluce, che i cineasti e fotografi di cartoline di montagna sono ormai in grado di realizzare. Per quanto riguarda le palline multicolori che ornano la raggiera luminosa si ottengono aumentando l'apertura del diaframma e operando sul grandangolare. La statua della Madonna, che è stata a lungo venerata nella chiesa e che per ordine del vescovo è stata relegata nella cappella delle apparizioni, in alcune fotografie presenta sul vestito dei riflessi che delineano un bel crocifisso. Questo fatto inspiegabile richiederebbe uno studio particolare. Per ora non è possibile trarre conclusioni.

Conclusione
I teologi moderni sono ancora largamente dominati dal razionalismo e dalla preoccupazione di produrre prove matematiche, secondo presupposti scientifici che lo stesso progresso scientifico ha ampiamente rivisto. Da oltre mezzo secolo, le commissioni di inchiesta che hanno esaminato le apparizioni di questi ultimi cinquant'anni non ne hanno riconosciuta nessuna (unica eccezione un'apparizione in America Latina). Difficilmente poteva accadere il contrario, dati i criteri di analisi e i presupposti.
L'eliminazione sistematica e sospettosa di tutti i segni ha nuociuto al cristianesimo. Fino ad allora la fede si nutriva di svariati segni che gli uomini discernevano prudentemente. Oggi sembra che qualsiasi discernimento positivo sia proibito, criminalizzato e messo in ridicolo. Ma una fede che rifiuta categoricamente i segni quasi sempre si autocondanna all'asfissia. L'uomo ha un bisogno congenito di segni tangibili.
Oggi assistiamo a un ritorno del «segno» presso i cristiani. Questo spiega in parte l'interesse che suscitano Medjugorje e altre apparizioni. Sembra che il cielo venga in aiuto e molti riprendono a vivere, grazie alla presenza di questi segni. Terremo quindi aperta tutta la documentazione...

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