Il gruppo di preghiera

Le origini

Sui gruppi di preghiera di Medjugorje abbiamo già dato varie informazioni. In questo articolo facciamo il punto globale sull'argomento con l'intento di chiarirne la struttura e lo spirito a utilità dei gruppi di preghiera che si ispirano a quelli di Medjugorje. Per particolare intento di chiarezza ed essenzialità abbiamo attinto alle seguenti fonti:
– Medjugorje: il cammino dei gruppi di preghiera alla scuola di Maria, conversazioni del p. Tomislav Vlasic e di Marija Dugandzic del gruppo grande di preghiera. Traduzione e redazione di p. Barnaba Hechich, Roma 1986, pp. 35. Ciclostilato.
– Lucy Rooney e Robert Faricy, in «Cuore Nuovo», ri. 17, inverno 1986 (riportato in Medjugorje 7).
– Discorsi vari di p. Tomislav Vlasic (ciclostilati).


Medjugorje vulcano di grazia

Nel suo contenuto altamente spirituale, Medjugorje ci lascia la fondata impressione di un avvenimento destinato a fermentare il futuro della Chiesa. Il vulcano sconvolgente dei «segni» che testimoniano l'apparizione della Madonna è accompagnato da un ancora più vasto vulcano di contenuti evangelici che investono gli immediati testimoni per diffondersi a raggi concentrici sull'intera umanità.
A Medjugorje sembra delinearsi la nuova Chiesa, caratterizzata da una più vasta effusione dello Spirito Santo. I limiti di un mondo antico vanno dissipandosi per lasciare un più libero spazio a un cristianesimo più evangelico.
Come al solito, la fermentazione della massa ha inizio dal lievito. Lievito della parrocchia di Medjugorje è il gruppo di preghiera; a sua volta il lievito del gruppo di preghiera è il carisma spirituale dato a Jelena, a Marijana e agli altri testimoni. Né va dimenticata la forza di persuasione spirituale di p. Tomislav Vlasic, p. Jozo Zovko, p. Petar Ljubicic e di altri frati che guidano la parrocchia e svolgono una indispensabile presenza e predicazione ai pellegrini di Medjugorje.

Una elezione singolare
Come è consuetudine celeste, i protagonisti del gruppo di preghiera di Medjugorje sono stati avviati e disposti al loro compito da grazie particolari. Senza pregiudicare un futuro che si svolge in un connubio tra grazia e corrispondenza, e che quindi non rende immuni gli eletti dal pericolo di venir meno alla loro vocazione, possiamo prendere atto del dono singolare concesso a due dodicenni: Jelena Vasilj e Marijana Vasilj (pur avendo lo stesso cognome non sono parenti). Maria ritorna ad esaltare l'infanzia spirituale, e come al solito istruisce i grandi mediante i piccoli: pensiamo a Bernadette, ai tre fanciulli di Fatima.

Jelena il 15 dicembre 1981 sentì una voce che la invitava alla preghiera e alla penitenza. Una settimana dopo le apparve l'Angelo con lo stesso invito. Ancora una settimana dopo le apparve Maria, che continua ad apparirle quasi ogni giorno. Jelena sente la sua voce, e può mettersi a contatto con la Vergine per quanto riguarda l'ambito spirituale.
La Vergine le disse: «Non voglio per mezzo tuo rivelare segreti al mondo, ma guidarti sulla strada della consacrazione e mostrare una via di consacrazione anche agli altri. Tutto ciò che hanno detto ì sei veggenti è vero, tutto avverrà. Tu devi credere come gli altri. Il segno visibile verrà. Non aspettate il segno visibile per curiosità. Prima del segno visibile è un tempo di grazia per i credenti: in questo tempo convertitevi, preparatevi, approfondite la vostra fede. Quando verrà il segno visibile, per molti sarà già tardi».
Dal maggio 1983 la Vergine dà a Jelena degli insegnamenti spirituali per condurla alla santità. La bimba riceve da Maria la benedizione serale: «Dalle sue mani esce una corrente di luce», dice Jelena.
«Quando la Madonna me lo dirà — dice ancora Jelena — io consegnerò tutto ciò che ho scritto alla Chiesa».

