La lettera di Marija a Reagan e Gorbaciov


A Notre-Dame (USA), ho avuto il piacere di incontrare l'ambasciatore Kingon che fece l'intervento più brillante di questo week-end. Precisò come Marija aveva scritto ai presidenti Reagan e Gorbaciov nel 1988.
Alfred Kingon, ambasciatore allora presso la Comunità europea di Bruxelles, fece un pellegrinaggio a Medjugorje nella seconda settimana del novembre 1987 (di seguito alle visite di Garabandal, Beauraing e Zeitoun in Egitto). Durante il suo soggiorno, ebbe un colloquio con Marija Pavlovic e Kathleen Parisod, sua amica e interprete. Al termine della conversazione svolta nella casa di Marija, la veggente invitò a pranzo l'ambasciatore e sua moglie Jacqueline.
Durante questo "lunch", Maria si eclissò un attimo e ritornò con una lettera per Reagan appena scritta, di sua sola iniziativa e non su richiesta dell'ospite come è stato detto.
Arrivato a Bruxelles, l'ambasciatore inviò la lettera alla Casa Bianca. Il Presidente Reagan la lesse personalmente. Ne fu commosso ("very moved") e chiese l'indirizzo per dare direttamente la risposta. L'otto dicembre (festa dell'Immacolata Concezione), giorno nel quale il Trattato di riduzione delle Forze nucleari fu fumato fra Reagan e Gorbaciov, Kingon chiamò
Medjugorje da Bruxelles, per invitare Marija alla preghiera e avvertirla del contatto al vertice mondiale. Durante la stessa conversazione telefonica, Kathleen suggerì che Marija avrebbe potuto inviare la stessa lettera al Presidente Mikhail Gorbaciov.
L'11 dicembre, l'ambasciatore Kingon in missione a Oslo, incontra Jack Matlock, ambasciatore degli USA a Mosca. Gli sottomette il desiderio che Marija aveva di mandare la sua lettera per la pace al presidente Gorbaciov. Matlcok acconsente. Kingon telefona la notizia a Medjugorje.
Il due febbraio, Marija imbuca la sua lettera per Bruxelles che Kingon porta poi a Mosca durante la sua visita della prima settimana di aprile.
Matlock informa che ha consegnato la lettera ad una delle più alte personalità dell'entourage di Gorbaciov che aveva promesso di dargliela. Si è detto moralmente sicuro che era stata data. Ma di questa non abbiamo altre notizie.
Ora, sarebbe utile che nuove lettere fossero mandate ai successori dei due presidenti. Ma è infinitamente più utile che preghiere e digiuni salgano verso Maria e verso Dio affinché operino la pace promessa per buoni intercessori e per buoni strumenti.

Rene Laurentin
(da Chrétiens Magazine, 15 giugno 1992, pag. 8.)

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