La formazione spirituale di Jelena
Jelena riferisce alcuni episodi assai significativi sulla pedagogia spirituale della Vergine nei suoi confronti. Eccone alcuni.
1. Durante l'inverno la Madonna non le è apparsa per un'intera settimana. Le è poi apparsa nuovamente, ma in vestito grigio.
Perché non sei venuta in questi giorni? — le ha chiesto la piccola.
Perché la tua vita spirituale è stata vuota — le rispose la Vergine. — Sei diventata orgogliosa, hai cominciato a disprezzare gli altri. Ti ricordi quando è passata quella ragazza in pantaloni e giacca moderna, come l'hai disprezzata? Ebbene, devi essere umile, se vuoi mantenerti a contatto con me. Non disprezzare nessuno, anche se fa male. Tu devi amare, devi capire...
- E la Vergine riprese le sue visite.
2. Nella classe di Jelena c'è un musulmano. Non sentendosi accolto e compreso dai cristiani, reagisce con forza picchiando tutti. E Jelena prendeva parte con gli altri a picchiare lui.
— Non restituire, ma perdona — le disse la voce interiore —; Dio può restituirti di peggio. Devi amarlo.
Jelena mise in pratica l'avvertimento di Maria, e quel ragazzo, che continuò a picchiare gli altri, la rispettò.

3. — Devi portare questo messaggio al Vescovo — disse Jelena un giorno a p. Tomislav. Il padre volle registrare il messaggio con accuratezza, e al termine della preghiera disse a Jelena:
— Chiedi a Maria se la registrazione è stata fatta bene.
Dopo la preghiera, Jelena riferì:
— la Madonna mi ha detto:
«Quando tu porli una parola divina non puoi portarla come una parola umana; devi prima pregare lo Spirito Santo perché li dia la sua forza».
Si misero entrambi a pregare. Dopo quella preghiera la voce di Maria nell'animo di Jelena si fece più «chiara», e il messaggio al Vescovo più perspicuo.
4. Verso la fine dell'agosto 1983 si ebbero delle difficoltà, e Jelena ne fu agitata. Maria le disse:
— Non agitarti, non preoccuparti. Ogni agitazione viene da Satana. Voi siete figli di Dio: dovete sempre essere calmi, nella pace, perché ogni cosa è guidata da Dio.
5. Un giorno Maria Vergine disse a Jelena:
— Oggi diremo il Rosario di Gesù Cristo.
Jelena cominciò la corona, ma la Vergine la interruppe:
— Tu preghi solo con le labbra.
Devi pregare col cuore, devi scendere in profondità ed essere tutta nel tuo cuore. Mettiti a sedere. Il corpo dev'essere tutto fermo, gli occhi raccolti in Gesù. Lascia da parte ogni altra preoccupazione o desiderio.
— Ho fatto come ha detto la Madonna — riferisce Jelena — e mi sono trovata in un grande raccoglimento.
Il Rosario di Gesù Cristo, detto con calma come vuole Maria, intramezzato da spazi di riflessione e di silenzio, applicando a se stessi e agli altri i misteri della vita di Gesù, è efficace avvio alla preghiera contemplativa, e attua la promessa di Maria: «Vi porterò alla profondità della preghiera».

«Voglio un gruppo di preghiera...»
Alla fine di maggio del 1983 la Madonna disse a Jelena: «Di' ai sacerdoti che io voglio un gruppo di preghiera, piuttosto di giovani, che sono liberi di consacrarsi totalmente a Dio e al mio Cuore. Possono parteciparvi tutti coloro che vogliono, ma lo raccomando soprattutto ai giovani, perché essi sono più liberi da impegni familiari e di lavoro. Lo raccomando in particolare a coloro che desiderano consacrarsi a Dio. — Io voglio guidare questo gruppo per mezzo di leggi spirituali, e sulla base dell'esperienza di questo gruppo potrà consacrarsi a Dio ogni persona e ogni gruppo del mondo».
La Madonna ha poi indicato i princìpi spirituali che sarebbero stati alla base del gruppo di preghiera:
1. Rinunciate a tutte le passioni.
2. Abbandonatevi totalmente a Dio.
Liberatevi una volta per sempre da ogni paura. Le persone che si affidano totalmente a Dio non hanno più posto per la paura nel cuore. Le difficoltà che avrete saranno per la gloria di Dio e la vostra crescita.
4. Cominciate ad amare i vostri avversari. Non nutrite rancori, maledizioni, ma solo benedizione, sorriso, serenità. Pregate per i vostri nemici almeno cinque minuti al giorno, e dal Cuore di Gesù e dal mio Cuore avrete l'amore divino con cui potrete amare i nemici.
5. Desidero che il gruppo digiuni due volte la settimana. Potete scegliere i giorni nei quali vi sarà più facile: oltre al venerdì, il martedì o mercoledì, ad esempio. A volte chiederò altri digiuni per le necessità della Chiesa.
6. Voglio che il gruppo preghi almeno tre ore ogni giorno. Non meravigliatevi di questo: voi siete deboli perché pregate troppo poco." Se potete, pregate un'ora al mattino e un'ora alla sera, e un'ora durante il giorno. Partecipate ogni giorno alla Messa e alla Comunione. Quelli che vanno a scuola o al lavoro nelle aziende preghino almeno mezz'ora al mattino e mezz'ora alla sera, e durante il giorno cerchino di trovareil tempo libero per la preghiera ela Messa. Quelli che frequentano la scuola serale provvedano a partecipare alla Messa al mattino.
Non spegnete lo spirito di preghiera. Almeno durante le pause della scuola ritiratevi per mettervi a contatto con Gesù; così fate in pullman, pregando Gesù nel cuore.

Struttura del gruppo
L'origine del primo gruppo di preghiera di Medjugorje è così raccontata da una delle sue socie, Marija Dugandzic.
«Dopo l'inizio delle apparizioni, si era rafforzato un gruppo preesistente di preghiera, fondato da p. Jozo, fino a raggiungere una settantina di persone, un gruppo come ce ne sono tanti nelle varie parrocchie del mondo. Due anni fa (1983), la Madonna, tramite la piccola Jelena, ha espresso il desiderio che da quello stesso gruppo si formasse un gruppo di giovani, disposti a consacrarsi più pienamente a Dio.: Ci ha concesso tempo per riflettere e decidere.
Ha fatto conoscere allora i compiti fondamentali che il gruppo avrebbe dovuto svolgere, invitandoci a meditare se li potevamo accettare o no. Ci ha pure chiesto di rimanere fermi qui, affidandoci a Lei per quattro anni, perché per tutto questo periodo Lei voleva guidarci nel nostro cammino spirituale.
Come primo compito e dovere di ogni membro del gruppo, ci ha detto di pregare tre ore al giorno, inclusa la Messa. Però Lei non ha posto l'accento sul numero delle ore giornaliere, quanto sulla necessità che la preghiera diventi la sostanza della nostra giornata, che sia cioè vissuta in profondità e non si fermi a formule ripetute magari per tre ore.
In secondo luogo ci ha detto di digiunare due volte alla settimana, e — in circostanze particolari — anche tre».

Struttura
1. Il gruppo non ha un nome particolare. La sua caratteristica fondamentale è di avere per guida la stessa Vergine Maria, che comunica le sue direttive tramite le giovani Jelena Vasilj e Marijana Vasilj. Al gruppo oggi appartengono una cinquantina di persone soprattutto giovani. Ci sono anche tre donne sposate, i cui mariti non possono partecipare dati gli impegni di famiglia. Quattro giovani vengono da Citluk.
Gli incontri sono presieduti da p. Tomislav. La guida spirituale interiore però è fatta dalla stessa Vergine che comunica i suoi desideri tramite le due veggenti, soprattutto Jelena.
Il gruppo per volontà della Vergine è chiuso agli estranei, che ne turberebbero il cammino, oppure, con presenze saltuarie, non ne seguirebbero il ritmo di crescita spirituale. Si racconta che due veggenti dovettero assentarsi per un certo periodo, e che non poterono esserne riammesse perché nel frattempo il gruppo aveva fatto passi in avanti. Nel gruppo ci sono raggruppamenti inferiori, diversificati, e il passaggio dall'uno all'altro avviene a gradi.
2. Oltre a questo gruppo più esteso, c'è il gruppo di Ivan (una quindicina di giovani, ai quali in assenza di Ivan per il servizio militare fanno da guida le veggenti Marija e Vicka, ed è diretto da p. Petar), e il gruppo delle adolescenti che si incontrano quotidianamente a casa di Jelena.
3. Il gruppo grande si raccoglie almeno una volta alla settimana, ma spesso anche tre, nell'aula sottostante alla casa dei frati. La partecipazione alla Messa è quotidiana. A volte il gruppo si raduna sul Podbrdo o sul Krizevac.
L'incontro dura un'ora e mezza o due, ed è preceduto dalla Messa, e al giovedì anche da un'ora di adorazione.
Al martedì dicono il «Rosario di Gesù» con preghiere spontanee e canti.
Al giovedì dicono 7 Pater, Ave e Gloria per il Papa e la pace, e preghiere spontanee alla luce del messaggio dato alla parrocchia.
Al sabato il gruppo si divide in gruppi più piccoli per riflettere sul cammino compiuto nella settimana e sui problemi emersi. La verifica è seria, sincera, costruttiva.
Gli interventi della Madonna avvengono prima della preghiera o durante la stessa (al sabato).
Il messaggio della Vergine a Jelena, Marijana o Marija viene comunicato durante la preghiera al sabato, o prima di essa al martedì e giovedì. Jelena e Marijana lo ricevono nel coro sovrastante l'ingresso della chiesa, poi lo consegnano a p. Tomislav, che 'lo legge all'inizio dell'incontro.
Dopo aver considerato come è nato il gruppo di preghiera, osserviamo come la Vergine lo conduce, riflettendo sulla pedagogia spirituale della Madonna nel suo svolgimento.

I primi richiami
1. Quando i giovani cominciarono a radunarsi ogni settimana, la Vergine disse:
— Cominciale con questo: amate i vostri nemici. Non giudicate, non portate rancore, non maledite, ma pregate per i vostri avversari e benedite tutte le situazioni. Voi non siete capaci di far questo, ma se pregherete per questo scopo almeno cinque minuti al giorno, avrete l'amore per tutti.
A tutti Maria raccomanda la preghiera vocale. A quelli del gruppo rivolge l'invito alla meditazione. La bimba veggente ha cominciato a recitare il rosario meditando i misteri della vita di Gesù. «La Madonna mi ha portato a una preghiera interiore — ella dice —, a vivere il rosario. Maria dice che tramite i sacerdoti vuole portare la gente alla profondità della preghiera».
Chi vuol aderire al gruppo di preghiera può farlo anche di lontano: cominci con il consacrarsi totalmente al Cuore Immacolato di Maria e a pregare come Ella ha chiesto: «Tramite questo gruppo — ha detto Maria — darò le norme spirituali a coloro che vogliono seguire questa strada» (P. Tomislav).

2. Al secondo raduno del gruppo Maria disse:
— Voi avete cominciato a pregare tre ore, ma guardate sempre gli orologi con la preoccupazione di finire per dedicarvi ad altre cose: così non entrerete nella profondità della vita spirituale. Lasciate gli orologi e le preoccupazioni, lasciatevi guidare dallo Spirito in profondità, e vedrete che i vostri doveri li svolgerete meglio e vi avanzerà più tempo. Lasciatevi guidare dallo Spirito! (P. Tomislav).
3. Al terzo raduno del gruppo Maria disse: Adesso è il tempo delle tentazioni. Quando una persona decide di seguire Dio, di abbandonarsi totalmente a Lui, Satana viene a distoglierla dalla sua strada. Egli vi dirà: «Voi esagerate, apparite strani, pretendete di essere diversi dagli altri...». Non ascoltatelo, ma seguile quanto vi ho detto. Satana non può nulla contro coloro che hanno fede ferma in Dio. Attraverso la preghiera assidua — ha promesso Maria — vi porterò nelle esperienze più profonde —. E ancora: — Come sarei felice se lutto il mondo seguisse questa strada. (P. Tomislav).


I ritmi del cammino

1. I messaggi della Vergine non sono dati in modo uniforme, ma con frequenza variabile secondo opportunità. Marija Dugandzic dice:
«La Madonna ci ha dato delle pause, perché nel frattempo vivessimo più intensamente gli ultimi messaggi ricevuti». La Madonna vuole che i messaggi entrino in profondità, come la pioggia che cade lentamente ma più a lungo e imbeve a fondo il terreno.
Dice ancora Marija Dugandzic: «Dopo le direttive fondamentali comunicate all'inizio, i messaggi ci venivano dati con una certa rarità, ed erano molto brevi. Più tardi, dopo circa otto-dieci mesi, i messaggi ci vennero dati più frequentemente, anzi quasi ad ogni incontro. La Madonna ci parla con molta concretezza, e gradatamente porta avanti con noi il suo programma: è come una scuola di apprendimento.
Di tanto in tanto lei ci dà una pausa; interrompe i suoi interventi, per darci modo di entrare nei messaggi già dati. Se infatti i messaggi fossero continui, ci sarebbe il pericolo di non recepirli tutti e di non viverli, addirittura di trascurarli e perderli di vista. La Madonna desidera quindi che le sue direttive siano da noi ben meditate e ruminate, affinché diventino parte di noi stessi, nostra vita quotidiana».
P. Tomislav aggiunge: «I messaggi non vengono dati a livello teorico. Ciò è vero in modo particolare per Ivan, perché attraverso Ivan ci vengono date soltanto delle spinte. Ho notato infine che anche nel gruppo grande i messaggi diventano sempre più brevi. Ci è detto in pratica: "Ormai avete ricevuto tutto; spetta a voi ora di aprirvi, di vivere ciò che avete ricevuto". Sempre più mi accorgo che le parole sono troppe, e che Dio può aiutarci soltanto nella misura in cui noi ci apriamo.
Io ho fatto diversi colloqui con la Madonna attraverso Jelena, ma gli ultimi colloqui sono stati piuttosto scarni: la Madonna ha sottolineato:
"Io ho detto tanto: accettatelo, vivetelo"».
2. P. Tomislav distingue due diverse fasi nella pedagogia del gruppo: «la fase della Madonna, e quella di Gesù, che stiamo vivendo ora. Queste due fasi sono distinguibili, però devono essere unite. Fase della Madonna è quella che ci ispira alla "mentalità della Madonna", che sottolinea la semplicità, l'umiltà, la sincerità, l'amore, la preghiera, l'abbandono totale. Questo atteggiamento della Madonna consente di procedere con maggiore facilità: se sei umile, semplice, abbandonato a Dio con semplicità, non inciamperai nella trappola di Satana; queste virtù proteggono dagli sbandamenti.
Quando la Madonna termina questo suo compito, porta il gruppo a Gesù, cioè avanti».

Il cammino di approfondimento
L'azione pedagogica della Vergine sul gruppo si snoda sulla piattaforma dei princìpi di base dettati agli inizi. Essa interviene a richiamarli, a farli vivere in profondità.
P. Tomislav e Marija Dugandzic ci offrono in merito alcune indicazioni.
1 La preghiera. Dice p. Tomislav: «Prima tappa è entrare nella preghiera. In un messaggio la Madonna ci ha detto: Molti finiscono la preghiera, senza esservi neppure entrati. Per entrare nella preghiera, lei chiede di fare due passi. Primo passo, confessare le proprie debolezze nel gruppo: "Quello che io sento adesso, Signore, te lo confesso: non sono capace di pregare, sono stanco, sento le difficoltà, ho offeso, qualcuno mi ha offeso e mi sento ferito..,"; esporre queste cose nell'inizio, esporre i problemi, confessare i peccati» (quello che si può confessare nel gruppo; il resto spetta alla Confessione sacramentale).
Marija Dugandzic dice: «Tutto ciò che la Madonna insegna nel gruppo riguardo alla preghiera, lo ha già insegnato nei messaggi alla parrocchia. Sulle cose che ha detto a noi in particolare, preferisco non parlare, perché riguardano la nostra vita privata».
— Nel gruppo si svolge il dialogo spirituale. P. Tomislav osserva: «Spesso nei gruppi vediamo le persone che tacciono, non parlano; sembra un silenzio, ma non è un silenzio che pesa o un silenzio di ascolto; non succede nulla alle persone. Oppure abbiamo notato che le persone parlano di cose superficiali, dicono qualche preghiera imparata a memoria, ma la persona non esprime quello che vive. L'inizio della preghiera dovrebbe dunque essere l'espressione del mio essere e di quello del mio gruppo. Se l'intero gruppo si muove fin dall'inizio, se entra nella preghiera, allora lo Spirito agisce dentro le persone».
— La preghiera si sostanzia di Parola di Dio. P. Tomislav dice: «La Madonna ci ha detto: '"Quando siete veramente entrati nella preghiera, riflettete sulla Parola di Dio. Poi cercate la benedizione, per realizzare quello che avete capito". Anche questo lo vedo molto importante, perché ho sperimentato che — anche nei piccoli gruppi — ci sono delle persone chiuse, che non si liberano. E se ci sono diverse persone in un gruppo che rimangono chiuse, sono un peso, e il gruppo non può andare avanti con facilità».
Il dialogo spirituale nei gruppi di preghiera è un elemento molto delicato, in cui non è facile definire limiti e opportunità. Ci domandiamo fino a che punto sia realizzabile.
2. L'abbandono. Il richiamo ad abbandonarsi a Dio è illustrato ampiamente nella predicazione di p. Tomislav e delle altre guide di Medjugorje.
Marija Dugandzic osserva: «Per prima cosa la Madonna ci esorta a staccarci da tutto, ad abbandonare tutto come dice il Vangelo (Mt 19, 21, 29). La Madonna ci raccomanda da abbandonarci totalmente a Dio, di non allarmarci per nessuna difficoltà, di non crearci inutili sofferenze, ma di affidare a Dio tutti i nostri problemi, confidando pienamente nel suo amore».
I giovani vogliono essere dei «consacrati»; il modo di giungervi è affidato alla guida di Maria, che ha detto: «Lasciate fare a me».
Abbandono e preghiera procedono di pari passo. Per entrare nella preghiera — insegna p. Tomislav — occorre scaricarsi dai propri pesi. «Nelle nostre Messe invitiamo la gente a riflettere sui peccati, e subito diciamo "Confesso...". La gente segue senza riflettere, senza scaricarsi. Quell'atto iniziale della penitenza, nel rito della Messa, è praticamente saltato, non succede nulla: la gente viene non preparata, non si ferma in chiesa a riflettere, corre. Come farlo nel gruppo? Dipende dalla capacità del sacerdote, del capogruppo. Solamente quando ci siamo purificati, chiedendo perdono al Signore, siamo inseriti nella preghiera. Ma se non è avvenuta questa liberazione, sia la bocca che il cuore rimangono chiusi».
3. La Confessione. Marija Dugandzic dice: «La Madonna ha raccomandato la Confessione mensile. Ci ha però consigliati di confessarci anche più spesso, quando ne ravvisiamo la necessità. Tale necessità non deve per forza essere costituita solo dalla presenza del peccato, ma anche dal bisogno di consultare un direttore spirituale. Ci ha detto che chiunque desidera crescere nella vita spirituale, deve avere un sacerdote che lo guidi e gli indichi il cammino da percorrere. Ci ha fatto capire che la Confessione deve essere considerata come l'espressione del nostro bisogno interiore, e non come un obbligo cui si debba soddisfare».
4. La pace interiore. Dice p. Tomislav: «Dal Natale (1985) fino ad ad ora è il tempo della pace. Nei gruppi di preghiera, la Madonna ha chiesto un digiuno severo e una preghiera intensa durante l'Avvento per ricevere a Natale il dono della pace, e questo dono noi l'abbiamo sperimentato come una realtà interiore vivissima. Poi, alla vigilia di Capodanno, la Madonna disse a Jelena: "Domani comincia l'anno della pace. L' anno della pace non è tale perché così l'hanno chiamato gli uomini, ma perché Dio l'ha voluto. Voi però avrete la pace se la implorate". La stessa sera del 31 dicembre, durante la preghiera del gruppo piccolo di Jelena, non so se attraverso Marijana o Jelena, Gesù disse: "A mezzanotte, quando sentirete le campane, inginocchiatevi, chinate la testa fino a terra, perché viene il Re della Pace. Quest'anno offrirò molta pace, ma vi domanderò alla fine dove siete stati quando io offrivo la mia pace". I membri del gruppo hanno sentito e vissuto in profondità questi doni».
5. L'umiltà. «Legata con la pace — prosegue p. Tomislav — c'è un'altra cosa che io ho sperimentata e mi è piaciuta: l'umiltà. L'umiltà è spesso sottolineata e inculcata nei messaggi. Purtroppo a Satana appartengono i poteri di questo mondo, si serve di tutto il potere (cf. Le 4, 6). Gesù e la Madonna invece chiamano di continuo ad essere abbandonati a Dio: umili e abbandonati. Nelle ultime settimane, Gesù ha sottolineato, attraverso le piccole veggenti, proprio questa realtà. Nell'ultimo incontro abbiamo sperimentato veramente che siamo nulla, che non possiamo- fare nulla. Ci ha detto: "Ma proprio questo io desidero; non siete voi che dovete essere glorificati, ma io sono da glorificare". L'umiltà entra nel piano della pace, perché attraverso l'umiltà è Dio che agisce dentro di me, non sono più io».

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